Referendum per il cambio di Regione
Il 17-18 dicembre 2006, si è svolto in alta valmarecchia, ai sensi dell’art. 132, 2° comma, Costituzione, il referendum per il distacco dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello dalla Regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna.
Il quesito sottoposto agli elettori nel referendum, è stato il seguente: “Volete che il territorio dei Comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, San Leo e Talamello sia separato dalla Regione Marche per entrare a far parte integrante della Regione Emilia-Romagna ?”; si è trattato cioè di un referendum di vallata (unico a livello nazionale) e non di singoli comuni, essendo un obiettivo irrinunciabile delle istituzioni locali quello di non frammentare il territorio dell’alta Valmarecchia che, da sempre, è fortemente integrato e coeso.
Nel referendum si è registrata una percentuale di votanti (a livello di alta Valmarecchia) pari al 67,51 %; percentuale già alta per una consultazione referendaria ma che è ancor più significativa se si considera che dei n. 16.410 cittadini aventi diritti al voto, n. 1.997 erano residenti all’estero che tuttavia non potevano all’estero votare; l’elevata partecipazione al voto si è rilevata in maniera omogenea in tutti i sette comuni.
I voti favorevoli (sempre a livello di alta Valmarecchia) sono stati n. 9.211, corrispondenti all’83,91 % dei voti validi, equivalenti al 56,13 % degli aventi diritto al voto, mentre i voti contrari, pari a n. 1.766, si sono attestati sul 16,09 %;
In base ai suddetti risultati l’Ufficio Centrale del Referendum ha dichiarato che la proposta è da intendersi approvata ai sensi dell’art. 45, comma 2, della legge n. 352/70. Del risultato è stata data comunicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 28.12.2006.
Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 5 Aprile 2007, ha approvato ai sensi dell’art. 45, comma 4, della legge n. 352/70, il Ddl per il distacco territoriale dei Comuni suddetti dalla Regione Marche e la loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, che ora inizia il suo iter parlamentare.
Qui sotto i documenti approvati dal Consiglio Comunale di Talamello, nel marzo 2006 e marzo 2007:
DOCUMENTI SU REFERENDUM Il commento del Sindaco dei risultati
[URL]http://www.comune.talamello.rn.it/index.php?id=11205[/URL]
Quali sono le regole per il Referendum
De Referendum per il cambio di Regione molti ne parlano senza sapere nulla: altri, chissà perché, forse sanno ma tacciono. Noi per chiarezza e per l'informazione dovuta ai cittadini riportiamo sinteticamente le questioni più importanti.
La Procedura
Il Referendum si può indire con delibera comunale, oppure con delibera e raccolta di firme di sostegno, oppure con la sola raccolta di firme ai sensi degli statuti comunali (per Pennabilli ad esempio se si scegliesse questa strada lo statuto prevederebbe la raccolta per un totale di firme superiore al 30% degli aventi diritto al voto, (circa 870).
La richiesta di referendum va presentata alla Cassazione che con ordinanza indice il referendum entro sette mesi dalla domanda. Ai sensi del 2° comma dell'art.45 della legge 352/70 si prevede che i SI debbano essere la maggioranza degli iscritti nelle liste elettorali, quindi almeno òla metà più uno degli aventi diritto al voto, per Pennabilli i SI
dovrebbero essere più di 1.450. Il Referendum è consultivo, cioè non determina automaticamente l'aggregazione ad altra Regione. Per concludere l'iter occorre una proposta di legge del Ministero dell'Interno approvata dal Parlamento, previo parere dei rispettivi Consigli Regionali delle regioni interessate.
Le altre esperiense referendarie in Italia
Da quindici anni esiste una associazione "Unione italiani per cambiare Regione" con Presidente l'amico Francesco Frattolin che ha condotto nelle varie sedi istituzionalai (Parlamento, Corte Costituzionale, ecc.) la battaglia per ottenere la possibilità di effettuare il referendum per il cambio di egione.