SALUTI DA POMONTE
Le spiegazioni fornite dalla giunta regionale non convincono
il Capogruppo di Forza Italia Stefano Mugnai (FI)
«Siamo alle solite: la Regione fa dell’Elba un’isola istituzionalmente discriminata. Succede per la sanità, per i collegamenti con la terraferma e, nel caso specifico, per i provvedimenti di valorizzazione infrastrutturale». Non si ritiene soddisfatto, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai, della risposta che la giunta regionale ha fornito alla sua interrogazione sull’adeguamento infrastrutturale e dei porti commerciali di Portoferraio e Rio Marina, all’isola d’Elba, presentata nel giugno scorso.
L’atto prendeva le mosse dalle contraddizioni tra atti formali e annunci verbali tra l’assessore di settore Vincenzo Ceccarelli e il governatore Enrico Rossi. Mugnai chiedeva chiarezza, e la risposta è arrivata ma lascia fronti aperti: «Uno su tutti – incalza il capogruppo azzurro che è anche coordinatore regionale di Forza Italia – è quello dei porti commerciali per i quali i soldi, si parla di milioni mica acciughe, par di capire che non arriveranno. Da quanto scrive Ceccarelli – afferma Mugnai fresco di approfondita lettura del documento – si evince che la previsione del protocollo d’intesa Governo-Regione del 2011 che stanziava 21 milioni di euro per Rio Marina e 12 per Portoferraio è passato in cavalleria. Per l’Elba, al solito, restano le briciole. Come il contentino dell’Adeguamento Tecnico Funzionale, ATF, del porto di Rio Marina che in realtà è ancora tutto da progettare ma che rischia addirittura di peggiorare la sicurezza degli attracchi dei traghetti».
E poi c’è la questione della viabilità interna, per la quale Mugnai chiedeva una soluzione «che bypassi il centro di Rio Marina – chiedeva Mugnai – a seguito della frana della strada provinciale per sprofondamento carsico». Lì la Regione si sfila proprio: «Relativamente alle strade provinciali – recita la nota firmata da Ceccarelli – la Regione Toscana non ha competenze, ai sensi del codice della strada, per programmare e realizzare interventi, né ordinariamente titolo di spesa. Soggetto competente per la risoluzione della criticità è dunque la Provincia di Livorno». E ciao. Con buona pace di quanti sbarcano sull’Isola per ritrovarsi su una rete viaria pericolante e pericolosa.
L'ipogeo di Marciana è da qualche mese al centro di interesse multidisciplinare da parte di noti studiosi. È uscito da pochi giorni nella prestigiosa rivista scientifica RA (Restauro Archeologico, Università di Firenze) un saggio dal titolo “Conservazione dell'architettura funeraria etrusca. Il caso dell'ipogeo di Marciana scavato nel granito”. Per quanto concerne le due congetture di zecca e di neviera, avanzate rispettivamente dal Comune di Marciana e dall'archeologa Alderighi, occorrre sottolineare che la prima è stata respinta dalla prof.ssa Lucia Travaini dell'Università di Milano, curatrice fra l'altro dei due corposi volumi “Le zecche italiane fino all'Unità (Istituto Poligrafico dello Stato, 2011), mentre la seconda è stata bocciata dalla prof.ssa Barbara Aterini dell'Università di Firenze, autrice del volume “Le ghiacciaie: architetture dimenticate”, 2007. Sono in corso anche ricerche, molto promettenti, di archeoastronomia e di metrologia da parte di apprezzati e titolati specialisti. Sarebbe l'ora, perciò, che manifestassero il proprio pensiero anche professionisti nativi (o in importazione temporanea) che si stanno occupando di storia antica dell'Elba.
Mi sovviene che sul nostro scoglio, ormai da parecchi anni, opera in ambito storico-archeologico l'associazione Aithale, coordinata dal portoferraiese prof. Franco Cambi, la quale ha ambiziosi programmi e altrettanto ambiziosi obiettivi. È un decennio che le auguriamo di raggiungerli. È doveroso osservare, però, che sull'ipogeo di Marciana la predetta associazione ha mantenuto un prolungato silenzio. Altrettanto ha fatto Cambi, che se ne è stato apparentemente zitto zitto per ben tre anni.
