Paolino l'arrotino-
Paolino l'arrotino-
se non ora, quando?
Il Circolo Nautico di S. Giovanni, la Misericordia di Portoferraio, la Parrocchia di San Giuseppe, con il patrocinio del Comune di Portoferraio, invitano la cittadinanza alla S. Messa in onore di S. Giovanni Battista, che sarà celebrata sul lungomare a San Giovanni alle ore 21 sabato 24 giugno.
La celebrazione comincerà dalla chiesa della Madonna del Soccorso in processione
con la statua del Santo.
A seguire saranno offerti dolci e bibite accompagnati da musica dal vivo.
Misericordia Portoferraio
Il progetto del dissalatore ASA di Mola è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. Ci saranno trenta giorni per proporre ulteriori osservazioni. A questo punto, vengono spontanee alcune riflessioni.
Un’isola indipendente dal punto di vista idrico è l’obiettivo finale al quale aspirare per il futuro. Una sfida è stata lanciata agli elbani per la crisi idrica. Italia Nostra, insieme ad altre associazioni, ha partecipato ad un incontro pubblico sul progetto del dissalatore organizzato dal sindaco Barbetti, ASA SpA e l'Autorità Idrica Toscana, il più grande in Italia.
Presentarci una sfida simile significa operare su un terreno familiare: gli elbani sono abitanti di un’isola, dove le risorse idriche, per eccellenza, sono vitali. Inoltre, se si escludono i traghetti, le grosse navi e gli yacht di lusso, i navigatori su qualsiasi altra imbarcazione percepiscono l’indipendenza idrica come una risorsa preziosa, il cui uso parsimonioso non li abbandona nemmeno sulla terraferma. Cosmopoli ci ha inoltre lasciato una imbattuta lezione di riserve idriche, da trasmettere nei secoli ai nostri architetti e ingegneri.
L’attenzione dedicata da ASA alle associazioni ambientaliste spiega forse il disagio, percepito, nel proporre alla cittadinanza un impianto necessario ma di grande impatto ambientale, paesaggistico, energetico ed economico.
Il tentativo di compensare l’impatto ambientale spazia su vari settori che comprendono il reimpianto di posidonia e pinna nobilis, la creazione di un’oasi naturalistica, la mitigazione dell’inquinamento luminoso, la piantumazione di alberi e cespugli intorno all’edificio.
Per limitare l’impatto paesaggistico è stato concepito un edificio dalle linee moderne, presentato con un elegante grafico, che ha lo scopo di contenere e, quindi, nascondere le tubature e di insonorizzare l’impianto, mentre le tubature verso il mare saranno interrate. La struttura sarà imponente e vasta, con un impianto attivo 24 h, con condutture marine e masse saline gelatinose scaricate a mare.
Gli impianti di dissalazione consumano molta energia. È prevista anche la produzione di energia da fonti rinnovabili, ancora da definire.
Quanto sono sufficienti le misure compensative rispetto allo sforzo economico richiesto, all’aumento del consumo energetico, all’impatto paesaggistico, alla consapevolezza che questo impianto farà fronte solo alla metà della richiesta di acqua, e all’aumento inevitabile del costo di questo bene, in una crisi idrica di portata ben più vasta della nostra isola? Italia Nostra è convinta che se non nasce, già da ora, una diversa consapevolezza e gestione di questa risorsa, che in alcuni paesi provoca tensioni o guerre, e che da noi può severamente incidere sulla nostra economia e offerta turistica, oltre che sulla qualità della vita dei residenti, questo impianto non assolverà la sua missione principale, cioè un modo innovativo di rivolgersi al futuro. Perché un impianto del genere è “una” soluzione, necessaria, al problema, ma non è “la” sola soluzione. Gli elbani devono rimanere vigili, partecipi, interessati, propositivi. Non si tratta solo del nostro futuro, si tratta del presente.
NOTA- Da ex muratore, posso dire che in 2/3 ore si può eseguire la messa in opera dei cartelli stessi, anche con queste temperature..
