Rossi gelido: "Ricadute sulla Regione"
Monaci si difende: mai attaccato il partito, non vedo motivi per dimettermi
Firenze, 23 maggio 2012 – «CONFIDO che a Siena prevalga ancora il senso di responsabilità e si rimedi alla luce del sole. Altrimenti è preferibile un chiarimento definitivo: andando alle urne. Ma se ciò accadesse, non potrebbero non esserci ripercussioni anche negli assetti della Regione».
Esplicito, nel suo blog, il governatore Enrico Rossi. Non c’è bisogno del traduttore per capire il messaggio: l’arrivo del commissario prefettizio nella città del Palio potrà coincidere con azioni capaci di togliere ad Alberto Monaci la poltrona di presidente del consiglio regionale. E ancora: «Il commissariamento del comune di Siena è un atto grave di cui portano la responsabilità coloro che, pur essendo stati eletti nelle liste del Pd, hanno deciso di non votare il bilancio. Di tutto si può discutere, ma non del fatto che un gruppo di consiglieri, adducendo ragioni tecniche, possa rivoltarsi contro il partito, mettendo in crisi la maggioranza. Chi lo fa si colloca automaticamente fuori dal Pd». Con queste parole, Rossi conferma la tesi di Andrea Manciulli, segretario toscano del Pd, che lunedì aveva tuonato: «Chi lavora contro il Pd è fuori dal partito e non può rappresentarlo nelle istituzioni». Ma Alberto Monaci, parlando con i cronisti, respinge l’accusa: «Non ho mai lavorato contro il partito. Sono uomo delle istituzioni e ho a cuore le sorti di Siena. Semmai dovrebbe essere il sindaco Ceccuzzi a rimettere insieme la maggioranza».
Attimo di pausa. Monaci riattacca: «Bastava che il sindaco avesse rinviato la seduta sul bilancio a giugno, in modo da far arrivare la garanzia attesa dalla Fondazione del Monte…Ma io non vedo motivi per dovermi dimettere».
Arriverà una mozione di sfiducia? A termini di Statuto sembra problematica. Del resto, nello stesso Pd si sussurra che sarebbe un errore rovesciare le vicende senesi sulla Regione. E non ha dubbi l’opposizione. Alberto Magnolfi e Giuseppe Del Carlo, capigruppo del Pdl e dell’Udc, affermano: «Il presidente dell’assemblea non può essere rimosso per beghe interne a un partito». E allora? La resa dei conti potrebbe essere rinviata a novembre, a metà legislatura. Quando dovrà essere rieletto l’ufficio di presidenza. Mancano sei mesi…
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