da
TOREMAR
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
18:18
Livorno (LI), 17 gennaio 2015
In merito alla sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri in cui si evince
l’accoglimento del ricorso presentato da Toscana di Navigazione contro la Regione, Toremar, che in data 2 gennaio 2012, era stata assegnata al gruppo Moby, è disorientata dal provvedimento appena emanato.
“E’ evidente che la prima reazione è di assoluta incredulità e preoccupazione. In Toremar non ci siamo da ieri ma da tre anni!” – questo il primo commento del Presidente di Toremar, Stelio Montomoli.
In questo lasso di tempo la Compagnia, grazie al sostegno dell’azionista MOBY, ha realizzato circa 20 milioni di investimenti per l’ammodernamento della flotta e il miglioramento dei servizi di bordo; migliorato i servizi di linea; regolarizzato 89 lavoratori garantendo loro la continuità del rapporto di lavoro, risolvendo 41 cause preesistenti; allo stesso tempo ha assunto 43 marittimi più 3 amministrativi, aumentato il proprio organico portandolo ad un totale di 209 marittimi assunti a tempo indeterminato; ad oggi, aggiornando l'organico societario dei marittimi, ha assunto altre 12 persone e costruito un rapporto di fiducia con Comandanti, marittimi e il personale amministrativo senza cui le navi non viaggiano.
Montomoli conclude dicendo: “E ora il Consiglio di Stato ci dice che abbiamo scherzato e che la Regione Toscana deve cedere Toremar a Toscana di Navigazione? Emerge un’incomprensione gigantesca verso le necessità delle aziende e i tempi per realizzarle. Cosa avremmo dovuto fare? Lasciare marcire la flotta e i rapporti di lavoro in attesa del giudizio del Consiglio di Stato? Faremo il possibile per difendere il nostro diritto a continuare a gestire la Toremar.”
da
CONSIDERAZIONI SUL LAVORO ALL'ELBA
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
18:11
E'necessario ricordare a chi si occupa e si appassiona di politica a tutti i livelli che ,.il LAVORO deve rimanere IL PRIMO PUNTO all'ordine del giorno di tutte le amministrazioni, trasversalmente agli interessi di tipo politico,campanilistico e populista,oggi con la crisi dello statalismo e' necessario creare sul territorio le condizioni per cui le imprese sopperiscano in termini di assunzioni e crescita economica alle esigenze dei cittadini,anche nei servizi (trasporti,sanita) parzialmente da privatizzare.
Cio'e'possibile se la politica taglia le ali estreme all'interno dei Partiti e dei Movimenti e si allea su progetti concreti,di sviluppo ad ampio respiro delle politiche economiche dell'elba senza trincerarsi dietro meri interessi di paese o squallide piccole ambizioni politiche,aprendo un dialogo post-ideologico nuovo nella Politica Elbana.
grazie per l'ospitalita' Stefano Ballarini
da
Toremar
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
17:51
Capisco bene le dichiarazioni della Regione che dice, obtorto collo forse, che per loro l'interlocutore era Toremar e quindi cambia poco.
Non capisco invece le nervose dichiarazioni di oggi del Presidente di Toremar. Un po' di stile non guasterebbe.
Se da ieri è così cambiato l'azionista di Toremar (e il Consiglio di Stato è giudice di ultima istanza, nella Repubblica Italiana), i dirigenti attuali Toremar non potrebbero prenderne atto o al limite dimettersi perché con i nuovi azionisti non hanno lo stesso feeling che avevano con Moby?
Per me (utente) rilevo che ci sarà più concorrenza di prima nel Canale di Piombino e questo non mi dispiace.
da
Per Rhino
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
16:52
Lei Rhino è persona colta, intelligente ed acuta.
Voler paragonare, per esempio, quei sub che in estate hanno perso la vita alle Formiche di Grosseto, pur rispettando le regole della subacquea, per causa altrui vista la presenza di un gas nocivo nelle loro bombole, paragonarli con appunto due OCHETTE in cerca di emozioni forti, le quali si introducono in un teatro di guerra e terrorismo per ipotetici scopi umanitari (ma quali?)mi pare veramente ardito.
Poi, parlo di me stesso, come di milioni di italiani, lavorando ogni giorno e contribuendo a vita alla sanità, giusto pretendere in Italia assistenza e soccorso.
