Il Sig. Nannoni ha finalmente fatto chiarezza. Ciò che ad oggi era palesemente mancata. E mi trova in parte d'accordo sulla possibilità remota ma non impossibile che la Regione anche davanti ad un risultato del referendum contrario, non ugualmente decida di istituire il Comune Unico, COME LE CINQUEMILA FIRME comunque GLI CONSENTIREBBERO.
Quindi il Sig.Nannoni ha chiarito il percorso. Ma il dubbio che attanaglia molti Elbani è un altro a cui ancora non si è risposto ampiamente e concretamente: a parte un minimo e discutibile risparmio economico cosa scatterà di diverso da oggi per proiettare l'Elba ad un futuro migliore??? Un solo corpo dei vigili urbani? Qualche assessore in meno? Un servizio idrico più funzionale e l'acqua finalmente potabile? Un ospedale rispondente alle necessità di un'utenza estiva di quasi trecentomila persone? Una viabilità migliore? Una portualità migliore? Prezzi veramente equi nel trasporto marittimo? Toglieranno le barriere a Piombino? Le scuole elbane saranno consone e funzionali? Come i cittadini troveranno interlocutori alle loro esigenze e le imprese alle loro istanze???? Il PNAT diverrà quel "volano" tanto pubblicizzato alla sua creazione ed avrà un rapporto di rispetto e collaborazione con il tessuto sociale ed economico elbano?
E' questo caro Nannoni che gli Elbani vogliono capire ed il timore di perdere l'identità, il contatto, l'interlocutore, è molto preoccupante.
Mi pare solo una voglia effimera di cambiare tanto per cambiare. Gli strumenti di governo per gestire la comprensorialità li abbiamo già provati prima nella Comunità Montana e dopo nell'Unione dei Comuni. Entrambi fallimentari. Quindi si intende con il progetto del Comune Unico anche rottamare tutti i nostri politici ed amministratori, presumo, o mi spieghino perchè gli stessi di oggi dovrebbero domani divenire perfetti........
Mi scusi Nannoni per i termini modesti e le ripetizioni da persona comune, ma la sostanza è quella insita nel dubbio degli Elbani che lo voglio ripetere ad oltranza non è preconcetto semmai proveniente dalla sperimentata realtà quotidiana che vede l'Elba oggetto spesso di decisioni calate dall'alto, di vessazioni inutili quali le barriere, marginali ma simboliche.
Vogli fare ancora un esempio e sempre su Piombino..., prima Salivoli porticciolo artificiale, poi non contenti Il Puntone di Scarlino, poi non contenti Rosignano...., poi non contenti San Vincenzo, poi non contenti adesso faranno "Batteria" ancora quasi ulteriori 1000 posti barca... Lei vede in questo un coinvolgimento dell'Elba, anche solo etico cioè di rispetto, se non solo di sfruttamento????? E' questa la Regione a cui accordare fiducia?????
Perchè questa orda di migliaia di imbarcazioni modificheranno la nostra economia come uso e consumo senza lasciare un euro!!!!!!
Quindi un problema esite, rimane, e neppure il Comune Unico potrà dissolverlo......, manca un progetto per l'Elba, partorito dagli elbani posto in atto dagli elbani, con uno o con otto comuni non cambia. Resta che otto comuni li abbiamo e possiamo lavorarci da domani, il Comune Unico richiede dieci anni di percorso, MINIMO!!!!!
E' solo un falso problema per non affrontare ed ancora rimandare quello vero.
Indy Geno
113691 messaggi.
[COLOR=darkblue][SIZE=4]UNO SCENARIO DA FANTAPOLITICA [/SIZE]
(Delirium Hypotheticum) [/COLOR]
Cosa ne sarà dell'Elba del Comune Unico (prima che venga istituito)???
