Oggi è il compleanno di Yuri e approfitto dell'occasione di fargli gli auguri per farli anche a tutti noi che, penso, ne abbiamo proprio bisogno, sia in questo momento che per il futuro.
Tra naufragi di capitani da barzelletta triste, blocchi stradali, ferrovie da terzo mondo, disoccupazione, gente alla canna del gas, alluvioni, politici ladri e delinquenti, banche Passera-truffaldine, spread e debito pubblico da delirio, governo ricattato da pagliacci verdi ed ex bunga-bunga e quant'altro, non c'è certo da stare allegri.
Così stando le cose, se è vero che "piacer figlio d'affanno" come affermava Leopardi, visto che d'affanno ne abbiamo fin sopra la testa, penso sia il caso di darsi da fare per passare al piacere.
Io consiglierei la ricetta della rivoluzione francese ma, almeno per il momento, forse sarebbe meglio provare a prendere in considerazione il suggerimento di un personaggio di cui si può dire tutto meno che fosse un cretino:
Non possiamo pretendere che le cose cambino,
se continuiamo a fare le stesse cose.
Le crisi è la più grande benedizione per le persone
e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce
dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva,
le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi
supera se stesso senza essere “superato”.
Chi attribuisce alla scrisi i suoi fallimenti e difficoltà,
violenta il suo stesso talento e dà più valore ai
problemi che alle soluzioni. La vera crisi è la crisi
dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone
e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni
e vie d’uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza
sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non c’è merito.
E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché
senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.
Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella
crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.
Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi
pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per
superarla”.
Albert Einstein