Be se tolgono le auto ; non c’e dubbio che sarà il colpo di grazia per il centro storico , perché la gente andrà altrove .
Lunedi 28 febbraio il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Enrico CREDENDINO, ha fatto visita alla Capitaneria di Porto sede di Direzione Marittima di Livorno.
Accompagnato dal Comandante Marittimo Nord, Ammiraglio di Divisione Pierpaolo Ribuffo, è stato accolto dal Direttore Marittimo della Toscana, Contrammiraglio Gaetano Angora.
Profondo orgoglio nella sede della Guardia Costiera labronica che mai prima d’ora aveva ricevuto in visita il Vertice della Forza Armata.
Ricevuto con gli onori militari, l’Ammiraglio Credendino, insediatosi lo scorso novembre alla guida della Marina Militare, ha inteso rivolgere un breve saluto a tutto il personale schierato e agli equipaggi delle unità navali.
“Conosco bene quello che fate – quale Corpo specialistico della Marina Militare – a beneficio dell’interesse collettivo”, queste le parole d’esordio dell’Alto Ufficiale che, anche quale profondo e attento conoscitore della realtà livornese, ha voluto rimarcare come “la Capitaneria di porto di Livorno sia una realtà importante che riscuote il pubblico riconoscimento per il servizio assicurato alla comunità marittima e portuale della città. L’invito – ha concluso l’Ammiraglio – è di proseguire nel solco del buon lavoro svolto”.
Nel prosieguo della visita il sig. Capo di Stato Maggiore ha preso parte ad un briefing nel quale il Direttore Marittimo, anche alla presenza dei Capi di Compartimento e di Circondario della Zona Marittima, ha illustrato le peculiarità della giurisdizione territoriale e delle acque della Direzione marittima Toscana, con un focus particolare sulle realtà portuali.
L’ Ammiraglio Credendino si è poi recato presso la banchina motovedette dove ha potuto osservare le principali caratteristiche dello strumento navale di cui dispone la Capitaneria di porto e attraverso il quale vengono quotidianamente assicurate le funzioni operative di Guardia Costiera.
Prima del termine della sua visita, il Capo di Stato Maggiore ha proceduto con la tradizionale firma del Libro d’onore formulando un’espressione di vivissimo apprezzamento per l’eccellente opera svolta.
“Vento in poppa, sempre!” Questo l’augurio finale dell’Ammiraglio Credendino rivolto alle donne e agli uomini della Direzione Marittima.
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L’autrice Rita Poggioli si classifica al II posto al Concorso Nazionale Acqui Terme con il suo nuovo libro. Il romanzo La notte dei Cucibocca, scritto a quattro mani con Gaetana Di Stasi, ha ottenuto un importante riconoscimento, nella sezione Romanzo familiare con la seguente motivazione “per aver raccontato le vicissitudini di una famiglia attraverso le generazioni e il richiamo alle tradizioni e alle radici territoriali”. Si tratta di un romanzo di formazione, ispirato ad una storia vera, che racconta le vite parallele di tre generazioni della stessa famiglia, quella appunto di Gaetana, detta Nina, una delle protagoniste della storia e co-autrice del libro. Dunque l’insegnante, già affermata scrittrice per ragazzi, si conferma una buona penna, questa volta cimentandosi in un libro per adulti, che potrete già trovare in libreria.
nei casi di carattere generale l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulottes, campers, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, ad eccezione di quelli che siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee deve essere effettuata come, per altro, indicato al progressivo 15 nella sezione II relativa all’edilizia della Tabella A allegata al d.lgs. n. 222/2016, previo il rilascio dell’autorizzazione di cui all’articolo 20 del più volte citato DPR 380/2001.
nel caso, invece, che tali manufatti siano ricompresi in strutture ricettive all’aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti, previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore possono essere effettuate come edilizia libera se tali strutture ricettive siano state, previamente, autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico, in conformità alle normative regionali di settore e se, quindi per le stesse sia stata già rilasciata una SCIA unica così come previsto per l’attività individuata al progressivo 75 della Sezione I relativa all’edilizia della Tabella A allegata al d.lgs. n. 222/2016 e relativa alle strutture ricettive; possibilità, successivamente, confermata nel Glossario di edilizia libera e, precisamente, al numero 52 ed, in pratica sembra che le strutture ricettive all’aperto previamente autorizzate sotto il profilo urbanistico, edilizio e, ove previsto, paesaggistico e per le quali sia stata presentata, dunque, una SCIA unica possono procedere all’installazione di tutti quei manufatti indicati all’articolo 3, comma 1, lettera e5) del citato DPR 380/2001.
