da
inquinamento a sant'andrea
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
16:33
da
FESTA DEL PESCE POVERO
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
16:24
Domani sera si degusteranno i sapori autentici della cucina Capoliverese accompagnati dall'aroma intenso dei vini prodotti su questo versante dell'isola e si parlerà di tradizioni, gusto e memoria del borgo grazie all'iniziativa promossa da Regione Toscana, Toscana Promozione e dal quotidiano Il Tirreno, Un'altra estate. Un tour in cinque tipici borghi toscani che ha inizio proprio domani sera, 27 luglio, a Capoliveri nella storica piazza del paese sarà dunque l'occasione per riscoprire le tradizioni locali e approfondire il tema del buon cibo e dei vini Docg ed introdurre alla Festa del pesce povero appuntamento enogastronomico fra i più apprezzati dell'isola, dove Capoliveri offre ai suoi ospiti la possibilità di riscoprire il sapore dei cibi tradizionali, semplici e genuini che rappresentano punto di riferimento per gli appassionati di Slow Food.
Alle 19,00 nella piazza di Capoliveri dunque l'incontro aperitivo con Toscana Promozione, comune di Capoliveri, Slow food, Pro Loco Capoliveri e produttori del territorio per riscoprire storia e cultura enogastronomica locale e degustare sapori tipici. Poi alle 20,30 il via alla Festa del Pesce Povero con tutto il gusto del pescato locale per riscoprire ricette antiche che sanno d'isola".
da
GianCarlo Amore
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
14:33
Opportunamente messo in evidenza, si nota ( ora ) il particolare di un tubo bianco posto verticalmente per quasi tutta altezza della Torre, con appiccicati intorno dei sassi che avrebbero dovuto avere dei poteri mimetici o quasi. Questo è un semplice ed effimero esempio di come vengono rispettati e trattati i monumenti. Purtroppo la grave situazione Elbana che gira intorno ai cosiddetti Beni Culturali, non è soltanto quella di un tubo irrispettoso e rabberciato alla meglio, ma di un degrado assai più miserevole e consistente, che coinvolge in maniera deleteria gran parte delle strutture storico- culturali dell’Isola.
Infatti i lavori che riguardano i beni culturali, monumentali e Napoleonici che si svolgono sul territorio Elbano, sia di ordinaria manutenzione e sia di vere e proprie ristrutturazioni, hanno evidenziato solo approssimazione, disonestà etcc., come testimonia una notevole mole di documentazioni in parte già pubblicate. Queste pubblicazioni denunciano e mettono in evidenza di come vengono sperperati gli aiuti economici dello Stato, i danni permanenti sia meccanici che estetici che vengono cagionati agli stessi monumenti. Queste modalità di lavoro, travestite con abili giri di parole e non trovando resistenza alcuna, vengono classificate, come legali e appropriate. Ma un professionista attento, leggendo tra le righe e non solo, si renderà benissimo conto che le modalità con cui vengono affrontati i detti lavori, sono in realtà delle vere attività delittuose.
Approposito di Torre, come è noto, questa sera l’isola d’Elba si onora di ricevere un Ospite d’eccezione come il Ministro Dario Franceschini per il meritato premio “La Tore“.
Come già descritto dai giornali, il Ministro desidera ascoltare le eventuali richieste e osservazioni da parte dei Cittadini. Personalmente, mi accontento di inviargli via e-mail questo documento con richiesta di essere a disposizione per completare quanto sopra con la presentazione di tutti gli altri documenti che comprovano le incongruenze accennate.
Ricordo che in tutti questi anni di continue e pubbliche denunce, nessuna persona qualificata e competente nel settore storico culturale, si è mai degnata di contribuire fattivamente per fermare queste vere offese al buon senso ed all’ intelligenza di tutti coloro che amano e apprezzano le Opere che fortunatamente abbiamo a disposizione. Questa sera, sarebbe una maniera originale e gradita, se fosse lo stesso Ministro dei Beni Culturali Franceschini a domandare direttamente a Tutti i qualificati in questo settore, perché non sono mai intervenuti a favore delle denunce e lamentele pubbliche da me presentate, visto che queste si sono sempre dimostrate veritiere.In poche parole, Loro non hanno mai avuto interesse di intervenire. Questo non è un buon segno.
