Se per la Casta (parlamentari, ministri, sindaci, assessori, consiglieri) lo Stato spende 2 miliardi di euro l’anno, per gli “amici della Casta” ne spende 7 di miliardi. Si tratta, spiega Daniele Martini sul Fatto Quotidiano, di un insieme ”di 7 mila enti, aziende, consorzi, società, organi collegiali, una specie di foresta pietrificata di sedi, uffici, 24 mila consiglieri di amministrazione, presidenti, direttori con stipendi, compensi e spese di rappresentanza per circa 2 miliardi e mezzo di euro all’anno”.
“E’ difficile, per esempio, riuscire a capire perché accanto a un organismo statale ad hoc per le erogazioni in agricoltura, l’Agea, ente che ha il compito di coordinare e pagare i fondi dell’Unione europea agli agricoltori, poi sono spuntati tanti sotto-enti a livello locale, con le stesse funzioni e lo stesso scopo. Come, per esempio, l’Arsea in Sicilia, l’Arpea in Piemonte, l’Agrea in Emilia-Romagna, l’Artea in Toscana”.
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