[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/moby1.JPG[/IMGSX] Negli ultimi mesi, dopo la richiesta di fallimento di Onorato da parte dei fondi comuni. Il gruppo si è fatto scudo del personale, tutto italiano (non tutto) che perde il proprio posto di lavoro. 5.000 persone sulla strada. Giusto per chiarire, il posto di lavoro non lo produce Onorato. Come tutti gli imprenditori che esercitano nei servizi, il lavoro viene prodotto dai fruitori del servizio. Se sull’Elba va via Onorato non è che la gente smette di usare i traghetti. Quindi il lavoro lo danno i passeggeri che usano i traghetti. Detto questo, dopo la scelta impulsiva e scellerata di azzerare la dirigenza tecnica del gruppo, il personale e i passeggeri delle navi sono sempre più a rischio. Ieri mattina l’ultimo episodio: La prima nave da Piombino subito dopo l’uscita dal porto, ha dovuto chiamare i rimorchiatori per tornare in porto evitando di finire sopra li scogli della diga. Dopo il Giraglia, la Moby Dada, la Principessa Anastasia ora e la Moby Ale ad andare alla deriva con passeggeri e personale a bordo. In Svezia (paese più serio) alla vita delle persone in mare ci tengono, e hanno fermato la Principessa Anastasia a Gdansk in Polonia. Da oltre un mese, la stanno svoltolando per capire: Perché sia finita arenata (fortunatamente su una spiaggia e non su gli scogli) con mille passeggeri a bordo? In Svezia non scherzano, hanno fatto saltare tutte le crociere di novembre e dicembre. Solo quando la nave darà garanzia di efficienza tecnica, e non metterà a rischio la vita dei passeggeri e del personale tornerà a navigare. In Italia si finanzia la politica a desta e manca (a destra Meloni e Fratelli d’Italia al centro sinistra Renzi) e tutto si sorvola. La stampa ne parla piano sottovoce, le autorità competenti (Capitanerie e R.I.N.A) nicchiano. Solo dopo la tragedia della Concordia le autorità, hanno scoperto quello che hanno sempre saputo: “le navi da crociera fanno l’inchino” e li iniziò la tarantella di Vespa e company con speciali TV che raccontano quello che si sapeva. Sempre dopo i morti mai prima. Dopo diversi mesi e diversi traghetti alla deriva, aspettano la disgrazia per intervenire? Il fatto di ieri della Moby Ale non è grave perché i giornali sono arrivati alle 10. E’ molto grave perché a bordo c’erano più di 100 persone. Ancora una volta tutto e finito per il meglio e c’è stato solo un ritardo. Ma quanto si può tirare la corda? Perché negli ultimi mesi le navi del gruppo Onorato sono sempre più spesso alla deriva? I sindaci e i politici locali (oltre a difendere la propria tessera V.I.P) cosa fanno? Che non si caschi dal pero ancora una volta. Se il problema è: Non si fanno le manutenzioni, per risparmiare (vista la precaria situazione economica del gruppo) le autorità e la politica devono intervenire e subito, per la sicurezza degli elbani e della loro economia. Fra tre mesi i traghetti avranno migliaia di passeggeri, non devono navigare a rischio della propria incolumità. e vostro dovere accertare e far accertare la idoneità delle navi sotto tutti gli aspetti, prima di assistere all’ennesima disgrazia.
Florio Pacini