La raccolta firme puo' andare all'infinito... l'unico termine e' che una volta raccolte verranno presentate al Consiglio Regionale. Lì i tempi sono chiari: 9 mesi dopo il Consiglio mette la Legge all'ordine del giorno e la vota (leggi: l'approva). Fine delle trasmissioni? Macche'! Ci pupperemo un'amministrazione di un "commissario" (Barbetti, Orsini, Peria, Fratini???) che andra' avanti per tutto il periodo dell'istituzione del comune unico, che potrebbe durare anche 10 anni, la legge non pone limiti. Tutto questo periodo servira' alla Regione e alla Provincia per smantellare e ammantellare tutto quello che vogliono a loro piacimento (avendo eliminata la rottura di coglioni dei sindaci). Nel frattempo il tutto fallira' sull a falsa riga dell'unione dei comuni (comunita' montana, perche' si dira' che il palazzo comunale nuovo (costo: milioni di euro ma non ci saranno i soldi) non si puo' completare, il corpo della polizia municipale e gli operai comunali saranno un problema perche' non si potranno licenziare e ci saranno problemi di distribuzione dell'organico, mancheranno i funzionari pubblici perche' nessuno vorra' venire a fare il funzionario nei piccoli municipii, quindi latitera' la gestione dei municipi, occorrono milioni di euro per la realizzazione dei servizi associati, smembrare tutti gli otto piccoli e farne un solo grosso centro servizi... ecc. ecc. Nel frattempo si faranno due belle discariche giganti, una a Literno e una a Buraccio (ci sono gia' gli spazi), importeremo la spazzatura da Napoli 😉 e le cooperative livornesi che avranno vinto l'appalto si arricchiranno col "trash importing", l'ospedale verra' definitivamente trasformato in un piccolo pronto soccorso, tanto non ci saranno piu' inutili conferenze dei sindaci a rompere i coglioni, mentre i traghetti aumenteranno le tariffe ancora, e come gia' annunciato da Ceccobao per i residenti il biglietto salira' al 50% della tariffa piena, ovvero molto piu' caro di ora, l'Isola nel frattempo sara' invivibile, con una gamba rotta si dovra' andare a Riotorto nel nuovissimo ospedale da 300 milioni di euri, pagando per tutta la famiglia del paziente centinaia di euro fra traghetto, ristorante e albergo (l'attuale ospedale di Salivoli che verra' smantellato e trasformato in hotel per i familiari degli elbani ricoverati a Riotorto) a cifre astronomiche, dato che Piombino sara' gia' diventata un'ambita localita' turistica chic 😉 L'isola si spopolera', alla faccia di Bosi rimarranno a vivere qui solo qualche migliaio di persone, gli altri saranno costretti a svendere e scappare. Chi comprera' tutto? Per quattro soldi le lobby dell'immobiliare toscano si aggiudicheranno la proprieta' dell'isol a e in una decina d'anni, grazie al monopolio amministrativo instaurato con il COMMISSARIO DI TRANSIZIONE AL COMUNE UNICO (non eletto dal popolo, ma nominato da livorno e Firenze), rilanceranno l'economia elbana, per i loro amici, perche' di elbani non ce ne saranno piu'. La comunita' di elbani nel mondo sara' piu' numerosa di quella sull'isola. Intanto una cosa sola ci potrebbe salvare... Che l'Italia fallisse e non se ne sentisse piu' parlare. E noi verremmo regalati alla Francia, con traghetti low cost per Bastia e un aeroporto superefficiente che ci collega quotidianamente a Parigi... E vanculo a loro! Toh!!!
[COLOR=darkblue]GIACOBBE [/COLOR]
Volevo astenermi da intervenire nuovamente sul progetto Comune Unico ma, in tutta onestà, mi trovo costretto a replicare a Marini. Perciò in perfetta buona fede e senza alcun spirito polemico cercherò, in modo imparziale, di illustrare quanto sta accadendo ai lettori elbani. Marini vede una losca manovra regionale in un'iniziativa apolitica presa a favore degli elbani da molti suoi cittadini, accusando il comitato di disinformazione. Bene, mi rifaccio a metodi ingegneristici per spiegare cosa è successo e cosa succederà lasciando che ogni lettore tragga le proprie conclusioni.
Per indire un referendum consultivo in un territorio la regione può essere sollecitata secondo varie modalità partecipative previste dalle sue leggi. Fra queste è ammessa anche la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare. Questo è il nostro caso, perciò esaminiamolo più in dettaglio. Il comitato ha predisposto una minimale proposta di legge per la fusione degli otto comuni in uno solo con il mantenimento delle municipalità locali. Lo abbiamo sempre detto, è scritto anche negli adesivi che abbiamo distribuito.
Abbiamo anche sempre detto, e concordiamo con Marini, che la raccolta delle firme serve a sostenere questa proposta di legge ed attivare perciò la strada referendaria.
A questo punto si presentano due sole ipotesi.
