da
PARCHEGGI DISABILI
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
18:11
da
Millo
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
18:00
Ma che un candidato del genere avrebbe creato scompiglio e frammentato i voti unn'era mica cosi' difficile da immagina', no?
O che ci voleva la scienza?
Bravi/brave continuate così che andate lontano…
da
SACCHI NERI A LAVACCHIO
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
17:35
alla prossima
giovanni
da
CERCASI
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
17:06
Che COMICII!!
da
Michelangelo Zecchini
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
14:57
[COLOR=darkblue][SIZE=4]LA ZECCA DI MARCIANA: DE CREDITA ET EMENTITA NUMMORUM OFFICINA [/SIZE] [/COLOR]
“De credita et ementita nummorum officina”. Vale a dire: “La zecca erroneamente ritenuta vera”. Sotto questa immagine verbale, mutuata dal grande filologo quattrocentesco Lorenzo Valla, la zecca di Marciana rischia di passare alla storia se i suoi sostenitori non si affretteranno a rendere pubblici pressanti indizi, finora inesistenti, sulla sua reale esistenza. A tutt’oggi, infatti, l’ipotesi della zecca marcianese è basata sul quasi nulla e troppe, veramente troppe, sono le motivazioni che la coprono di una coltre di dubbi.
Dopo le prime quattordici, già pubblicate, eccone altre sei non meno sostanziose:
15. Non si capisce perché gli Appiano debbano aver intrapreso un lavoro immane e costosissimo (tale è da considerare lo scavo di 200 tonnellate di roccia granitica) mentre, con poca spesa e in tempi rapidi, avrebbero potuto costruire un palazzo ampio e luminoso da adibire a zecca.
16. Non è credibile che gli Appiano abbiano voluto collocare una zecca, per definizione bisognosa di molta luce e di ampi spazi di lavoro, in un luogo angusto e buio qual è l’ipogeo.
17. Sarebbe illogico ammettere che gli Appiano abbiano voluto scavare un immenso ‘caveau’ lontano dalla fortezza (che si trova circa 100 metri più in alto) e, per di più, in una zona aperta, facilmente identificabile e indifendibile in caso di attacchi corsari, brutali e distruttivi, come quelli perpetrati ai danni dell’isola, Marciana compresa, nel XVI secolo, da parte di Ariadeno Barbarossa e di Dragut.
18. Che cosa, gli Appiano, avrebbero dovuto nascondere e proteggere nel grande caveau marcianese? forse il tesoro di Montecristo o le riserve auree di Fort Knox? Anche in questo caso è lo stesso Giannoni a rispondere indirettamente a tale domanda ironico-retorica affermando che, eventualmente, a Marciana si sarebbero coniate monete di poco conto: “Dovendo fornire di propria moneta l'isola era molto meno rischioso trasportare da Piombino all'Elba il rame che non le monete già coniate. Parlo di rame perché da alcuni documenti che ho trovato di recente nell'Archivio Segreto Vaticano risulta che l'argento fosse utilizzato rifondendo monete spagnole (Portolongone) o fiorentine (Portoferraio) presenti sull'Elba. Da questo documento avrei motivo di supporre che sull'Elba venisse coniata solo moneta di piccolo taglio (mezzi giulij, crazie e quattrini) che serviva all'uso quotidiano della popolazione” (da “La Moneta.it”, on line, 18 agosto 2014).
In altre parole: chi può essere così facilone da credere che gli Appiano abbiano costruito un capolavoro di caveau per custodirvi scioccamente monetine da elemosina?
19. Di un’ impresa titanica, molto lunga e onerosa, qual è da considerare l’escavazione di una gran massa di granito, dovrebbe essere rimasto un ricordo multiplo e vivace negli archivi; al contrario, non ne è stata scoperta la minima traccia né in quello di Marciana, né in quelli di Piombino o di Firenze, né in quelli del Vaticano, né altrove.
20. Che senso avrebbero, in un caveau per monete di terz’ordine, geometrie così perfette e migliaia di finissime incisioni che decorano pareti e volte dell’ipogeo marcianese?
A questo punto è da prendere in seria considerazione una verità scomoda per certuni, ossia che la zecca di Marciana sia da inserire fra le molte ”zecche mai esistite, create ad arte nel passato per provare l’autonomia di una località oppure desunte da errate letture di documenti scritti”. Così scrive, parlando delle zecche in genere, Lucia Travaini in ‘Le zecche italiane fino all’Unità’, Roma 2011.
