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DALLA ROTONDA ELLITTICA DI CAPOLIVERI
10 Agosto 2014
at
10:47
from
ALBA CHIARA
10 Agosto 2014
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9:58
from
CAPOLIVERI EVENTI ESTATE
10 Agosto 2014
at
8:55
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Il 12 agosto Capoliveri sarà lo scenario unico e suggestivo della notte più lunga, più intensa, più entusiasmante e coivolgente dell’Estate 2014 con la musica dei “The Black Eyed Peas”.
Dagli Stati Uniti direttamente nella piazza più “cool” dell’Isola d’Elba arrivano i suoni e le atmosfere del gruppo che fa muovere e ballare milioni di persone in tutto il mondo.
In consolle in piazza Matteotti, per scatenare la musica, l’energia, la voglia d’estate e di divertimento all’isola d’Elba, ci sarà il mitico Dj Motiv8 con Dj Stefano Noto.
La piazza si trasformerà in un’incredibile discoteca a cielo aperto dove a dominare sarà la musica dance e hip hop dei The Black Eyed Peas con brani come Boom Boom Pow, I Gotta Feeling, Rock that body e molti altri successi mondiali.
Ma la serata a Capoliveri è ricca di sorprese così, alle 21,30 la festa avrà inizio con gli Sbandieratori Fiorentini per una suggestione fuori dal tempo ed un grande spettacolo nelle strade e la piazza del centro storico, poi dalle 22,30 la grande musica fino all’alba per scatenarsi in una notte senza fine.
E all’Alba colazione per tutti per concludere in piazza la notte evento del 2014!
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Un ragazzo
10 Agosto 2014
at
8:32
Non posso darti torto. Tante nazioni stanno realizzando rotatorie, ma qui a Portoferraio, specialmente al Porto, non ne avrei visto il motivo. Il semaforo lì ha fatto sempre il suo lavoro per anni e non sono mai successi ingorghi all'incrocio (almeno da quello che mi ricordo).
Poi il problema del semaforo a San Giovanni è comunque il traffico intenso durante il pomeriggio, come hai detto te, ma lì la rotatoria, seppur piccola, ci potrebbe stare, proprio per velocizzare il traffico (così per dire) in quel punto.
Ti posso assicurare che i semafori sono più utili delle rotatorie se inseriti in modo corretto (ti posso assicurare che ho visto città che ad ogni incrocio aveva un semaforo), ma anche viceversa. Basta vedere il luogo e monitorare sempre il traffico per capire se è meglio un semaforo o una rotatoria.
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X LACONA
10 Agosto 2014
at
8:04
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Elba
10 Agosto 2014
at
7:26
le nostre spiagge sono diventate una vergogna lasciate in mano a chi senza scrupoli ne approfitta e le sfrutta per il proprio interesse senza scrupoli.
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R. Sandolo
10 Agosto 2014
at
4:49
Ho un sogno che riguarda Campo, per la sistemazione di due aree portuali.
1) Vorrei che l'area water front (fronte mare) fosse sistemata con linee di decoro urbano, sgombra di auto, camioncini, attrezzature varie e materiale vario, per diventare un percorso, con panchine, per passeggio di residenti e turisti.
2) Vorrei che, almeno per il periodo estivo, i tre specchi d'acqua fossero meglio organizzati: 1) Area marina interna (davanti all' ex-albergo Miramare): dedicata all'ormeggio di barche piccole e medio-piccole; 2) Area marina centrale (davanti all'ex Bar da Mario): dedicata all'ormeggio di panfili e yacht; 3) Area marina esterna ( davanti a Locman): dedicata all'ormeggio di mezzi istituzionali, barche di servizio, barche grandi.
Capisco che la cosa non è così semplice ( e prevede tempi medio-lunghi ) visto che molto dipende dall'Autorita' Portuale e dalla Capitaneria di Porto di Portoferraio. Ad ogni modo … visto che le precedenti Amministrazioni comunali poco o niente hanno fatto per far avverare i miei due sogni (che sono gli stessi di tanti campesi!) … riuscirà l'attuale l' attuale Amministrazione comunale, con un forte volontà, grande impegno di risorse e un' efficiente programmazione, a realizzare uno o ambedue i sogni ? … o almeno ad attivarsi subito per realizzare i progetti in tempi accettabili?