Senza il raggiungimento del numero minimo di firme (come auspica insistentemente Marini) la Regione non indirà il referendum per gli elbani, e decadrà così definitivamente per mano di pochi la rara possibilità messa a disposizione di tutti gli elbani e solo a loro di essere parte attiva di una scelta fondamentale del loro futuro.
Se raggiungeremo le firme sufficienti (con grande delusione di alcuni) la regione esaminerà il progetto di legge e, se corretto, indirà il referendum consultivo tramite il quale tutti gli elbani avranno la possibilità di esprimersi al riguardo. E certamente parteciperanno in massa, data la rilevanza del quesito loro posto: volete il comune dell'isola d'Elba (SI) o preferite restare con otto comuni (NO).
E' vero e confermiamo ancora (sempre d'accordo con Marini) che il referendum non ha quorum. Però è ipotesi puramente teorica poichè sicuramente ci sarà grandissima affluenza, senz'altro più del 50% dei circa 25.000 elettori dell'isola; si può dubitarne solo in malafede.
Se, poniamo, più della metà dei votanti per ogni singolo comune votassero per l'unità non vi sarebbe discussione e gli elbani avrebbero finalmente cambiato il loro futuro in modo positivo. Vale anche l'ipotesi contraria, nel qual caso tutto resterà immobile come adesso. Ogni altro caso di distribuzione dei risultati darebbe luogo ad un attento e bilanciato esame del consiglio regionale (si badi bene: della sua maggioranza e minoranza) che potrebbe decidere per il nulla di fatto, oppure potrebbe anche indicare dimensioni diverse ed inferiori rispetto al quesito, rispettando sempre e comunque il principio del no dichiarato alle annessioni forzate.
E' in questa seconda ipotesi che Marini assieme ad altri vede la grande truffa: ritiene che la regione, qualsiasi sia l'esito del referendum, agirà di testa sua a discapito della comunità elbana. No, su questo punto siamo in pieno disaccordo con lui e quella corrente di pensiero. Pur essendo personalmente molto critico con la regione e con la sua maggioranza politica, non vedo presenti rischi autoritaristici tali da sovvertire una consultazione popolare: nel consiglio regionale ci sono una maggioranza e una minoranza, sono tutti eletti anche da noi, vi sarà una serena discussione nell'attenzione del parere sia dei favorevoli che dei contrari (entrambi hanno diritto ad essere tutelati) e dal confronto scaturirà una decisione presa nel pieno rispetto delle regole della democrazia. Possiamo crederci o meno, però questo è ciò che accade ogni giorno nei consigli per ogni decisione grande o piccola, nazionale, regionale o provinciale che sia. E' la sintesi stessa della democrazia.
Il percorso adottato dal Comitato è molto trasparente e ne siamo orgogliosi. Voglio perciò ringraziare Marini che col suo recente intervento polemico ci ha dato opportunità di delucidarlo nuovamente a tutti gli elbani. Evidentemente finora non eravamo stati sufficientemente chiari e speriamo adesso di aver tolto ogni ombra di dubbio ai cittadini cui chiediamo una firma.
Personalmente ritengo che gli elbani abbiano molta voglia di cambiamento e sosterranno con grande maggioranza la volontà di promuovere questa variazione amministrativa che ha grandi potenzialità di influire positivamente sul futuro dell'Elba e dei suoi cittadini. I conservatori hanno una sola carta da giocare: chiedere di non firmare.
[COLOR=darkred]Alberto Nannoni [/COLOR]
A differenza di molti ho sempre pensato alla mia isola come ad un "pezzetto" d' Italia.
Ogni decisione presa da Roma cade inevitabilmente sulle nostre teste. Così mi dovrò abituare all'idea di andare in pensione a 67 anni ed i miei figli,nel caso troveranno un lavoro di loro piacimento,potranno essere licenziati facilmente nel nome del cosidetto decreto sviluppo. Nessuno qui ne accenna, sembra una cosa normale come se non riguardasse la vita di tutti noi.Dovremo sacrificarci per risollevare le sorti di del nostro Paese perchè l'Europa ci ha chiesto più rigore ed allora cominciamo dai più bischeri.