Si diano da fare i fautori di questa evanescente zecca nel diffondere argomentazioni numerose e convincenti, tali comunque da dare all’ipotesi la forza logico-scientifica necessaria per continuare ad esistere. Perché, altrimenti, essa dovrà essere cancellata, ad evitare la pubblicazione di ‘storiche’ fantasie. Come quella, attuale, rinvenuta in rete nella sintesi “Storia di Piombino” (infol.it) nella quale si afferma, senza alcun fondamento, che “Iacopo IV fu il primo a far coniare monete d’oro presso la zecca che si trovava nel paese di Marciana, all’Isola d’Elba”.
Michelangelo Zecchini
da
Riccardo Nurra
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
13:05
Tale provvedimento si è reso necessario in quanto in tali giorni si provvederà al taglio di quattro palme, oramai irrimediabilmente attaccate, e alla disinfestazione di tutte le altre presenti nei giardini.
Il taglio prevede l’ingresso nei giardini di camion con cestello, trituratore per lo sminuzzamento delle foglie e furgoni per lo smaltimento presso la discarica: si ritiene quindi che tale situazione potrebbe essere pericolosa per visitatori e bambini, considerato anche che tre di queste palme si trovano nella “zona giochi”.
Gli altri giorni di chiusura, da mercoledì a sabato, serviranno a “smaltire” l’insetticida che, pur se non pericoloso per le persone, oltre che sulle palme, potrebbe disperdersi nell’area circostante.
Saranno oggetto di disinfestazione periodica anche le palme della Sghinghetta, poste sul viale che porta alla chiesa di San Giuseppe.
Purtroppo questi tagli e la disinfestazione periodica comportano e comporteranno un notevole impegno economico da parte dell’Amministrazione Comunale, che si trova a doverne far fronte, sacrificando necessariamente altri interventi meno urgenti.
Si ricorda che coloro che sono proprietari di “Palme Canariensis” (quelle considerate comuni) sono tenuti a comunicarlo alla Polizia Municipale, per permetterne il censimento. Si ricorda altresì che quelle irrimediabilmente attaccate dal “punteruolo rosso” dovranno essere tagliate e smaltite da Ditte accreditate dal Servizio fito-sanitario regionale e, anche per quelle sane oggetto di taglio o disinfestazione, è obbligatoria la comunicazione.
da
DOMANDA!
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
11:25
PS- Se la matematica non è una opinione, dovrebbero essere circa il doppio di una giornata con attracco al porto di Portoferraio, e sinceramente non mi sembra un aspetto della questione da sottovalutare.
da
REGIONALI 2015
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
10:01
da
"io sono il presidente che sa come si fa"
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
9:20
Disco verde dell’assemblea regionale del partito democratico al mandato-bis. «Ripartiremo dal lavoro e dai vitalizi». Ma c’è il rebus primarie
CAMPI BISENZIO. «Non siamo una regione seduta, ma nei prossimi anni dovremo correre ancora di più e io sono il presidente che sa come si fa. Penso che bisogna accelerare il riformismo». Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha concluso il suo intervento di 15 minuti all’assemblea regionale del Pd toscano, tenutasi a Spazio Reale, a San Donnino, nel comune di Campi Bisenzio, dove c’è stato il primo insediamento di cinesi in Toscana. Applausi, strette di mano, il sapore di un’incoronazione (la vice segretaria e presidente del Friuli Deborah Serracchiani ha tessuto le lodi del governatore) . Anche se in teoria c’è ancora la possibilità che si possano svolgere le primarie per la scelta del candidato del Pd alla guida della Regione nei prossimi cinque anni.
ECONOMIA GROSSETO
Cna: «Crisi irreversibile Artigianato al collasso»
Numeri impietosi dal Rapporto trend: il fatturato è calato del 17 per cento. Profondo rosso nell’edilizia, male anche i settori terziario e manifatturiero
SICUREZZA GROSSETO
Dopo i furti a raffica, un appello a tutti i derubati: "Uniamoci"
Un imprenditore vittima dei ladri dice basta: chi ha subito raid con scasso è chiamato a raccolta
FONTE IL TIRRENO
da
IL FALCO
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
8:44
HO COMUNICATO IL MIO RECAPITO TELEFONICO AL SUO COLLEGA PROF. CENTAURO. CI INCONTREREMO ALL'ISOLA D'ELBA. NELL'ATTESA RINGRAZIO E CORDIALMENTE SALUTO.
da
Gian Carlo Diversi
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
6:38
Terzani serve per riflettere, non per mettersi in evidenza.
