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Nelle ultime riunioni del Comitati Elbani Riuniti (CER) si è analizzato l’opportunità di entrare a far parte della Commissione Sanità, nell’ambito della “Fondazione Isola d’Elba Onlus”. Pur pensando che, certamente, questa Fondazione potrà portare miglioramenti alla Sanità Elbana mettendo a disposizione somme per emergenze non rinviabili, personalmente, ringrazio per l’offerta fattami. La mia scelta è per un volontariato spontaneo insieme ai cittadini Elbani, così come sono stati e come saranno i Comitati pro-sanità che, in questi quattro anni hanno compreso che il nostro sistema sanitario andava difeso dai tagli trasversali dei servizi, dagli accorpamenti selvaggi di reparti e dallo smantellamento del territorio.
Alla luce di quanto sopra, il Comitato ELBA SALUTE da me rappresentato pur restando nel CER come idea di aggregazione, continuerà nella sua strada a tutela del diritto alla cura e alla salute delle persone, restando autonomo e svincolato da qualsiasi regolamento che le possano impedire la libertà di azione e di parola.
Francesco Semeraro
ELBA SALUTE
8 febbraio 2014.
“”””Il CLUB non persegue scopi politici, religiosi e di lucro, ed ha carattere assolutamente culturale, sociale e sportivo. Scopo del Viola Club è quello di sostenere sempre la A.C.F. FIORENTINA per una durata illimitata”””””.
Il Viola club Scoglio Nati Viola, augurando le migliori fortune al neonato gruppo appena sorto, ritiene che, l’avergli attribuito il nome del nostro viola club, Scoglio –Nati appunto, possa solo creare confusione tra la gente.
Noi abbiamo avuto la fantasia e l’intuizione che tale nome potesse far presa tra gli sportivi viola e così è stato visto che il club ha raggiunto 389 soci. Penso che altri appellativi idonei potessero e potranno essere adottati e, magari, più accattivanti e maliziosi del nostro…..
Un'elaborazione fatta dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre evidenzia che il 77% dell'ammontare complessivo delle tasse finisce nelle casse dello Stato centrale. Su 472,7 miliardi di euro di imposte dirette, indirette e in conto capitale versate dai contribuenti nel 2012 (ultimo dato disponibile), ben 364,2 miliardi sono stati incassati dall'Erario, 78,9 miliardi sono finiti alle Regioni (pari al 16,7% del totale), 23,8 miliardi ai Comuni (pari al 5%), 4,1 miliardi alle Province (0,9%) e 1,5 miliardi alle Camere di Commercio (0,3% del totale). Più di tre quarti del denaro, dunque, vanno allo Stato centrale. Siamo lontani anni luce, dunque, dal federalismo, di cui si parla da decenni.
"Nonostante le riforme avviate in questi ultimi venti anni – sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – siamo ancora alla metà del guado. Non apparteniamo più al club dei Paesi unitari, ma nemmeno a quello degli Stati federali. Sul fronte fiscale la stragrande maggioranza del gettito finisce ancora nelle casse dell'Erario, mentre la spesa è stata progressivamente trasferita alle Amministrazioni locali. Al netto di quella previdenziale e degli interessi sul debito pubblico, oltre il 57% della spesa pubblica italiana è ormai in capo alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Insomma, la quasi totalità delle nostre tasse finisce a Roma, ma la maggioranza dei centri di spesa è ubicata in periferia".
Ma quali sono le tasse che pesano di più sulle tasche degli italiani? A farla da padrona, a livello centrale, è l'Irpef: nel 2012 nelle casse dell'Erario sono arrivati poco più di 151 miliardi di euro. Notevole anche il peso dell'Iva: sempre nel 2012 lo Stato ha incassato quasi 87 miliardi di euro. Alle Regioni, invece, l'imposta che garantisce il gettito più importante è l'Irap: sempre nel 2012 le imprese hanno versato oltre 33 miliardi di euro. La principale fonte di gettito delle Province è l'imposta che viene applicata sulle assicurazioni Rc auto: l'importo incassato nel 2012 è stato pari a 2,4 miliardi di euro. Infine, per i Comuni la voce più significativa è l'Imu: nel 2012 questa imposta ha garantito 15,6 miliardi di gettito.
