Chicchero
Chicchero
Convocato il direttivo del sindacato pensionati della Cgil elbana, per il giorno 15 novembre mercoledì, alle 10, nei locali della sede di via della Fonderia 3, nel centro storico di Portoferraio, quando il segretario Luciano Lunghi incontrerà i componenti dell'organismo dirigenziale, per discutere dell'andamento economico della Lega 21, per analizzare le proposte di iniziative per la fine dell'anno, quindi fare il punto sul tesseramento del 2017 e degli abbonamenti al giornale "Liberetà". Saranno anche date informazioni sull'incontro che lo Spi, sindacato pensionati italiani, sezione isolana, ha tenuto con il sindaco del comune di Rio Marina Renzo Galli, nell'ambito del programma di riunioni da realizzare con tutti gli Enti pubblici isolani. Alla riunione sarà presente Giuseppe Bartoletti, della segreteria provinciale del sindacato pensionati. Il segretario Lunghi raccomanda la partecipazione di tutti e ricorda ai delegati di portare le schede riguardanti il tesseramento e gli eventuali abbonamenti al giornale del sindacato.
Paolino l'Arrotino-
Due aziende, simbolo dell’eccellenza italiana si uniscono, per proporre una nuova ed accattivante linea di orologi. Una partnership all’insegna dell’innovazione e del design per un progetto 100% italiano. Gli orologi Locman-Ducati saranno presentati a gennaio 2018 Borgo Panigale (Bologna), 14 Novembre 2017 – Ducati Motor Holding e Locman annunciano un importante accordo di collaborazione per la produzione di orologi caratterizzati da alto contenuto tecnico, e resi ancora più originali ed esclusivi dal marchio della nota casa motociclistica bolognese. La lunga esperienza di Locman nel settore dell’orologeria fa, di questa dinamica azienda, il partner ideale per un progetto di rilevante valore tecnologico e qualitativo. Grazie agli importanti investimenti in ricerca e sviluppo su materiali innovativi e compositi come carbonio e titanio, Locman ha maturato una significativa conoscenza, che la contraddistingue per prodotti all’avanguardia e per un design unico e di riferimento. “Locman identifica lo spirito giusto per una partnership dinamica che unisce l’eccellenza tecnologica di due aziende leader nei rispettivi settori. – ha commentato Alessandro Cicognani, Ducati Licensing e Corporate Partnership Director – I prodotti che stiamo sviluppando insieme interpretano, attraverso design e materiali innovativi, l’unicità del marchio Ducati.” “È con grande entusiasmo che affrontiamo questa nuova sfida, – ha dichiarato Marco Mantovani, Presidente di Locman – non solo per la notorietà di un’azienda come Ducati, i cui tecnici e designer sono tra i più preparati al mondo, ma anche perché sin dai primi incontri abbiamo condiviso la stessa passione per la qualità e l’eccellenza produttiva”. “Credo inoltre, ha aggiunto Mantovani, che le alleanze e le sinergie tra aziende italiane siano un grande valore aggiunto, è importante uscire dagli schemi individualisti che spesso penalizzano la nostra economia. Sui mercati internazionali si può vincere solo facendo sistema intorno al marchio Italia”. Gli orologi Ducati saranno presentati sul mercato a gennaio 2018, e avranno una distribuzione attraverso le più importanti orologerie e gioiellerie a livello internazionale. L’accordo di Licenza è stato procacciato da IMG, l’agenzia esclusiva di Ducati Motor Holding per il Licensing. A sinistra: Alessandro Cicognani Licensing e Corporate Partnership Director di DUCATI, e Marco Mantovani, Presidente e Fondatore di LOCMAN.
In primo piano, la Nuova Panigale V4 Speciale, a cui si ispira la collezione di orologi DUCATI prodo
Il secondo grande problema da risolvere finalmente sarebbe il raggiungimento dell'autonomia idrica dell'Isola d'Elba liberandola dalla servitù con la val di Cornia che ne ha molto bisogno tanto è vero che anch'essa sta per scoppiare non riuscendo più a soddisfare la sua enorme utenza.
