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Mauro Meoni
12 Gennaio 2014
at
19:16
altro che crisi.
from
IL NONNO DI CAPOLIVERI.
12 Gennaio 2014
at
18:56
Il nonno.
from
BRIDGE CURA I TUMORI
12 Gennaio 2014
at
18:32
Scandalo all'ospedale di Bergamo: questo aggiornamento professionale riconosce 25 dei 50 crediti annuali richiesti. Le lezioni di radioterapia valgono solo 4 punti
Voglio dirlo – devo dirlo – da nordico, da lombardo, da bergamasco: se una cosa del genere l'avessimo vista a Roma, a Napoli o a Palermo, noialtri di qui ci saremmo piegati in due dal ridere, e magari qualcuno sarebbe sbroccato invocando nuovamente i trecentomila fucili minacciati da Bossi, quando Bossi era Bossi.
Invece il grottesco italiano questa volta affiora senza pudori e senza vergogna proprio qui, a Bergamo, nella santa terra dei duri e puri. Con creatività degna della più fulgida tradizione levantina, nella locale Asl e nel nuovo ospedale Papa Giovanni XXIII – «eccellenza» costata alla fine ben oltre 500 milioni di euro, il doppio rispetto ai preventivi – in entrambi questi ambiti scientifici il personale medico si aggiorna alacremente con il bridge.
Giuro, anch'io ho stentato a crederlo: ho pensato alla solita forzatura, al solito gusto per il paradosso che ci ha preso in quest'epoca di demenza generale. Invece non c'è nessuna forzatura e purtroppo non è per niente una battuta: un'ex funzionaria dell'Asl, la dottoressa Laura Tidone, una volta raggiunta la pensione ha pensato di trasformare la sua passione – il bridge – in un aggiornamento professionale per tutti i colleghi. Lei è giocatrice professionista, racconta il suo sport – riconosciuto dal Coni – come utilissima ginnastica della mente, ne svela entusiasticamente i pregi, dalla grande propensione a far socializzare la gente alla capacità di prevenire l'invecchiamento. Ma è troppo chiaro a chiunque: il problema non è lei, il problema tanto meno può essere il bridge (nobilissima attività umana piena zeppa di impareggiabili proprietà benefiche), il vero, tragico, serissimo problema è che le istituzioni italiane della sanità abbiano assecondato il progetto, concedendo al corso 25 crediti Ecm. Veloce legenda: Ecm sta per Educazione continua alla medicina, astrusità lessicale che praticamente sostituisce l'antico aggiornamento professionale: ogni anno, ciascun operatore deve mettere insieme almeno 50 punti. Per avere pienamente l'idea: in questo periodo, sempre all'ospedale Papa Giovanni, viene organizzato un corso sulla «Radioterapia interoperatoria per la cura del tumore al seno», che permette di risparmiare alla paziente il calvario delle applicazioni successive all'intervento, concentrando tutto durante l'operazione. Ecco, una cosa così seria attribuisce a chi frequenta il corso 4 punti. Contro i 25 del bridge.
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X Sergio Bicecci
12 Gennaio 2014
at
18:26
Purtroppo ci renderemo conto che l'ospedale non c'e' piu' il giorno che lo chiudono.
Allora tanto vale, visto che si sta gia' facendo, trasformarlo in una struttura a pagamento ed allora vedrai che qui all'Isola ci restera' anche qualche Dottore buono.
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X Nonno di Capoliveri
12 Gennaio 2014
at
17:42
GIORGIO SORIAL, DEPUTATO 5 STELLE ILLUSTRA LA LORO MOZIONE PER TAGLIARE SUBITO LE PENSIONI D’ORO E ALZARE CON IL DENARO RISPARMIATO LE PENSIONI MINIME. ECCO IL DISCORSO ILLUSTRATIVO DELLA MOZIONE, CHE E’ STATA OVVIAMENTE RESPINTA DALLA CASTA. A SEGUIRE, LE NUOVE PREVISIONI DI TAGLIO DELLE PENSIONI MEDIE PREVISTE DAI PARASSITI DEL GOVERNO.
