Certo che me lo faccio un bell'esame di coscienza:
Lavorando nel settore turistico all elba, (come in gran parte di altri posti turistici di mare e montagna in Italia) il periodo di lavoro oscilla fra i 6 e i 3 mesi (anche 2, e per qualcuno anche solo 20 gg) per il resto dell'anno non si trova nulla nemmeno pregando, fatta eccezione per pochi che lavorano nella varie attività invernali.
Come tutti sanno il 90% degli imprenditori ti propongono il forfettario, ovvero 1300 – 1800 (dipende qnt rendi), 10 -12 ore al giorno 7 gg su 7 niente ferie niente permessi e a lavorare anche con la febbre e la liquidazione te la scordi.
Non esiste ribellarsi tanto c'è gia chi è disposto a lavorare anche per meno, quindi il posto te lo tieni bello stretto e subisci.
E purtroppo ultimamente c'è da dire che l'imprenditore è costretto per rientrare nei costi.
E va be almeno hai accesso alla disoccupazione direte, dichiarazione dei redditi e via tasse, (si perchè noi dipendenti le paghiamo fino al'ultimo cent), poi pagaci i vostri alti affitti per delle catapecchie senza riscaldamento, rate da mutuo che ovviamente la banca non ti dara mai e sei costretto a pagare quelle cifre rigorosamente al nero, perche il contratto non usa.
Tutto e dico tutto, qualunque bene o servizio qui sull isola costa dal 30 fino al 70% in piu rispetto già a piombino, non parliamo poi della differenza da internet. Dentisti, commercialisti avvocati geometri idraulici elettricisti muratori ecc costano almeno il doppio rispetto al continente dove ormai sta arrivando la miseria vera. Metteteci in conto le normali spese mangiare vestire, casa, auto e per chi è bravo a fare in conti in tasca alla gente noterà che ci si campa giusto giusto, nessun bengodi.
Il fatto grave sarà ben altro, ovvero quando l'effetto domino colpirà anche chi crede di essere immune, è solo questione di tempo: meno soldi sull'isola=meno lavoro per tutti.
E cosi chi non avrà più accesso a quei soldi, spenderà meno, niente pizza e locali il sabato sera (sopratutto in inverno), meno bar, meno regali a natale e taglierà tutto il "superfluo" possibile.
Il secondo passo sarà inevitabilmente una riduzione sostanziale dei fatturati degli imprenditori e il processo di chiusura attività già in atto si aggraverà ancora di più, con aumento della disoccupazione che come diceva il vecchio Karl Marx porta ad un' ulteriore diminuizione degli stipendi.
Arrivati a questo punto toccherà ai libero professionisti e agli artigiani, meno ristrutturazioni e lavoretti di manutenzione (muratori, giardinieri, geometri ecc) che si tenderà a rimandare nel tempo o a praticare il fai da te o l'assunzione di un tutto fare che sicuramente diminuirà la professionalità nel settore.
Aggravando ancora di più LA GIA' PRECARIA ECONOMIA ELBANA.
Poi sarà il turno dei commercialisti che sicuramente avranno meno partite iva a cui tenere la contabiltà, e peggiorando l economia della classe superiore ne risentiranno l'imprenditori che ci lavorano, come venditori auto, nautica, abbiglamento griffato, cosmetica e tutto il settore medio/alto.
Andata in crisi un'interà comunità è la volta dei comuni e dell'intoccable dipendente pubblico, che spesso è quello che sentenzia e giudica i disoccupati come un cancro, ma non si rende conto che qui all'elba come in tutti i posti turistico-stagionali rappresenta una buona fetta della base della piramide e porta liquidità a chi sta sopra.
Ho cercato di esser piu sintetico possibile, e finisco con questa citazione di un vecchio imprenditore su cui rifllettere: "strapago i miei operai perché devono essere in grado di acquistare le auto che producono. (H. Ford).