Cascano tutti dal pero, parlano sempre di evasione che c'e' e bisogna recuperare risorse, ma è ormai da venti anni, dal 2004, che in Emilia-Romagna, con la propria legge regionale sul turismo, per affitare anche una sola camera o un solo appartamento, o hai la ditta tua o li deve affitare un'agenzia, che è anche una ditta, quindi le tasse si pagano e si registrano i documenti sul portale della Polizia di Stato per i soggiorni inferiori a trenta giorni secondo la legge di pubblica sicurezza vigente in Italia.
Ora sembra che lo stato italiano si sia accorto che Airbnb non ha pagato 780 milioni di tasse ed è stato fatto un sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica, ma la multinazionale non ha beni aggredibili in Italia, e cercare di eseguire il sequestro in Irlanda sarebbe non semplice e sicuramente non breve perché l’Irlanda, insieme alla Danimarca, è l’unico Paese che non applica il regolamento del 2018 per il riconoscimento reciproco dei sequestri nei Paesi dell’Unione europea.
Quindi se Airbnb non collabora per cercare di evitare quell’«effetto valanga» a livello europeo che i manager temevano nelle loro mail interne, è dura per lo stato italiano recuperare le tasse evase, tanto pagano i soliti fessi degli italiani, o direttamente o indirettamente.
Riusciranno i nostri eroi in Italia a censire anche tutti coloro che affittano immobili con affitti brevi, c'e' anche un catasto in Italia e magari anche una bella IMU in base al valore di mercato, come già hanno e pagano le tartassate ditte italiane.
Un esempio qui sotto, chissà cosa verrebbe fuori all'Elba che ci sono più case che abitanti …
Secondo un’analisi di Federalberghi Veneto sono 24.723 gli alloggi presenti su Airbnb in Veneto e 4.216 in Friuli-Venezia Giulia.
Numeri importanti che però non hanno alcuna corrispondenza con l’analisi statistica sulle dichiarazioni dei redditi effettuata dal MEF: nel 2022 in Veneto, su un totale di oltre tre milioni di contribuenti, sono stati appena 1.179 quelli che hanno dichiarato redditi da affitti brevi per un gettito totale di 9,6 milioni di euro; nello stesso periodo in Friuli-Venezia Giulia sono stati appena 192 (su un totale di oltre 935 mila contribuenti) i titolari di appartamenti a pagare le tasse sugli affitti turistici per un totale di oltre 1,3 milioni di euro.
Numeri che portano a galla due questioni che evidentemente sono legate: da una parte l’enorme nero dovuto al fatto che Airbnb (e le altre piattaforme a partire da Booking) non esercitano il ruolo di sostituto d’imposta, lasciando liberi i titolari degli appartamenti di non pagare le tasse, e dall’altra l’evidente inutilità in questa situazione dell’aumento della tassazione decisa dal governo.