da
Il troiaiao di Sant'Andrea …..
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
12:31
da
Xx dopo elezioni
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
11:02
da
X Crash aggiornamento essere in formati
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
10:25
Arrestato il sindaco, richiesta per Galan
Orsoni accusato di finanziamento illecito. 35 misure cautelari per corruzione e concussione
In manette assessore regionale alle Infrastrutture e il generale a riposo della Gdf Emilio Spaziante
Venezia, Mose: tangenti per Pd e Pdl Arrestato il sindaco, richiesta per Galan
Il sindaco di Venezia Orsoni (Pd) è stato arrestato nell’inchiesta per corruzione, concussione e riciclaggio nell’ambito delle indagini sull’ex ad della Mantovani Giorgio Baita e gli appalti per il Mose. In manette 35 persone, oltre 100 gli indagati. Tra le persone arrestate anche l'assessore regionale alle Infrastrutture Chisso, il consigliere regionale del Pd Marchese, gli imprenditori Morbiolo e Meneguzzo nonché il generale in pensione Spaziante. Chiesto l’arresto anche dell’ex governatore e ministro Giancarlo Galan (Fi)
"LAGUNA DELLE TANGENTI. ALLE 14.30 LO SPECIALE FATTOTV SULL'INCHIESTA MOSE
ANCHE ALTERO MATTEOLI NEI GUAI PER INCHIESTA MOSE: ATTI AL TRIBUNALE DEI MINISTRI
TRA GLI ARRESTATI CICERO E MANGANARO, EDITORI IN RAPPORTI CON I SERVIZI SEGRETI
M5S: "LARGHE INTESE IN MANETTE" / VIDEO – SANTANCHE': "CITTADINI SI ALLONTANANO DA POLITICA"
[URL]http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/04/tangenti-mose-35-arresti-in-carcere-anche-sindaco-di-venezia/1012200/[/URL]
da
Dante Leonardi
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
8:46
Bello Spot pubblicitario, complimenti !!
Bene ha fatto ad intervenire il Dott. De Ferraris, proponendo un data diversa per il “Viaggio funebre” con un invito a stare zitti quando ce n’è l’opportunità.
da
CRASH
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
8:14
Venezia, inchiesta sul Mose. Matteoli nei guai: atti al Tribunale dei ministri
Il senatore e dirigente di Forza Italia ha ricevuto una notifica dai pm che indagano sulla società di costruzioni e sul pool di imprese che stanno costruendo il Mose. "Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, ho richiesto tramite i miei legali di essere sentito" spiega il parlamentare
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 29 maggio 2014Commenti (14)
Venezia, inchiesta sul Mose. Matteoli nei guai: atti al Tribunale dei ministri
Più informazioni su: Altero Matteoli, Mose, Tribunale dei ministri, Venezia.
Nel febbraio del 2013 i primi arresti (tra cui l’ex segretaria di Galan) e gli avvisti di garanzia. Ma dalle pieghe dell’inchiesta sulla Mantovani e sul Consorzio Venezia Nuova emerge anche il nome dell’ex ministro dell’Ambiente (2001-2006) e delle Infrastrutture (dal 2008-2011) Altero Matteoli.
Il senatore e dirigente di Forza Italia ha ricevuto una notifica dalla procura di Venezia della trasmissione di un fascicolo al Tribunale dei ministri. Gli inquirenti indagano sulla società di costruzioni e sul pool di imprese che stanno costruendo il Mose di Venezia hanno individuato un reato commesso da Matteoli quando era ministro. Per cui secondo quanto stabilito dalla legge costituzionale 1 del 1989, hanno inviato immediatamente gli atti all’organo deputato a valutare gli atti penalmente rilevanti commessi nell’esercizio delle funzioni governative. Il collegio di giudizi avrà tre mesi di tempo per eseguire delle proprie indagini preliminari. Nell’avviso si legge solo che è stata avviata la procedura, ma in cui non c’è né un’ipotesi di reato perché toccherà al tribunale stabilirla, né i nomi degli altri soggetti coinvolti. Avvisi di notifica sono stati inviati però dagli inquirenti al Piergiorgio Baita e Nicolò Buson, ex ad ed ex responsabile amministrativo della Mantovani. Il tribunale dovrà accertare se all’allora ministro possano essere stati versati dei fondi attraverso un giro di società da lui indicate.
Dopo gli arresti di febbraio a luglio inquirenti e investigatori avevano fatto scattare le manette per 14 persone e inviato 100 avvisi di garanzia. A testimonianza di una ulteriore evoluzione dell’inchiesta per false fatture e turbativa d’asta.Anche se gli interrogatori degli indagati sono stati nella maggior parte dei casi secretati.
