REALIZZA SUBITO
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REALIZZA SUBITO
pubblicato il 23 Gennaio 2012
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Attendi…
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“LE ANSONICHE DELL’ELBA A CONFRONTO – DEGUSTAZIONE ALLA CIECA”
Due cene a tema che si terranno Giovedì 26 e Venerdì 27 presso il nostro Ristorante a Capoliveri. Si tratta di due serate che vedranno le nostre Ansoniche dell’Elba come assolute protagoniste, in sostanza una degustazione alla cieca delle 7 Ansoniche: Acquabona, Acquacalda, Cecilia, Le Sughere, Montefabbrello, Sapereta e Terre del Granito. Il servizio sarà svolto in entrambe le serate da alcuni Sommeliers dell’AIS Isola d’Elba ed una scheda tecnica sarà consegnata a ciascun ospite per poter esprimere il proprio giudizio in base a criteri di valutazione dei vini ben precisi. Il tutto avverrà in un clima amichevole e di non-competizione. In ogni caso, da entrambe le serate, uscirà l’Ansonica più apprezzata. Per ogni calice di vino verranno serviti 2 assaggi di cucina tipica elbana e non solo per un totale di 14 assaggi (Salumi di mare – Spada all'aceto – Polpo spadellato – Tonno spadellato – Polpetti affogati – Acciughe ripiene – Zuppa bicolore con cozze – Zuppa di crostacei – Gnocchi al pesce – Ravioli con l'acciugata – Frittata di bianchetti – Totano ripieno – Crostini con puntine di totano e Stoccafisso alla Riese). Il tutto per un costo di €. 40,00 a persona. Le cene sono naturalmente aperte a tutti ma conto sulla presenza dei produttori stessi in maniera da poter creare una discussione sui vari vini proposti e magari poter rispondere alle domande di chiunque voglia partecipare. Per prenotazioni ed informazioni chiamatemi al 347 66 333 95. Grazie per l’attenzione, Paolo.
Arsenico nell'acqua: Codacons, ora ricorso di un milione utenti
I ministeri dell'Ambiente e della Salute sono stati condannati dal Tar del Lazio a risarcire con 100 euro ciascuno circa 2.000 utenti di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria) che lamentano la presenza di arsenico nell'acqua. Lo annuncia il Codacons, che aveva presentato ricorso.
Secondo i giudici amministrativi di primo grado, riferisce il Codacons, bere "acqua all'arsenico può produrre tumori al fegato, alla cistifellea e pelle, nonché malattie cardiovascolari". "La sentenza – afferma il Codacons in una nota – apre una strada di incredibile valore, affermando che fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute". "Ora questa strada – prosegue la nota – sarà percorsa anche per chiedere i danni da inquinamento dell'aria e da degrado sia a Napoli che a Roma e nelle altre grandi città in cui la vivibilità è fortemente pregiudicata dal degrado ambientale". Per Carlo Rienzi, presidente dell'associazione di utenti e consumatori, si "tratta di una vittoria importantissima perché pone termine alla impunità di regioni e ministeri che per non spendere i soldi stanziati o non sapendoli spendere hanno tenuto la popolazione in condizioni di degrado e di rischio di avvelenamento da arsenico. Ora i singoli presidenti delle regioni e i singoli Ministri dell'Ambiente e della Salute succedutisi negli ultimi anni, quando promettevano all'Europa bonifiche delle falde in cambio di aumento dei limiti di presenza del metallo velenoso nelle acque, dovranno essere perseguiti dalla Corte dei Conti per rimborsare l'erario dei soldi che dovranno risarcire agli utenti".
In attesa dei successivi gradi del giudizio amministrativo, la legge obbliga al pagamento immediato di due terzi della sanzione: Dolce & Gabbana riceveranno così nei prossimi giorni una cartella Equitalia da 229 milioni, e dovranno pagarla personalmente, perché l’accusa di evasione ha colpito proprio loro e non le società di cui sono proprietari. L’operazione contestata dal fisco è da manuale, al punto che la sua linearità non appare all’altezza della rinomata creatività dei due protagonisti. Fino al 2004 Dolce e Gabbana erano personalmente proprietari dei marchi del gruppo, che cedevano in uso alle società operative a fronte del pagamento di royalties variabili, comprese tra lo 0,5 per cento del fatturato per i profumi e il 2,5 per cento per abbigliamento e accessori. Queste royalties erano tassate come reddito personale dei due cittadini italiani, quindi assoggettate all’aliquota del 45 per cento.
Ma proprio nel 2004 i due hanno pensato bene di vendere i marchi a una società lussemburghese appositamente costituita, la Gado Sarl, che a sua volta ha stipulato il contratto per la licenzia d’uso dei marchi con l’italiana Dolce&Gabbana srl. L’accordo, valido per dodici anni, prevedeva il pagamento di royalties pari a una percentuale del fatturato tra il 3 e l’8 per cento, ma con un minimo garantito di 54 milioni all’anno, destinato a crescere ogni anno non meno del 7 per cento. Il vantaggio fiscale è evidente. In primo luogo la tassazione lussemburghese per quelle royalties era del 4 per cento, anziché del 45 per cento pagato in Italia. In secondo luogo il livello delle royalties sale di colpo rispetto al livello pagato in precedenza ai due stilisti come persone fisiche, il che equivale a ottimizzare il trasferimento di reddito in Lussemburgo, visto che l’innalzamento delle royalties corrisponde con tutte evidenza a una riduzione degli utili (tassati) della Dolce&Gabbana srl.
