elbano
da
elbano
pubblicato il 6 Settembre 2018
alle
19:57
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elbano
pubblicato il 6 Settembre 2018
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19:57
BENTORNATO GIO'
Attendi…
La segnalazione era giunta alla sala operativa della Capitaneria di porto da alcuni diportisti in transito: un uomo stava pescando in apnea proprio all’imboccatura del porto di Viareggio, nel tratto di mare compreso tra lo stabilimento balneare Flora ed il fanale rosso di ingresso, mettendo in pericolo l’incolumità propria e dei naviganti.
La Guardia Costiera è intervenuta con una motovedetta e con personale via terra, notando un soggetto risalire rapidamente gli scogli ed, ancora bagnato, allontanarsi a passo svelto in direzione di una bicicletta parcheggiata lungo il molo.
Sulla bicicletta si trovavano un grosso zaino ed altre attrezzature. Insospettiti, i militari hanno chiesto all’uomo se la bicicletta fosse sua, ricevendo tuttavia risposta negativa, tanto che l’uomo si è allontanato a piedi.
All’interno dello zaino i militari hanno rinvenuto, oltre ad alcuni oggetti personali tra cui un telefono cellulare, varie attrezzature da pesca ed una modica quantità di pescato.
Dalle verifiche effettuate nelle ore successive tramite il gestore telefonico – nel frattempo la scheda telefonica era stata disattivata dal proprietario – i militari del Servizio Operativo della Guardia Costiera di Viareggio sono riusciti a risalire all’identità dell’uomo, G.F. 46 anni di Viareggio, già noto alle forze dell’ordine, poi riconosciuto dai militari come la persona allontanatasi a piedi dal molo.
Nei confronti del soggetto è stato quindi elevato un verbale amministrativo da 1.000 euro per pesca sportiva in zona vietata, con il sequestro degli attrezzi da pesca (tra cui una maschera, una fiocina, 1 paio di pinne ed 1 retino, peraltro in pessime condizioni di conservazione). Sono stati invece restituiti gli effetti personali e la bicicletta.
Si coglie l’occasione per ricordare il divieto di pesca e balneazione entro 100 metri dalle imboccature dei porti, dal momento che tali attività possono essere estremamente pericolose per la sicurezza della navigazione, anche in considerazione dell’intenso traffico diportistico di questi ultimi giorni d’estate.
Temporali in arrivo anche forti in Toscana da stasera, giovedì 6 settembre a domattina, venerdì 7.
Per questo la Sala operativa unica della Regione ha emesso un codice arancione sulla costa centro meridionale e arcipelago e un codice giallo per le zone interne della Toscana centro meridionale per temporali e rischio idrogeologico e idraulico dalle 21 di stasera alle 9 di domattina.
I temporali potranno risultare localmente persistenti con abbondanti e forti precipitazioni anche in breve tempo, colpi di vento e grandinate.
Sì ho visto e riponderato sulla trasmissione di Rai 3 del 3 sett scorso riguardante l’acqua in Italia
Una bella trasmissione con molte indicazioni valide e sulle quali ci sarebbe da parlare, generalmente in bene, per ore ed ore.
Qui mi concentro su pochi punti essenziali.
La prima cosa da considerare è L’Elba nella sue caratteristiche del tutto particolari che rendono complesso ognuno dei servizi essenziali come quello dell’Acqua. Basterà un solo confronto per restare semplicemente impressionati. Nell’articolo veniva portato come modello di perfezione Milano. Ebbene Milano è una città piatta, tutta con suolo orizzontale. Milano non ha nessuna vasca di carico o serbatoio pensile, nemmeno uno. In quelle condizioni è stato facilissimo adottare l’alimentazione della rete a pressione regolata. Lì ci sono molte centrali collegate in rete ed ognuna munita di pompe a velocità variabile. Un sistema automatico ne regola la velocità in funzione delle reali richieste della rete. All’Elba, piccolissima entità in confronto alla grande Milano, ci sono oltre 50 vasche di carico ( cinquanta serbatoi di carico delle varie e piccole reti ) ed ognuna fissa inesorabilmente le pressioni di carico sulla rete molto spesso superiori ai 100 m. . Ora basterebbe che l’Elba fosse tutta piatta come Milano e, senza fare nessuna opera ma semplicemente regolando la pressione, le perdite passerebbero immediatamente dal 50 al 25% il che non sarebbe poco. In realtà lo stato reale dell’Elba rende quasi impossibile fare una buona regolazione della pressione e quindi impossibile eliminare le perdite che ci saranno sempre, anche con condotte nuove perchè saranno tutti gli allacciamenti privati a perdere acqua a bizzeffe.
