Paolino l'arrotino-
Paolino l'arrotino-
Se vivi nel cuore della politica Regionale ti poi curare meglio anche di tumore.
All'Elba un malato oncologico per avere gratis il trasporto per recarsi in altri ospedali per visite, analisi e terapie che non esistono nel nostro ospedale deve essere già in barella altrimenti deve pagarsi il trasferimento in ambulanza o automedica con un costo che può raggiungere i 250 euro. Molte persone con tumori anche preoccupanti rinunciano alla cura perché non hanno di che pagarsi il viaggio e il tutto nella più completa indifferenza della politica Locale e Regionale.
Il nostro Comitato Elba Salute insieme ad una associazione di volontariato all'inizio del 2017 ha presentato alla Politica Elbana un progetto simile a "Vieni Con Me" di Careggi ma non è mai stato chiamato a dibatterlo. Dietro insistenze un primo tentativo ristretto di discussione sui trasferimenti oncologici c'è stato il 25 maggio scorso.
Si legge su Toscana Notizie: "FIRENZE – Partirà lunedì prossimo a Careggi, in via sperimentale, il progetto Vieni Con Me!, un servizio di trasporto gratuito in auto per quei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere l'ospedale per le visite e le terapie oncologiche"
I malati di tumori Elbani devono avere pari opportunità di quelli di Firenze e della terra ferma perchè capita che per qualche cavillo o strano pretesto le compagnie di navigazione trovino scuse ogni qualvolta vedono un mezzo di soccorso imbarcarsi. (vedere gli episodi denunciati in questo link: ( [URL]http://www.tenews.it/giornale/2017/06/17/trasporto-dei-malati-e-traghetti-la-situazione-va-sistemata-70505/[/URL] ). CHIEDIAMO alla politica Elbana UNITA di difendere il diritto alla salute degli Elbani. Se questo non si può garantire allora chiedano al Regione la possibilità di avere le stesse opportunità di cura qui sul territorio Elbano.
Comitato Elba Salute.
(Francesco Semeraro)
Devi solo immaginarti se quei 4 ragazzi che giocano a pallone, che poi sono molti di più, facessero quello che fanno qui a Rio lo facessero a Marciana….a Porto Azzurro….a Marina di campo ..cosa succederebbe !!!
I 4 miseri pontili sono e saranno sempre 4 miseri pontili fin tanto a livello politico lo si vorrà !! e questo lo si è voluto premiando gli interessi di pochi a discapito della comunità …
Come si può biasimare il diritto di alcuni giovani a lavorare anche se per pochi mesi in un paese come Rio Marina ?
il senso di comunità cresce con la percezione di giustizia sociale….cosa che qui a Rio a mio avviso non esiste.
Anche denunciando ed esponendo situazioni non consone al corretto vivere in una società significa partecipare …fare un qualcosa ..
Ad oggi…io non tifo per nessuno anche conoscendo bene Renzino..( gli ultimi " renzi " che ho visto in azione sono stati una frana.
scusa il mio accaloramento
un saluto
Parchi pubblici o giardini privati sono una soluzione perfetta per organizzare per più piccoli una festa all'aperto . Questo l’intento (perfettamente riuscito) del comitato Carpani che nel giardino dei bambini nel rione Carpani ospita senza sosta compleanni e manifestazioni per i più piccini, insomma un occasione importante per stare all'aperto in un meraviglioso ambiente sicuro e attrezzato , lasciando liberi i bambini di muoversi correre giocare , a disposizione una ricca merenda a base di panini , schiaccine, , torte , succhi di frutta e tante golosità sotto lo sguardo attento e soddisfatto di genitori , nonni , amici e soci del comitato.
Anche questa settimana come documentato fotograficamente si sono succeduti dei compleanni che hanno visto bambini ed adulti affollare i giardini .
Sabato scorso ha festeggiato Fabiana mentre nella giornata di ieri sono stati ben due i compleanni "uno in notturna " , ha festeggiare , Flavio di otto anni e il piccolissimo Filippo di solo un anno.
Un occasione da sfruttare quella offerta dal giardino di Carpani , sempre pronto e disponibile per fare di un compleanno o di un baby party un ricordo indelebile.
Grazie a tutti e…..alla prossima
Paolino l’arrotino-
A SCIAMBERE: LA TRAGEDIA DI UN UOMO RIDICOLO
Scritto da Sergio Rossi – Cush Sabato, 17 Giugno 2017 10:44
Chi ha fatto anche solo un po' questo mestiere dell'informare può capire che la parte che merita più cura, nella stesura di un articolo, è il titolo.