La decisione della Cassazione
Gli ermellini hanno confermato i rilievi della Corte di appello per la quale sul terreno di proprietà della ricorrente era stato posizionato un prefabbricato modulare di 42 mq., in parte poggiato su carrello, in parte su pali telescopici, articolato in due unità abitative arredate, con ingressi distinti, dotate la prima di cucina, bagno e una camera da letto e la seconda di una cucina, due camere da letto e un vano adibito a bagno; all'esterno, il manufatto presenta una terrazza con parapetti in metalli a protezione e un'area pavimentata con mattoni autobloccanti. La descrizione del manufatto ha escluso l'invocata applicazione della disciplina regionale, la quale si riferisce a impianti prefabbricati a uso non abitativo.
Come previsto all'art. 44, comma 1, lett. b) del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (c.d. Testo Unico Edilizia), si configura come reato l'installazione su un terreno, senza permesso di costruire, di strutture mobili quali camper, roulotte e case mobili, sia pure montate su ruote e non incorporate al suolo, aventi una destinazione duratura al soddisfacimento di esigenze abitative. Si è parimenti precisato che integra il reato di costruzione edilizia abusiva la collocazione su un'area di una "casa mobile" con stabile destinazione abitativa, in assenza di permesso di costruire, perché quest'ultimo non è necessario, ai sensi dell'art. 3 del Testo Unico Edilizia, per i soli interventi in cui ricorrono contestualmente i requisiti di cui al comma 1, lett. e 5), del predetto art. 3 (collocazione all'interno di una struttura ricettiva all'aperto, temporaneo ancoraggio al suolo, conformità alla normativa regionale di settore, destinazione alla sosta ed al soggiorno, necessariamente occasionali e limitati nel tempo, di turisti).
Nel caso in esame, i giudici di merito hanno accertato che l'opera, seppur potenzialmente mobile e precaria, era fissata al terreno attraverso tubi telescopi posizionati alla base del terreno ed era corredata, nella parte esterna, da una terrazza con parapetti e una pavimentazione in mattino, da ciò logicamente desumendo che era destinata a soddisfare esigenze abitative di carattere duraturo, come tra l'altro dimostrato dal fatto che dal momento dell'installazione del fabbricato dal settembre 2014 fino al giugno 2015 la casa mobile era rimasta in maniera stabile e perdurante sul fondo dell'imputata.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/par.JPG[/IMGSX] Non è di nostra competenza entrare nel merito e ci limitiamo pertanto a sottolineare un aspetto che riguarda la posizione del Parco sul dissalatore.
Rileggendo infatti il comunicato della nomina di Barbetti come consigliere del Pnat nonchè la sua immediata dichiarazione di mettersi a disposizione del Consiglio Direttivo dello stesso, ci è venuta in mente la sua inequivocabile dichiarazione del 2019 consultabile attraverso questo link
> https://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/36381-barbetti-alla-regione-%E2%80%9Caccordo-di-programma-per-l%E2%80%99autonomia-idrica-dell%E2%80%99elba-inaccettabile .
Ci auguriamo pertanto che possa quanto prima riproporre queste considerazioni in seno al Consiglio del PNAT affinchè da un lato si affronti finalmente anche in tale consesso il tema del dissalatore come una problematica comprensoriale; dall’altro possa aiutare l’opinione pubblica a comprendere l’improvviso cambiamento di posizione del Direttore del PNAT che, invitato ad esprimere pareri e/o osservazioni sul progetto, ha tenuto un comportamento quanto meno contraddittorio; inizialmente infatti aveva espresso delle perplessità soprattutto sul procedimento seguito per la non assoggettabilità a VIA per poi inopinatamente accettare questa soluzione dopo pochi giorni ed esprimere parere favorevole; si legge in una comunicazione del Direttore Tecnico di ASA Mirco Brilli del gennaio 2021 ,( Integrazioni e chiarimenti aventi ad oggetto: “Art. 19 del D.Lgs. 152/2006, art. 48 della L.R. 10/2010. Procedimento di verifica di assoggettabilità ….) “dopo le nostre precisazioni, il Parco ha escluso che ci possano essere effetti significativi sull’ambiente ed in particolare sui siti Natura 2000”.
Siamo certi dunque che il Barbetti confermerà le sue convinzioni della assoluta inopportunità di realizzare il dissalatore e soprattutto di realizzarlo all’Elba ed in quella posizione, come peraltro ha avuto modo di ribadire in un suo articolo pubblicato nel mese di dicembre scorso allorchè salutò, con entusiasmo e come conferma delle sue affermazioni, la notizia che ASA avrebbe progettato di costruire un dissalatore in Val di Cornia.
Comitato per la difesa di Lido e Mola