Emblematica la foto apparsa oggi su tenews che ritrae l’assessore Cosetta Pellegrini .
Nell’intervista l’amministratrice detta le linee guide del buon amministrare avvalorando la sua candidatura a Sindaco della città.
Emblematica abbiamo detto perché ritrae la baraccopoli degli Orti, una delle situazioni più vergognose del paese amministrato per due legislature proprio da quella giunta a cui ha appartenuto e appartiene fino a scadenza mandato…ma vediamo se la nostra memoria è ancora viva…
Il tirreno 2 luglio 2007
[COLOR=darkred][SIZE=4]Sgomberare le case agli Orti
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Chiudere gli Orti. Questa volta per sempre. Le condizioni igienico sanitarie dei container dove ormai dal 2001 vivono intere famiglie non sono più tollerabili…..
Soddisfazione esprime l’assessore alla Casa, Cosetta Pellegrini: «Abbiamo terminato il consiglio comunale alle 3 del mattino ma ne è valsa la pena». «Sono misure serie e coraggiose – ha commentato il sindaco, Peria -, che servono sia a riportare concretamente ordine nella gestione degli ultimi decenni, sia a fornire precise risposte al disagio sociale di alcune situazioni che noi riteniamo non più accettabili e sostenibili, quali l’agglomerato degli Orti…..Non è semplice, ma siamo determinatissimi a farlo, poiché vediamo in questo un obiettivo politico prioritario».
Ecco siamo al 2014 Sarebbe opportuno essere edotti dalla Sig.ra Pellegrini della situazione in cui versa ancora quell’agglomerato di baracche , ormai conosciuta come “La baraccopoli degli Orti”
Infatti, oltre alle alluvioni che hanno colpito la Toscana tra il primo e il 21 gennaio scorso, la regione ha vissuto altri due giorni terribili, il 31 gennaio e il 1 febbraio. L'estensione è stata chiesta da Rossi per tutto il periodo compreso tra il 1 gennaio e il primo febbraio scorsi.
"Abbiamo fatto una prima ricognizione dei danni subiti dal territorio _spiega Rossi_ la mia proposta è che il governo intervenga subito sulle somme urgenze e dia certezze ai privati sui rimborsi, mentre la vicenda dei ripristini e degli interventi per il miglioramento sicurezza idraulica non può che avere tempi più lunghi".
"Faccio nuovamente appello ai sindaci – aggiunge Rossi – perché procedano con le somme urgenze, che non sono solo auspicabili ma doverose in presenza di rischi per i cittadini. Frane, strade che cedono, argini sfondati, ponti saltati possono e debbono essere ricostruiti in somma urgenza, avviando i lavori anche senza copertura finanziaria".
La lettera, corredata dall'elenco dettagliato dei danni subiti, contiene due richieste: la prima è che i residenti nei comuni alluvionati possano ottenere la sospensione delle rate in scadenza nel periodo di validità dello stato di emergenza dei mutui già contratti, oltre alla possibilità di una rinegoziazione degli stessi; la seconda riguarda gli enti locali, per i quali il presidente chiede una deroga rispetto alla tempistica degli interventi eseguiti in somma urgenza.
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È stata una giornata difficilissima, quella di ieri, con condizioni meteo proibitive. Vento forte e mare molto mosso hanno messo a dura prova i collegamenti marittimi in Canale, con i traghetti costretti a fermarsi (intorno alle 13) davanti al forte vento da sud-sud ovest, che ha battuto l’Elba per tutto il giorno. Solo alle 21 si è registrato un lievissimo miglioramento. Ovviamente i pendolari e tante famiglie hanno subito i disagi di questo blocco forzato dal meteo. Di fronte a questa situazione di disagio è intervenuta la Moby, al di fuori dei suoi obblighi e dei suoi orari, con una partenza straordinaria. La compagnia della Balena Blu ha portato sulla tratta Piombino-Elba una delle sue ammiraglie, la Love, proprio per riportare a casa tutti. Sicuramente stanchi, dunque, gli elbani; ma hanno potuto dormire nel loro letto."