Avverandosi il sogno l'area portuale verrebbe completamente rinnovata nello stile e nel decoro per diventare la classica passeggiata di Campo.
from
Teatro Flamingo
9 Agosto 2014
at
21:58
Al Teatro Flamingo di Capoliveri nello spirito delle manifestazioni capoliveresi per il Bicentenario di Napoleone Sergio Bini in arte Bustric presenta NAPOLEONE MAGICO IMPERATORE “un’ora e mezzo di divertimento pieno di magiche sorprese”
Nell’occasione agli spettatori sarà gratuitamente offerta una Cartella contenente documenti storici (tra cui l’ordine redatto da Napoleone in data 16 novembre 2014 con cui ordinava la repressione della rivolta dei capoliveresi contro le pretese di Napoleone) che permetteranno di comprendere i motivi per cui a Capoliveri per il bicentenario si rende un Omaggio Non riverente all’Imperatore..
from
campese doc
9 Agosto 2014
at
21:50
Non occorre spostarsi dall'Elba per andare a vedere corse di auto o moto,basta posizionarsi in ogni ora del giorno e della notte nel tratto "Barracuda" – "Rotonda"
Sembra una gara continua tra moto,auto,camioncini con celle frigo,furgoni del pane, e chi più ne ha più ne metta.
Poi c'è la vergognosa scena giornaliera dei turisti che debbono attraversare a piedi,con bici,con carrozzine per andare alla spiaggia da Via del Chiuso Torto…..per attraversare ci sono diverse tipologie:
-il tranquillo educato che attende pazientemente minuti e minuti finchè qualche educato come lui si degna di fermarsi
-il nervoso,che dopo10 minuti inizia ad inveire contro tutti e smanacciando a dritta e manca alla fine riesce a trovare un varco e raggiunge raggiante la meta.
– quello che non si cura del pericolo e non appena arrivato alle strisce si getta d'istinto su di esse provocando frenate improvvise che talvolta si trasformano con tamponamenti per fortuna non sempre a catena,i quali provocano una certa intima soddisfazione nell'attraversatore.
-poi c'è il prevenuto,il quale,esperto della zona,prende la bicicletta per il sellino e fa finta di buttarla in mezzo alla strada……allora i mezzi si fermano,qualcuno lo insulta,ma lui si gode il risultato ottenuto e si avvia tronfio verso la spiaggia…………………………………
Se non ci credete,venite a vedere di persona,è uno spettacolo gratuito!!
Alla faccia degli sforzi per promuovere il Turismo.
from
cittadina
9 Agosto 2014
at
20:46
from
i have a dream
9 Agosto 2014
at
19:31
from
PREVENZIONE & DERATTIZZAZIONE
9 Agosto 2014
at
14:33
from
cittadino del mondo
9 Agosto 2014
at
14:03
from
X Cittadino
9 Agosto 2014
at
13:24
from
le rotonde
9 Agosto 2014
at
13:20
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Gabriele
9 Agosto 2014
at
12:51
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ROKY quota 96
9 Agosto 2014
at
11:20
from
cittadino
9 Agosto 2014
at
10:53
Al semaforo del porto c'è stato un incidente mortale pochi anni fa
from
I COLORI DELL'ARCHEOLOGIA
9 Agosto 2014
at
9:55
(La Redazione)
[COLOR=darkblue][SIZE=5]NO, AITHALE NON SIGNIFICA ISOLA NERA [/SIZE] [/COLOR]
L’àmbito semantico di Aithále, il più antico nome greco dell’Elba, e delle varianti Aithalía, Aitháleia, è quello di fumosa, fumante. E’ quanto mi è stato insegnato al Liceo Foresi da quello straordinario docente che era Alfonso Preziosi e dopo, all’Università di Pisa, dal linguista Riccardo Ambrosini, insuperato traduttore di lirici e prosatori greci, classici ed ellenistici, con il quale a partire dal 1980 ho condiviso una serie di ricerche pluridisciplinari.