Altra similitudine è l'attaccamento alle poltrone nel nome dell'interesse generale. Anche in Parlamento dicono lo stesso. Ho già esternato il mio pensiero ed i miei dubbi sul Comune unico, pensieri da comune cittadino che niente hanno a vedere con la politica. Non penso che nei piccoli comuni ci sia "mafietta" come scritto da un camminatore, ma un sistema che si regge su amicizie e clientele finalizzato al mantenimento del potere. Avviene qui in piccolo quello che altrove ha ben altre dimensioni. Chi mi dice che con il Comune unico non avverrà altrettanto ? In un piccolo centro anche la persona più umile ha la sua importanza, dopo se non sei "qualcuno" chi ti considererà?
Comunque le vicende che hanno riguardato l'Isola quest'ultimo anno ( trasporti, sanità,rifiuti...) ci insegnano che così le cose non possono continuare.
Forse ci vorrebbe una sempilificazione ed una bella rottamazione come invocato da qualcuno a Firenze,amministratori con la vocazione del "bene comune" disposti a mollare la seggiola in mancanza di risultati...................ma qui siamo in Italia e questa è utopia.
Non voglio fare il moralista e le mie sono semplici considerazioni. Infondo sono Italiano anch'io.............
Bacco
[SIZE=4][COLOR=darkred]DOMANI DOMENICA 30 OTTOBRE [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]Partenza da Portoferraio ore 9,00
Partenza da Marciana Marina ore 9,30
Arrivo a Capraia ore 11,00
Sosta di 5 ore a Capraia
Partenza da Capraia ore 16,00
Arrivo a Marciana Marina ore 17,30
Arrivo a Portoferraio ore 18,00
Tariffe:
Adulti 30,00 €
Bambini fino a 12 anni 15,00 €
Prenotazioni telefoniche:
0565.976022 (dalle 8,30 alle 13,00)
328.7095470
e presso le Agenzie di Viaggi convenzionate. [/COLOR]
[SIZE=4][COLOR=darkblue]Tanto tuonò che piovve [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]Operazione rimozione scooter e pulizia [/COLOR]
Non sempre nel campo di Agramante di camminando si devono annotare mancanze e dimenticanze della nostra amministrazione comunale , stavolta è con sommo piacere che restituiamo a Cesare quello che è di Cesare ovvero l’onore al merito.
Dopo che avevamo reiteratamente criticato l’assessorato al decoro urbano tacciandolo d’inerzia e di scarsa attenzione al territorio , nella giornata d’ieri abbiamo potuto constatare che un mezzo pesante con due operai al seguito ha provveduto alla rimozione di una buona parte delle carcasse degli scooter e biciclette che stazionavano ormai da tempo immemore nella zona portuale, zona cimiteriale ed altre vie della città.
Siamo soddisfatti, finalmente si restituisce un’immagine decorosa ( pur sempre migliorabile ) alla città di Portoferraio, ci auguriamo che sia solo un inizio foriero di una nuova volontà e maggior attenzione per il paese che non potrà che migliorare i rapporti tra amministrazione e cittadini…
Per il momento grazie. 😎
La benzina in Italia è carissima e tutte le accise accese stanno ad indicare quanto sia grande il fallimento che nel corso degli anni il ceto politico dirigente italiano ha accumulato.
[SIZE=4][COLOR=darkred]Maltempo:Toscana, accisa 5 cent su benzina per trovare fondi
Varata proposta di legge regionale. Disco verde dal Pdl [/COLOR] [/SIZE]
Un aumento dell'accisa sulle benzine di 5 centesimi al litro, per un anno a partire dal gennaio 2012. E' il provvedimento annunciato dal presidente della Regione Enrico Rossi per recuperare risorse, anche in base al decreto Milleproroghe, da destinare alle aree colpite dal maltempo in Lunigiana: ''E' un provvedimento temporaneo e finalizzato''. Disco verde dal Pdl: ''Non e' il momento delle polemiche''. Convocato per il 4 novembre il Consiglio della Toscana che esaminera' la proposta di legge.
[COLOR=darkred]Un provvedimento provvisorio [/COLOR] - ha detto Rossi.....proprio come furono provvisorie questi:
1,90 lire per la guerra di Abissinia, 1935
14 lire per la crisi di Suez, 1956
10 lire per il disastro del Vajont, 1963
10 lire per l’alluvione di Firenze, 1966
10 lire per il terremoto del Belice, 1968
99 lire per il terremoto del Friuli, 1976
75 lire per il terremoto dell’Irpinia, 1980
205 lire per la missione in Libano, 1983
22 lire per la missione in Bosnia, 1996
39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, 2004
Il totale è di 486 lire, cioè 0,25 euro che gravano sul prezzo di ogni litro di carburante. I valori riportati sono ovviamente comprensivi di IVA, una tassa sulla tassa...