Ricordo con nostalgia che nei primi anni sessanta noi studenti non è che fossimo tutti dei santarellini. In assenza di tecnologie sofisticate di cui possono fruire gli studenti di oggi, quali i telefonini e soprattutto internet, ricorrevamo alla tradizionale “cartucciera” con i famosi “ rotolini” la cui mappa con l’indice per materia e per argomento, era a sua volta contenuta in un altro rotolino di carta abilmente celato a parte e più a portata di mano. Ricordo che a quei tempi gli esami vertevano su tutte le materie e su tutti i tre anni di liceo, una cartucciera non bastava e molti altri rotolini erano sparsi qua e là nelle parti intime del corpo. Ma c’era qualche differenza con la moderna tecnologia : anzitutto eravamo noi stessi a predisporre le striscette di carta arrotolate e, pertanto, il lavoro necessitava una lunga opera riassuntiva , che rimaneva impressa nella memoria e costituiva essa stessa una buona preparazione.
La commissione di esame era composta da professori venuti da lontano, senza una rappresentanza di insegnanti di classe degli esaminandi. E le aule di esame erano presidiate da altri sconosciuti personaggi i quali, assieme agli esaminatori, fino all’ultimo minuto non smettevano di passeggiare tra i banchi con tanto di occhi aperti e con tolleranza zero, chi andava a gabinetto era pedinato da un austero e severo signore che lo piantonava davanti alla porta tipo saloon, cioè praticamente a vista e, anche se il bisogno era effettivo e grosso, non si poteva superare un certo limite di tempo. A differenza di oggi allora non era consentito alcun genere di conforto in bibite o panini e ancora ricordo con angoscia la prova scritta dal greco in una giornata da quaranta gradi all’ombra in quel di Firenze con obbligo per noi studenti di un vestiario serio e acconcio, mentre la commissione, con aria sadica e mefistofelica, davanti a noi fumava e si rinfrescava .
Diverso era anche l’atteggiamento dei prof. e dei nostri stessi genitori nei confronti degli esaminandi, tutto improntato ad una mentalità di tipo borbonico, dove il principio ispiratore era solo della severità fine a sé stessa, del punire e non giustificare, ovviamente… per il nostro bene, dato che l’unico sbocco occupazionale di quel tempo era il pubblico concorso e se non avevi quel “pezzo di carta”… Pertanto, figlio preparato- figlio occupato.
Beh! ho voluto fare un salto indietro nel tempo per cercare di sdrammatizzare la seconda prova dei nostri ragazzi….augurandogli un grosso in bocca al lupo…. domani sarà un'altra battaglia un altro giorno… ma intanto per oggi c’è da impegnarsi e basta!…
Caro amico,
guidare piano è segno di prudenza: fai bene!
Il porto.
Non è il resto del popolo che è a favore della cessione del porto ai privati, ma una esigua minoranza, tanto esigua che gli stessi che hanno votato a favore dell' altra lista, quella guidata dal Pinotti, come il sottoscritto, sono contrari a questa imprevidente decisione e si augurano che il Dottore riesca ad averla vinta su questa gente, che molti dicono poco raccomandabile.
Ma si scherza davvero! IL nostro porto ceduto per vent'anni con la perdita dei relativi introiti al nostro paese! A vantaggio di chè? di 2, presunti e tutti da verificare, milioni di euro di lavori che effettuerebbe questa società? In vent'anni il nostro porto ben gestito frutterebbe 6 milioni di euro: 300.000 all' anno: a voglia di fare i lavori! Con 1 milione di euro lo rifacciamo nuovo e gli altri 5 milioni li utilizziamo per il bene del paese!
Giovedì 22 giugno alle ore 18,30 presso la sala della Gran Guardia si terrà la presentazione del nuovo libro di Federico Regini 'Mistosch'. Gli ingredienti del 'Mistoch' li scoprirete soltanto leggendo il libro o venendo alla presentazione, per la quale sono state incaricate tre donne, ognuna delle quali per un motivo diverso: Belinda Biancotti, divoratrice di libri, pittrice e artista isolana DOC, Elena Maestrini, scrittrice e professoressa, amica isolana, e Silvia Boano, fondatrice insieme a Federico dell'Associazione Culturale Elbadautore.
Farà gli onori di casa l'Assessore alla Cultura Roberto Marini.
Guido Piano