La sempre solare
Defensor dice cose assolutamente vere.
I fondi stanziati per il simpatico progettino Life+ 2010 arrivano dai nostri lungimiranti tutori dell'Unione Europea, gli amici di Monti & C., per capirci, e come da tradizione, vengono scientificamente assegnati a progetti di "conservazione" possibilmente idioti e molto costosi: quando Mamma UE porta la ciccia, trova sempre tante boccucce affamate che reclamano la loro parte.
Dice quindi bene Defensor: i soldini non possono essere utilizzati in altro modo . Anche in questo, la funzione dell'UE è semplice: far sembrare che, tutto sommato, sono spiccioli piovuti dal cielo… e a veleno donato non si guarda in teschio. Daccordo, siamo sempre noi con le nostre tasse che finanziamo i munifici finanziatori… e se poi si dovesse sapere che a cofinanziare saranno anche la provincia e la regione magari qualcuno s'incazzerebbe.. così, invece… anche Defensor glissa, e tutto è più etereo… 😎
Ma quanti sono, questi soldini? In totale, 1.584.856 euro.
Gli interventi prevedono essenzialmente l'eradicazione dei ratti e dell'ailanto a Montecristo, più qualche spicciolo per Pianosa.
La scusa, ehhem, la seria motivazione scientifica è la protezione dei nidi di Berta minore, simpatico uccello pelagico che ha il difetto di fare nidi in buche o anfratti poco difendibili dai ratti. Inutile immaginare sistemi di protezione meno invasivi, limitati ai periodi riproduttivi: a qualcuno piace eradicare, senza se e senza ma.
E allora:
– 26 (VENTISEI) TONNELLATE DI VELENO RODENTICIDA.
costo Euro 50.388 (l'iva non si scarica)
– distribuite con elicottero: la base d'asta era di 107.750€, il costo effettivo non l'ho trovato. Cercare qualcosa, per un cittadino, deve sempre essere complicato.
Il veleno in oggetto è a base di brodifacoum.
Efficace e poco nocivo. Poco.
QUESTO E' IL LINK ALLA SCHEDA DEL PRODOTTO "BRODIM". COMMERCIALIZZATO DALLA DITTA COLKIM. QUELLA CHE HA VINTO L'APPALTO.
[URL]http://www.best-service.it/Brodim%20sicurezza.pdf[/URL]
Ai Camminatori l'arduo compito di interpretare questa nota… tenendo conto che parliamo solo di 26 tonnellate…

Queste le competenze sicuramente in carico al Parco.
Ma la parte più bella riguarda invece le "accortezze del caso per evitare di colpire altri animali, come dice Defensor. E qui il Pnat non dovrebbe in effetti centrare niente: la Forestale ha in mano il coordinamento, poi ci sono l'ISPRA e tale Nemo srl, società privata specializzata in questo tipo di operazioni. Cominciamo dalle Capre: in un isola dove se sposti una foglia con un peto ti arrestano, si procederà (o si è proceduto.. boh..) a realizzare un bel recinto. Poi si andrà (con che mezzo? Proiettili narcotizzanti? Trappole? Sale sulla coda?..e chi lo sa…) a caccia dei pregiati ovini. Una parte si schioccano in gabbia, tanto per non intaccarne la selvaticità, mentre un selezionato gruppetto di 10 esemplari verrà trasferito in pensione allo zoo di Roma (che in omaggio alla logica dell'"opertore ecologico"o del "non udente" si chiama pomposamente "bioparco", ma che zoo è e resta).
Così, per sicurezza: evidentemente non si fidano troppo.
Poi ci sarebbero i rapaci e i rettili: Topi e ratti, una volta intossicati anche con una sola ingestione, vengono presi da senso di soffocamento e tendono ad andare a morire all’aperto.
Questo dicono tutte le schede informative sul nostro inoffensivo veleno. Un bel ratto grassoccio… agonizzante.. in campo aperto… quale poiana stanziale o falco di passo rinuncerebbe sdegnato a sì facile preda?
Ma la domanda che vorrei porvi è questa: ammesso che tutti i roditori vengano sterminati… ammesso anche che rapaci e rettili non vengano colpiti… MA POI, VIPERE, BIACCHI E RAPACI IN GENERE… CHE ACCIDENTI MANGERANNO?? … Ottimi pulcini di Berta minore, suggerirei…. 🙂
Nel frattempo, sempre nell'isola dove se calpesti un ramo secco ti mandano ai lavori forzati, una task-force di novelli Tremal-naik armati di machete, motoseghe e naturalmente attrezzati con le immancabili autobotti di veleno chimico provvederà a spezzare le reni all'ailanto, onde favorire la sicura ricolonizzazione degli autoctoni Lecci, scomparsi da secoli e ridotti (nonostante un'altra buona dose di quattrini all'uopo sperperati anni fa..) a quattro arbusti risecchi e spelacchiati rimasti in cima a un crinale…
Ma tant'è: come dice Defensor, "Mi sembra ovvio che si prendano tutte le accortezze del caso"…
Si: e l'"accortezza" principale è fare tutto in un luogo irraggiungibile. Occhio non vede, cuore non duole. 😎
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Link:
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/791_532_2011.pdf[/URL]
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/781_508_2011.pdf[/URL]
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/735_486_2011_Provvedimento%20per%20individuzione%20ditta%20per%20esche.pdf[/URL]
[URL]http://www.montecristo2010.it/dettaglio.asp?C=0810504AEE7476034005[/URL]
[URL]http://www.viktory.it/grano-topicida.aspx[/URL]