Secondo mè anche in questo caso la soluzione è unica visto e considerato che, nonostante tutto, le statistiche indicano che all’Elba piove molto di più del volume necessario per gli acquedotti, va trovata in un serbatoio di almeno 2,5 milioni di mc di capacità utile. Sussistono due problemi. Primo il clima è cambiato e, pur essendo la pioggia sufficiente, essa cade in maniera molto diversa da quella di una volta in quanto è caratterizzata da grandissime piogge concentrate in tempi brevissimi. Questo aumenta di molto le difficoltà di raccolta e provoca un problema da studiare attentamente.. Per farlo esiste una sola possibilità: bisogna avere uno serbatoio o più serbatoi della capacità totale di circa 2,5 milioni di mc che però deve avere una caratteristica del tutto particolare: non può essere concentrato in uno o due punti soli ma deve estendersi molto in lunghezza onde raggiungere molte delle vallette che scendono dal Capanne e che durante le bombe di pioggia scaricano in mare notevolissimi volumi di acqua inutilizzata. E’ nella cattura di questa acqua tutto il problema da studiare . Secondo mè una galleria lunga 25 Km che circonda alla base tutto il monte Capanne è in grado di compiere il miracolo di poter attraversare tutte le vallette e raccogliere molta acqua. Nel mio progetto avevo previsto una variante con divisone longitudinale della galleria in due parti affiancate in modo da contenere l’una l’acqua grezza raccolta in tutta fretta e l’altra acqua filtrata e pronta per essere immessa in rete . Subito si obbietterà che si tratta di fantasie. Io obbietto che l’importante è concepire un serbatoio in grado di crescere piano piano attraverso gli anni, cominciando con i primi trecentomila mc che risolvono come detto prima il problema immediato salvo poi poter crescere in lunghezza per costituire piano piano tutto il serbatoio ma nel frattempo continuando a funzionare aumentando la propria efficacia attraverso gli anni e man mano che cresce in lunghezza: il tutto è avvantaggiato dall'esperienza diretta che viene fatta fin dal primo utilizzo della capacità di accumulo. Esistono altri vantaggi secondari del serbatoi-galleria
Si pensi ad esempio che si potrebbe assegnare alle cooperative di cavatori che una volta esistevano a S, Piero di prelevare essi stessi i blocchi di marmo per il loro uso andando a costituire col tempo una parte di quel serbatoio sotterraneo, al riparo dai raggi del sole e posto ad una quota atta ad alimentare direttamente a gravità la rete di distribuzione. Si poensi alla utilità presentata da migliaia di mc di inerte scavato che opportunamente frantumato potrebbe essere utilizzato in mille modi che vanno dal ripascimento delle spiagge, alla formazione di nuove spiaggette, alla costituzione di inerti da calcestruzzo, alla sistemazione delle enormi cave scavate negli anni passati, alla costruzione di piazzali e rilevati stradali ecc. ecc. utilizzando tutto materiale ora carissimo se acquistato in Isola ma che invece sarebbe disponibile a costi quasi pari a zero.
Grossi interrogativi mi sono stati posti per le temute difficoltà di sistemare sulle pendici del Capanne la grande fresa che esegue sia gli scavi della galleria sia il suo rivestimento ponendo in opera elementi circolari prefabbricati in normale calcestruzzo e restituendo il materiale scavato in pezzature minute . Risponderei al quesito rammentando che la galleria è un manufatto totalmente sotterraneo e che la fresa stessa deve essere fin dall’inizio montata in grandi camere sotterranee scavate ad inizio tracciato con metodi tradizionali ma che tutti i lavori devono svolgersi in sottosuolo e quindi senza grandi espropri di terreni privati. Del resto gallerie stradari ne sono state costruite negli ambienti più disparati e sia in alta montagna e sia sotto metropoli abitate quindi non penso ci siano difficoltà al riguardo
Il secondo problema generale di cui parlavo è costituito dalle perdite di rete che ammontano a valori intollerabili. Anche questo all'Elba è irto di a difficoltà insuperabili. Tempo fa ho pubblicato su questo blog un profilo schematico della rete di distribuzione dell’acquedotto. Da un solo esame sommario di tale disegno si capisce che non siamo in presenza di un vero acquedotto ma di un caos di piccoli acquedotti sorti casualmente attraverso gli anni. Adottare quella operazione che è il toccasana per diminuire le perdite degli acquedotti malmessi e che si chiama regolazione della pressione, in questo vero caos è difficilissimo e pertanto si è costretti a funzionare con pressioni che di notte salgono alle stelle aumentando le perdite nel modo che tutti sanno. Il gestore ha fatto qualche regolazione della pressione ma farlo correttamente è un’operazione impossibile. Allora non basta sostituire le condotte dov'erano e come erano ma bisognerebbe cambiare totalmente la struttura che ha oltre cinquanta vasche di carico con altrettanti impianti di sollevamento: operazione in questi tempi impossibile da fare per il suo importo stratosferico e perché non sarebbe nemmeno giustificata.
A tutto questo bisogna aggiungere un altro elemento essenziale: gli allacciamenti degli utenti sono quasi tutti vecchissimi e costruiti quando non esistevano i tubi di plastica. Sicuramente si sarà allora usato tubazioni di ferro che, dopo tanti anni, sono piene di perdite. Alla ricostruzione della rete bisogna allora raggiungere anche il rifacimento totale degli allacciamenti privati i cui costo, notate bene, è a carico dei privati cittadini.