Già nel maggio del 2012 (come da noi denunciato), in una famosa votazione al Senato, Pd, Pdl e montiani si fecero in quattro per salvarle. E ci riuscirono votando compattamente per salvaguardare le pensioni d’oro. – See more at: [URL]http://violapost.it/2014/01/10/esclusivo-ecco-i-337-deputati-che-hanno-salvato-ancora-una-volta-le-pensioni-doro-i-nomi/#sthash.9sxzZeAe.dpuf[/URL]
[URL]http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/01/mozione-pensioni-doro-il-discorso-di-giorgio-sorial.html[/URL]
[URL]http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/1382602/Pensioni–le-tagliano-ancora–ecco-quanto-perderai.html[/URL]
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L'allenatore
12 Gennaio 2014
at
16:32
Ma la verita' e' che queste cose con i poveri minatori del Sulcis o le migliaia di senza lavoro, senza speranza o sfruttati vari non c'entrano una beneamata mazza, e sostenere il contrario e' solo populismo da bar; uno dei mali generali odierni e' la tendenza a generalizzare, di fare di tutta un'erba un fascio, e a lei gli viene proprio bene, bisogna dire.
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AMD
12 Gennaio 2014
at
16:19
from
XX CAPOLIVERI
12 Gennaio 2014
at
16:13
Un Nonno che non guarda indietro nonostante l'eta'.
from
Mauro Meoni
12 Gennaio 2014
at
15:55
from
Sergio Bicecci
12 Gennaio 2014
at
15:50
Qualche settimana fa ci colpì una notizia che apparentemente poteva avere dell’incredibile, quasi fosse uno scherzo da primo aprile. L’immediata presa di posizione del Governatore Enrico Rossi, più o meno letteralmente : “dovranno passare sul mio corpo”, confermava invece la veridicità della informazione. Poi il silenzio più assoluto. C’è stato forse un ripensamento?. Nell’elenco dei piccoli Ospedali da chiudere, redatto dal Ministero della Salute figurava, infatti, anche il nostro di Portoferraio, anzi dell’Elba. Per piccoli ospedali si fa riferimento a strutture che se pur qualificate nei servizi, non offrono numericamente più tante prestazioni da giustificarne la continuità, quindi sarebbero improduttivi. Ad avvalorare il provvedimento si si è tenuto conto che la maggior parte di questi, distano pochi chilometri da importanti Policlinici. Prevarrebbero dunque importanti e decisivi motivi di bilancio, particolarmente sentiti dalla Regione Toscana. L’ingiustizia del progetto ministeriale nasce nel momento in cui questo diventa trasversale e non tiene conto delle difficoltà logistiche e dei tempi di intervento di un territorio insulare come il nostro. Ora, nel caso in cui il nostro Ospedale non produca più numeri tali da giustificarne una continuità, di chi è la responsabilità? Chi dobbiamo ringraziare ? Chi lo ha ridotto nei numeri e nelle prestazioni? Chi ha esportato salute, immagine e ricchezza verso altri lidi? Sui reali disagi, ponendoci di fatto in uno stato di precarietà ,via via, abbiamo detto tutto e sarebbe ripetitivo parlare ancora dei costosi trasferimenti a carico della comunità, dei problemi annessi conseguenti e dei costi delle famiglie dei pazienti traferiti, delle attese dei tempi di intervento, che lasciano comunque adito a seri dubbi sui postumi di alcune patologie. La sintesi è che per quanto grave sia l’attuarsi di un tale progetto, da Portoferraio e dall’Elba tutta non si è levata nessuna preposta voce politica di protesta. Quindi è consentito immaginare che accadrà come tante altre volte, protesteremo tardivamente il giorno in cui il provvedimento sarà divenuto esecutivo. Non è accaduto così per il Tribunale? Come si può pensare di lasciare un isola senza Ospedale? Dove il potere politico ha una qualche valenza autonoma questa alza la voce, si fa sentire. Non qui! Se fra i tanti Soloni, in buona e cattiva