Anche se con il caldo il virus dovesse perdere la sua aggressività,ti garantisco che non vorrei contrarlo!
Meglio non rischiare che dici?
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/roberta.JPG[/IMGSX] Molti turisti credono erroneamente che il lavoratore stagionale sia fortunato. Lavorare solo quattro/ sei mesi e campare di rendita tutto l'anno.
Ma la realtà è diversa , fare il lavoratore stagionale nelle piccole isole non è una scelta ma spesso l'unica opportunità.
Il lavoratore stagionale non ha il diritto di ammalarsi perché compromette la sua assunzione per la stagione e per gli anni successivi. Non avrà una pensione adeguata perché a fine carriera avrà la metà dei contributi versati.
Durante la stagione lavora sempre in affanno senza mai fermarsi, nel clou del lavoro non ci sono pause .
Spesso in Italia si parla del disagio del lavoro precario , della necessità di stabilizzazioni, perché il precariato non consente una programmazione di vita , tipo l’accesso al credito per l'acquisto di una casa o altro.
Il lavoro stagionale è la forma di precariato per eccellenza, non hai la sicurezza di avere un contratto per l'anno successivo, dipende dalla stabilità economica finanziaria degli imprenditori etc.
Per ogni imprenditore che rinuncia a fare impresa ci saranno a cascata stagionali disoccupati.
Anche le condizioni delle imprese medio piccole non sono delle più floride e afflitte dalle stesse problematiche . Sono solitamente a conduzione familiare. Persone che lavorano anche 10/12 ore al giorno con ritmi incessanti e logoranti.
Pagati tutti gli oneri di impresa , gli resta quanto basta per il loro sostentamento durante l'anno . Vero è , che lavorano solo la metà di un anno , ma sono equiparabili ad un part time verticale perché tutte le ore fatte durante la stagione equivalgono alle ore che un normale lavoratore fa in un anno .
Trovo vergognose certe lettere di alcuni turisti che sono state pubblicate accusando la gente che lavora di voler guadagnare a loro discapito per fare i nullafacenti durante l'inverno .
Mi stupisce colui che pubblica certe lettere che pur essendo a conoscenza delle condizioni di lavoro dei suoi concittadini non ritiene doveroso spendere due parole per fare emergere la realtà dei fatti .
Quando arrivano certe lettere che rasentano la diffamazione di un'intera categoria di lavoratori andrebbero valutate attentamente prima di pubblicarle.
Quest'anno in special modo considerato la critica situazione dove si prevede una riapertura ridotta , una ricettività turistica ridotta , ci sarà lavoro per tutti ?
Dott.ssa Roberta Madioni
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/pesc.JPG[/IMGSX] La Guardia Costiera di Livorno ha sorpreso un peschereccio della marineria di Porto Santo Stefano all’interno delle acque protette dell’Isola di Giannutri dove la pesca a strascico è vietata perché zona destinata al ripopolamento delle specie ittiche. I militari della sala operativa, attraverso i sistemi satellitari di monitoraggio e di tracciamento automatico del traffico navale in dotazione, hanno notato l’imbarcazione in navigazione a bassa velocità nella cosiddetta zona 2 dell’isola, che i pescherecci a strascico possono attraversare purché a velocità non inferiore a 7 nodi. Il Comandante del peschereccio è stato sanzionato con una multa di duemila euro.
Gli stessi sistemi satellitari di monitoraggio hanno consentito, la scorsa settimana, di sanzionare un altro peschereccio a strascico che aveva disattivato il sistema automatico di identificazione e localizzazione di bordo (AIS), proprio in prossimità di un’altra zona di mare interdetta, all’isola del Giglio, rendendo l’unità non visibile ai sistemi di controllo.
Anche mediante queste tecnologie oramai di uso comune da parte della Guardia Costiera, prosegue l’azione di vigilanza e custodia dell’area marittima e costiera del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, a tutela dell’ambiente e delle specie itttiche.
