from
Per Ares
24 Agosto 2014
at
15:22
from
Campese
24 Agosto 2014
at
15:01
D'altronde, finché il budget per la promozione turistica lo gestisce il comune di Capoliveri, se ne capisce la ragione….
from
Inviti Teatro Flomingo
24 Agosto 2014
at
14:19
Se lo spettacolo è gratuito nessuna paga il biglietto, altrimenti lo pagano tutti. INDISTINTAMENTE
from
x oli esausti
24 Agosto 2014
at
13:05
from
Sereno Variabile
24 Agosto 2014
at
12:23
from
PAZIENZA
24 Agosto 2014
at
11:18
from
Onda anomala
24 Agosto 2014
at
10:57
Noi elbani non riusciamo evidentemente a bloccare l'istinto di vendetta e rivalsa dettati da motivi personali e di parte. Se non si capisce che fa del MALE vero a tutta l'elba, agli elbani e al TURISMO SIAMO TUTTI DA LEGARE e ci meritiamo che altri decidano di noi.
Infatti come hanno detto prima di noi: "DIVIDE ET IMPERA!!"
from
Per Barbetti
24 Agosto 2014
at
10:51
Per le ultime polemiche invece….. linea condivisa….. ottimo.
Forse un giorno in questo paese emergeranno anche stimoli positivi, critiche costruttive, cultura intellettuale di spessore.
Unire o dividere, quale il vero fine……, non l'indifferenza all'altrui pensare, traducibile in arroganza.
from
risposta a "una osservazione"
24 Agosto 2014
at
10:49
from
Ares
24 Agosto 2014
at
10:36
Questi sono sicuramente anni persi per lo sviluppo di questo versante e non è di sicuro questa la soluzione per cercare di riprendere gli anni persi.
E poi se proprio la vogliamo dire tutta, non è che le passate amministrazioni sono state ste grandi cime!
In questi due giorni ne ho sentite di tutte su questo blog cose interessanti e altre inutili attacchi sicuramente fomentati da qualcuno della minoranza o amici vari…
Cerchiamo di denunciare in maniera costruttiva ed essere noi stessi per primi civili e rispettosi del nostro territorio.
from
x Francesco Semeraro
24 Agosto 2014
at
9:52
Se poi consideri che questi atti criminali vengono perpetrati per nascondere al fisco il reale giro di affari delle 'FRITTURINE' per ricondurre il tutto ai 5-7mila Euro dichiarati come guadagno, credo che tenersi i peli sulla lingua, non sia molto onorevole.
Le propongo un caso tratto dalla rete:
Due multe per un totale di 30mila euro. E’ la sanzione che dovrà pagare un ristoratore di Stroncone per irregolarità nello smaltimento degli oli di frittura usati in cucina. La Guardia Forestale in questi giorni è infatti impegnata in una serie di controlli volti a verificare il corretto smaltimento degli oli in vari ristoranti, trattorie, pizzerie e rosticcerie della provincia di Terni. Oltre al locale di Stroncone, altri due titolari di ristoranti sono stati multati ciascuno con multe di poco inferiori ai 15mila euro.
Multe così pesanti sono previste per chi non rispetta due obblighi essenziali, ricorda la Confcommercio: il primo riguarda l’iscrizione al Conoe (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti) che viene effettuata automaticamente dalla stessa Confcommercio a tutte le sue aziende consociate senza alcun costo; il secondo riguarda lo smaltimento rifiuti presso le aziende autorizzate dalla Conoe.
Se non vengono rispettati questi due obblighi, sono previste sanzioni che vanno da un minimo di 8 mila euro ad un massimo di 45 mila euro per la non iscrizione alla Conoe. Se lo smaltimento del rifiuto viene effettuato da ditte non autorizzate dall’associazione, possono arrivare multe che vanno dai 260 euro fino a 1.550, che saranno comminate sia al ristoratore, che dovrà accertarsi se la ditta di smaltimento sia autorizzata dalla Conoe, sia all’azienda incaricata di raccogliere i rifiuti.
– See more at: [URL]http://www.ternioggi.it/smaltimento-oli-usati-multe-pesantissime-per-irregolarita-30mila-euro-ad-un-ristoratore-di-stroncone#sthash.GUHICDhP.dpuf[/URL]
Veda anche cosa dice la Confesercenti al riguardo e colgo l'occasione per invitare la Fondazione Elba, a prendere posizione sul problema attraverso il suo resp. dell'ambiente, magari anche solo a fine stagione senza allarmare i turisti.
