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LE FORTEZZE CHIUSE E LA CULTURA DELLA GABBIA [/SIZE] [/COLOR]
Nel suo ultimo L’articolo l’ ex sindaco di Portoferraio Giovanni Fratini, solleva , tra le altre cose, il problema della chiusura delle fortezze. E’ un problema serio che non è nato ieri. E frutto dalla cultura della Gabbia che porta ad ingabbiare tutto ciò che ha un valore. Come i contadini quando i ingabbiano polli e tacchini. L’ultimo ingabbiamento, il più assurdo è quello del Forte Inglese . L’unica fortezza in Europa ad essere protetta da una recinzione metallica
Non è la prima volta che ne parliamo. Così ripubblichiamo l’elenco di alcuni, ingabbiamenti storici, che abbiamo denunciato più volte , e che hanno escluso la popolazione dei luoghi più belli.
Negli anni 70 Portoferraio era una città senza gabbie e si poteva andare ovunque .
Poi, nei primi anni ottanta, con la presa del potere da parte del sinistra le cose cambiarono. Il giovane sindaco disse che i portoferraiesi dovevano riappropriarsi di alcune parti del territorio comunale in mano alla Marina Militare.
Prima operazione, la conquista della “Linguella”. Risultato: nasce una cancellata che ingabbia il palazzo della capitaneria e una parte del piazzale.
Successivamente vengono sistemati i Magazzini del Sale e la Torre di Passanante a sale espositive e l’intera zona viene subito ingabbiata. La bella passeggiata domenicale fino alla torre di Passanante è finita: portoferraiesi e i turisti sono bloccati da un cancello nero.
Incoraggiati da queste conquiste gli amministratori di sinistra non demordono. Questa volta mirano in alto; si tratta di “liberare” le Fortezze. Molti non capiscono, essendo aperte a tutti e frequentate da bambini che ci vanno a giocare.
Ma, sulla carta, forse non era così. Dopo grande lotta il sogno si realizza. E un bel mattino di maggio i portoferraiesi entrano armati di zappe falci e frullini insieme una quantità impressionante di sardine e salsicce. Dopo qualche ore, le fortezze sono liberate dai capperi e dalle viole selvatiche e invase del fumo acre dell’arrosto. Il tempo di far uscire tutti felici e contenti e la fortezze vengono subito ingabbiate . I portoferraiesi non possono più entrare e i turisti si fermano davanti al cancello e tornano indietro delusi
Questo ennesimo successo gasò talmente gli amministratori che decisero di allargare il raggio di azione ingabbiando addirittura le Grotte, uno dei luoghi più suggestivi più belli dell’isola
A questo punto potevano ritenersi soddisfatti, ma qualcuno fece notare loro che poco fuori Portoferraio c’era una spiaggetta di sabbia che non era stata ingabbiata. Si trattava della spiaggia del Canterino dove, le durante la bella stagione, era possibile vedere sopratutto persone anziane starsene al mare. Indispettiti per l’imperdonabile svista, si affrettarono a farla ingabbiare e si ripromisero di non cadere più in simili leggerezze.
Qualche anno fa, con l’incredibile cancellata antiterrorismo fatta istallare dall’Autorità Portuale nella del banchina di alto fondale, uno dei luoghi più belli del Mediterraneo era stato sfregiato. La cultura della gabbia aveva fatto un salto di qualità: parliamo della gabbia che sfregia la bellezza, che toglie la libertà, che esclude. La gabbia, quindi, come strumento di potere di sopraffazione, la gabbia come chiave di visione del mondo, del modo di interpretarlo, di modificarlo, di regolamentarlo.
Negli ultimi decenni, Portoferraio ne è stata la vittima più illustre. Purtroppo una lotta contro le gabbie non potrà essere fatta da chi è vittima di gabbie mentali, come una parte dei nostri politici.
Se l’assurda recinzione del Forte Inglese non verrà tolta, vorrà dire che Portoferraio vanterà un altro record mondiale: una fortezza militare impenetrabile ad ogni attacco esterno, protetta da una recinzione come se fosse un pollaio.