Qualcuno ha qualche informazione certa in proposito?
Renato A.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/NO.JPG[/IMGSX] Capiamo perfettamente la situazione internazionale che impone soluzioni d'emergenza per affrancare l'Italia dal gas Russo.
Allo stesso tempo, in base a quanto comunicatoci dai tecnici Snam, Piombino parrebbe risolvere il problema più velocemente rispetto ad altri porti del centro nord per la messa in funzione del rigassificatore.
Detto questo rimangono forti dubbi sul piazzare una nave di 300 metri in banchina all'interno di un porto non certo di dimensioni adeguate, un unicum in Italia che non possiamo accettare.
Le nostre perplessità puntano il dito sul tema sicurezza e sulla fascia di rispetto che è stata compressa (così ci dicono i tecnici) a soli 250 metri.
Ricordiamo che a Livorno l’ordinanza 137 del luglio 2013 della Capitaneria di Porto Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, vieta la navigazione, la sosta, l’ancoraggio, la pesca e qualsiasi altra attività di superficie o subacquea nel raggio di due miglia nautiche dall'impianto rigassificatore Off-shore e consente unicamente il passaggio in transito delle imbarcazioni e la sosta solo per comprovate necessità e/o emergenze, che devono essere comunicate immediatamente alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno entro le otto miglia marittime.
Pertanto, l'iter autorizzativo da esaurirsi in 120 giorni, chiediamo venga espletato a regola d'arte, i trenta enti chiamati a dare i loro pareri lo facciano oltre la diligenza del buon padre di famiglia.Si parla della sicurezza di migliaia di famiglie e di un ecosistema che deve essere protetto e tutelato, oltre al turismo che non può e non deve subire ripercussioni.Trasparenza massima, correttezza ed informazioni su coloro che andranno ad effettuare i controlli e di chi darà il via all'esercizio dell'impianto.Perchè se Piombino e l' Elba devono essere “violentate” l'onere della responsabilità non può e non deve essere generico.
Chiara Tenerini
Coordinatore provinciale Livorno – Forza Italia
Davide Anselmi
Coordinatore Piombino – Forza Italia
Adalberto Bertucci
Coordinatore Isola d’Elba – Forza Italia
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/blin.JPG[/IMGSX] Ultima settimana di mostra per Barbara Blin e Tito Casartelli all’Open Air Museum Italo Bolano.
Con questi due primi artisti è iniziata la rassegna di “ARTISTI AL MUSEO” voluta dalla Fondazione Italo Bolano per aprire la storica Galleria dell’Open Air alle realtà che si muovono sull’Isola nel variegato mondo dell’arte, da quella figurativa a quella astratta, alla scultura, alla grafica, alla concettuale e molte altre espressioni che siano capaci di trasmettere le emozioni degli artisti.
Questa rassegna ha anche lo scopo di presentare un primo panorama delle realtà elbane proprio al mondo giovanile sensibile e interessato all’arte, che invitiamo e sollecitiamo a visitare per scambiarsi opinioni e impressioni.
Inoltre, nonostante il gran caldo che già affligge le giornate di fine giugno, il Giardino dell’arte offre angoli di frescura e di pace che permettono anche di incontrare gli artisti e scambiare idee e confrontarsi con loro.
Ricordiamo i protagonisti della prima mostra, due artisti molto diversi, ma accomunati dall’amore per quest’ Isola e per l’arte che essa ispira.
Finalmente potremo evitare il pericolo accosto al Gallo dove tra pescherecci e barche il coda in attesa di rifornimento è un vero caos che però nessuno vede,
Consiglio di approfittare di questo servizio con la certezza di non rimanere mai “a secco” e da non dimenticare in assoluto che Elba petroli è una società elbana con personale elbano, società che dovremmo tutelarein quanto ci è sempre stata vicino….
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/security.JPG[/IMGSX] Il tema del rigassificatore ormai ha preso grande spazio nella cronaca locale e ci sono già state manifestazioni ed interventi.
Ma quello che non pare essere emerso è che lo stesso potrebbe tranquillamente essere collocato in altre zone di cui alcune già oggetto di interventi e decisioni ministeriali.
La Zona della Centrale Enel di Montalto di Castro fu qualche anno fa con Bersani Ministro dello Sviluppo Economico, individuata come sito idoneo per la collocazione del rigassificatore a largo della Centrale Enel.
Poi, probabilmente per acquisto di gas da altri fornitori, la cosa non ebbe seguito.
A Ravenna troverebbe collocazione a debita distanza, mentre a Piombino verrebbe collocato in zona pregiudizievole per i trasporti marittimi, per le economie ittiche, e troppo vicino alla città con le sue migliaia di abitanti.
La domanda sorge spontanea:…tutto questo è conforme alle norme di sicurezza che devono rispettare tali impianti?