fede, ce ne fosse stato almeno uno che avesse capito che a suon di togliere e non mettere avremmo perduto ogni pur piccolo potere contrattuale, forse oggi non dovremmo pietire gentili concessioni, senza risultato. Pertanto c’è da augurarsi che le lezioni fin qui elargiteci servano finalmente a farci aprire gli occhi. Ecco perché non potendo più credere in Chi ha già, di fatto, depotenziato la nostra Isola con gravi danni anche di immagine, ho pensato e già scritto provocatoriamente, come unica alternativa, ad un Ospedale concesso a privati e convenzionato. E nessuno si scandalizzi ove questo offrisse, ristrutturandosi servizi e ricoveri a pagamento, Strutture simili ne esistono dovunque, in particolare dove la Sanità Pubblica fallisce nel suo principale compito che è la tutela della salute dei cittadini. Dove, alcontrario,, il fine è quello di fornire rapidamente prestazioni e servizi, generando prevenzione, salute e lavoro. Si pensi, di fatto, a quanti conterranei escono dall’Elba rivolgendosi non soltanto a strutture private convenzionate ma, data l’urgenza anche a pagamento, perché alcune patologie non consentono dilazioni di tempo. Si consideri , da ultimo, anche l’enorme massa di valuta riversata su altre piazze , che sarebbe opportuno evitare . Quindi un Ospedale che tuteli non soltanto salute, ma generi lavoro e benessere sociale.
Sergio Bicecci 12 gennaio 14
from
X Capoliveri
12 Gennaio 2014
at
14:56
from
X ME STADI SEMPRE VOTI.
12 Gennaio 2014
at
14:12
from
altro campese
12 Gennaio 2014
at
14:01
from
campese stufo
12 Gennaio 2014
at
12:06
Hai detto una cosa giusta:Il Sindaco giusto per Campo non sarà mai un Campese !!
Qualcuno propone addirittura Il Segnini G.che se non vado errato fu assunto come autista del pulmino dei bimbi dell'Asilo.Per l'amor del cielo,bravo ragazzo intelligente e sveglio,disponibile più di Vanno,ma fare il Sindaco è un'altra cosa…L'esempio di Bosi a Rio Marina è indicativo.lui ha fatto molto per il Paese.persona stimatissima a Firenze e Roma ecc.ecc.quì servirebbe un Bosi,affiancato da giovani preparati,colti e seri e non arrivisti,disponibili a fare qualcosa per il loro Paese e non cavalcare soltanto gli ambiti familiari.Ma forse purtroppo i giochi sono già fatti o in corso di chiusura,la minoranza attuale(mai vista ne sentita) e la maggioranza attuale,che accoppiata…del resto ognuno ha il governo che si merita.Ai posteri…………………
from
X COPIA E INCOLLA VOLETE DUE PICCOLE…….
12 Gennaio 2014
at
11:40
from
Mauro Meoni
12 Gennaio 2014
at
11:33
from
REDDITO DI CITTADINANZA
12 Gennaio 2014
at
10:40
from
Inciuci?
12 Gennaio 2014
at
10:38
from
Volete due piccole prove del nulla che sta accadendo?
12 Gennaio 2014
at
9:57
Qualcuno ricorda quali ammortizzatori sociali sono previsti per i giovani che non hanno mai lavorato? Come vedete, la sproporzione tra il paesaggio infestato di impedimenti al futuro e le dimensioni dei leader è paurosa. Due soli personaggi appaiono al momento in proporzioni normali: Pierluigi Bersani, che è riuscito a non morire (e a cui va ovviamente un carico di auguri) e Silvio Berlusconi, che è riuscito a non andare in prigione. Se ne va, libero e pieno di progetti, in giro per l’Italia con donna e cagnolino, mentre da mesi dovrebbe essere in cella, secondo sentenza. Sono due diverse misure, d’accordo, ma, per l’Italia di oggi, è tutto. Per questo stringe il cuore sentire il piccolo Letta che, dalla sua immensa poltrona, dice al piccolo Renzi, chiacchierone, festoso ma anche lui un po’ imbarazzato per la vastità della scena: “Serve un cambio di passo”.
di Furio Colombo | 12 gennaio 2014
[URL]http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/12/letta-e-renzi-due-politici-diventati-piccoli-piccoli/839991/[/URL]
