Au revoir
• Ho sentito e letto interventi sul porto di Rio Marina nei quali, quasi in un'opera di rimozione del passato (chi ha avuto ha avuto… chi ha dato ha dato…), nessuno si è preoccupato di dire che, nell'ipotesi compatibile con i futuri sviluppi del PRP ipotizzata qualche anno fa, l'adeguamento tecnico funzionale non pregiudica ma anticipa interventi oggi di difficile attuazione, non tanto per gli impegni presi nei piani triennali delle opere pubbliche, ma perché quelle opere – ''realizzando contestualmente un porto turistico" – devono essere cofinanziate con gli investimenti del soggetto privato che gestirà il porto all'esito di una gara ad evidenza pubblica. Fin da quando personalmente optai da Sindaco e Segretario per questa ipotesi lo feci per poter dare al paese una boccata di ossigeno irrimandabile tanto da dover ringraziare oggi tutti coloro che – dando fiato alle massime teorie – dovrebbero sentirsi corresponsabili (me compresa) di quattro anni di ulteriori ritardi. Se ciò non bastasse l'amministrazione comunale si accinge oggi a fare la fusione tra la resuscitata SVAMAR e la sopravvissuta società Parco Minerario. Niente da obiettare in proposito ma una domanda mi assilla…. chi e come farà il porto se nessuno ha pensato a fare l'aumento di capitale? Si perché se nessuno c'avete pensato… con i soldi pubblici si fanno le dighe di protezione ma non i porti turistici. Peraltro una soluzione forse c'è. Forse la posizione assunta dalla Svamar non è come si potrebbe pensare un'operazione di crescita ma un arretramento nei confronti di iniziative private alle quali peraltro occorre dare ufficialmente il via libera.
Qualcuno ci faccia capire la vera linea di pensiero di questa amministrazione.
QUO VADO? – con Checco Zalone
IL PICCOLO PRINCIPE – ispirato al libro di Saint Exupéry
QUO VADO
Venerdì 22 ore 21.00-Sabato 23 ore 22.00-Domenica 24 ore 18.00
IL PICCOLO PRINCIPE
Sabato 23 ore 18.00-Domenica 24 ore 15.30 e 21.00
PREZZI
Intero 8,00€-Ridotto fino a 18 anni 5,00€-Categorie Agevolate 5,00€- Abbonamento 3 ingressi a 15,00€ – mercoledì 5,00€
INFO
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Come avviene sempre nella nostra isola quando c’è da una riforma strutturale, questa volta della gestione Associata del Turismo, le 8 amministrazioni si accapigliano e tutti insieme urlano ai quattro venti e su tutti i giornali di essere nel giusto e che il collega dubbioso non capisce niente o è li per caso.
Ora è probabile che abbia ragione chi vuole sbrigarsi per introdurre un sonoro e forse ingiustificato aumento che danneggerebbe, a mio modesto parere, quel turismo che a Piombino si fa ancora di più i conti in tasca e decide, vuoi per il costo della traversa,vuoi per la tassa di imbarco, di andarsene a Follonica, oppure chi dice che sarebbe bene fare un protocollo secondo le normativa.
Non so a chi dare ragione ma una cosa è certo, che queste discussioni e scaramucce sterili che a volte sfociano in offese, i nostri Sindaci potrebbero risparmiarcele chiudendosi in una sala a litigare bastonandosi al punto di sbranarsi senza far trasparire lo spettacolo istituzionale indegno sotto il profilo politico e del buon senso.
TUTTO QUESTO, da due anni lo troviamo anche nella sanità dove per ragioni che non sto a menzionare e che tutti conoscono, le divisioni comprensoriali stanno sgretolando la sanità pubblica Elbana forse perché chi ora litiga e guarda il proprio orticello e la propria immagine può curarsi in cliniche private del continente con il pass sulle navi e sull’aero.
Forse il più grande errore di questi ultimi 30 anni è stato quello di aver rifiutato il Comune Unico almeno li si poteva individuare chi era da bastonare o chi non capiva una mazza di come si governa una società.
Non stupiamoci se fra pochi mesi questi otto litigiosi si accorgeranno che forse oltre la scuola e la sanità pubblica, l'Elba sta perdendo anche il Tribunale.
Francesco Semeraro.
