Fa parte della mentalità elbana lasciarsi scivolare addosso problemi importanti come quelli della sanità trasporti etc.
Riposto questo messaggio perché si evidenzi la irresponsabilità spronata dalla paura di alcuni elbani: magari chi scrive vorrebbe che i Sindaci facessero una ordinanza VIETANDO ogni forma di manifestazione, a meno che non siano a base di salsicce e vino. Un discreto segno di DEMOCRAZIA.
Chi scrive non ha capito e non ha mai seguito ciò che molti sanno: il sit in di ieri era l'ultimo degli otto fatto in tutti i comuni elbani per sensibilizzare i cittadini al problema sanitario. Alcuni turisti si sono avvicinati e hanno ringraziato facendo rilevare che gli italiani e gli elbani sono persone responsabili ad occuparsi in prima persona di problemi che riguardano gli ospiti stessi.
Con la presenza dei Comitati Capoliveri ieri ha dato segno di senso civico facendosi anche questo tipo di pubblicità: anche se il Sindaco aveva cose evidentemente più importanti da fare lo ringraziamo, ha concesso la piazza senza porre alcun veto.
E voglio ringraziare personalmente Stefano Luzzetti e Alberto Baldetti che hanno degnamente rappresentato i Capoliveresi responsabili e attenti ai problemi seri da risolvere, anche per continuare a non "morire di fame"
Vaporina
Ti auguro una buona domenica e mi scuso se sono stato offensivo.
Bacco
Subito dopo l'imbocco del porto è stato chiuso con le piccole barche che portano i turisti alla Grotta Azzurra e con motoscafi. Nel frattempo una folla di circa mille persone ha invaso il molo. C'è stato anche qualche momento di tensione con le forze di polizia, giunte da Napoli, ma non si sono verificati incidenti.
L'ingresso al porto è stato consentito soltanto a due navi della società Caremar, il cui attracco è stato salutato da un lungo applauso da parte dei manifestanti. Da mare alcuni mezzi della Capitaneria di Porto controllano la situazione.
Gli abitanti dell'isola contestano la modifica delle tariffe decisa dalle compagnie di navigazione private, che hanno aumentato del 10% le tariffe 'residuali' (corse turistiche) e del 3.3% i 'servizi minimi' (corse in orari principali).
[URL]http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/campania/articoli/1047406/caro-traghetto-scatta-la-rivolta-a-capri-gli-abitanti-bloccano-il-porto-dellisola.shtml[/URL]
😮
Firenze, 27 maggio 2012 – QUANTE COSE si fanno con 270 milioni! No, non pensate al privato, a voi, alle vostre famiglie. Alle case che comprereste per i figli, alle vacanze che non avete fatto, alla serenità economica (fin troppa) di cui godreste per generazioni. No, non siate egoisti, pensate cosa potrebbe fare il pubblico. Si potrebbe chiudere ad esempio per 90 giorni la Camera dei deputati, che costa 3 milioni al giorno. Dice, già lavorano poco. Giusto. Ma in certi casi, meno lavorano, meglio è. Con un prezzo medio di 1,8 euro al litro, si potrebbe comprare la bellezza di 150 milioni di litri tondi tondi di benzina e gasolio per le auto di polizia e carabinieri. Potreste avere 33000 degenze in più in Piemonte nell’ospedale M. Adelaide, quello con il costo medio per ricovero più alto d’Italia (8075 euro) contro i 1672 dell’Azienda ospedaliera Vittorio Emanuele in Sicilia, la più parsimoniosa. Potreste assumere oltre 6500 persone visto che il costo medio del personale del settore è di poco superiore ai 40 mila euro l’anno. Insomma, con i 270 milioni di buco nel bilancio della Asl di Massa si potevano, e si potrebbero fare un sacco di cose. A cominciare dal curare meglio e di più la gente di Massa. Peccato che quel danaro non ci sia più. Sparito. Rubato. Mal speso.
L’EX DIRETTORE amministrativo, Ermanno Giannetti, ha confessato: ho fatto tutto da solo. Un artigiano, una partita Iva. Roba da non credere. Infatti, nessuno ci crede. Anche perché una Asl non è il San Raffaele, ente indebitatissimo ma anche privatissimo. L’Asl è un’azienda pubblica, con vertici nominati dal pubblico, e con bilanci controllati dal pubblico. Ammesso che siano controllati. Quello di Massa lo è stato poco, pochissimo. Per anni.
INTENDIAMOCI. Il fatto che quando si dice sanità si senta in lontananza l’ululare di una sirena, non deve meravigliare. Il problema è che non si tratta di camici bianchi e di ambulanze, ma di colletti bianchi e di volanti della polizia. Perché dove girano tanti soldi, 112 miliardi su scala nazionale nel 2011, il 75 per cento della spesa regionale, girano anche tanti mariuoli. Inevitabile. Soprattutto se a regolare il traffico di questo enorme fiume di danaro è una politica divorata da un delirio di onnipotenza clientelare: sceglie i primari, nomina i direttori generali, stabilisce dove e a che ora prendere una pillola. Una sciagura. Al punto che non si conoscono angoli d’Italia in cui il bip degli strumenti non sia stato sovrastato dal tintinnio delle manette. Niente isole felici, come ha scritto il collega Miglino, perché l’unica isola senza scandali è quella che non c’è. Infatti, Peter Pan non è mai diventato assessore alla Sanità. E chi lo è stato, come la toscana Daniela Scaramuccia, provenendo da mondi diversi, ha visto bene di tornare da dove è venuta.
ALLORA? Allora è inutile gridare: fuori la politica dalla sanità. Fissiamolo come obiettivo. Certo. Ma sappiamo che prima di essere estirpata la mala pianta, se mai lo sarà, passeranno decenni. Per ora accontentiamoci: fuori i ladroni dalla sanità, per punire chi ha sbagliato, per scoraggiare chi potrebbe sbagliare, e per mettere in guardia chi deve controllare. Assessori, presidenti. Perché i casi sono due. O chiudono gli occhi. E dunque sono complici. O non li chiudono, ma non vigilano, allora è anche peggio: sono fessi. Il problema (loro) è che noi cittadini lo siamo sempre meno. Quante cose si possono fare con 270 milioni! Ad esempio, non rubarli. E spenderli per gli ammalati.