Elba 3 D di Manlio Carletti con la collaborazione del fratello Giuseppe è un’ azienda di Rio ha creato un prodotto utile in un momento come questo. Ha iniziato a produrre visiere protettive che sono state donate su tutto il territorio elbano, all’ospedale di Portoferraio, alle associazioni di volontariato, ai medici, alle forze dell’ordine e ai comuni. In tutta l’isola ne sono già state distribuite più di 500. Ma come è nata l’idea? Nel video, ce lo spiega Giuseppe Carletti.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/zaza.JPG[/IMGSX] Paga sempre lo Stato. Sempre con navi carretta. E questa volta per ospitare migranti in tempi di coronavirus. Per un mese di noleggio guadagnerà circa un milione di euro, una cifra esatta non è possibile saperlo perchè sarà in funzione degli ospiti. Si andrà dai 900 mila euro al milione e 200 mila. E la nave prescelta per quest'ennesimo regalo di Stato ad Onorato è la Moby Zaza.
Onorato, che deve allo Stato la bellezza di 180 milioni di euro si può permettere, nonostante il ciclopico debito, di partecipare e vincere una gara pubblica con lo stesso ministero con il quale ha di fatto il contenzioso debitorio.
Roba folli, per non dire altro!
Ovviamente segnalerò il tutto all'Autorità nazionale anticorruzione per sapere se le società con contenziosi e debiti con l'amministrazione possono impunemente partecipare e vincere gare con lo stesso ministero.
Un milione di euro per 30 giorni, per una nave carretta che resterà ferma in porto!
L’appalto regalo, ovviamente, sarà prorogato, così è previsto nel bando!
la storia della Moby Zazà è la rappresentazione più fervida dell'utilizzo dei soldi pubblici.
La nave fu varata nel 1981. Il 25 agosto 1984 la Olau Britannia, l'attuale Moby Zazà, impegnata in un viaggio da Sheerness a Vlissingen con a bordo 951 passeggeri e 80 membri dell'equipaggio, entrò in collisione con il ro-ro merci Mont Louis.
Non vi furono né morti né feriti, ma la Mount Louis, che trasportava anche dei container contenenti carico radioattivo, affondò.
I container furono in seguito recuperati senza perdite di materiale radioattivo.
In disarmo nel 2009 a Sandefjord la nave a marzo 2012, ridenominata Julia fu acquistata per 5 milioni di Euro dalla compagnia olandese per essere convertita in un alloggio galleggiante per i lavoratori impegnati nell'installazione di turbine eoliche off-shore.
Rinominata Wind Perfection, fu venduta all'italiana Moby Lines e rinominata Moby Zazà.
Il 13 agosto 2016 mentre la nave era in sosta nel porto di Nizza, si sviluppò un incendio in sala macchine e al traino del rimorchiatore Maria Onorato, partì dal porto di Nizza alla volta di Napoli.
E adesso lo Stato italiano, che vanta crediti per 180 milioni di euro col la moby di Onorato, pagherà fior di denari per noleggiare questa carretta per la "detenzione" dei migranti
uno Stato folle
M.PILI
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/febbre.JPG[/IMGSX] Questa pandemia ha messo in evidenza, anche se non era necessario, la difficoltà nel prendere decisioni e nell'assumersi le dovute responsabilità di gestire la cosa pubblica e le varie situazioni che si possono verificare quando si amministra.
Qualche giorno fa abbiamo inviato alcuni suggerimenti al sindaco Zini per una idea di prevenzione per le persone che sbarcano senza ricevere risposta mentre il Consigliere Regionale Gianni Anselmi risponde in diretta Facebook oppure con post successivi. Siamo convinti che un controllo sistematico dell'autocertificazione per chi si imbarca o che sbarca e con il rilievo della temperatura corporea potrebbero essere fattori di sicurezza mentre ora chiunque si può imbarcare e sbarcare senza il minimo controllo sanitario e di normativa. Mercoledì 6 maggio di persona ho potuto verificare l'assenza dei controlli a Piombino e a Portoferraio. Sulla nave tanti non erano Elbani.