Foresi(1) ,macellaio,benestante,ha aiutato Napoleone a fuggire dall'Elba prestando denaro e mezzi. Lapi(2),medico, già maire di Portoferraio,è nominato da Napoleone governatore generale dell'Elba,all'ultima ora, quando sta per lasciare l'isola. Foresi e Lapi,due personaggi che hanno avuto stretti rapporti con l'imperatore. Ora,in virtù dell'art 100 del trattato di Vienna,il granducato di Toscana è restaurato anche all'Elba e l'imperiale e regio governo ne prende possesso il 10 settembre del 1815 tramite il commissario regio straordinario conte Agostino Fantoni con solenne cerimonia. Il giorno dopo tutte le autorità costituite e i pubblici funzionari prestano giuramento di fedeltà. Di lì a poco i due personaggi sopra ricordati,Lapi e Foresi , devono il primo "rendere discarico del suo operato dipendentemente dalla cariche ricoperte" e il secondo è obbligato "a porre nel più chiaro lume i suoi affari". E' accaduto che il restaurato governo granducale è interessato a compiere "investigazioni fatte per rintracciare i generi spettanti al Governo come provenienti dalla passata Amministrazione ed appartenenti a Napoleone Bonaparte nell'Isola dell'Elba". Queste "investigazioni"richiamano l'attenzione del governo granducale "sul sistema tenuto da Cristino Lapi e da Vincenzo Foresi e sulle loro pretenzioni di Credito" E' quanto si apprende dall'imperiale e regia segreteria di stato che nel novembre del 1815 scrive al Fantoni le seguenti "Supreme Disposizioni": "Ill.mo Sig Sig Pron. Colen.mo Sua Altezza Imperiale e Reale cui è stato reso conto del resultato delle investigazioni fatte per rintracciare I generi spettanti al Governo , come provenienti dalla passata Amministrazione ed appartenenti a Napoleone Bonaparte nell'Isola dell'Elba,avendo riconosciuto che l'interesse dello Stato richiama principalmente a delle Ispezioni di maggior rilievo sul sistema tenuto da Cristino Lapi e da Vincenzo Foresi e sulle loro pretenzioni di Credito,non meno che sulle Partite di Debito,di cui possano essi esser tenuti a conto,con Dispaccio de 23 corrente ha ordinato,che venga intimato a detto Lapi di portarsi a Firenze nel termine di quindici giorni per render discarico del suo operato e discutere e liquidare le sue pretenzioni avanti l'Avvocato Regio e del Soprintendente all'Uffizio delle Revisioni e Sindacati incaricati di prendere in esame di concerto tutte le carte relative all'Amministrazione di detto Lapi per riferire il resultato a S.A.I. e R. con quelle proposizioni che crederanno giuste,eque e convenienti. Avanti i medesimi Avvocato regio e Soprintendente dovrà il Foresi giustificare le ragioni concernenti gli interessi che lo riguardano e che formano debito contro di esso a favore dello Stato di che parimente conosceranno i prelodati Ministri. Nel rimanente a vantaggio del Governo tutti quelli Effetti e Generi che sono stati confiscati e riconosciuti di proprietà del Governo stesso,l'I. e R.A.S. accorda benignamente che siano sciolti dal sequestro e rilasciati alla libera disposizione dei Possessori attuali gli altri Effetti descritti nell'Ingiunta Nota S,senza pregiudizio delle ragioni del Governo in quanto il valore di detti Effetti potesse essere compensato con qualche pretenzione di Credito. Finalmente ha approvato S.A.I e R. che venga recuperato dalle mani di Vincenzo Foresi il piombo da esso denunziato in libbre 10.000 e che attesa la buona fede,con cui Egli ne fece la compra venga al medesimo restituito il prezzo pagato a lire 1666.13.4 In esecuzioni di tali Supreme Disposizioni VS Ill.ma parteciperà l'occorrente a chiunque vi abbia interesse,dando gli ordini opportuni,onde tutto sia regolato nel modo sopraespresso e prevenendo il Lapi e il Foresi che in caso di loro morosità a dedurre le loro ragioni sarà provveduto alle dichiarazioni che resulteranno di giustizia alle quali dovranno esattamente uniformarsi. Ho l'onore di essere col più distinto ossequio Di VS Ill.ma Dall'Imperiale e Reale Segreteria di Stato Lì 24 novembre 1815 Dev.mo Obbl.mo Serv.re GB Nomi Visto N. Corsini" (Affari generali del Commissario Straordinario dell'isola d'Elba dal 1°settemebre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 3. Carta 347.ASCP) Il "visto " di Neri Corsini certifica l'importanza della vicenda: Neri Corsini è ministro dell'interno. Ricevuto tale ordine,il Fantoni si affretta ad avvisare gli interessati che devono presentarsi a Firenze per rendere discarico del loro operato. Lapi non è presene all'Elba ma è a Livorno. Il Fantoni scrive (26 novembre 1815) all'Auditor del Governo (giudice)di Livorno invitandolo ad ingiungere a Lapi "di recarsi nel termine di tredici giorni a Firenze per rendere discarico del suo operato…" Foresi si trova all'Elba. A lui ,direttamente, il Fantoni si rivolge con lettera (10 dicembre 1815) intimandogli che deve presentarsi a Firenze davanti all'Avocato Regio e al Soprintendente (ufficio Revisioni e Sindacati) e termina"…incaricato di dar gli ordini opportuni per l'adempimento di tali Supreme Disposizioni debbo altresì prevenirla che in caso di morosità per la sua parte a dedurre le sue ragioni,sarà proceduto alle dichiarazioni che resulteranno di giustizia,alle quali dovrà esattamente uniformarsi Fantoni Mi chiamo notificato dalla presente Piombino dicembre 1815 Visto: Foresi " (Idem come sopra) La restaurazione all'Elba fu eseguita con clemenza,senza particolari "persecuzioni" nei confronti di coloro che erano stati compromessi col governo di Napoleone Bonaparte. La vicenda di Lapi e Foresi è forse l'unica vengono attuate "Supreme Disposizioni".