Diverso per quegli altri milioni che vivono alle spalle di coloro producono, il parassitivismo consolidato e avanzato, in tutte le sue espressioni e sfaccettature, politiche assistenziali ed impiegatizie (di cui ogni giorno assaporiamo i numeri).
Mentre concordo con Lei che coloro non rispettano le più elementari regole di civiltà devono in qualche modo essere puniti e contribuire ai disagi arrecati, se consapevoli.
Lei ha idea cosa ci costa una semplice partita di pallone????
E su chi si spalmano i costi???
Non posso paragonare un pedone distratto con un delinquente che va allo stadio con la mazza o il coltello.
da
assoc culturale la ginestra
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
16:44
associazione culturale la ginestra
da
Comitato 3 novembre
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
16:33
Il 6 gennaio scorso una lettera aperta firmata da oltre 350 cittadini per la quasi totalità toscani e specificamente elbani è stata spedita al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. La lettera, promossa da un comitato locale, chiedeva al Presidente della Regione di intervenire sulla situazione del trasporto marittimo fra l’Elba e Piombino, attività gestita in una posizione largamente dominante e, nei mesi che vanno da ottobre ad aprile, monopolistica dal gruppo Moby/Toremar.
Nella lettera era chiaro il riferimento al processo di privatizzazione di Toremar, all’origine della situazione attuale, che veniva definito opaco e pasticciato. A tutt’oggi nessuna risposta è pervenuta ai firmatari.
La recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ribalta la conclusione della privatizzazione di Toremar, riconoscendo quale vincitore della gara la compagnia Toscana di Navigazione e condannando la Regione Toscana e Moby Spa al pagamento delle spese quali parti soccombenti riapre tutta la partita e prefigura una situazione che per ora è prematuro cercare di definire.
Un intervento della Presidenza Regionale è oramai ineludibile. I cittadini elbani e toscani in generale hanno, a questo punto, il diritto di aspettarsi che il trasporto marittimo fra la terraferma e l’arcipelago assuma le caratteristiche reali della continuità territoriale, e che siano garantite, in mancanza di una società pubblica di trasporto, le condizioni necessarie a sviluppare una credibile concorrenza fra le varie compagnie che vorranno intervenire in un mercato finalmente, vogliamo credere, riaperto in termini di prezzi, orari e servizi.
Comitato 3 Novembre
da
Rhino
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
13:27
Sono invece schierato con la mia bussola esistenziale, che conferisce come poli magnetici l'educazione (intesa nel puro senso ermeneutico) e la tolleranza, l'assertivita' e il rispetto dell'alterita'…e credo fermamente che siano i presupposti per godere di un'esistenza effettivamente libera. Di contro, credo che i premi e le punizioni (di skinneriana memoria, ma erano piccioni!), la penitenza, l'espiazione e la redenzione (di ovvia matrice cattolica), le regole ferree, i limiti esterni, l'imposizione e la sovrapposizione…non solo non servano a niente ma danneggino il senso di consapevolezza, il maturare i limiti interni e lo sviluppo del potenziale umano.
Ovviamente sono solo idee…
da
Cara Regione Toscana ti scrivo
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
12:23
La Moby, che deve pagare le quote di Clessidra in Tirrenia entro sei mesi per poter ottimizzare i costi per la Sardegna come con Moby-Toremar per l'Elba, che farà ?
Prenderà forse due soldi per i lavori fatti alle navi e non viaggerà più quindi d'inverno in perdita con le proprie navi, non essendo obbligata a viaggiare dall'antitrust ?
E quindi gli elbani avranno solo le corse toremar nei 5 mesi invernali, un grosso successo della regione toscana per l'elba il dimezzamento delle corse e per tante ore, dalla sera alla mattina, non collegati alla terraferma a differenza di altre isole anche più piccole in Italia?
Tanto c'abbiamo l'elisoccorso di notte, forse ….
da
Caro Rhino
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
11:30
Anche Mario capanna nel 68 faceva il filosofo come lei , ora è diventato un padrone anche lui….ci pensi .
da
F.I.d.C
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
10:08
Informiamo che la Federcaccia Isola d'Elba organizza un corso per aspiranti cacciatori per il conseguimento del porto d'armi ad uso venatorio.
Il corso si svolgerà a Portoferraio ed inizierà nei mesi di febbraio/marzo 2015.
Le lezioni bisettimanali si svolgeranno dalle ore 21.00 alle 22.30
Il materiale didattico sarà fornito dagli insegnanti.