Giancarlo Amore
da
DI PALO IN FRASCA-
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
14:12
da
Per parcheggi disabili Capoliveri
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
13:17
da
Parcheggi disabili CAPOLIVERI
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
13:16
Dopo numerose polemiche, l'amministrazione comunale di CAPOLIVERI, ha individuato nella piazza Garibaldi, uno o più posti riservati ai disabili.
da
RAMBO (KID)-
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
11:47
da
Ovidio 2017
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
11:12
La Villa romana delle Grotte, parallelamente alla città di Sulmona e a tutti gli ambienti letterari del mondo, celebra il Bimillenario della morte di Publio Ovidio Nasone, il più grande cantore dell'antichità.
Improvvisamente, all'apice della sua carriera, nell'autunno dell’8 d.C. mentre si trovava nell’isola d’Elba in compagnia di Cotta Massimo, figlio di Messalla Corvino, gli venne notificata l’immediata espulsione da Roma e la relegatio nella lontana Tomi, sulle rive del Mar Nero, ai confini estremi dell’Impero, nell’attuale Romania.
Nonostante le suppliche, il poeta non fece mai più ritorno a Roma e morì in quella terra a lui inospitale nei primi del 18 d.C.
Giovedì 27 luglio alle ore 18.30, si svolgerà una visita guidata animata al sito archeologico ripercorrendo le tappe della vita dell’autore delle Metamorfosi e dell’Ars Amatoria.
La serata vedrà la presenza dello street seafood del “Il Polpaio” che per l’occasione vestirà i panni del “Polypaius”, con un menù a tema romano.
L'evento è organizzato con la collaborazione dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, Fondazione Villa romana delle Grotte, Cosimo de'Medici s.r.l., Italia Nostra Arcipelago Toscano e con la sponsorizzazione di sponsorizzazione di "Arckigeo-Officina Design
da
XParcheggi disabili Capoliveri
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
10:52
da
Non sono Ornella-
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
10:37
da
non disabile
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
10:15
da
la balneabilità a sant'andrea
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
9:13
da
MARCIAPIEDI OCCUPATI.
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
8:10
da
Parcheggi disabili
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
8:05
Uno è situato in una via strettissima difficilmente raggiungibile anche dalle persone non affette da problemi di deambulazione e con barriere architettoniche insuperabili per chi si muove in carrozzella.
L'altro studio medico è in una zona più facilmente raggiungibile ma con barriere architettoniche insuperabili.
Cara Ornella, troppo facile prendersela con un povero cristo di vigile e non dire nulla sulla vergogna di ambulatori che presentano situazioni di vere e proprie barriere per un disabile.
da
CONSIGLIO COMUNALE Marciana Marina
pubblicato il 26 Luglio 2017
alle
6:40
da
Tiket Pianosa
pubblicato il 25 Luglio 2017
alle
16:05
da
Parcheggi disabili CAPOLIVERI
pubblicato il 25 Luglio 2017
alle
15:43
da
ACQUARIO DELL'ELBA
pubblicato il 25 Luglio 2017
alle
15:19
Nella notte fra domenica e lunedì scorsi, mentre operavano al largo di Montecristo, i pescatori Roberto e Giuseppe Tagliareni del M/P Mimma si sono improvvisamente trovati a bordo un piccolo uccello nero, che, frastornato e in evidente stato di difficoltà, ha pensato bene di rifugiarsi in cabina. Un animale davvero curioso, e mai visto prima: piccolo come un Passero, con le zampette palmate e un sottile becco adunco sormontato da una strana escrescenza..
La sola decisone possibile era lasciarlo tranquillo nel rifugio che si era scelto: appena giunti al porto di Marina di Campo, hanno avvisato dell'inconsueta presenza Yuri Tiberto, titolare dell'Acquario dell'Elba, che resosi conto dell'eccezionalità dell'evento ha a sua volta contattato l'amico ornitologo Giorgio Paesani, come sempre disponibilissimo e vero punto di riferimento in tutti i casi di "salvataggio" di pennuti.
Rifocillato con acqua e cibo e posto in un luogo tranquillo e sicuro, il "tempestoso" uccellino, passata la notte, dava segni molto promettenti di ripresa che consentivano – sempre seguendo le direttive di Paesani – di tentare un immediato rilascio. Nella tarda mattinata, poco fuori il golfo di Campo, l'Uccello delle tempeste è stato delicatamente liberato in mare: pochi secondi… nemmeno il tempo di consentire la messa a fuoco per una ripresa video… ed è sfrecciato a pelo d'acqua, dirigendosi velocissimo verso il largo!