Eppure, Cambi, lei è un archeologo elbano, questa è la sua materia, questa è la sua isola. Si mormora che l'ipogeo lei l'abbia visto ed esaminato. Perché tace? Anche se il monumento in questione non attrae il suo interesse, basta che dia un motivato contributo dicendo che a suo avviso è una zecca, o una neviera, o una stalla, o il pertugio della befana, o la domus della fata turchina. O cos'altro le sembra, foss'anche un bùo. Esponga e si esponga, prof. Cambi, magari evitando di rifugiarsi in calcio d'angolo, come ha fatto un suo collega che ha messo sullo stesso piano tutte le ipotesi in campo. Non se ne stia rinchiuso nel perimetro dello scavo di S. Giovanni.
Michelangelo Zecchini
Infatti la cosa grave è proprio questa:
"esprimere un parere favorevole alla verifica della possibilità di affidamento di aree del demanio marittimo in favore di una attività turistico ricettiva in ampliamento di una concessione demaniale esistente".
Il tutto con un voto UNANIME da parte dell'amministrazione:
[URL]http://159.213.93.248/albopretorio/albopretorio/Main.do?id=98495&MVPG=AmvAlboDettaglio[/URL]
A questo punto mi pare evidente che tutti voi sono ormai anni che non vi presentate alla Biodola, dove per trovare un pò di spiaggia libera ci vuole il cane da caccia (come in molte altre spiagge, purtroppo). Ma, visto che "lavorate per il cittadino", secondo voi, se la continuiamo dell'altro con parcheggi a pagamento in ogni dove e concessioni su concessioni, i vostri amati cittadini, specialmente quelli giovani, cosa dovrebbero fare? Andare a prendere un ombrellone ed una sdraio in spiaggia a 20 o più euro il giorno per godersi il PROPRIO mare?
Io credo che fareste bene a farvi due domande, perchè tra un pochino vi tocca venire a fare il bagno alle Saline….e credetemi, la Biodola è parecchio meglio.
Saluti
La polemica innescata dal Gruppo Consiliare PD in merito alla Delibera della Giunta Comunale n. 188/2016, un atto d'indirizzo con il quale si esprime un parere favorevole alla verifica della possibilità di affidamento di aree del demanio marittimo in favore di una attività turistico ricettiva in ampliamento di una concessione demaniale esistente, e in ragione di quanto previsto dal comma 8 dell'articolo 63 del regolamento urbanistico vigente, richiede di fare alcune precisazioni.
E' falso parlare di atto autorizzativo, si tentano speculazioni politiche a difesa di chissà quali interessi. Esprimere un indirizzo è legittimo e corretto, tanto più quando è supportato dalle norme, come è certamente legittimo avere diverse opinioni in merito.
Oggettivamente, si tratterebbe di un ampliamento, come da regolamento, non superiore al 5% della concessione demaniale già esistente in uso ad una società. Ampliamento non superiore, quindi, a 80 metri circa, da intendere ad esclusivo uso dei clienti della struttura senza alcuna commercializzazione.
Pare veramente strano, quindi, che si parli di illegittimità, così come pare strano ricevere una diffida dai gestori di un punto blu alla Biodola; allo stesso modo pare singolare ricevere, così prontamente, una missiva firmata solo dai consiglieri di minoranza Pellegrini e Andreoli dello stesso tenore; ovviamente non firmata del consigliere Antonella Giuzio in quanto figlia di uno dei titolari del punto blu che, per l'appunto, hanno inviato la diffida di cui sopra; e non firmata, ovviamente, dal consigliere Alessandro Mazzei, in quanto già responsabile della sicurezza della società interessata nonostante facesse parte dell'amministrazione Peria.
Pare strano, ma proviamo ad analizzare i fatti.
Alla Biodola, come altrove, sono attive spiagge libere attrezzate, cioè Punti Blu assegnati previa procedura di evidenza pubblica nel 2006. E qui se vogliamo troviamo delle "singolarità" a meno di non volerle definire, appunto, "stranezze".