Vista la grande protesta e alcuni interventi di esperti, ci sarebbe da dubitare.
Anche i mass media, danno notizie generiche senza entrare nel merito dei fatti, ed anche quando fanno interviste ad opinionisti, non precisano la cosa come è nella realtà dei fatti, ma semplicemente parlano di sindaci e cittadini che non sono d'accordo, senza entrare nel merito della questione.
In pratica viene fuori che questi cittadini non si rendono conto di quanto sia importante e necessario questo gas, e quindi dovrebbero darsi una regolata nel protestare per tale necessario ed indispensabile intervento per il bene della Nazione.
In conclusione, perché la scelta è caduta su Piombino, quando vi sono altre realtà che non vengono messe a rischio come Piombino, l'Elba, ecc…?
Consentiranno che le attività proseguano come ora facendo finta di niente?
In giurisprudenza si parla di eccesso di potere come ipotesi di sviamento della scelta rispetto ad una più conforme alle norme.
L'ipotesi di danni alla collettività come probabilmente emergenti, con lucri cessanti per le attività avviate ed attive a chi farebbero carico, allo Stato, alla Regione, al Commissario?
Se si vogliono fare scelte in tal senso si collochi l'impianto alla distanza regolata dalle norme, come accade nelle altre realtà, non asserendo che la nave è nuova, tecnologicamente avanzata, sicura su ogni punto di vista………….anche il Titanic era stata definita così 😑
Buona serata
La giuria del Premio letterario internazionale Isola d’Elba – Raffaello Brignetti, presieduta dallo scrittore Ernesto Ferrero, ha selezionato i tre finalisti della 50a edizione: Le dimore di Dio di Franco Cardini (Il Mulino), La Contessa di Benedetta Craveri (Adelphi), Poco a me stesso di Alessandro Zaccuri (Marsilio), che ora passeranno al voto della giuria popolare.
Si tratta di opere significative dell’ampio campo di interessi che il Premio ha sempre coltivato, muovendosi dalla letteratura alla saggistica, dalla storia alla poesia, come testimonia il prestigioso albo d’oro dei vincitori.
La cerimonia di premiazione, prevista per sabato 3 settembre presso il Museo Archeologico della Linguella a Portoferraio, si svolgerà nel ricordo del professor Alberto Brandani, lo storico presidente del premio, scomparso lo scorso ottobre, che per decenni ne è stato l’anima generosa e appassionata, facendone uno dei riconoscimenti più apprezzati ed autorevoli.
Le opere finaliste verranno presentate in alcune piazze elbane, in concomitanza con i maggiori eventi culturali dell’estate, come il concerto che Mario Biondi terrà a Portoferraio il 29 Luglio e a Capoliveri nella piazza del paese il 16 agosto dove dopo l’incontro letterario si assisterà al concerto della show girl Valeria Altobelli.. Coinvolti anche i lettori, che attraverso un numero dedicato di WhatsApp potranno esprimere le loro valutazioni, concorrendo alla vincita di soggiorni sull’isola.
Le opere finaliste
Con Le dimore di Dio. Dove abita l’eterno (Il Mulino), Franco Cardini, uno dei nostri maggiori medievisti, intraprende un viaggio coinvolgente attraverso i luoghi, gli spazi, i territori, gli edifici e le città nelle quali gli uomini hanno creato le “dimore di Dio”: da Gerusalemme a Istanbul, da Roma all’Andalusia. Templi, sinagoghe, chiese e moschee diventano i luoghi deputati alla connessione con il divino, ma anche i simboli di comunità alla ricerca della propria identità e della propria vocazione. Attraverso la storia avventurosa di questi edifici Cardini ci restituisce anche la complessità e le sorprendenti relazioni che collegano l’universo cristiano a quello pagano e mussulmano.
La competenza del grande storico e la qualità della scrittura assistono anche Benedetta Craveri nella sua affascinante biografia La Contessa (Adelphi), basata su lunghe ricerche d’archivio e il ritrovamento di migliaia di lettere e documenti, che si legge come un romanzo. La giovanissima, spregiudicata marchesa fiorentina Virginia Oldoini sposa l’incolore conte torinese di Castiglione, e si vede affidare da re Vittorio Emanuele, presto entrato nella collezione dei suoi amanti, nientemeno che una delicata questione diplomatica: sedurre Napoleone III per disporlo favorevolmente con i Savoia, in vista della seconda guerra d’indipendenza.
Cinica, scaltra, sfuggente, enigmatica, stravagante, imprevedibile, colei che è sta definita “la più bella donna del mondo” conquista rapidamente Parigi e l’Europa. Attraverso di lei, la Craveri ci introduce nel backstage di quella che passa per la Grande Storia, e ne svela i lati più imbarazzanti e addirittura grotteschi, tra pochade e tragedia.
