saluti
Valerio
saluti
Valerio
P.S.
tanto tutte le chiacchiere e le prese in giro e tutte le sofferenze che infliggete alla povera popolazione si ritorceranno contro di voi, spenderete tutti i soldi spremuti alla povera gente in medicine e poi nella bara non ve li porterete
qualcuno sa rispondermi??
2011/1208
DETERMINAZIONE DEL RESPONSABILE DELL AREA TECNICA N. 177 2011
IMPEGNO DI SPESA AFFIDAMENTO INCARICO ALLA DITTA ONORANZE FUNEBRI DI MARANO GIUSEPPE DEL SERVIZIO DI MNUTENZIONE E CUSTODIA DEL CIMITERO COMUNALE. CIG. Z6F02021A8
Pubblicazione: 16/11/2011 – 01/12/2011
Tipo pubblicazione: DETERMINAZIONE
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Non tutta la colpa del disastro che è successo a Marina di Campo è da attribuirsi all'incuria ed al cemento. Nel 1907 i fossi erano puliti, ma quando la natura prende il sopravvento diveniamo solo inermi testimoni.
Nel teso Consiglio Comunale svoltosi ieri pomeriggio ho formulato, tra le altre mille cose, la proposta di istituire una “tassa di scopo” sui redditi oltre 30/35.000,00 Euro, da destinare alle famiglie profondamente colpite nella terribile alluvione.
Sarebbe questo un gesto di solidarietà verso i “nostri” amici e compaesani isolani, un esempio concreto di umana solidarietà che, partendo da un’Isola colpita, sarebbe di sprone per gli Enti nazionali e, speriamo, sovranazionali.
L’arrivo e anche le promesse del Presidente della Regione, ROSSI, fanno comunque ben sperare e ci è piaciuto il suo ritorno sull’Isola per vedere il “da farsi” e risolvere così i gravi problemi che ci assillano.
Invitiamo l’Amministrazione di Marciana a farsi promotrice presso le altre Amministrazioni Comunali dell’Elba per illustrare e realizzare questa nostra proposta.
Le polemiche e le cause degli avvenimenti andranno analizzate con cura.
Gli avvenimenti vanno prevenuti; quanto avvenuto nel 2002 a Procchio doveva allarmarci e farci decidere a lavorare per l’eliminazione dei gravi “inconvenienti” che si sono ancora verificati.
Purtroppo nei Consigli Comunali di questi ultimi 3 anni abbiamo sempre dibattuto, su nostra iniziativa, su questi problemi, ma purtroppo, amaramente abbiamo constatato un nulla di fatto; il nostro Gruppo, su tale triste argomento è più volte intervenuto con svariate interpellanze, però ….???
Siamo stati considerati delle “Cassandre”.
Rimbocchiamoci le maniche, così come ha fatto attivamente sul campo tanta gente comune, e lavoriamo per il bene dei nostri concittadini.
Nel prossimo Consiglio Comunale interpelliamo la S.V. per sapere le iniziative intraprese.
[COLOR=darkblue]Pasquale BERTI Capogruppo di Minoranza “Marciana col sorriso” [/COLOR]
“Il 31 ottobre scorso, un nubifragio tremendo, scatenatosi su questo Comune, travolse case, animali, vigneti ubertosi e fertili campi, ammucchiò rovine dove poco prima tutto era vita e speranza”.
Questo è l’accorato incipit della lettera che l’avv. Gualando Gualandi, sindaco di Marciana Marina, inviò il 2 novembre 1899 ai Comuni del Regno affinché deliberassero “un sussidio qualsiasi”. Quattro giorni dopo gli fece eco Giovanni Battista Borachia, vescovo di Massa e Populonia il quale, in una nota non meno toccante rivolta “ al Clero e al Popolo”, ribadiva la richiesta di generosità e di soccorso dopo aver sottolineato che “la moltitudine delle acque si è rovesciata con tant’impeto sul Comune di Marciana Marina che ha reso vano ogni riparo, impossibile ogni umana previdenza … ha rovesciato argini, rotto strade … privato moltissime famiglie delle cose più necessarie”.
Nel 1907 i due uviali di S. Giovanni e di Marciana, che già nella loro accezione semantica (latino alluvies = inondazione) indicano che la loro tendenza agli straripamenti è conosciuta da tempi remoti, replicarono la loro azione distruttiva. Ad ovest la tracimazione fu tanto potente che asportò perfino un’ala del cimitero. Chi non è più tanto giovane ricorda i racconti lugubri dei vecchi pescatori che, nel mare della Torre e del Nasuto, continuarono per un bel po’ a imbattersi in bare sventrate dalla violenza delle acque.