[COLOR=darkblue]Ma una tassa del 5% sugli stipendi d'oro dei nostri politici no? [/COLOR] 🙁
[SIZE=5][COLOR=darkred]Torna l'ora solare[/COLOR] [/SIZE]
[SIZE=3][COLOR=darkblue]
Nella notte tra sabato e domenica lancette indietro di un'ora [/COLOR] [/SIZE]
Addio ora legale, torna nel weekend l'ora solare, che resterà in vigore fino al prossimo 25 marzo.
Esattamente alle ore 03.00 della notte fra sabato 29 e domenica 30 ottobre bisognerà spostare le lancette degli orologi un'ora indietro.
[SIZE=3][COLOR=darkred]Il comitato Elba Traghetti, visto l'entusiasmo suscitato anche in Toscana, nel Valdarno e a Chiusi, accoglie con rinnovato ed ulteriore entusiamo le dichiarazioni dell'assessore regionale Luca Ceccobao, da tenews: [/COLOR] [/SIZE]
" precisa Ceccobao – abbiamo fatto una cosa positiva per l’Elba, perché in questo modo abbiamo un vero contratto che tutela gli utenti:
i residenti avranno uno sconto del 50% delle tariffe mentre i turisti beneficeranno del mantenimento delle tariffe attuali, con un ulteriore sconto di 5,20 euro per il trasporto dell’auto in alta stagione "
E con pieno spirito collaborativo predisporremo un osservatorio ombra, per vedere se ci saranno navi guaste in estate non sostituite, riduzione delle corse e aumenti dei prezzi ma non di quelli del carburante, per vedere se ci saranno i posti per i residenti sempre e comunque, anche in estate, su tutte le navi al prezzo ridotto da residente, che abbiamo sempre avuto, a un prezzo anche più basso del 50 % delle tariffe, ma quali tariffe, quelle scritte o quelle al preventivatore?
Vigileremo sull'aumento dei collegamenti con le isole ( Giannutri ) e sulle eventuali riduzioni dei collegamenti ( Elba ? ), e ci pare sia cosa buona e giusta chiamare l'osservatorio:
[SIZE=3][COLOR=darkred] Chiu' navi nuove a prezzi piu' bassi pe' tutti e con più collegamenti, minchia !
E chiu' lavoro e soldi pe' tutti, e buona giornata! [/COLOR] [/SIZE]
Per il comitato Elba Caro-Traghetti-No al Monopolio-No alle barriere, [COLOR=darkblue]Gimmi Ori [/COLOR]
BRISCOLATA BRISCOLATA BRISCOLATA
DA LUNEDI' 31 OTTOBRE FINO AD APRILE RICOMINCIANO LE BRISCOLATE AL CIRCOLINO DI LACONA
LUCA E CLAUDIO VI ASPETTANO
La copertura Mediaset in ogni Comune si vede da qui:
[URL]http://www.tv.mediaset.it/digitaleterrestre/copertura.shtml?reg=toscana[/URL]
E' confermato che Mediaset a Portoferraio resta sul Forte Falcone (come pure sul Monte Perone e Capoliveri).
Per la RAI invece da Portoferraio occorrerà orientare le antenne sul Volterraio (Monte Capannelle) che loro chiamano Rio Marina: Canale 27, polarizzazione verticale. Magari qualche riese potrebbe dirglielo meglio di me a RAIWAY, dove sono i confini (cioè il coccolo 😀 ) e che il monte ha un nome.
per vedere meglio la situazione del digitale terrestre in toscana,
consiglio di visitare il sito di uncem toscana sopratutto vedere il video della conferenza stampa sul switch off .
[URL]http://www.uncemtoscana.it/home[/URL]
Nell'essere cosi' palesemente fazioso e nel farti sia domande che risposte ....... Hai sbagliato completamente il tiro.
Continua cosi' io ti voto!!!