Il secondo punto che vorrei toccare è quello della programmazione generale degli acquedotti di grandi e grandissimi territori. Sicuramente in quegli enormi acquedotti , di cui si sono viste anche immagini , le opere non le fanno a caso ma , non occorre citarlo perché logico , sono sempre congruenti a quel progetto generale che esamina il territorio nel suo insieme e quindi le varie strutture lavorano tutte in simbiosi anche perché la legge impone che non si possano finanziare e costruire opere a sé stanti. Cosa succede invece all’Elba? Non sussiste un piano generale, una strategia dettagliata e seria che decida una volta per tutte quale sarà il destino tra pochi anni della Val di Cornia, se l’Elba dovrà essere ancora alimentata da una nuova condotta sottomarina forse non più proveniente dalla pericolante Val di Cornia ma chissà da quale parte. All’Elba, invece, in pieno contrasto con le prescrizioni di legge, si approvano finanziamenti per opere che non sono congruenti con nessun programma generale serio, Io seguo da più di venti anni il problema idrico e ne ho sentito di tutti i colori. E’ stato approvato, finanziato ed iniziato a costruire un sistema idro potabile basato su 21 laghetti sparpagliati per l’Elba senza nessuna sua congruenza con qualcosa di serio, Tale sistema sembra essere fallito dopo la costruzione del laghetto Condotto. Ora è stato approvato ed in parte finanziata la costruzione di un primo lotto di dissalatori senza precisare se questo sistema, fortemente innovativo per l’Isola , entrerà in futuro a far parte dell’ampia rete regionale con gli opportuni potenziamenti o invece se, come accaduto con i laghetti, esso dopo la prima prova resterà inutilizzato perché non apporterà nessun, ripeto, nessun beneficio all'alimentazione dell’Elba per il semplice motivo che i 40 l/sec di acqua prodotta dal dissalatore senza la disponibilità di grandi serbatoi che la accumulino, essa non servirà a nulla. Si pensi che nessun politico, tecnico, amministratore ,elbano di coscienza o comunque testa pensante, ha mai affermato ufficialmente o con vera convinzione che la prima cosa da fare all'Elba è, qualunque sarà la futura soluzione definotiva, la costruzione di un grande serbatoio. E non occorrerebbe aggiungere altro. Io affermo che, ferme restando le grandi mondiali decisioni sulla privatizzazione degli acquedotti, sulla gestione razionale di quelli esistenti, sui rifacimenti delle condotte colabrodo, fermo restando la validità di tutto questo e delle molte altre cose e ben spiegate nella trasmissione RAI , quello da fare subito da parte delle autorità competenti è una cosa molto semplice ed obbligatoria: non approvare nessun finanziamento di opere che non sono congruenti con un progetto generale, una strategia buona. Se così si fosse veramente fatto in quest’ultimo decennio e se non si fossero approvate, come la legge impone, si sarebbe da tempo dato il via alla indispensabile, seria e completa strategia idrica che comprende fognature ed acqua potabile di tutta la Toscana, dopodiché si sarebbe cominciato a fare sul serio.
Anche il problema dibattuto nella trasmissione sulla ineluttabilità di depurare le acque di fogna: ma come lo si può fare all’Elba dove ci sono una miriade di scarichi fognari in mare?. Prima di fare ancora opere sbagliate di fognatura occorre un progetto, una strategia ottimale che imponga la unificazione (anche solo futura) di tutte le fogne con arrivo delle acque reflue ad uno solo lo forse a due a forse a tre soli impianti di depurazione. Conosco già l’obbiezione: ma non ci sono i soldi per fare queste grandi unificazioni, invece ci sono i capitali sufficenti per fare subito quelle opere che risolvono i problemi reali senza perdersi nelle teorie generali che restano solo teorie. La controprova è facile: non si tratta di fare opere si tratta di fare subito progetti generali , strategie, progetti seri e documentati che costano molto meno delle opere ma mettono le basi, assolutamente necessarie , per non commettere altri sbagli bensì, anno per anno piano piano arrivare ad opere coordinate e senza costruire altri laghi Condotto, altri desalatori di Mola o raddoppio di condotte sottomarine che non si sa da dove farle partire : il tutto che non serve a nulla semplicemente perchè errato nei concetti di base, concetti di base che non sussistono affatto per l'Elba
Nella speranza di avervi fornito una info utile vi ringraziamo in anticipo.