Un'avventura davvero inconsueta e soprattutto, terminata con un lietissimo fine, che ci auguriamo sia di buon auspicio anche per il vero evento naturalistico dell'anno: l'ormai quasi prossima schiusa delle uova di Tartaruga!
(foto Acquario dell'Elba)
—————–
L’Uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus).
Di Giorgio Paesani.
E’ un piccolo procellariforme, parente strettissimo di berte e albatros ma dalle dimensioni veramente minime, paragonabili a quelle di un passeriforme. Il piumaggio è totalmente nero petrolio ad eccezione del groppone bianco e di una sfumatura bianca nel sottoala e nel sottocoda, talvolta è presente anche una sottile linea chiara sulla faccia superiore dell’ala.
In Italia è presente con un paio di migliaia di coppie, concentrate nelle isolette intorno a Sardegna e Sicilia. Nell’Arcipelago Toscano le segnalazioni sono scarsissime e la nidificazione non è mai stata accertata nonostante la recente cattura e inanellamento, a Pianosa, di una femmina con placca di incubazione. In totale le segnalazioni recenti si contano sulle dita di una mano!
E’ una specie pelagica, che passa la maggior parte del tempo in alto mare in cerca di cibo e tocca terra solo per nidificare, spesso in colonia, occupando buche e nicchie in grotte e anfratti nelle piccole isole, o su scogli isolati. Anche lui beneficia senza dubbio della derattizzazione delle isole minori e c’è da augurarsi che approfitti dell’assenza di roditori da Montecristo.
Tutt’altro che facile da osservare è spesso confuso con rondini o rondoni in migrazione sul mare. Il volo di trasferimento è infatti potente e deciso come quello di un migratore e alterna profondi e veloci battiti d’ala a brevi planate. In alimentazione, invece, vola con le zampe penzoloni a pelo d’acqua dove spesso si posa tenendo le ali sollevate, talvolta zampetta sull’acqua dove sembra “camminare”, poi si posa e cattura piccoli pesci o crostacei. In riposo galleggia sull’acqua alla stessa maniera delle berte.
Il suo nome deriva dal fatto che è difficilissimo osservarlo sotto costa tranne che nel caso di forti e prolungate tempeste. E’ davvero incredibile, infatti, come un uccello così piccolo riesca a sopravvivere in un ambiente apparentemente “ostile” come il mare aperto, bevendo acqua salata (ed espellendo il sale in eccesso da due tubicini posti sulla parte superiore del becco), affrontando onde enormi e venti formidabili. Fatto sta che ne esistono molte specie, tutte piuttosto simili tra loro, che “solcano” letteralmente i sette mari in qualsiasi angolo del pianeta, segno evidente che la loro struttura e la loro biologia sono assolutamente vincenti.
Il soggetto catturato al largo di Montecristo e successivamente rilasciato probabilmente ha solo “sbattuto” su qualche superficie dell’imbarcazione dove poi è stato soccorso. Molte altre volte, invece, questi autentici “fantasmi del mare” restano vittime dell’inquinamento e anche se vengono soccorsi, purtroppo non resta molto da fare.
Data la rarità e l’importanza, anche come indice della qualità del nostro mare, ogni segnalazione è molto interessante e bene accetta!
da
Pino Coluccia
pubblicato il 25 Luglio 2017
alle
14:40
Espongo una serie di foto delle fontanelle e vasche di Rio Elba. A queste dovrebbero aggiungersi la «Fontina», la Fonte di Coppi e l'Acquavivola, Sono nell'insieme un simbolo di un paese ricco di sorgenti ed acqua (alimentava una rete di mulini ad acqua nell'omonima valle) e testimonianza storica di come l'acqua, che nel passato non era disponibile nelle case, venisse distribuita nei vari quartieri per consentire alle famiglie di disporne in prossimità delle proprie abitazioni. Alcune sono state arricchite con decorazioni, altre, particolarmente quelle in ghisa, le più vecchie delle quali sono a stelo esagonale, sono degradate o ridotte a un semplice rubinetto nel muro. Credo invece che dovrebbe e potrebbe essere un patrimonio da restaurate e recuperare, arricchendo il centro storico di una attrattiva. Aggiungo che l'acqua erogata, dovrebbe essere essere meno contaminata da cloro, in dosi sufficienti ma che non ne stravolgano il gusto di una bevuta di acqua fresca e corrente.
Pino Coluccia
