La prossima volta si firmi che fare più bella figura
Caterina Galli
Per rendersi conto che il problema idropotabile dell’Elba non sarà mai risolto, basta seguire gli avvenimenti deli ultimi anni. Nell’anno 2009 viene eseguito il progetto generale denominato “Progetto preliminare autonomia idrica Isola d’Elba” nel quale la soluzione definitiva per disporre della portata necessaria per rendere l’Elba autosufficiente consiste nel costruire 21 laghetti in giro per tutta l’Elba ed aventi una cubatura totale di invaso di circa tre milioni di mc atta a raccogliere, immagazzinare e conservare per i periodi critici un volume d’acqua più che sufficiente per soddisfare il fabbisogno senza più ricorrere alla Val di Cornia e quindi superare tutti i problemi che essa ha . Risultano evidenti gravi difetti e che è inutile elencare qui ma che sono stati da più voci, compresa la mia, descritti più e più volte e pubblicati, inascoltati. Il sottoscritto faceva presente, tra le altre cose, il dubbio di tenuta idraulica dei laghetti in quanto nella descrizione di progetto mancava totalmente un provvedimento molto costoso ma indispensabile in tutte le dighe di ritenuta del tipo di quelle che venivano proposte nel progetto medesimo e che consisteva nel dover assolutamente costruire su ogni diga di sbarramento un diaframma di impermeabilizzazione delle spalle e del fondo senza di che la diga stessa di difficilmente tiene l’acqua. Nel descrivere questo impegno, economicamente molto rilevante in quanto comprende la costruzione di un nutrita serie di fori attraverso i quali iniettare nelle spalle e nel fondo tonnellate e tonnellate di cemento per costruire il citato diaframma, allegavo anche un disegno di un diaframma effettivamete costruito nella diga di Val Noana ( Trentino) dove ho lavorato per più anni anch’io. Ebbene, nel progetto di cui sopra, non si cita né la relativa notevole spesa né le modalità di esecuzione dei diaframmi. Nell’anno 2016 si costruisce il primo dei 21 laghetti quello chiamato Condotto. Anche in tale occasione non figura da nessuna parte alcuna notizia riguardante il suo diaframma di impermeabilizzazione delle spalle e del fondo nè la ( sicuramente notevole) spesa sostenuta per le tonnellate di cemento, evidentemente non iniettate. Inoltre uno degli aspetti veramente eclatanti è la previsione di progetto in base alla quale il riempimento del laghetto avrebbe dovuto aver luogo per la maggior parte scaricandovi l'acqua potabile dei vicini pozzi. Si capisce la stranezza della cosa per il fatto che costituisce una astruosità spaventosa il fatto che dell’acqua potabile venga depositata in laghetti a cielo aperto. Il laghetto Condotto viene costruito e finito da due anni. Da allora non si sa nulla del suo risultato finale né se è stato o meno utilzzato. Parimenti nulla di sa degli altri 20 laghetti. Ad un certo punto si è sentito parlare del prossimo inizio di un secondo laghetto, inizio mai avvenuto nella realtà. Si riesce a intuire che i laghetti non saranno più costruiti dal fatto che viene invece prevista come soluzione moderna, ideale e di sicura efficacia. la installazione di desalinizzatori dei quali vengono spiegati i vantaggi senza però effettuare alcun confronto tecnico-economico con nessuna altra soluzione alternativa. I desalinizzatori risultano di per sé la soluzione migliore e tanto basta. Da quel omento partono le azioni più decise ed importanti per ottenere tutte le necessarie approvazioni che giungono abbastanza presto e riguardano la costruzione di un primo elemento di i desalinizzazione della portata di 40 l/sec in località Mola. Da parte di associazioni, tecnici locali e ed anche dal sottoscritto, si levano scudi contrari ma la pratica va avanti con queste precise indicazioni. Si costruisce un primo modulo d 40 l/sec al quale via via verrà affiancato un secondo per arrivare ad 80 l/sec per poi sulla scorta dei mirabili risultati che si sarebbero raggiunti si sarebbe pensato ad ulteriori moduli. Le pratiche vanno avanti e vengono ottenute tutte le necessarie approvazioni. Da parte di tecnici di valore e di enti pubblici importanti viene pubblicamente elogiata la soluzione come quella migliore atta a dare all’Elba quella sicurezza di approvvigionamento che non ha mai avuto. Ora scoppia una bomba: non è affatto vero che, come previsto in progetto, in un futuro assai prossimo vengano costruiti altri moduli oltre al primo perché si è ora accertato che non è possibile mescolare tanta acqua derivata dalla desalinizzazione con quella dei pozzi e sorgenti locali in quanto tale provvedimento avrebbe causato dei problemi. Ora le domande che sorgono spontanee sono numerose: ma non si poteva anzi non si doveva pensarci prima ? Nossignore la decisione di questo momento e che diventa quella definitiva è la seguente: contrariamente a quanto affermato nel progetto originale il desalinizzatore completo dell’Elba potrà produrre 40 l/sec e niente di più. Il completamento totale dell'alimentazione idrica dell’Elba viene sparato, ancora una volta, a casaccio prevedendo il raddoppio della condotta sottomarina senza però preoccuparsi riguardo alla portata d’acqua per la sua alimentazione essendo ben nota in tal senso la precaria situazione della Val di Cornia. Ma allora la nuova condotta partirà da un ‘altra parte e specificatamente da dove?