Un saluto,
Questo comunque non deve rallegrarci troppo, è fin troppo evidente che l'infrastruttura porto di Piombino vada migliorata e che la strada di accesso diretta al porto è diventata ormai obbligatoria e non più procrastinabile!!
Sindaci ci svegliamo?
[URL]http://www.filcams.cgil.it/unicoop-tirreno-il-nuovo-piano-industriale-prevede-duro-intervento-nei-confronti-dei-lavoratori/?pagefrom=13133?pagefrom=573&active=1[/URL]
Silenzio dell’Autorità portuale, mentre sono ancora al palo i progetti di General Electric e Piombino industrie marittime
di Cristiano Lozito
Il porto doveva essere lo strumento che, con investimenti pubblici intorno ai 300 milioni, avrebbe dovuto accompagnare la fase di reindustrializzazione conseguente alla chiusura dell’altoforno e al ridimensionamento degli occupati nella siderurgia.
Quattro anni dopo invece, con le banchine quasi completate e i fondali a meno 20 l’unico impulso evidente è arrivato dal traffico delle crociere: per il resto il progetto di General Electric (circa 200 posti di lavoro) per un polo dedicato all’assemblaggio di megaturbine elettriche, nonostante le recenti rassicurazioni del presidente Enrico Rossi, sembra essersi raffreddato in favore di un potenziamento di Carrara.
Sul progetto del consorzio Pim (Piombino industrie marittime i soci (Fratelli Neri e San Giorgio del Porto, vicina a essere acquisita da Fincantieri) pare abbiano idee diverse tra loro, ma un’unica certezza in comune, che le demolizioni delle navi militari qui non si faranno perché giudicate antieconomiche.
In questo quadro rappresenta una ferita l’addio di Moby a Piombino per quanto riguarda i collegamenti con la Sardegna, una linea commerciale (quella turistica estiva dovrebbe essere confermata) con due navi al giorno che da decenni collegavano Piombino a Olbia. Da lunedì quella linea è stata trasferita a Livorno, «per andare incontro alle mutate richieste di mercato», ha spiegato Achille Onorato, figlio del patron Vincenzo e amministratore delegato del gruppo, al sito web specializzato Ship2Shore. Sarebbe stato in particolare il Corriere Bartolini, forse il cliente più importante, a spingere per lo scalo livornese in una fase comunque poco brillante per la linea Piombino-Olbia.
Certo è che l’operazione è avvenuta nel silenzio rotto solo dal sindacato Ugl, che di recente ha denunciato le pesanti ripercussioni sullo scalo piombinese. Non risultano incontri o tentativi di mediazione da parte di Stefano Corsini, presidente dell’Autorità portuale.
[COLOR=darkred][SIZE=5]GIO' DI STEFANO E' TORNATO A CASA [/SIZE] [/COLOR]
Il noto fotografo elbano era stato vittima di un terribile incidente stradale lo scorso 6 giugno. Da allora ha bruciato le tappe della riabilitazione
MARINA DI CAMPO — Aspettavamo da tempo di poter dare questa notizia, e temevamo di doverlo fare in tempi più lunghi, viste le notizie che arrivavano prima dall'ospedale di Livorno e poi dal centro di riabilitazione Auxilium Vitae di Volterra. E invece, tre mesi dopo quel terribile incidente stradale del 6 giugno scorso, Giorgio Di Stefano (per tutta l'Elba Gio') è tornato a casa.
Tre mesi fa esatti l'incidente stradale che lasciò tutta l'isola in ansia: un frontale con il suo scooter andato a sbattere contro una macchina sulla strada fra Marina di Campo e Procchio. Venticinque giorni di coma, e poi la riabilitazione che grazie alla sua incredibile tempra e alla sua volontà di ferro è durata molto meno del previsto.
"Non sarà a casa prima di dicembre", dicevano i medici. Invece, Gio' è tornato a casa già nei primi giorni di settembre, per la gioia della figlia Valentina e della compagna Lorella che gli sono state sempre accanto.
Ci uniamo quindi all'abbraccio della sua famiglia, insieme a tutti coloro (e sono stati davvero tanti) che in questi tre mesi ci hanno chiesto sue notizie.