Gli occhi dell’Agenzia delle Entrate hanno messo a fuoco il prezzo di vendita dei marchi, fissato in 360 milioni di euro, e giudicato dagli ispettori del fisco troppo basso. A prima vista, pagare 360 milioni una cosa che ti rende almeno 54 milioni il primo anno (il 15 per cento del capitale), cifra crescente del 7 per cento annuo per i successivi 11 anni, sembra un ottimo affare. I due stilisti avevano fatto le cose in piena regola, con tanto di perizia della prestigiosa Price WaterHouse Coopers, che aveva valutato i marchi 355 milioni. Il difensore di Dolce e Gabbana, l’avvocato Lorenzo Piccardi dello studio ex Tremonti, ha negato che ci si trovasse di fronte al cosiddetto “abuso di diritto”, e ha difeso la correttezza dell’operato degli stilisti.
[URL]http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/21/dolce-gabbana-pagano-229-milioni-a-equitalia/185423/[/URL]
“Aiutiamo don Gianni a riaprire l’asilo”.
E’ con questa frase che il presidente del Lions Club isola d’Elba Luciano Ricci ha dato inizio nel mese di novembre u.s. alla campagna per la accolta di fondi in aiuto alla popolazione di Campo nell’Elba colpita dalla recente devastante alluvione.
Come consuetudine affermata negli ambienti lionis, gli aiuti vengono devoluti dopo aver individuato un ben preciso obiettivo su cui intervenire senza perdite di passaggi intermedi; in questo caso, su segnalazione del parroco di Marina di Campo don Gianni, si è pensato all’asilo per il cui ripristino è stata preventivata una somma di circa 16.000 euro. La richiesta è stata trasmessa al distretto lions 108LA Toscana e diffusa fra i lions club della regione. La risposta non ha tardato ad arrivare e ne riportiamo gli estremi:
Lions Club Isola d’Elba Euro 4.800,00
Lions club Piombino “ 1.500,00
Lions club Pontedera Valdera “ 1.200,00
Lions club Livorno Porto Mediceo “ 400,00
Lions Club San Gimignano “ 400,00
Un singolo socio lion “ 25,00
TOT “ 8.325,00
Al totale vanno sottratti euro 200 spesi per l’autotrasporto della mobilia per 10 nuove camerette donate dal Distretto lion della Toscana, traghettate gratuitamente dalla Moby, e già consegnate ad altrettanti cittadini campesi.
Il Distretto Lion della Toscana, come confermato dal Governatore Dr. Michele Manzari, provvederà, nonostante gli oneri contemporaneamente affrontati per l’aiuto alle popolazioni della Lunigiana, a completare il finanziamento dei lavori fino alla totale copertura delle spese.
Intanto si dimentica la tragedia DELL'ITALIA, dove l'altro Schettino, aumenta i taxi e le farmacie, dicendoci in questo modo che ci salva, riparete l'economia, il PIL cresce del 10%, l'occupazione dell'8 %, gli investimenti del 12%…….
ne diceva e faceva di favate Berlusconi, ma anche questo non è da meno, e TUTTA LA CONIGLIERIA POLITICA ZITTA ZITTA altrimenti gli tocca i privilegi…….
P.S.
Il ventilato 10% di PIL dovuto al decreto, a detta della stampa qualificata si consoliderà in circa 30 anni. Salva-ti Italia!!!
"Pericoli e colpevoli, i cittadini sappiano". Parla il climatologo Maracchi: "Non è più tempo di piogge tradizionali, siamo alle alluvioni-lampo. Necessario tenere alto il livello dell'informazione"
"Siamo di fronte alle flash flood, le alluvioni lampo. Con picchi di questa intensità ci si trova a fronteggiare all'improvviso 4 mila tonnellate di acqua per ettaro: è una massa spaventosa, un vero e proprio bombardamento. Con piogge così, legate alla tropicalizzazione del clima, il rischio sarà sempre più alto". Giampiero Maracchi, docente di climatologia all'università di Firenze, commenta il disastro di Genova spiegando in che modo sono cambiate le piogge.
"Le piogge tradizionali", continua Maracchi, "si misuravano con 40, 60, magari 80 millimetri nell'arco di alcune ore. Adesso siamo di fronte a nubifragi che fanno precipitare, sempre in poche ore, una cortina di acqua da 120 -220 millimetri. Si può arrivare anche a 400 millimetri, cioè a 4 mila tonnellate di acqua per ettaro".
Su Genova si è abbattuto un nubifragio con intensità da monsone cosiddetto «rigenerante», di quelli, cioè, che si mantengono per diverse ore sulla stessa zona
Con precisione chirurgica rispetto alle previsioni dei giorni scorsi, il diluvio si è scatenato ieri su Genova. Un nubifragio cosiddetto «rigenerante», ovvero di quelli che si mantengono per più ore sulla medesima zona, magari ristretta, ma con intensità da monsone. A patirne gli effetti più disastrosi sono stati i quartieri orientali della città, dove il pluviometro dell’Università ha rilevato ben 386 millimetri d’acqua tra la mezzanotte e il tardo pomeriggio, ma in gran parte concentrati tra le 10 e le 15. A guardare le statistiche meteorologiche genovesi non è un record assoluto, ma si è trattato pur sempre di un fenomeno di violenza straordinaria e impressionante: dopo il caso storico del 7-8 ottobre 1970, con 948 millimetri in 24 ore a Bolzaneto e 35 vittime, la stazione universitaria aveva infatti rilevato 429 mm il 27 settembre 1992, e allora i morti furono due, così come – solo un anno dopo – il 23 settembre 1993, quando di millimetri ne caddero 351.
[URL]http://www.ilcorriereblog.it/politica/37-politica/5797-il-climatologo-maracchi-con-la-tropicalizzazione-del-clima-i-rischi-saranno-sempre-piu-alti.html[/URL]