I giudici del Tribunale dei ministri, come da procedura, sono stati estratti. Avranno 90 giorni per decidere se disporre l’archiviazione oppure rinviare gli atti alla Procura per poter chiedere al Parlamento (ma basta una Camera) l’autorizzazione a procedere con le indagini. Il collegio sarà composto dalla presidente Monica Sarti (gip a Verona), da Priscilla Valgimigli (del tribunale del riesame di Venezia) e da Alessandro Girardi (sezione fallimentare di Venezia).
Matteoli ha chiesto, attraverso i suoi legali, di essere sentito dalla procura di Venezia. “Nei giorni scorsi ho ricevuto notizia di un procedimento che mi vedrebbe coinvolto. Non avendo nulla da nascondere e non avendo mai percepito alcunché, ho richiesto tramite i miei legali di essere sentito da magistrati di Venezia, davanti ai quali mi presenterò nei prossimi giorni per chiarire la mia posizione e per fornire ogni chiarimento che mi verrà richiesto”.
da
Campo
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
8:02
da
X dopo elezioni
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
7:18
da
DOPO ELEZIONI….
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
6:40
BUON LAVORO RUGGERO………. 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
da
BOOOHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
5:54
PS- Il primo consiglio Comunale, ci sarà questa sera? Vorrei essere presente per verificare se sono tutte chiacchiere o meno.
da
PER RICCARDO NURRA
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
5:15
Marcello Camici
da
Il troiaio di Sant'Andrea
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
4:04
io e te siamo le due uniche voci che hanno avuto il coraggio di denunciare il degrado di quell'area sotto il condominio ex scuole elementare . Le storie che dici sono tutte vere e note a tutti . Sindaci , assessori, consiglieri comunali (sic) conoscono il problema che non è solo estetico ma anche e soprattutto di sicurezza ( ratti , serpenti, probabilità di incendi viste le numerose cicche di sigarette buttate nei rovi) e quindi probabilità alta che ci possano essere danni a persone e cose. La casa che è esplosa per fuga di gas, fuga sottostimata dai tecnici che ha provocato due morti, farà nascere una inchiesta e qualcuno pagherà. Stessa cosa per il troiaio e ora che io e te abbiamo sputtanato questa schifezza nessuno potrà dire di non sapere e allora neo sindaco , assessori e neo consiglieri comunali dovranno veramente pensare come affrontare questo problema veramente banale e di civiltà: togliere i detriti , smaltire i rifiuti a norma di legge, tagliare le erbe e i rovi , potare le piante , liberare il sentiero invaso dai rami , insomma fare pulizia.
Il proprietario del troiaio è personaggio scomodo , ha litigato con tutti , è un violento che in preda all'ira non ragiona, …tempo fa un suo albero è caduto nella strada che scende impedendo il transito alle persone e lui si è incazzato perchè qualcuno ha osato spostarlo……. è proprietario di mezza Sant'Andrea ma tieni il troiaio lì perchè è come dici te: vuol vendere quel terreno a 100.000 euro …..ma i proprietari della residenza Sidoro non abboccano …in compenso l'Elba, sant'Andrea devono tollerare uno scempio che non fa onore a nessuno e soprattutto vergogna per la classe politica assente, connivente e paurosa :bad:
da
RICCARDO NURRA
pubblicato il 4 Giugno 2014
alle
2:59
1° giugno 2014: dieci anni esatti dal “blitz” effettuato dai Carabinieri che, all'alba del 1° giugno 2004 prelevarono dalla sua casa Giovanni Ageno, allora sindaco di Portoferraio, e poi, sotto gli occhi di decine di portoferraiesi stupefatti, lo caricarono su una motovedetta, destinazione Piombino. Da lì Ageno e altre cinque persone vennero portati a Livorno, al carcere delle Sughere.
Di sé Giovanni Ageno, nato nel 1933 – aveva ormai 71 anni quando venne portato alle Sughere – raccontava di una formazione politica e di valori iscrivibili al partito socialista: e, se la coalizione con cui nel 1999 vinse le elezioni era formata da Forza Italia, An, Ccd e Made, pure – appena eletto sindaco, ma sindaco di tutti – si era sentito in “dovere” di restituire la tessera del partito (Forza Italia) di cui era stato coordinatore per quasi un anno.
E non era stato questo il solo gesto di rottura di una persona che ponendosi fuori dagli schemi della “politica”, aveva innescato lividi antagonismi da parte degli esperti della palude politica.
Persona mite e sensibile, medico stimatissimo, Ageno credeva nella politica più che nei partiti che la occupano. Ma proprio questo è risultato intollerabile a tanti, forse troppi. Determinando nei fatti la sua fine.
Ancora oggi ci chiediamo cosa avesse di tanto diverso Giovanni Ageno, rimasto in cella alle Sughere (con detenuti comuni già condannati) per più di 80 giorni e poi buttato fuori dal carcere senza neppure una telefonata ai familiari, dai tanti settantenni che la politica la praticano ma la prigione non la vedono mai.