Il toponimo Aithále compare già in Ecateo di Mileto verso la fine del VI secolo avanti Cristo; Stefano Bizantino, che ne riporta il relativo frammento nel VI secolo dopo Cristo, pensa che derivasse dalla lavorazione del ferro che circondava di fumo i numerosi luoghi in cui avvenivano i trattamenti del minerale. Il concetto era già stato espresso nel I secolo a. C. da Diodoro Siculo, il quale così narra: “ Dell’ Etruria, infatti, fa parte un’isola di fronte alla città chiamata Populonia, che chiamano Aitháleia. Questa, che dista circa cento stadi dalla costa, ha ricevuto quella denominazione dall’abbondanza del fumo (o della fuliggine) che c’è lungo di essa. Come minerale ha, infatti, molta siderite, che tagliano per la fusione e per la preparazione del ferro, perché hanno molta abbondanza di quel metallo”.
Di recente ha tentato di farsi strada una nuova e singolare ipotesi (si veda CORRETTI A., Le antiche risorse: ferro e granito, in Elba. Territorio e civiltà di un’isola, 2001, p. 254) secondo la quale sarebbe possibile spiegare il nome greco dell’Elba non tanto sulla scorta dell’attività siderurgica quanto in base alle caratteristiche fisiche, che avrebbero consentito ai naviganti di identificare immediatamente l’isola color fuliggine grazie alle spiagge scure della zona orientale. Sorge spontanea un’obiezione, che di per sé rende tale teoria poco fondata: com’è possibile che le spiagge, brevi distese orizzontali che già a qualche chilometro di distanza si confondono, specie se scure, con il blu del mare, possano essere state considerate dagli antichi navigatori quali elementi discriminanti per riconoscere un luogo da un altro?
Qualche anno dopo l’ipotesi coloristica ‘orizzontale’ (spiagge), è stata integrata con le emergenze cromatiche ‘verticali’ (pareti rocciose). In altre parole, toponimi come Punta Nera, presenti alle estremità orientale e occidentale, dimostrerebbero che almeno in origine il toponimo Aithále avrebbe indicato un’isola connotata da rocce scure (cfr. CORRETTI A., Fuliggine all’Elba? Storie di metallurghi e navigatori, in Archaeologica Pisana, 2004, pp. 125-127). A parte il fatto che, nemmeno a farlo apposta, vicino alla Punta Nera di Capoliveri c’è una Punta Bianca, e accanto alla Punta Nera di Chiessi esiste la località Pietre Albe (cioè bianche), oggettivamente non mi sembra che il perimetro costiero dell’Elba abbia una prevalenza coloristica nerastra. Semmai è vero il contrario: basti pensare che è il colore bianco – questo sì visibile anche da lontano! – a contraddistinguere in orizzontale e in verticale l’ ampio tratto di costa settentrionale che va da Portoferraio all’Enfola.
Insomma: ognuno continui pure a tenersi strette le proprie opinioni, ma allo stato attuale delle conoscenze, a mio avviso, non ci sono dati né concreti né convincenti per modificare l’esegesi tradizionale. No, Aithále ‘la nera’ proprio non va, tanto più che quando gli scrittori greci hanno voluto usare una qualificazione cromatica hanno utilizzato attributi come argós o leukós (bianco, splendente), che insieme al blu del mare e al verde della vegetazione sono i colori che caratterizzavano e caratterizzano l’Elba. La bontà dell’interpretazione proposta da Diodoro e da Stefano Bizantino, nonché da una pletora di glottologi, archeologi e storici di rango fra i quali Ambrosini, Pittau, Colonna, Cristofani, Giardino, Grant, Minto, Torelli, resta piena e inalterata: Aithále/Aithalía/ Aitháleia continua a essere l’isola della fuliggine, del fuoco e del fumo che si levavano dalle centinaia di forni per la riduzione del ferro. Anche perché i Greci, se davvero avessero avuto l’intenzione di basarsi sul colore nero per identificarla, senza tante contorsioni linguistiche avrebbero usato aggettivi (o sostantivi) più diretti e puntuali, come mélas o amaurós.
Michelangelo Zecchini