Titolare bene è difficile, ed è in fondo una mediazione tra due diverse esigenze: attirare l'attenzione del lettore e rappresentare il contenuto del testo; un esercizio da compiere, per complicare il tutto, nei limiti di un tempo stretto ed in quelli imposti dalla grafica.
Titolare male svalorizza totalmente un bel pezzo ed al contrario un titolo azzeccato ne promuove uno ordinario, ma accade pure che il titolo sopravviva, nel ricordo delle persone, molto più a lungo dei contenuti di ciò che presenta, diventi "modo di dire" e pure "frase fatta" a sé stante, perfino abusata.
Ne prendiamo ad esempio (ma non casualmente) uno: "La tragedia di un uomo ridicolo". Pochi, siamo convinti, ricordano il (bel) film di Bertolucci, che marcava, ma il fulminante ossimoro è rimasto spietatamente scolpito nell'immaginario collettivo.
Restando poi nel fertile campo dei luoghi comuni si possono trovare decine di aforismi che, strizza-strizza, raccontano tutti che il valore di una persona si misura soprattutto al momento delle inevitabili sconfitte.
Ma le sconfitte risulteranno proporzionalmente più rovinose per quanto si è stati, da vincenti, dei tracotanti, prepotenti, cattivi con i meno fortunati, per quanto ci si è contornati di adulatori, per quanto si è disprezzato l'altrui pensare, per quanto tempo si è passato ad erigere "monumenti" a sé medesimi.
La sconfitta, in quel caso, evidenzia i tic, pone davanti a tutti le umane individuali debolezze, trasforma il condottiero in macchietta, il capo carismatico in un miserabile ignorato, o, per scendere all'altezza dei nostri pollai, muta fulmineamente un tronfio "gallo" in una lamentosa spennacchiata gallina.
Si posa allora sui presunti padreterni, sugli uomini del destino (condominiale), la coltre del ridicolo, prima che il tempo vi stratifichi sopra quella più pietosa della polvere della dimenticanza.
Resteranno (forse) solo ricordi per sommi capi, e in ultimo probabilmente solo un titolo tipo: "La tragedia di un uomo ridicolo" … appunto.
E' virale….. stanno ridendo in molte città Italiane ed Estere.
Il numerino per essere visitato dalla Guardia Medica Turistica lo devi strappare da un rotolino appoggiato sul davanzale della radiologia perché la spesa per un "distributore numeri salva code" non è nel budget di quest'anno.
RIDICOLO:
Diego
Un plauso ai Carabinieri di Portoferraio
Da notare che la cena è riservata solo agli invitati , e che la l'azienda inglese ha finanziato iniziative per il miglioramento del giardino della Villa Napoleonica.
È' in parlamento una proposta di legge per lasciare il 60% delle superfici degli arenili, libere.
Spero vivamente che venga approvata e le tante persone che vivono di espedienti, perché è un espediente allontanare o far pagare forzatamente il bagnante che va nella spiaggia libera, se ne vadano a lavorare e a sudarsi lo stipendio, anziché fare "ciccia" per 3 mesi l'anno.
A me è successo qualche tempo fa, ma alla mia risposta decisa, hanno desistito e sono rimasto.
Anni fa, chi doveva controllare, aveva ombrellone e sdraio gratis per la famiglia. Oggi credo che non sia più così, o almeno spero….
Rinnovato consenso di pubblico per l'ultima esibizione del gruppo teatrale guidato dal prof. Gennaro Massimiliano Squillace, che anche quest'anno si cimenta con professionale maestria nell'interpretazione della commedia di Eduardo De Filippo.
La nuova sfida è stata brillantemente superata con "Io non pago", una rappresentazione in tre atti recitata mercoledì scorso al Teatro dei Vigilanti – R. Cioni di Portoferraio, e che vedrà una seconda replica domenica 25 giugno al Teatro Flamingo di Capoliveri.
Oltre al protagonista, Gennaro M. Squillace nelle vesti di Ferdinando Quagliolo, e ai veterani della Compagnia come Luigi Valle, Lucio Rizzo e Duilio Biani, quest'anno ci sono state delle apprezzatissime new entry nei ruoli femminili, che hanno saputo esprimere al meglio la verve partenopea.
Un plauso dunque da parte del Soroptimist International Club Isola d'Elba, per la rinnovata opportunità di assistere a queste simpatiche performaces e per il fatto che, come di consueto, la Compagnia devolve il ricavato dello spettacolo in beneficenza.
Franca Rosso