In conclusione quando si afferma con la massima leggerezza “bisogna assolutamente eliminare le perdite” si dice una cosa altrettanto giusta quanto impossibile da fare in questi anni di crisi,
Io avevo già spiegato che al monimento attuale non esiste che una possibilità, che del resto è quella adottata dal gestore: fare una buona manutenzione e tollerare perdite in alta percentuale ma con un totale di mc tutto sommato non grandissimo perché alla fin fine siamo in presenza di acquedotti di piccole dimensioni con volumi annui non enormi. Qui però interviene un altro fattore determinante : Per fronteggiare le perdite che non si riesce per ora ad eliminare, occorre una cosa molto importante: occorre avere molta acqua ed acqua di basso costo di produzione. Invece cosa si fa? Esattamente il contrario e si costruisce un desalinizzatore che produrrà acqua carissima e destinata, per quanto detto ad essere per il 50% dispersa nel terreno. Questo significa, in pratica, raddoppiare il costo di per sé già molto elevato, di ogni mc dio acqua prodotta dai desalinizzatori con le con conseguenze che appariranno chiare solo quando andranno in esercizio mentre al giorno dì oggi non se ne parla proprio.
Alla fine di questo lungo ma insufficiente discorso raggiungerei l’ultima chicca. Ogni acquedotto importante, e non si può dire che quello elbano non lo sia, occorre una sistema alternativo di sicurezza che entri subito in servizio al mancare eccezionale di quello principale. Tutti gli acquedotti moderni ne sono provvisti generalmente avendo delle reti idriche di di grandi dimensioni che mettono tra di loro in collegamento gli acquedotti di aree molto vaste e che son atte alla bisogna. Anche l’Elba ha assolutamente bisogno di questa sicurezza ed essa non potrà essere data che da una nuova condotta sottomarina che la metta in collegamento non con la Val di Cirnia che è ormai allo stremo ma con qualche altro grande sistema idropotabile del continente che sia a sua volta collegato, per la sicurezza di cui si parla, con altri grandi sistemi idrici.
Termino questa nota fin troppo lunga eppure mancante in molti punti. Mi sembra però che da essa si capiscano due cose: in primis che la costruzione del dissalatore oramai irrevocabilmente partita, costituisce u grosso errore ed in secondo luogo che il manufatto da costruire piano piano attraverso gli anni è un grande serbatoio di accumulo.
Un saluto,
Paolino l'arrotino-
Paolino l'Arrotino-
– Vittoria marinese nell’ultima Regata Nazionale L’Equipe Azzurra: l’equipaggio rosa portacolori del Circolo della Vela Marciana Marina composto da Alice Palmieri ed Eva Paolini ha conquistato il vertice della classifica nella categoria Under 12. La manifestazione era organizzata dal Club Nautico Capodimonte sul lago di Bolsena.
Nei due giorni di regate le condizioni meteorologiche hanno reso particolarmente impegnative le 4 prove portate a termine in cui erano impegnati anche gli equipaggi della categoria Evo. Il primo giorno era caratterizzato da vento leggerissimo, mai superiore ai 4 nodi di intensità che permetteva di disputare solo una manche vinta dalle ragazze marinesi, mentre nel secondo giorno era possibile completare tutte tre le manche previste dal programma che dai 7/8 nodi – sempre piuttosto instabile con numerosi cambi di direzione – aumentava fino a 14/15 nodi nella seconda prova e di nuovo calava a 8/9 nodi nella manche conclusiva. Nelle prove del secondo giorno Alice ed Eva ancora una volta dimostravano la loro preparazione mettendo a segno due primi e un secondo posto e conquistando così il più alto gradino del podio.
Nella stessa categoria Under 12 l’altro equipaggio portacolori CVMM formato da Silvia Costanzo ed Edoardo Paolini concludeva al sesto posto .
Podio, in questo caso al terzo posto della classifica della categoria Evo (per la cronaca vinta d Fani/Cotroneo di Civitavecchia), anche per l’equipaggio CVMM composto da Alessio Caldarera e Matteo Peria (parzilai 1-4-(7)-4) e sesto posto per Giulia Costanzo e Federico Arnaldi.
L’altro equipaggio “rosa” elbano formato da Flaminia Panico e Bianca Pettorano e portacolori del Centro Velico Elbano (che si allena con la squadra CVMM) ha concluso la sua prova al quinto posto (parziali 7-6-2-(7).
Conclusa la stagione nazionale per la classe L’Equipe i velisti CVMM della classe 420 – Giulia e Paolo Arnaldi, Samuel Spada e Lorenzo Marzocchini concluderanno l’anno agonistico a Imperia dal’8 al 10 dicembre prossimi per l’Imperia Winter Regatta.
Nella foto la premiazione della Regata Nazionale L’Equipe Azzurra.
° Si è mai visto far entrare 50 litri di acqua in un contenitore di 30 litri??