E’ evidente che le progettazioni fin qui descritte peccano di errori inconcepibili ed inamissibili soprattutto quando riguardano opere pubbliche costosissime ed importantissime come quelle in argomento.
Ma c’è un aspetto della massima importanza che bisogna far rilevare . La legge impone che opere del genere ed in particolare quelle accquedottistiche debbano assolutamente far parte di un progetto generale ad ampio raggio e che quindi comprenda un’intera regione o addirittura , quando le condizioni locali consigliano, essere di tipo extra regionale. Tale progetto deve definire nelle grandi linee l’essenza dell'intero grande acquedotto comprese le fonti da sfruttare , i serbatoi di compenso, le reti principali di condotte, il tutto progettato in funzione dell'intera rete interregionale evitando fin dall'inizio interventi come quelli di cui sopra che non sono conformi ad un sistema regionale ma sono chiaramente di importanza locale e soprattutto improvvisate e soggette a continui cambiamenti assolutamente disastrosi. Naturalmente lo scopo del citato progegtto regionale o extra regionale è soltanto quello di coordinare tutte le opere acquedottistiche del territorio considerato.
Oltre a quello descritto c’è un altro aspetto da segnalare che, nel caso specifico dell’Elba assume una grande importanza. In tutte le decisioni sbagliate di cui si è parlato sussiste una omissione gravissima. Quando si sono prese tali decisioni si è omessa la sola che era sicuramente quella risolutiva ed era precisamente la costruzione all’Elba di un grande serbatoio atto ad immagazzinare le abbondanti acque che sistematicamente piovono fuori stagione sull’isola per conservarle onde superare le crisi estive aventi richiesta massima e che si verifica proprio quando la siccità decima la portata dei pozzi e delle sorgenti. Questo costituisce il re degli errori commessi nelle decisioni prese negli anni scorsi mentre di sicuro entrerà a far parte delle previsioni del progetto generale regionale di cui si è detto e nel quale si terrà senz'altro conto delle risorse proprie dell’Elba e della assoluta necessità che un territorio estremo come quello insulare ha bisogno di un grande serbatoio per superare ogni eventuale fuori servizio .
In conclusione, ad avviso di chi scrive, c’è una decisione da prendere immediatamente. Annullare qualunque argomento riguardante il desalinizzatore di Mola per il semplice motivo che l’aver ora scoperto che costituirà la sola produzione di acqua dal mare, la portata totole prodotta si riduce ad un quantitativo infinitesimo che non darà affatto risultati concreti . In pratica viene a mancare totalmente lo scopo del desalinizzatore progettato e quindi UN PROGETTO PRIVO DI SCOPO DEVE ESSERE ANNULLATO
In definitiva è assolutamente necessario allontanare dalla mente persino il ricordo di quell’infausta ed erronea decisione di desalinizzzaione dell’acqua marina all'Isola d'Elba e passare ad una progettazione seria preceduta da un progetto generale che consenta di costruire all’Elba opere che in futuro entreranno a far parte di una organizzazione idrica regionale od extraregionale, progetto nel quale verranno prese decisioni assennate anche riguardanti l'alimentazione di emergenza dell’Elba cosi come il ricambio nei due sensi terraferma-Elba ed anche Elba- Terraferma: seguire altre strade, come si è fatto finora, significa solo perdere tempo o, peggio ancora, costruire opere errate
PS ho messo nome e cognome così se mi incontri mi puoi dire la tua :bad:
si chiama murales, e li trovi in tutte le città del mondo,poi puo anche non piacerti,ma almeno rispetta gli altri
potresti suggerire te che tipo di manisfestazione fare grazie
Sarebbe uno schiaffo per la nostra isola ancora più doloroso, tenendo conto che le attuali forze di governo avevano garantito che qualsiasi provvedimento di proroga o stabilità del Tribunale avrebbe interessato necessariamente anche l’Isola d’Elba.