Che cosa sarebbe successo se invece di sposare il vecchio conte Manzoni la marchesa Giulia Beccaria avesse consegnato ad un orfanotrofio il figlio nato dalla relazione con Giovanni Verri? Il romanzo di Alessandro Zaccuri, Poco a me stesso (Marsilio) ci porta nella Milano del 1841, dove i palazzi nobiliari sono vicini ai quartieri del vizio e della miseria, su cui regna un losco e feroce malavitoso. A ottant’anni la Beccaria anima ancora un vivace circolo di amiche. Tra i suoi protetti c’è un giovane e seducente avventuriero francese, il barone di Cerclefleury, che si dice in grado di ringiovanire le signore con i suoi ritrovati. Contro di lui si schiera il fidato contabile di Giulia, l’austero Evaristo Tirinnanzi, che annota caotici pensieri su un suo quaderno segreto. Ma chi è davvero quest’uomo, e perché la marchesa gli ha pagato gli studi e se lo è preso in casa? Come Manzoni, Evaristo è un uomo fragile, balbuziente, agorafobo, con il vizio del gioco…
Zaccuri reinventa un capitolo della biografia manzoniana con una sapiente girandola di intrighi e colpi di scena all’insegna del doppio. Un gioco sottile di ombre e di rimandi, in una lingua che si ispira alla grande prosa dei Promessi Sposi.
Concordo nemmeno nel terzo mondo.. tra l'altro mancano anche le telecamere..e le macchine continuano a passare per la gioia dei bambini…poi vogliono migliaia di euro per far stazionare gli yacht in darsena.. non c'e' cultura del bello cosa essenziale per un paese come Portoferraio tra sindaco e assessori non ce n'e' uno con competenze specifiche o almeno con l'umiltà' di lasciare fare a chi competenza ne ha..la Telemaco Signorini unica sala espositiva divisa con le scrivanie della Cosimo de Medici…no words
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_34/dosso.JPG[/IMGSX] Gli incidenti gravi di questi giorni rattristano l’Elba ma altri ad altissimo rischio annunciati e conosciute sono ignorati o sottovalutati da chi dovrebbe garantire la sicurezza delle persone.
La Cittadina di Pomonte è attraversata dalla provinciale Campo-Marciana che per la sua configurazione invita alla velocità sostenuta sia nel senso di marcia verso Chiessi, sia nell’altro dove una lunga discesa (non esistono cartelli di limiti di velocità) provoca ebbrezza adrenalinica ai conducenti di veicoli, moto e motorini e biciclette. Fino alla primavera scorsa le scorribande ad alta velocità erano contenute perché la strada era dotata di due rallentatori di velocità che stranamente e sciaguratamente, ci dicono gli abitanti del posto, SONO STATI RIMOSSI favorendo così le alte velocità nei due sensi di marcia anche se la strada attraversa il centro del Paese.
Nell’ultimo mese, sul tratto di strada in discesa, si sono verificati una botta di specchietto al gomito di un anziano che percorreva la carreggiata con la carrozzella della nipotina da parte di una auto che ad alta velocità rientrava per evitare un frontale. Una ciclista in discesa ad alta velocità per scansare un gruppetto di turisti che andavano in paese costeggiando la Provinciale, si è infilata nella rete di un ponteggio di un cantiere. Mentre una notte, a detta di chi ha l’abitazione sul ciglio strada e che ha prestato un primo soccorso a un ragazzo che con uno scooter ad alta velocità, gareggiava per scommessa con un suo pari, è finito nel canale bordo strada di raccolta acqua meteora.
PER ORA E’ ANDATA BENE PERO’ FINO A QUANDO??
Abbiamo sentito l’Amministrazione di Marciana che ha giustificato la rimozione dei “Rallentatori di velocità” perché non erano a norma su indicazioni della Provincia. Però non ha saputo rispondere perché a Chiessi a solo 1 chilometro circa da Pomonte i rallentatori gemelli a quelli rimossi a Pomonte continuano a restare incollati sulla strada a rallentare veicoli e voglia di correre senza regole.
Si richiede al Comune di Marciana e alla Provincia di ripristinare i rallentatori rimossi sulla strada provinciale che attraversa Pomonte per evitare che al loro posto compaia qualche LAPIDE DI PASSANTI travolti da un veicolo ad alta velocità (qualcuno che ora minimizza poi se ne assumerà tutte le responsabilità) e dall’indifferenza di chi dovrebbe tutelare la sicurezza del cittadino.
Tutti i Comuni dell’Isola hanno e continuano a montare i “Rallentatori di velocità” con strisce pedonali sovrapposte. Pomonte fa eccezione PERCHE’??
Francesco Semeraro