Rispondo volentieri alla sig.ra Gelli.
Sì, la giunta comunale ha approvato la proposta di "affidare" le mura del Palazzetto dello Sport ai giovani portoferraiesi.
Per prima cosa la voglio rassicurare: non c'è legame alcuno tra l'installazione dei lampioni e i graffiti, dato che il progetto writers è iniziato già molto tempo fa. Pur essendo infatti stato messo in programma praticamente a inizio mandato, ha iniziato a prendere effettivamente corpo a inizio 2015 quando l'Assessore Anselmi, il consigliere Nurra e la sottoscritta hanno incontrato le scolaresche di Portoferraio per il progetto di Educazione alla Legalità promosso dalla Fondazione Caponnetto. Visto che i ragazzi infatti lamentavano la presenza di scritte deturpanti su molti muri della città e visto che i nostri writers si sono mostrati disponibili a collaborare a un progetto di decoro urbano che consenta loro di esprimere la loro arte senza fare danno a mura artistico, quale migliore occasione? Nasce quindi un progetto congiunto che prevede la collaborazione tra i ragazzi delle scuole medie seguiti dagli insegnanti di educazione artistica e i writers locali, nella convinzione che la condivisione di saperi tra i ragazzi (o peer-to-peer education, per dirla con il termine tecnico) sia uno stimolo importantissimo e uno strumento molto potente per responsabilizzare e educare, in questo caso, alla legalità. Perché esprimere la propria creatività è un diritto sacrosanto (e guai se non fosse così) ma è giusto farlo senza che questo vada a discapito del del decoro e dell'integrità di mura di interesse storico o artistico.
A tale proposito daremo anche un tema, ovviamente in linea con il luogo in cui verranno realizzati i murales e che sarà comprensibilmente legato al mondo dello sport. Il progetto dovrebbe avere come risvolto l'inserimento del palazzetto decorato con i murales nei luoghi consigliati alle classi "continentali" in gita scolastica all'Isola d'Elba.
Il progetto è nato proprio per evitare che in giro per Portoferraio fioriscano, come le chiama lei, parti del corpo umano di dimensioni più o meno grandi (di cui c'era un esempio proprio su uno dei muri del palazzetto dello sport).
Parlando di street art, ossia l'arte di decorare spazi urbani (spesso anche degradati, con esiti entusiasmanti), la invito a fare una breve ricerca su internet scrivendo su un qualsiasi motore di ricerca Banksy (forse l'artista più famoso, sebbene di identità ignota) o più semplicemente street art. Forse tra i miei giovani concittadini ancora non si sono sviluppati talenti di quel genere (ma diamo tempo al tempo), ma non potrà fare a meno di ammettere che il suo giudizio sulla street art è stato un tantino riduttivo…
Ringrazio per l'opportunità di confronto e sono a disposizione per qualsiasi scambio di vedute sulla questione
Laura Berti
Assessore alle Politiche Giovanili