Marcello Camici [EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL] ASCP.Archivio storico comune Portoferraio
1)Vincenzo Mellini "L'isola d'Elba durante il governo di Napoleone I" Stab. Tip. del 'Nuovo Giornale'. Firenze.1914 2)Giovanni Livi "Napoleone all'isola d'Elba" Fratelli Treves Editori.Milano.1888
Tanti film , tanti racconti, echi di grida lontane, video in bianco e nero di occhi che cercano una briciola un po’ di pietà.
Noi non c’eravamo, non è colpa nostra.
Ma se ci fossimo stati avremmo potuto impedire? Avremmo capito ? E quelli che c’erano perchè non hanno sentito le grida, l’odore del fumo acre?
Ci vuole coraggio, oggi come ieri, per capire e per giudicare il male. Chi si ritiene superiore, ariano, puro, migliore, più bianco e più istruito, anche lui ha una piccola colpa, anche lui tira una piccola pietra. Diventa una montagna alla fine, un cimitero di pietre alto fino al cielo, fino a d arrivare al fumo nero , disperso nella neve e nel vento.
Troppi scranni anche oggi, troppe tribune e tribunali invogliano a mostrare i denti, a puntare il dito. I deboli non parlano, i deboli aspettano le recinzioni di filo spinato, i lager dell’intelligenza, i campi profughi che ti salvano da un mare freddo…ma dov’è la vera salvezza?
L’occhio di Anna è sempre lassù in soffita che ci guarda, e ci chiede se anche noi l’avremmo tradita.
Noi che comodi osserviamo i roghi dei libri, le bugie dagli schermi, niente è stato, e poi è tutto così lontano, che vi importa? Guardate piuttosto che belle ragazze dall’altra parte, quanti show e nuovi colori, più brillanti del grigio del fumo, distogliete gli sguardi e la mente…è passato tanto tempo.
Tutto passa e tutto ritorna, l’uomo e le sue miserie è sempre lui, non ha memoria della gioia e del dolore, ma solo dell’indifferenza. Nessuno può sapere oggi quanto sia stato lungo un viaggio in treno ammassati come bestie, nessuno può sapere quanto sia fredda una neve che si apre per i cadaveri dei tuoi genitori, nessuno puo’sapere cosa vuol dire morire davanti a un sorriso e a una pallottola. Nessuno tra poco ce lo racconterà più, tutti pian piano si riuniranno nell’ultimo treno dell’ultima rotaia , ma per un volere ben più forte di quello di un pover’ uomo dai baffetti grigi.
Noi siamo rimasti, noi siamo al caldo dei nostri affetti, e guardiamo ancora una volta un film con una pellicola sempre più ingiallita, stringendo le spalle, e preparando un altra rotaia , un altro forno, un altro reticolato di ferro e indifferenza.
Il giorno della memoria è sempre. É sempre l’urlo nel silenzio, è sempre lo sparo inutile, è sempre la lacrima trattenuta, che ti stringe il cuore. Gente lontana, ricordi che se ne vanno in un inverno freddo, ma se vicino ci passa un ragazzo che gioca e ride, dobbiamo ancora una volta sforzarci e ricordare. Ricordare di non scordare mai…che il lavoro non rende liberi.
m.m. senza memoria, 1968 /2014