Le concessioni furono richieste da ditte personali e mentre una è ancora in carico al concessionario originario, l'altra, la cui titolare ha diffidato il Comune di Portoferraio, ha subito ben due variazioni. Nonostante che alla gara avesse partecipato una sola persona, la concessione demaniale 7/2006 rep 7 del 23.06.2006, risulta rilasciata a 2 persone per una ATI (associazione temporanea d’impresa) (??????); al momento nella pratica non sono rintracciati atti e documenti afferenti questa regolarizzazione.
È ovvio che gli uffici provvederanno a chiarire questi punti e probabilmente i passaggi possono essere anche legittimi perché il regolamento comunale, articoli 21 e 22, ammette il subingresso e l'affidamento a terzi della gestione delle attività, ma l'assenza di documentazione lascia adito a dubbi.
Potremmo dire che gli articoli 21 e 22 sono norma "folkloristica" per una maggioranza consiliare, quella del PD, che si erge a tutela dei deboli, del lavoro e dei lavoratori e dell'interesse generale, poi di fatto ammette la "commercializzazione" delle concessioni, quindi, conseguentemente, la speculazione su di esse in favore esclusivo del privato, mentre poteva ben mettere vincoli più stringenti, così come ritroviamo in molti regolamenti di altre località turistiche.
Allora la tutela dello stato di fatto da parte del PD è evidente: tutela di privilegi commerciali come peraltro attesta l'ordinanza del TAR Toscana del 5 maggio 2015 quando rigetta la domanda risarcitoria, sotto forma di pagamento di euro 70.000 per mancata conclusione di contratti di cessione dell'azienda, avanzata contro il Comune di Portoferraio dalla ricorrente (madre del consigliere Giuzio) la medesima titolare del punto blu.
Peraltro, si potrebbe osservare che addirittura uno degli assegnatari della concessione della spiaggia libera attrezzata alla Biodola risulta anche titolare di altra concessione sempre nella stessa spiaggia; il soggetto in questione è della famiglia Giuzio, famiglia che con altro soggetto, addirittura, risulta titolare di punto blu alle Ghiaie; quindi, quanto meno, vi è un'altra stranezza, anche se l'altra concessione è di altra nat.
Aggiungiamo, inoltre, quale elemento essenziale che tra questa Associazione Temporanea d’Impresa e la società di cui sopra c'è stata una controversia per una compravendita del punto blu. Così come altro elemento essenziale, per capire tanto rumore, è che la controversia ha interessato anche l'amministrazione comunale di Portoferraio, come sopra detto.
Infine, rispetto alle polemiche politiche, per quanto si possa sostenere che si voleva attendere la soluzione della vicenda cosiddetta "direttiva Bolkestein" in merito alla rinnovabilità delle concessioni e alle modalità di effettuazione delle gare, rimane da domandarsi perché in tanti anni la maggioranza di centrosinistra non abbia prodotto un piano spiagge funzionale a razionalizzarne l'uso, a garantire servizi di qualità all'utenza, ad avviare l'eventuale assistenza per la sicurezza, a garantire le strutture ricettive che è inutile negarlo, vivono in simbiosi con la spiaggia, sono figlie dell'esistenza della spiaggia e senza di queste sarebbero meno attrattive con conseguenza decadenza di appetibilità della meta Elba.
Insomma, il punto di domanda è: il PD, che sicuramente è favorevole ad un confronto sulle prospettive di sviluppo (in termini di allungamento di stagione e qualificazione dell'offerta, di accessibilità all'isola) e che sa benissimo che un'amministrazione si trova a dare risposte, positive o negative a seconda della fattibilità e dell'indirizzo politico all'imprenditoria locale senza per questo gridare allo scandalo, perché si agita così tanto e, prontamente diffida per un solo atto di indirizzo non ancora concretizzatosi? Difende veramente gli interessi dei cittadini o meglio dei deboli? La risposta è chiara.