Ancora oggi ci chiediamo i motivi di tanto livore e accanimento: certo, le elezioni del 2004 risultarono una “passeggiata” per il centrosinistra che da allora, sino all'oggi, ha governato in modo continuativo, cassando totalmente il piano urbanistico, maggiore oggetto del contendere, perché considerato illegittimo. Tale annullamento provocò un danno alla città, ritardandone sicuramente la rinascita. E ora, sul Porto Cantiere – invece – ci consigliano di fare in fretta…
Tragicamente interessante, col senno di poi – visto che nel 2005 Ageno morì di “infarto” – la lettura del Tribunale del riesame di Firenze che nel giugno 2004 parlava di “consorteria criminosa” che “di fatto si era impadronita in maniera permanente della cosa pubblica… che tendeva a governare il territorio comunale come terreno di saccheggio e di scorribanda… che non esitava ad usare il potere e l'influenza per ricattare, distruggere, emarginare…”: parole pesanti certo, ma nel 2008 Ageno morto venne assolto perché il fatto non sussisteva.
Sicuramente vi furono delle ingenuità da parte del sindaco Ageno, ingenuità che certo non riguardavano i “soloni” della politica di entrambi gli schieramenti e che ancora oggi – così pare, almeno leggendo l'intervista di Roberto Peria su “Il Tirreno”, a proposito del Porto Cantiere – pensano di dover intervenire per “dare la linea”. O altrimenti perché?
Strana coincidenza, esattamente dieci anni dopo, strana e sinistra coincidenza: c'è solo da sperare che non si mettano in atto nell'oggi le stesse logiche e le stesse brutte pratiche di dieci anni fa.
I magistrati e il capitano dei carabinieri, quelli che avevano accusato di voti di scambio, di comitati di affari, di abuso in atti d'ufficio, di peculato, di corruzione, di violenza privata, di concussione e rivelazione di segreti d'ufficio sono spariti nel nulla, destinati ad altri incarichi, ma – come si vede – gli attori politici sono sempre gli stessi.
Certo, continuando a leggere questa tragica vicenda umana e politica col senno di poi, viene spontaneo pensare che abuso in atti d'ufficio, violenza privata e comitato di affari fossero ipotesi di reato da iscrivere ad altri. Non certo a Giovanni Ageno.
Riccardo Nurra,
ex assessore giunta Ageno
consigliere comunale con Ferrari
da
LACONESE D.O.C.G.A.B.
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
22:01
da
Ex scuola Zanca-Marciana
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
21:33
Caro proprietario del terreno,è proprio vero (che chi troppo vuole niente stringe) ed altro:Chi si accontenta gode. Vai e pulisci quel terreno,prima che qualche bambino si faccia male,e bada che li bambini ce ne sono tanti,e tu lo sai!!!!saluti da Radio Zanca
da
CAPOLIVERESI DOCG
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
20:53
Cari compaesani…me le avete fatte come una cestara…ma che scassacaz@i… 😀
da
Campo e frazioni
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
20:23
da
Renato
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
19:27
tramite la cortese possibilità che il Sig. Prianti "da'", sempre, a tutti coloro che sentono la necessità di poter esprimere qualcosa su questo blog, siano essi isolani e non, vogliamo rinnovare alla Moglie e ai Figli, le nostre condoglianze per la perdita di Sergio, che, dai Castelli Romani è tornato nella Sua Capoliveri.
Renato e Anna Maria
da
A.Politico
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
19:22
Il consigliere non eletto dai cittadini che doveva subentrare a Silvia Foresi, regolarmente eletta al consiglio comunale, ma costretta a dimettersi dietro coercizione (come ha affermato il Sindaco Barbetti stesso, pena l'esclusione dalla giunta) ha deciso di rifiutare ed ha pregato la Foresi di ritirare le dimissioni.
In un impeto di orgoglio ha voluto mettere la propria dignità sopra tutto.
Non gli è andato giù che la Foresi fosse costretta a fare una qualsiasi cosa controvoglia.
Non ha capito perchè la Foresi è stata "costretta" a dimettersi e gli altri no (perchè l'unica? why always me? said Silvia)
Non ha ritenuto giusto entrare in consiglio comunale con metodi coercitivi e senza il consenso del popolo.
Ha ritenuto giusto uscire di scena da "Signore", del resto…..perchè stare in paradiso a dispetto dei santi?
Onore al consigliere che non ha accettato di passare per quello che deve esserci a tutti costi
da
Officina del fabbro
pubblicato il 3 Giugno 2014
alle
19:16
La dignità scappò via……..
Ogni altro serioso commento è inutile, Ruggero è persona intelligente, sappia non è il solo!!!!!
Ci sono di certo persone meritevoli di una forzatura, per l'INTERESSE DEI CITTADINI, per il lavoro fatto, per l'impegno, la passione, lo spirito di servizio nonostante le vicende della vita….. anche in questo caso… ha anche un nome…. Mario Morosi!!!!!!!
