ELBANI..FUORI LE PALLE
da
ELBANI..FUORI LE PALLE
pubblicato il 4 Dicembre 2011
alle
8:43
Attendi...
Queste le competenze sicuramente in carico al Parco.
Ma la parte più bella riguarda invece le "accortezze del caso per evitare di colpire altri animali, come dice Defensor. E qui il Pnat non dovrebbe in effetti centrare niente: la Forestale ha in mano il coordinamento, poi ci sono l'ISPRA e tale Nemo srl, società privata specializzata in questo tipo di operazioni. Cominciamo dalle Capre: in un isola dove se sposti una foglia con un peto ti arrestano, si procederà (o si è proceduto.. boh..) a realizzare un bel recinto. Poi si andrà (con che mezzo? Proiettili narcotizzanti? Trappole? Sale sulla coda?..e chi lo sa...) a caccia dei pregiati ovini. Una parte si schioccano in gabbia, tanto per non intaccarne la selvaticità, mentre un selezionato gruppetto di 10 esemplari verrà trasferito in pensione allo zoo di Roma (che in omaggio alla logica dell'"opertore ecologico"o del "non udente" si chiama pomposamente "bioparco", ma che zoo è e resta).
Così, per sicurezza: evidentemente non si fidano troppo.
Poi ci sarebbero i rapaci e i rettili: Topi e ratti, una volta intossicati anche con una sola ingestione, vengono presi da senso di soffocamento e tendono ad andare a morire all’aperto.
Questo dicono tutte le schede informative sul nostro inoffensivo veleno. Un bel ratto grassoccio... agonizzante.. in campo aperto... quale poiana stanziale o falco di passo rinuncerebbe sdegnato a sì facile preda?
Ma la domanda che vorrei porvi è questa: ammesso che tutti i roditori vengano sterminati... ammesso anche che rapaci e rettili non vengano colpiti... MA POI, VIPERE, BIACCHI E RAPACI IN GENERE... CHE ACCIDENTI MANGERANNO?? ... Ottimi pulcini di Berta minore, suggerirei.... 🙂
Nel frattempo, sempre nell'isola dove se calpesti un ramo secco ti mandano ai lavori forzati, una task-force di novelli Tremal-naik armati di machete, motoseghe e naturalmente attrezzati con le immancabili autobotti di veleno chimico provvederà a spezzare le reni all'ailanto, onde favorire la sicura ricolonizzazione degli autoctoni Lecci, scomparsi da secoli e ridotti (nonostante un'altra buona dose di quattrini all'uopo sperperati anni fa..) a quattro arbusti risecchi e spelacchiati rimasti in cima a un crinale...
Ma tant'è: come dice Defensor, "Mi sembra ovvio che si prendano tutte le accortezze del caso"...
Si: e l'"accortezza" principale è fare tutto in un luogo irraggiungibile. Occhio non vede, cuore non duole. 😎
---------
Link:
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/791_532_2011.pdf[/URL]
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/781_508_2011.pdf[/URL]
[URL]http://89.31.74.118/web/cmspal/pnat/attachments/735_486_2011_Provvedimento%20per%20individuzione%20ditta%20per%20esche.pdf[/URL]
[URL]http://www.montecristo2010.it/dettaglio.asp?C=0810504AEE7476034005[/URL]
[URL]http://www.viktory.it/grano-topicida.aspx[/URL]
[/URL]come avevo scritto riguardo ai vasi pagati da noi contribuenti che da come pare l'ultima bomba d'acqua li ha portati in localita' Barbarossa proprio davanti un campeggio, sara' un caso , ma la cosa pare strana , allora sara' il caso di rimetterli al posto dove erano una volta?????