Possono iscriversi sia uomini che donne a partire dai nati nel 1997.
Per informazioni ed iscrizioni signor Braschi tel. 0565 916373 (ore pasti) o via mail [EMAIL]signorini.g@tiscali.it[/EMAIL]
F.I.d.C.
da
Rhino
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
9:36
Anche questi signori se la sono cercata, a me che non pratio alpinismo né altri sport pericolosi non capita mentre costoro, consapevoli del rischio al quale andavano incontro, hanno avuto bisogno di un intervento pagato con i soldi dei contribuenti…e si potrebbe andare avanti all'infinito, chi fuma si arrangia in caso di malattie cardiovascolari e respiratorie, chi va troppo veloce in auto se esce di strada non staremo neanche più a chiamare la costosa ambulanza e così via…
Non vorrei che questa filosofia passasse altrimenti solo quando politicamente appare conveniente alla bandiera sotto cui ci siamo posti, nel caso specifico le "ochette" che sono andate in missione umanitaria senza prestare attenzione alle "obiettive" indicazioni dettate dai numi occidentali: se stabiliamo che chi va incontro a probabili rischi non debba ricevere aiuto poiché è incappato in difficoltà prevedibili, allora estendiamo il principio…se altresì pensiamo che sia quantomeno appropriato prestare aiuto a qualsiasi persona (italiano e non, lavoratore o disoccupato, clandestino o provvisto addirittura di cittadinanza ecc.) in quanto essere umano, prima di domandarcene la correttezza politica si deve agire. Non capisco veramente la logica, forse la stessa che non ha permesso di aver chiaro come una persona come la Baraldini sia stata reclusa anni nei carceri di sicurezza statunitensi solo perché in odor di comunismo…quando parliamo di persone e di vite è mio parere che passino in secondo piano le ideologie, le bandiere e i conflitti da assemblea di istituto negli anni ottanta, tanto vivaci quanto inutili…preferisco che i mali presenti siano "l'assistenzialismo" o "'esser troppo buoni e quindi c…ni" piuttosto che il menefreghismo e il qualunquismo, ma questi ovviamente sono punti di vista soggettivi.
Buon sabato
da
Che figure di m….
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
8:04
da
Marcello Camici
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
7:42
EDILIZIA CARCERARIA ALL’ISOLA D’ELBA.
MODALITA’ DI STIPULA DI CONTRATTO DI LAVORI PUBBLICI. [/SIZE] [/COLOR]
(SECONDA PARTE)
Dopo avere preso provvedimenti riguardanti la qualità della vita dentro le carceri, il Granducato di Toscana passò a mettere in atto importanti lavori pubblici riguardanti l’edilizia carceraria.
E’ quanto si apprende da una circolare scritta ed inviata dall’Uffizio Fossi di Pisa nel dicembre del 1818 al Cancelliere Comunitativo dell’Elba.
Si tratta di riparazioni alle carceri già esistenti e della creazioni di nuove al palazzo della Biscotteria a Portoferraio.
“Circolare 1424.
Ecc.mo Signore
Non convenendo procrastinare ulteriormente le riparazioni necessarie a codeste Carceri per attendere dall’Architetto Sig. Benini il dettaglio preciso degli altri lavori indicati nella sua Relazione de 7 Febbraio decorso e che rimangono per ora in sospeso,approvo che l’esecuzione delle medesime venga data in Accollo salva la Sanzione di questo Dipartimento al minore e migliore offerente ai Pubblici Incanti sulla somma di lire 9984.9.10 a cui si fa ascendere il loro costo con l’ultimo dettaglio potuto ottenere dal Sig. Benini medesimo e che differisce dalle Somme da esso prognosticate in quelle del febbraio e luglio decorso.
Ritornandole quindi tutte le piante e stime comunicatemi le respingo ora il quaderno d’oneri e condizioni a cui deve farsi l’aggiudicazione e che ho dovuto in alcune parti variare essendomi sembrato irricevibile e capace di allontanare ogni giudizio ( ) al condizione appostavi d’eseguire senza alcuna indennità, purchè isolatamente non passasse la spesa di lire cinquanta….
Ugualmente insolita e gravosa doveva necessariamente sembrarmi l’altra condizione per cui l’Architetto assistente si assegnava la retribuzione del tre per cento sul prezzo dell’aggiudicazione ed essendo però anche questa da me stata soppressa la Magistratura potrà incaricare di tale assistenza il mio Perito commerciale o volendo ancora altro soggetto capace a cui l’autorizzo a promettere a lavoro ultimato una
discreta recognizione.