Lo stesso attuale ministro della Giustizia, On. Alfonso Bonafede, nel dicembre 2017, quando era solo deputato, si era apertamente schierato in favore del Tribunale di Portoferraio depositando una interrogazione all’allora Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando.
L’On. Bonafede deputato del movimento 5 Stelle della Toscana, scriveva che la riapertura del Tribunale di Portoferraio trovava ragione nella situazione geografica insulare “che rendeva altrimenti, per i cittadini elbani, assai difficile il ricorso alla giustizia; è indubbio che sono ancora del tutto sussistenti le ragioni che hanno determinato il ripristino delle sezioni insulari: basi pensare che dall’Isola d’Elba per arrivare al porto di approdo più vicino (Piombino) occorrono circa un’ora e trenta minuti di nave e poi vi sono ulteriori 100 chilometri da percorrere in auto, o con mezzi pubblici per giungere alla sede centrale del Tribunale di Livorno”
Chiedeva pertanto l’On. Bonafede all’allora Ministro della Giustizia “quali iniziative di competenza intenda adottare il ministro interrogato, al fine di evitare la chiusura della sezione distaccata di Portoferraio del Tribunale di Livorno…”.
L’intervento in favore degli elbani dell’On. Bonafede e del Movimento 5 Stelle fu molto apprezzato.
Poiché non dovremmo aver ragione di mettere in dubbio la correttezza politica di questo intervento in favore del nostro territorio, non sembra in alcun modo possibile che il Movimento 5 Stelle ed il ministro possa oggi permettere la chiusura del Tribunale di Portoferraio, in totale contraddizione con quanto dichiarato per iscritto solo pochi mesi orsono!
Da ultimo va sottolineato, e lo faremo a lungo, come proprio il contratto di governo tra la Lega e il Movimento 5 Stelle preveda che “occorre una rivisitazione della geografia giudiziaria, modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni, con l’obbiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini ed alle imprese”.
Impegno nobilissimo e condivisibile.
Certo però che se si inizia chiudendo il Tribunale insulare di Portoferraio, a cui tutte le forze politiche del tempo avevano riconosciuto specificità degna di mantenimento, e che lo stesso attuale ministro della giustizia aveva strenuamente difeso solo pochi mesi fa quando era deputato, vuol dire non solo che i contratti non vengono in alcun modo rispettati, ma che si inizia davvero molto male l’azione di governo.
E’ il momento che il governo e la politica locale dimostrino di che pasta sono fatti, intervenendo per far modificare la bozza di schema di decreto.
Diversamente se ne chiederà conto a lungo, ed in tutte le sedi".
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2018/07/24/elbani-cittadini-di-serie-b-inviamo-una-nota-al-ministro-75724/[/URL]
[URL]http://www.quinewselba.it/portoferraio-tribunale-la-memoria-corta-dei-5-stelle.htm[/URL]
[URL]http://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/31675-forza-italia-sulla-chiusura-del-tribunale-disparit%C3%A0-di-trattamento-inaccettabile-ed-ingiustificata[/URL]
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2018/07/23/quando-bonafede-interrogo-il-ministro-su-portoferraio-75718/[/URL]
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2018/07/23/dalla-pretura-ad-oggi-cosa-c-e-da-sapere-sul-tribunale-75719/[/URL]
[URL]http://www.tenews.it/giornale/2018/07/23/chiusura-tribunale-i-disagi-che-si-verificherebbero-75721/[/URL]
ENTE UNICO CHE RAPPRESENTAVA TUTTA L'ELBA.
ALLORA Sì CHE LE COSE ANDAVANAO BENE !
CHE BEI TEMPI ERANO QUELLI
Caro Aridaje ,
il Comune Unico dell' Elba è irrealizzabile per il solo motivo che ci sono tante persone come te che non lo vogliono e dunque non vogliono neppure risolvere tutti i problemi da te elencati.
Senza un ente elbano in grado di decidere per l' Elba non saremo mai in grado di dare un futuro degno alla nostra isola.
il risultato lo hai già davanti agli occhi e nonostante siano cambiati tanti sindaci e tanti partiti in tutti i comuni , le cose non funzionano.
Vuoi cambiare o ti va bene così ?