Il racconto è liberamente ispirato alla vicenda umana e familiare di Solimano il Magnifico ed è ambientato nella Istanbul del XVI secolo. Protagonisti sono Solimano,Sultano e Califfo, e una donna predata e schiava. L'azione si svolge sulle coste della Maremma e nell'harem imperiale della corte di Solimano nel palazzo di Topkapi. Il Sultano e Califfo Solimano dalla sua corte di Istanbul invia a Tolone,in Francia, Kayr al-Din,ammiraglio della flotta turco-ottomana,per rinnovare col re di Francia il patto di alleanza. Kayr al-Din riceve l'ordine di predare donne sulle coste italiane per rimpinguare l'harem del Califfo. Sulle coste della Maremma, dal Cernia,un pescatore italiano catturato convertito all'islam e poi rilasciato,viene a sapere che vive una bellissima giovane: Margherita. Assale la torre dove vive la fanciulla che,predata,è condotta come schiava ad Istanbul. La donna divenuta schiava è sbarcata a Istanbul. Viene rinchiusa nell'arsenale e poi condotta nell'harem del Sultano Solimano. Qui inizia il noviziato per diventare odalisca,impara la lingua turca e il corano,si converte all'islam. Per la sua stridula risata attira su di sé l'attenzione della padrona dell'harem,la valideh sultane,madre di Solimano. Un compiacente legame sorge e unisce le due donne. Ordiscono un complotto per eliminare Gulbhar,rosa di primavera,preferita di Solimano a cui ha dato il primo figlio ma invisa alla valideh sultane. Margherita cambia il nome prendendo quello di Kurrem,colei che ride. Dopo aver aiutato la valideh sultane a far allontanare Gulbhar dall'harem,viene a sua volta aiutata dalla valideh ad essere prescelta da Solimano. Entra nel cuore e nella mente del Califfo fino ad essere kossach,la preferita. Diviene kadina dando alla luce figli del Sultano. Elimina donne dell'harem sue rivali. Fa innamorare il Califfo . E' principale collaboratrice ed ispiratrice nell'azione di governo. Essa stessa s'innamora appassionatamente. Il Sultano cambia il suo nome da Kurrem in Afrah,colei che dà gioia. Afrah si scontra con Ibrahim gran visir e amico d'infanzia di Solimano perché si oppone al matrimonio di lei col Califfo. Lo fa uccidere dallo stesso Solimano facendo credere che il gran visir è un traditore. Poi diventa haseki,moglie del Sultano. Non essendo suo figlio, complotta contro Mustafà che è il primogenito di Solimano e per questo destinato a succedergli: lei vuole che sia suo figlio il successore. Facendo credere a Solimano che si è alleato con la scià di Persia ,Mustafà viene accusato di tradimento e fatto uccidere dal padre. Morto Mustafà ,Afrah,per la successione a Solimano preferisce il figlio Selim all'altro,Bejaret,scatenando così una lotta tra i due fratelli durante la quale muore. Solimano innamorato ama e perdona tutto ad Afrah,colei che dà gioia. Il romanzo,liberamente ispirato alla vicenda umana di Solimano e Roxelana sua moglie,è racconto di amore,odio,tradimento,passione,ambizione ,violenza,fede religiosa,menzogna,potere,vendetta,paura,ira. Sentimenti presenti nei protagonisti principali come in quelli secondari ,sentimenti che muovono il loro agire. Seppure in una società musulmana caratterizzata da ruoli ben distinti tra uomo e donna basati su precetti di fede religiosa,questi ruoli vengono superati e annullati se l'amore è sentimento che predomina gli altri. Accade tutto questo quando la schiava,donna ,fa innamorare l'uomo, che è Sultano e Califfo e poi,ella stessa s'innamora. E' romanzo di azione che diventa "affresco" della civiltà musulmana del XVI secolo. Il libro è appena uscito dalle stampe scritto da Marcello Camici , edito da Edizioni Myra ([URL]www.edizionimyra.it[/URL]). Lo si può acquistare al prezzo di euro diciassette presso le librerie dell'Elba oppure online ([URL]www.IBS.it[/URL];[URL]www.libreriauniversitaria.it[/URL];[URL]www.webster.it[/URL];[URL]www.unilibro.it[/URL]) oppure richiedendolo direttamente all'editore [EMAIL]info@edizionimyra.it[/EMAIL].
Marcello Camici