Le due esondazioni di circa un secolo fa, quando peraltro le casse di espansione dei due torrenti non erano ancora state modificate da errate operazioni umane, sono certamente dovute a due eventi pluviali eccezionali, ma non del tutto imprevedibili perché un bacino imbrifero così vasto e una barriera montana di mille metri alle spalle del mare possono concorrere a creare situazioni di emergenza. Può succedere due volte in otto anni o mai nell’arco di un secolo, ma in nessun caso bisogna abbassare la guardia. Ciò, in parole povere, significa che quando la natura diventa matrigna e decide di scatenarsi sul serio possono verificarsi eventi tragici anche in assenza di errori da parte dell’ attuale genere Homo. Il quale però, se davvero fosse sapiens sapiens (due volte!) secondo la nota definizione paleoantropologica, avrebbe evitato di dare una mano, tanto solida quanto stolida, a modificazioni ambientali tali da ampliare gli effetti avversi della natura.
Purtroppo sembra che la ‘cultura dell’acqua’ e dei suoi fenomeni sia ancora lontana dalla coscienza collettiva. Ed è facile accorgersi che la storia non insegna molto, forse perché conosciuta troppo poco. Per rimanere in ambito marinese, segnalo che nell’uviale di S. Giovanni di recente è stato effettuato un insolito lavoro circa 200 metri a valle del Palazzo Bernotti/Gualandi di Capo al Piano, per l’appunto sventrato nella sua parte orientale dall’impeto dell’esondazione di 100 anni or sono. Come si può vedere dalla foto, l’ operazione idraulica (costruzione di un simil-ponte) non può non destare profonde perplessità. L’uviale, infatti, è stato intubato come se si trattasse di una semplice gora campestre. Sono stati cambiati profondamente profilo dell’alveo e capacità di ricezione: se prima poteva passarci un tronco di sei metri di lunghezza, ora sono sufficienti pochi arboscelli di traverso per dare il via alla formazione di una diga, per impedire il deflusso delle acque e per contribuire a gravi conseguenze. Non è necessario essere specialisti per capire che gli sbarramenti di un torrente, sia pure parziali, costituiscono un pericolo che, come dimostrano le tragedie dei nostri giorni, non deve essere sottovalutato. A mio avviso bisogna rimediare al più presto, magari eliminando quel singolare viadotto oppure sostituendolo con un ponte dotato di tutti i crismi di sicurezza.
Concludo rivolgendo un commosso pensiero nei confronti di tutti Coloro che all’Elba e in ogni parte del Paese hanno perduto la vita, o il lavoro di una vita, a causa della furia della natura e della leggerezza dell’uomo.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
Grazie ancora.
Continuano ad arrivare aiuti alle popolazioni di Campo. E ancora si fa avanti il Gruppo Nocentini che, attraverso la piattaforma Conad del Tirreno, nella mattinata di venerdì prossimo farà arrivare un camion Conad nel piazzale dietro il palazzo comunale di Campo, dove è stato allestito il centro di coordinamento e raccolta e qui verranno consegnati due pancali di confezioni di acqua da un litro e mezzo, uno di acqua da mezzo litro, un pancale di pasta, uno di latte da un litro e uno di riso.
Un’iniziativa che si va ad aggiungere alle altre messe in piedi dalla Conad di Nocentini da quando Campo è stata invasa da acqua e fango, nonostante da subito il Gruppo fosse al lavoro nel supermercato di Campo che ha subito ingenti danni dall’alluvione e che potrà riaprire solo dalla prossima settimana . Già nei primi giorni della tragedia, infatti dalla Conad di Nocentini sono stati destinate all’emergenza alluvione generi alimentari e di consumo per circa 50 mila euro e in tutti i supermercati del gruppo è attiva la raccolta con le indicazioni ai propri clienti dei prodotti che vengono richiesti dal centro di raccolta.
Tutte iniziative che diventano sempre più necessarie in un paese che faticosamente si sta rialzando ma su cui progressivamente si stanno spegnendo i riflettori e per cui diminuisce l’attenzione del resto del paese. Insieme alle risorse istituzionali destinate alla ricostruzione acquistano sempre più importanza i rifornimenti per la vita quotidiana degli abitanti e dei soccorritori che ancora sono a Campo e che continuano a spalare fango e a risucchiare acqua.
Affrontare gli ostacoli e fare qualcosa per superarli tutti insieme, ci farà scoprire che le avversità non hanno neanche la metà della nostra forza .
Noi uniti…non c'è altra forza più grande……avere un posto nel cuore degli altri significa non essere mai soli.
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PS Nel Peana a favore dei Tecnici, che proverà a togliere le castagne dal fuoco con un golpe bianco mai visto, che permetterà a tutti di mantenere Mani Pulite, poltrone, spazi elettorali con opposizioni più o meno visibili o risibili, l’unica voce fuori dal coro è stata quella dell’ex Ministro Rotondi. Un irresponsabile che prova a non far sentire inutile il voto di quanti si recano alle urne.
p.s mia mamma, 87 anni, dopo un'ora nell'acqua gelata non ha fatto neanche uno starnuto!!! Sta benissimo.