Desidero pure che la Magistratura concerti con S.E. codesto Sig. Governatore la nomina di due Deputati onesti che in unione al detto Perito invigilino ed assistano alla buona esecuzione dei Lavori medesimi.
Dovendo procedere agli incanti è indispensabile onde non incorrere in pregiudizi che la Perizia sia riportata in Carta bollata e registrata e nel modo di ciò fare Ella potrà concertarsi con codesto Ministro Esattore del Registro.
Inoltre avendo osservato che nel dettaglio presentato dal Sig. Benini vi sono rapporto ed osservazione di lavori e qualità di materiale alcune condizioni non riportate nell’ultimo,o converrà che ambedue siamo riportate nel Contratto o che Ella onde non dar luogo a contestazioni si compiaccia aggiungere a tutto ciò che è nell’altro e che il Sig. Benini ha omesso. Nell’atto poi di rendermi conto del resultato degli Incanti Ella si compiacerà di rimettermi la minuta del Contratto da stipularsi per mezzo di Notaro perché la Comunità possa prendere le sue prescrizioni su i Beni del Cottimante e suo Mallevadore e le raccomando d’usare la massima precisione nei termini e condizioni da inserirsi nel Contratto medesimo onde non abbiano in alcun tempo ad insorgere difficoltà sull’intelligenza delle medesime che impegnino la Comunità in questioni.
La prego ugualmente a procurare che tutto si faccia con la massima sollecitudine e regolarità e che non manchi un buon Cottimante per evitare il caso che i lavori debbano farsi a nota e per conto della Comunità.
Ed in attenzione di suoi ulteriori riscontri passo a segnarmi con la solita distinta stima.
Di VS Ecc.ma
Pisa dall’I. e R. Uffizio dei Fossi
Lì 2 Dicembre 1818
Dev.mo Serv.re
G. Mecherini”
(Corrispondenza con Uffizio Fossi di Pisa dal 1815 al 1817.C65.Carta 465.468.ASCP)
Allegata alla presente circolare è un contratto che lo stesso Mecherini invia alla Magistratura Comunitativa
di Portoferraio .
Il titolo di tale contratto è “Condizioni ed Oneri che dovranno osservarsi dall’Aggiudicatario dei lavori delle
nuove carceri e miglioramento delle attuali nel Fabbricato della Biscotteria in questa città di Portoferraio”.
E’ costituito da quattordici articoli.
Questo carteggio tra Cancelliere Comunitativo dell’Elba e Provveditore Soprassindaco dell’Uffizio Fossi di
Pisa è interessante perché evidenzia bene come i lavori pubblici di qualsiasi natura per essere eseguiti dalla
Magistratura Comunitativa dovevano avere l’assenso superiore dell’Uffizio Fossi di Pisa.
E’ inoltre interessante perché evidenzia un modo di procedere assai frequente della pubblica amministrazione granducale nell’esecuzione di lavori pubblici.
In questo caso i lavori vengono dati in accollo mediante pubblico incanto al minore e miglior offerente sulla somma stimata per l’esecuzione dei lavori,somma stimata da un perito nominato dalla Magistratura,in questo caso l’architetto Benini.
Avvenuto il pubblico incanto, l’aggiudicazione dei lavori e prescelto l’Accollatario Cottimante,questi doveva stipulare con la Magistratura le condizioni del contratto: nella stipula di questo contratto l’Accollatario Cottimante doveva indicare un Mallevadore da lui scelto ma che doveva essere accettato dalla Magistratura Comunitativa.
Il lavoro è eseguito a ‘cottimo’: la retribuzione del lavoro è riferita alla quantità di prodotto lavorato.
Ciò vale a dire che più si produce più si viene retribuiti.
Questo tipo di lavoro è infatti direttamente controllato dalla Magistratura Comunitativa che disponeva “deputati”, persone di sua fiducia in genere facenti parte della stessa Magistratura ,che durante l’esecuzione dei lavori controllavano il lavoro e nella sua quantità e nella sua qualità.
Anche queste condizioni stipulate dalla Magistratura Comunitativa dovevano avere l’assenso superiore
dell’Uffizio dei Fossi di Pisa. In questo caso il “quaderno d’oneri e condizioni” viene respinto dall’Uffizio Fossi di Pisa.