Per il digitale terrestre a portoferraio a partire dal 15 (quindi puo' darsi che ci vorra' tempo come affermano uncem toscana su digitalsat.it), ci saranno i mux mediaset (mux1,2,4,5,6) ,la 7 (timb1,2,3) e speriamo le tv locali ancora da definire mi sembra di capire .
a proposito se teletirrenoelba poi ci fa sapere su che frequenza e mux appartiene, cosi potremo vederla gia' da subito ,e poi ci dovrebbero essere anche altri mux nazionali (speriamo non snobbino l'elba) come quelli del gruppo espresso (cielo,deejay tv,repubblica tv ecc.)e tivuitalia (sportitalia).
la rai sara sul ripetitore di rio marina (solo mux 1 )quindi rai 1,2,3,rai news e radio 1,2,3.
e iniziano il 7 novembre ad accenderlo come riporta oggi il sito di raiway :
[URL]http://www.raiway.it/index.php?lang=IT&cat=317&provincia=LI®ione=Toscana&provnome=Livorno&locid=49014&type=tv[/URL]
Acqua toscana. Il neoliberismo che piace a sinistra: il caso “cubano” di Publiacqua
Innanzitutto, la presenza di un pubblico disastroso non sta a significare che il suo “commissariamento” da parte del privato sia la soluzione migliore. A parte il fatto che esistono anche esperienze interamente pubbliche estremamente virtuose (mi piace ricordare qui quella di Cuneo), dobbiamo aver ben chiaro che il modello misto pubblico-privato declinato in funzione del profitto, garantito dalla legge Galli e poi da quella Ronchi, costituisce il miglior brodo di coltura dell’affarismo partitocratico ed autoritario.
Esso pone le premesse istituzionali per la divisione leonina di costi e benefici (costi pubblici, benefici privati) laddove i secondi non sono solo benefici economici tout court per gli investitori privati (Acea, ecc) ma anche benefici per il personale politico o parapolitico coinvolto nella gestione mista. Si tratta di vantaggi altrettanto privati anche se meno visibili, che si concretizzano in termini di favori privati all’elite politica, se non direttamente in quattrini per le campagne elettorali. Non mi stupisce affatto che questo modello di gestione del “pubblico interesse”, tipico di gran parte del terzo mondo, possa purtroppo aver coinvolto anche l’acqua cubana. Il problema è la confusione fra l’interesse pubblico e quello delle élites politiche.
Ciò naturalmente vale anche per altre questioni, come per esempio la gestione dei rifiuti, e ancor più vistosamente le grandi opere pubbliche come la Tav o il Ponte sullo Stretto. Questo mi pare spieghi sia alcune delle posizioni del Pd, che continua a difendere il misto “for profit garantito” utilizzando la più screditata delle idee, quella per cui i soldi per gli investimenti li metterà il privato, sia la posizione che sta emergendo nell’Idv.
Premesso che nel Pd esistono posizioni apertamente referendarie quali quella di Roberto Placido, premiato con oltre 11.000 preferenze nel disastro del centrosinistra piemontese, mi pare chiaro che la posizione dei cosiddetti ecodem può soltanto considerarsi ipocrita. Ma come si fa a pensare che nel Parlamento più impotente della nostra storia repubblicana, dove una maggioranza trasversale larga come poche altre difende per le ragioni suddette il “misto for profit garantito” (dall’acqua all’ energia, alle grandi opere) possa avere qualsiasi speranza di passare una riforma che non garantisca al 100% i saccheggiatori del bene comune?
DIVERSO PARERE
Il modello toscano tra pubblico e privato
di Erasmo D’Angelis, Presidente di Publiacqua Spa
La “remunerazione del capitale investito” è presente in tutte le tariffe di servizi pubblici e copre sia il pagamento degli oneri finanziari sia la remunerazione del capitale che i soci della società hanno versato. Si può discutere all’infinito sul valore del 7% di remunerazione del capitale, ma questo è definito da una legge dello stato (DM 1/8/1996) e vale per tutti i gestori e genera spesso utili nelle imprese remunerando innanzitutto i soci di maggioranza (i comuni). E’ un valore di redditività che rende bancabili i piani di investimento e tutela il valore delle risorse versate dai Comuni.
Ma il vero scoop che vi offro arriva da Cuba che ha adottato il sistema misto toscano: il 60% dell’acqua dell’isola è di Fidel, ma il 40% è stata ceduta ai soci privati (banche e finanza) dell’Aguas de Barcelona. Insomma, il modello toscano è diventato anche cubano.
Fonte Il Manifesto
[URL]http://altracitta.org/blog/2010/04/07/acqua-toscana-il-neoliberismo-che-piace-a-sinistra/[/URL]
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Vi prego di trasmettere questo messaggio ai vostri amici anche se non siete interessati...forse loro lo sono!
telefonare al 347 4468639 Raffaella
