Lettera aperta a “Nuovo Progetto per Campo”
Cari amici Andrea Giusti, Lorenzo Baldetti, Andrea Battista, Yuri Tiberto, Giuseppe Giangregorio.
stanno tagliando i pini della piazza del Municipio a Marina di Campo, un’azione simbolica molto forte, non si tagliano in nome delle solite scuse già accampate dal duo Graziani/Galli negli anni precedenti, allora si cercò di tagliarli perché presunti malati (tesi falsa, erano sanissimi) o perché di intralcio alla circolazione pedonale, mentre i tavolini e i gonfiabili esposti all’esterno dei negozi aiutano il passeggio di portatori di handicap o delle mamme con passeggini.
I pini oggi sono “antiestetici” perché saranno sostituiti da una fontana con giochi d’acqua e luci, come la preesistente e scarsamente funzionante già collocata in altra piazza del paese. I pini sono anche “Antistorici” perché “i pini a Campo non sono autoctoni”, invece le strade, le case e gli hotel costruiti sul lungomare sbancando le dune di sabbia e rovinando la bellissima spiaggia hanno maggiore dignità di esistere da 50 anni.
Nel 1950 non c'era quasi nulla dell'attuale, i pini c'erano già prima di residence, moli, strade, ecc… dunque seghiamo pure i pini che non c'erano… ma quante altre cose dovremmo togliere?
Tralascio le risibili argomentazioni “gli aghi di pino sporcano” e “le pigne sono pericolose”, potremmo anche aggiungere che l’indigestione di pinoli può essere un potenziale danno per la salute umana.
Sarebbe interessante carpire una motivazione per tale nuovo assetto in una così simbolica piazza che prevede una costosa fontana invece di mantenerne l’imponente cornice arborea quasi secolare.
Ciò sarà un bruttissimo segnale per chi abbia un pino davanti al proprio negozio, bar e ristorante, domani non ci sarà più una ragione “morale” ed “emotiva” da far valere, prepariamoci a richieste di taglio supportate da nobili motivi: “gli alberi rompono le balle, rompono il marciapiede e io non posso mettere un tavolino in più o un bel espositore di ciabatte”!
Non voglio scomodare il pensiero di Italo Calvino o di premi Nobel quali Konrad Lorenz o Wangari Muta Maathai, presidente del Green Belt Movement, recentemente scomparsa per indurre gli amministratori campesi ad avere più sensibilità ambientale o coraggio intellettuale, per ciò basterebbe aver letto almeno 5 o 6 albi di Tex Willer, l’eroe del west che per la mentalità campese sembra giganteggiare e quasi impersonare Kant dal punto di vista etico.
A tutti voi amici e giovani consiglieri comunali suggerirei perciò di leggere un bel albo di Tex prima di andare a fare danno in Giunta o Consiglio comunale.
Tex Willer basta e avanza come modello per avere coraggio e la giusta onestà intellettuale nella gestione delle cose pubbliche.
Siete tutti laureati o diplomati, scusatemi, mi sarei aspettato ben altro sensibilità nel decetare il taglio di piante secolari, alte, sane e in mezzo a una piazza dove certo non impedivano il passaggio di nessuno.
Paolo Franceschetti