Caro amico Bacco,
mi ha molto colpito la tua affermazione in bocca all’insegnante del REC, relativamente al “piangere miseria” e “dialogo positivo” nei confronti degli amministratori pubblici. Io penso che sia un messaggio profondamente mafioso, perché di fatto annulla la possibilita’ per un imprenditore di far valere tutti i suoi legittimi diritti nei confronti della PA.
Voglio raccontarti questo fatto a me accaduto pochi anni fa. Era il giorno del mio compleanno ed era una bella giornata solare; decido di festeggiare portando mia moglie in un tipico ristorantino del Chianti. Nella strada provinciale sorpasso un trattore che andava a 10 all’ora ma per farlo supero la striscia bianca di divisione della strada; non mi accorgo che dietro di me c’e’ la Polizia Stradale, la quale subito mi sorpassa, tira fuori la paletta e mi fa parcheggiare su una piazzola. Esce il poliziotto con aria truce e mi dice testualmente “Lei ha fatto una infrazione grave, ritiro della potente, fermo macchina e 500 euro di multa, favorisca patente e libretto auto”. Consegno i documenti, esco di macchina e mi apparto a circa 5 metri per telefonare; l’agente mi blocca dicendo di non telefonare, al che io dico testualmente “scusi mi ferma l’auto, mi blocca la patente, dovro’ pure chiamare qualcuno per venirmi a prendere …”; allora mi chiede, questa volta gentilmente, di soprassedere ed aspettare. Mentre il collega sta lavorando al terminale per analizzare i miei documenti, l’altro mi fa un interrogatorio di quarto grado: chi sono, che lavoro faccio, quanti dipendenti ho, cosa produco e dove distribuisco i prodotti. Rispondo pacatamente ad ogni domanda ma mantengo un atteggiamento distaccato; al che lui alla fine sbotta “se io gli tolgo la patente e gli blocco l’auto, avra’ pure un danno economico o sbaglio?”; rispondo freddamente “certo, ma non ci posso fare nulla”. Torna il collega con i documenti, me li restituisce ed “il cattivo” mi dice improvvisamente “per questa volta non gli faccio nessuna contravvenzione ma stia piu’ attento quando guida” ; io, a cui piace sempre avere l’ultima parola, rispondo “ha ragione, staro’ piu’ attento con i trattori…”. Gli agenti se ne vanno via.
Vedi Bacco, cosa sarebbe successo se avessi “pianto miseria” e avessi tenuto un “dialogo positivo”. Forse nulla, ma non ne sono sicuro.
Anche quando ho trasferito le mie attivita’ in quel di Volterra, il solito amico “che conosce l’ambiente” mi dice di curare attentamente le public relations con l’amministrazione comunale, Ebbene io ho trovato invece funzionari e dirigenti comunali cortesi, disponibili, professionali, ma soprattutto sempre corretti.
Forse a qualcuno farebbe comodo che si restasse sudditi invece che cittadini e quell’insegnante del REC meriterebbe un bel calcione nel sedere.
Saluti
Dante
PS Vorrei rispondere indirettamente anche a Cheti Soldani che chiede di metterci la faccia per una efficiente attività politica. Io credo che la rivoluzione si debba fare dal basso, dalle azioni di tutti giorni mettendoci la faccia per tutelare i propri legittimi diritti e non delegarli al politico di turno.