Marcello Camici
ASCP. Archivio storico comune Portoferraio
da
X recuperoscolastico &oche varie
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
7:11
da
XXbastariscatto
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
6:24
da
TSUNAMI SUL CANALE…
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
5:01
Il Consiglio di Stato ribalta la privatizzazione della Regione Toscana e assegna la compagnia a Lauro e Del Giudice [/SIZE] [/COLOR]
Colpo di scena per Toremar. Con una sentenza appena depositata il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato da Toscana di Navigazione Srl sulla procedura di privatizzazione dell’ex compagnia regionale di Tirrenia e ha imposto alla Regione Toscana “di disporre l’aggiudicazione della procedura, alle condizioni in motivazione esposte, in favore dell’appellante, previo il necessario controllo dei requisiti soggettivi”. Dunque Toremar passa da Moby alla cordata composta da Salvatore Lauro (Gruppo Lauro) e Franco Del Giudice (Delcomar) insieme ad operatori toscani e partenopei del settore edilizio e marittimo (tra cui Fanfani e Ciano Trading).
[URL]https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=3RQGWINOKQ5EQGW5VMKEAE3VFY&q=toremar[/URL]
Il ricorso di Toscana di Navigazione era stato promosso contro la Regione Toscana che l’aveva esclusa dalla gara per la privatizzazione della società “a seguito del riscontro di una discordanza tra l’offerta economica e quella tecnica con la quale era stato offerto un numero di corse aggiuntive diverso da quello imposto in modo vincolante dalla legge di gara”. Una motivazione ritenuta infondata dal Giudice di Appello che ha immediatamente ribaltato l’esito dell’aggiudicazione del 2011 condotta “con il criterio della offerta economicamente più vantaggiosa alla stregua di criteri che prevedevano l’attribuzione di dieci punti per i servizi aggiuntivi, di settanta punti per la qualità del naviglio utilizzato e di venti punti per l’offerta economica”. All’esito della valutazione condotta dalla Commissione l’offerta formulata da Toscana di Navigazione risultava essere l’offerta economicamente più vantaggiosa, con l’assegnazione di 87,28 punti a fronte dei 70,92 punti attribuiti a Moby. Il Tar Toscana (in primo grado) e l’Autorità Antitrust avevano invece promosso il passaggio di Toremar nelle mani di Vincenzo Onorato.
L’ex regionale toscana di Tirrenia svolge le attività di collegamento marittimo con le isole dell'Arcipelago Toscano e per questo gode di contributi annui di 13 milioni di euro. La flotta è composta da sette traghetti più un altro mezzo veloce.
da
CONSULTAZIONI PRESIDENZIALI
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
4:55
da
ocobic
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
2:36
alla Zanca, al contrario di altre zone tipo Procchio o Marina di Campo che sono coperte da più ripetitori posizionati in luoghi diversi, la RAI e le TV private si ricevono solo dai ripetitori situati su monte Serra, il segnale TV RAI proveniente da quella zona solitamente è migliore di quello delle TV private (misurato con strumento) quindi, dato per scontato che le antenne siano buone e la centralina funzioni, se la RAI non si vede potrebbe essere un problema di impianto di distribuzione del segnale, praticamente il cavo e le varie derivazioni dall'antenna alla presa TV fino allo spinotto del televisore, un altro problema potrebbe essere dovuto ad interferenze, provenienti dalla Corsica, di qualche emittente francese che trasmette sulla stessa frequenza dei canali RAI, in entrambi i casi un antennista con strumentazione adeguata dovrebbe poter risolvere la situazione.
Faccio presente che il canone RAI si paga, qui sta la fregatura, per il possesso del televisore quindi anche se la RAI non si vede deve essere pagato ugualmente.
da
X TV
pubblicato il 17 Gennaio 2015
alle
1:37
Personalmente ho l'antenna, i cavi e il televisori ragionevolmente nuovi (2 o 3 anni), abito in una zona in cui i ripetitori di Capanne e Perone sono vicini e visibili. Eppure la RAI (ma anche moooolti altri canali) sono praticamente scomparsi da quando hanno messo il digitale.
Le segnalazioni a RaiWays si sprecano, nessun miglioramento.
Solo un dubbio mi viene: sarà mica colpa del fatto che i due ripetitori sono praticamente allineati e dunque l'antenna riceve contemporaneamente i due segnali?