[URL=http://www.confesercenti.li.it/_new/index.php?page=default&id=284]Dal sito di Confesercenti[/URL]
Campese
from
Complimenti al Galli
24 Agosto 2014
at
9:47
from
AMAREGGIATO
24 Agosto 2014
at
9:42
Si apprende dalla stampa locale che i “massimi esponenti “ elbani dei grillini stanno per spedire a Livorno un dossier sull’Architetto Maltinti nominato direttore generale del Comune di Livorno.
Come già fatto notare da un precedente messaggio, non sono bastati due o più anni di indagini; un processo durato altrettanto; un congruo periodo passato in carcere (preventivo); un immenso dolore per la professionista e per i propri familiari ed, infine, un’ampia assoluzione per far “spegnere” quel fuoco giustizialista che ha animato nel 2002-2004 ampie e “politicizzate” schiere di portoferraiesi divenuti passivi recettori delle storie e storielle che ci venivano propiziate dai soliti grandi “commentatori” isolani e provinciali, coadiuvati da qualche piccolo e insulso politicante che mai potrà vedere compiute le proprie aspirazioni politiche. Per questi personaggi Portoferraio era una melma maleodorante. A guardare bene, poi, tutti si professavano “garantisti”.
Per non farla lunga. Di fronte alla sentenza di assoluzione nessun “mea culpa”. Ricordo che solo il riese Marchetti ebbe la “correttezza morale” di aprire il discorso ma, come detto rimase solo. Intellettualmente onesto è stato Segnini che, probabilmente anche criticato, ha tirato per la sua strada. Il buon Peria, alla fine del suo secondo mandato, ha accennato “nel suo politichese avanzato” ad un qualcosa in ordine “ al dolore ed alla rappacificazione sociale” ma con poca convinzione e con la forza del venticello che a sera avvolge la spiaggia di Sansone e le dolci alture di Pescia
Ora i “massimi esponenti” di Portoferraio tornano alla carica con un nuovo dossier. Avranno nuove prove di misfatti che, in tutti questi anni, hanno tenuto per sé? Perché non ne hanno parlato durante la fase istruttoria del processo?. Il movimento cinque stelle ancora non esisteva ma i “massimi esponenti” a quel tempo erano vivi, vegeti e svelti di parola.
Sarebbe forse stato più rispettoso per le persone e per la recente storia elbana non insinuare ancora sui “trascorsi elbani della Maltiniti”; alludere al dossier, ma molto più semplicemente esprimere l’eventuale disappunto per la nomina a direttore generale riferendosi ad una “inopportunità politica della nomina” dando atto del buon lavoro della magistratura. Del resto le critiche all’operato della magistratura mi pare vengano da tuttaltra area politica.
Questo, seppur in ogni caso discutibile, avrebbe fatto considerare finita la fase dello spregevole giustizialismo dei pochi ma “amplificati” passivi recettori ed il conseguente “lancio di merda” su persone che, ad oggi, anche se non “simpatiche” sono state assolte da un tribunale dello stato italiano.
from
PROCCHIO&MARCIANA EVENTI 2014
24 Agosto 2014
at
9:30
from
Risposta alla dieciremi
24 Agosto 2014
at
9:08
from
Per Francesco Semeraro
24 Agosto 2014
at
8:49
Quindi 'Amministrazione di Rio Marina dovrebbe preoccuparsi in primo luogo e prima di tutto di questa messa in sicurezza del sito che ad oggi purtroppo, come anche leggo su questo Forum molti stanno segnalando, permane nello stato di precarieta' della mia prima segnalazione e di quelle di altri tra cui quella del sig. Ferrini a cui va dato atto di avere sollevato da molto tempo il problema nel Comune piaggese.
Spero che anche dopo il suo prezioso intervento il Sindaco di Rio Marina attivi e faccia attivare i necessari presidi . Aggiungo inoltre , e qui ritorno ai miei anni passati non solo all'Elba dove ho rivestito una importante carica istituzionale come quella di Comandante dei Carabinieri, che nel caso specifico anche il Delegato di Spiaggia su Rio Marina dovrebbe interessarsi con celerita' del caso visto che su tale problema non solo ambientale grava un dovere di vigilanza ed intervento che la pubblica autorita' non deve sottovalutare sopratutto perche' insiste sull'area portuale . E qui lo dico non solo da Ex Ufficiale dei Carabinieri ma da semplice cittadino . Non sottovaluterei da parte di tutti il problema , come almeno fino d oggi mi sembra stia avvenendo.
Colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente Fabrizio Prianti , un grande amico e come sempre attento osservatore delle dinamiche elbane che con questo spazio aperto permette una civile discussione su fatti molto importanti come questo. Un cordiale saluto.
Marco Contini
from
L'IPOGEO DI MARCIANA
24 Agosto 2014
at
8:17
Quando un dibattito tocca e fa suonare le corde della satira, è segno che occorre occuparsene seriamente. Il giorno dell'inaugurazione della cosiddetta 'Zecca degli Appiani' in quel di Marciana, uno studioso, noto anche per le sue battute fulminanti, mentre ammirava lo straordinario complesso sotterraneo scavato nel granito mi si avvicinò e – evidentemente non troppo convinto dalla definizione di 'zecca' – mi sussurrò: “Sensazionale, un ipogeo etrusco nuovo di zecca!”. Ancora più incisiva è stata la vignetta di Yuri raffigurante un cane che si gratta con decisione: “.. Occheffai .. ti gratti? // .. dé, no … e ciò una zecca di nulla nell'ipogeo …”.
Lasciati da parte gli accenti ironici, che in casi come questo non guastano, mi preme rilevare che la questione, almeno così come è stata presentata al pubblico in questi giorni (ipogeo etrusco oppure zecca?), è stata impostata male. Allo stato attuale, infatti, nessuno dubita più che quel monumento sotterraneo sia la chiara testimonianza sepolcrale voluta e lasciata, a dimostrazione del suo potere tecnologico e socio-economico, da un importante personaggio di circa 2.300 anni fa, forse uno dei Signori elbani della produzione e del commercio del ferro. Una convinzione del genere ha contagiato perfino i progettisti del museo della zecca, i quali nella locandina di presentazione della loro realizzazione non mancano di sottolineare non solo che “ La Zecca di Marciana insiste su una struttura ad ipogeo scavata in un banco di granodiorite, identificabile come una sepoltura gentilizia d'epoca ellenistica datata fra il IV e il I secolo a. C.”, ma anche che “La planimetria è quella tipica di sepolture ipogee etrusche”. Più chiari di così …
I suddetti professionisti pensano però che la tomba (tale toponimo – guarda caso – nel catasto leopoldino del 1840 qualifica tutta l'area e la soprastante via) sia stata riutilizzata come zecca a partire dal tardo XVI secolo. Anche se su tale ipotesi nutro profonde perplessità perché l' indizio (uno solo) che dovrebbe sostenerla è troppo flebile e controverso, tuttavia debbo convenire che i fautori del riuso in epoca appianea hanno il diritto di tenersi care le proprie, soggettive opinioni.
Nei giorni scorsi sono ritornato a visitare la tomba, prima con uno degli ultimi maestri della scalpellatura del granito e poi con due docenti universitari. Quando, percorso il dromos, ti fermi nell'atrio e sei praticamente al centro dell'ipogeo, all'ammirazione per l'imponenza e la perfezione dell'opera si associa subito lo stupore per il fatto che, nel progetto di valorizzazione, priorità e preferenza sono state accordate a un aspetto (ossia la supposta zecca appianea) dall'interesse storico-archeologico marginale e residuale rispetto al complesso sotterraneo etrusco che, senza usare iperboli, si configura come testimonianza unica e di pregio assoluto nell'ambito dei monumenti consimili in Toscana e nell'intera Etruria.
Anche a voler prescindere da quei nuovi e discutibili ingombri metallici che spezzano l'unità e la suggestione dell'ipogeo, non si può far finta di non vedere che in lasso di tempo relativamente breve (dodici mesi appena dalla scoperta e dalla prima analisi) le superfici di tutti gli ambienti appaiono impregnate, ex novo, di una fortissima umidità che ha innescato un processo di degrado tale da essere facilmente percepibile perfino dai non addetti ai lavori. Le finisssime scalpellature che decorano volte e pareti, per esempio, rischiano di sgretolarsi e di tramutarsi, per di più in poco tempo, in una massa di granuli sabbiosi. Un anno fa lo stato di conservazione della tomba era soddisfacente, ora lo strato roccioso superficiale è preda di una degenerazione galoppante e si fa strada un moto di viva preoccupazione che sento il dovere di rendere noto attraverso la stampa. Ma il mio compito finisce qui. Cercare le cause e trovare i rimedi spetta ad altri. Quanto prima possibile.
Michelangelo Zecchini
from
Olio esausti
24 Agosto 2014
at
7:47
from
Riese contento
24 Agosto 2014
at
7:20