Invece di parlare di me e delle mie eventuali capacità di scrittura parlami di come la pensi; ma forse è più facile spostare l'attenzione vero?
Saluti
da
Sergio Bicecci
pubblicato il 11 Gennaio 2015
alle
5:50
Accade spesso che, incontrando conoscenti o vecchi amici, aventi un qualche interesse all’Elba, di dover ascoltare pareri sui numerosi importanti problemi della nostra Terra. Per la maggior parte questi esprimono con rammarico giudizi critici. Purtroppo con dispiacere, non si può che prendere atto delle giuste constatazioni. Infatti pur cercando di fare appello all’amor proprio e minimizzando è difficile nascondersi dietro un dito. I fatti sono fatti e sono sotto gli occhi di tutti. Di sicuro è così per l’elbano medio che legge, che si informa e si interessa delle cose. Argomenti quali la Sanità, i Trasporti marittimi ed aerei, l’Ambiente, il rifornimento Idrico, che vede ancora l’isola quasi totalmente legata alla resistenza di un quarantennale tubo sottomarino, la Gestione Associata del Turismo e quant’altro può essere di interesse generale per il futuro e lo sviluppo dell’Isola, rimangono invece impantanati nelle sabbie mobili. Dovrebbero, come sarebbe giusto, trovare invece i nostri Amministratori concordi verso politiche unitarie. Non è così, in particolare per la Sanità, ancorata a una politica dimentica dei nostri sacrosanti diritti e della insulare specificità. E’ difficile per il cittadino medio capire atteggiamenti divergenti e le relative cause, che potrebbero essere tante, ma tutte discutibili a fronte di interessi globali. La sensazione forte è che prevalgano interessi di bottega, che ogni Comune viva irresponsabilmente per se stesso, come fosse un corpo a se, svincolato dal resto del Territorio. Come se non si rendesse ancora conto che l’unione può fare la forza, che sarebbero necessarie azioni comuni e incisive. Che occorrerebbe il coraggio di tentare di superare quegli ostacoli fino ad oggi ritenuti insormontabili, senza averne mai fatto neppure un tentativo.
O, noi elbani, come tante persone, cui dobbiamo essere riconoscenti per il loro critico sostegno, dobbiamo accettare l’idea che sarebbe giusto e auspicabile avere una classe dirigente diversa e migliore?. All’Elba sembrerebbe regnassero complessi di inferiorità, dovuti alla classica dominanza continentale, ormai assurti a cultura e tradizione, come la “Sindrome di Stoccolma”. Sarebbe sufficiente rifletterci un po’ per constatare quante le occasioni perdute negli ultimi decenni. Sarebbe sufficiente rendersi conto che appropriarci di quella dignità politica, amministrativa e sociale, finita chissà dove, non è che il dovere da compiere verso noi stessi. Un colpo di coda, una sterzata atta a far capire, al di là del mare, che ci siamo e che siamo vivi. Non credo sia tardi per cambiare un modo di pensare e di essere.
S.Bicecci 10 gennaio 2015
da
x Giancarlo Diversi
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
21:20
Alberto B
da
Dissuasori di velocità
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
20:17
da
Mauro Meoni
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
19:24
da
Arrivare dopo la musica….
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
18:51
da
stefano
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
17:54
ottima notizia sopratutto mi rivolgo all'assessore bertucci in via manganaro ne vanno messi non uno ma almeno tre :
la sera dopo le 21,00 in poi ,sembra di essere in un gran premio.
firmato
residente di via manganaro
da
prossimo presidente
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
17:05
vorrei conoscere quanti la pensano come me.
da
Rhino Pove
pubblicato il 10 Gennaio 2015
alle
16:32
Poi fai capire dove hai investito codesta ricchezza intellettuale, che tanto trapela dalle tue esortazioni alla decapitazione, e quanto ti rende…
Buona serata, con l'invito a guardare proprio il dito, questa volta, anziche' la luna…no, non l'indice…