[COLOR=darkblue][SIZE=4] Bentornato, Gio'! [/SIZE] [/COLOR]
Venerdì 7 settembre alle ore 21.15 al Teatro dei Vigilanti penultima serata con Mario Brunello per questa edizione del Festival. Il grande violoncellista ed instancabile ricercatore di nuovi brani e nuove forme interpretative, dialogherà con il pianoforte di Glauco Venier, pianista e compositore italiano che ha esordito nella musica classica e nel rock. Venier ha collaborato con alcuni dei più importanti esponenti del jazz internazionale ed ha suonato in tutto il mondo. Ha inciso, con la prestigiosa etichetta ECM, tre dischi di cui “Miniatures” è l’ultimo. E proprio durante la serata al Vigilanti è in programma “Miniature”, tratte dall’album omonimo. “Miniatures” intende dare il massimo spazio possibile a chi ascolta, così che possa viaggiare con la fantasia, un po’ come nella musica dice di fare Mario Brunello, che nel suo libro “Silenzio” racconta di “andare a suonare il violoncello nel deserto per avere un rapporto con lo spazio aperto all’immaginazione”. Nella prima parte il programma prevede “Charlie Chaplin” brani originali per violoncello e pianoforte accompagnati da immagini tratte dai film. Mario Brunello getta luce su un aspetto ingiustamente trascurato di Charlie Chaplin: la sua grande passione per la musica, in particolare per il violoncello e per il violino. Insieme a Glauco Venier al pianoforte, Brunello darà vita a una suggestiva e poetica commistione tra cinema e musica dove alla proiezione degli immagini dei film più significativi di Chaplin (Tempi Moderni, Luci della città, Il Monello, La febbre dell’oro) si accompagneranno le colonne sonore eseguite dal vivo. Come dichiara lo stesso Brunello “si tratta di un percorso arrangiato a pelle, un gruppo di tre canzoni, distinte da intermezzi musicali di Gershwin e Piazzolla e caratterizzate in fondo da un sottile senso di malinconia, che ancora una volta sottolinea lo sguardo candido e quasi primitivo con cui Chaplin osservava e interpretava il mondo, una capacità di osservazione del quotidiano straordinaria che arriva all’essenza interiore del vivo”.
Biglietteria e informazioni:
Portoferraio INFO POINT Calata Depositi (Gattaia)
DAL GIORNO SABATO 18 AGOSTO A SABATO 8 SETTEMBRE
10.00/12.30 e 17.00/19.00 dal lunedì al sabato 10.00/12.30 domenica
Così il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, nell’ambito della sua qualifica di autorità sanitaria locale, ha commentato la notizia dei sei casi di meningite da virus Toscana provocati probabilmente dalle punture dei pappataci. Casi fortunatamente non contagiosi, con le persone colpite già dimesse dal reparto malattie infettive dell’ospedale di Livorno, ed oltretutto nella norma delle statistiche del periodo sul territorio.
“Come reso noto dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest – prosegue il sindaco di Portoferraio – la casistica di questa malattia è nella norma stagionale. Questa patologia, benigna, è veicolata dai pappataci, insetti di piccole dimensioni le cui larve si sviluppano sotto cumuli di foglie, detriti vegetali o letame; oltretutto, questi insetti sono vettori anche della leishmaniosi canina, malattia purtroppo molto diffusa anche sull’isola. Fondamentale, quindi, la prevenzione per evitare una eccessiva diffusione”.
Il comune di Portoferraio, durante l’estate, nei mesi di luglio ed agosto e non più tardi di ieri, mercoledì 5 settembre, ha effettuato trattamenti di disinfestazione per limitare la presenza e la proliferazione degli insetti all’interno dell’ambito urbano.
“Oltre a questo – aggiunge Mario Ferrari – ci sono alcuni comportamenti da adottare da parte dei privati: mantenere i prati puliti e con taglio molto corto, evitare che residui organici rimangano sui prati per più di due settimane eliminando le foglie, aver cura che i sacchi di rifiuti organici siano ben chiusi, mantenere pulite caditoie o griglie interne a cortili e giardini così come quelle poste agli accessi carrabili delle proprietà, in quanto di competenza dei proprietari”.
“Ovviamente – conclude il sindaco di Portoferraio – chi lo riterrà utile ed opportuno può anche effettuare trattamenti di disinfestazione rivolgendosi a specialisti del settore per avere garanzia circa l’utilizzo di prodotti che non abbiano altra incidenza se non quella della eliminazione degli insetti”.