Il nostro patrimonio immobiliare è "obsoleto e degradato " in particolare nel centro storico dove ad onor del vero l’amministrazione comunale ha intrapreso varie azioni finalizzate al recupero urbano della città ma questo riguarda solo le fioriere e nuovi divieti di sosta, ma tralasciando il tanto anelato nuovo arredo urbano che avrebbe dovuto rilanciare la città entro le mura.
La piazza Cavour che dovrebbe essere il salotto buono versa in condizioni pietose, e non solo per i tanti negozi con le serrande chiuse su cui spiccano le scritte "vendesi e/o affittasi", ma soprattutto colpisce la fatiscenza degli edifici che si affacciano sulla piazza. …amici miei che brutta immagine offriamo agli ospiti!
Immagino che l’amministrazione non abbia un potere diretto (ne la volontà) che permetta di imporre ai cittadini il rifacimento delle facciate, se non nei casi di emergenza e pericolo evidente intimando la riparazione e la messa in sicurezza del danno, ma non certo sul ripristino della facciata". ( esempio… il palazzo comunale che da anni e piselli verdi aspetta un ‘anima nobile che gli restituisca la degna immagine )
Una sentenza della cassazione ricordo che recitava: Allorchè un edificio condominiale minacci (in tutto o in parte) rovina, l'obbligo di rimuovere la situazione pericolosa incombe sui proprietari ovvero a chi per loro è obbligato alla conservazione dell'edificio, e cioe', in virtu' del mandato conferitogli dai condomini, all'amministratore.
Insomma la faccenda è difficile e controversa perché non ci sono precise leggi in proposito, ma la domanda sorge spontanea direbbe Lubrano – invece di criticare che la piazza non è accogliente, che i negozi non lavorano , che il salotto entro le mura di Cosimo non è "buono" ma degradato, perché chi vi esercita attività (e sono la maggior parte) e gli altri che vi abitano non hanno mai speso una parola magari chiedendo un aiuto economico o delle facilitazioni all'amministrazione comunale che riguardi finalmente il decoro e l’estetica degli edifici.
🙁