La politica deve fare sintesi di quello che le viene detto dai vari comitati scientifici, di quello che legge e dell'umore che recepisce per poi decidere anche rischiando di trovarsi in situazioni spiacevoli non volute. Logico che multare alcuni imprenditori di 400 euro perchè manifestano distanziati e protetti a norma di legge e fare nulla a chi frequenta in massa il Naviglio o Villa Borghese, lascia intendere che non sono regole ma norme da applicare secondo le opportunità.
Molte cose strane e a volte assurde si sono motivate sotto "EMERGENZA CORONAVIRUS" come la chiusura del centro raccolta ESA di Portoferraio obbligando a molti di tenersi in casa la risulta del taglio delle siepi o di portarli durante la notte nei boschi vicini. Oppure non bersi il caffè all'esterno del bar con le dovute norme di sicurezza mentre nei supermercati si va e in tanti benché sono al chiuso.
Non è logico sospendere tutte le visite ambulatoriali e specialistiche o annullare esami diagnostici (meno quelli oncologici) prenotati da molti mesi, alcuni dei quali di estrema importanza senza una data per farli. Il COVID non ha annientato altre patologie per cui necessita controlli ed esami continui.
Qualche dato per far capire che il CORONAVIRUS è stato il toccasana per continuare a smantellare la sanità Elbana: Di quattro reparti di degenza ora ce n'è rimasto uno. Per una appendicite ti trasportano oltre mare. Oculista febbraio 2021; cardiologia fine settembre; Urologo, dermatologo, piccoli interventi tra luglio e agosto. Tac, Eco, gastroscopia, pneumologo tutto chiuso senza date di riapertura così puoi morire se non hai soldi per il privato. PERO' non si sta pensando di fare un reparto o "Bolla" fuori dall'ospedale come si sta facendo in tutta Italia per una eventuale seconda ondata di contagio e lasciare che l'ospedale riacquisti le funzioni originali
Francesco Semeraro.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/letizia.JPG[/IMGSX] La disfatta di Lipsia, l'abdicazione, l'addio alla Guardia Imperiale. E poi la fuga su un bastimento inglese, il tentato suicidio e l'esilio sull'Isola d'Elba… Nella Palazzina dei Mulini, a Portoferraio, l'Imperatore si sente solo e circondato dai nemici. Non sa di chi fidarsi e quando scrive alla moglie Luisa,figlia dell’imperatore austriaco, non riceve risposta. Letizia, la madre, sa però che il figlio ha bisogno di lei e con un passaporto falso parte da Roma per raggiungerlo. L'incontro e gli abbracci tra i due commuovono tutti, perfino i nemici (in primis l'aguzzino Campbell). Napoleone adesso non è più solo e finalmente sa di chi potersi fidare. E così, allorché viene avvicinato da alcuni patrioti italiani che lo invitano a mettersi a capo del Regno d'Italia, rifiuta su consiglio di Letizia. Quando poi le rivelerà il proprio desiderio di voler ritornare in Francia, troverà in lei un pieno appoggio. Tornerà quindi trionfante a Parigi, evento di cui gioirà per prima proprio mamma Letizia, ma al quale seguirà la disfatta di Waterloo e, soprattutto, il secondo e ultimo esilio a Sant'Elena, in mezzo all'Atlantico. Fino al 1821 e a quel funesto 5 maggio…
In Napoleone e Letizia all’isola d’Elba l’autore si sofferma sull’esilio che tra il 1814 e il 1815 vide l’imperatore francese Napoleone Bonaparte soggiornare all’Isola d’Elba, e nel descrivere tali eventi fa ricorso, oltre ai frutti della ricerca storica, a colloqui e note epistolari “romanzati”.
Giunto sull’isola dopo l’abdicazione del 6 aprile 1814, Napoleone prese dimora a Portoferraio e dopo
poche settimane iniziò a darsi da fare per modernizzare l’Elba, favorendo la nascita di infrastrutture e il
sorgere di un nuovo clima culturale (e mondano). A fargli da supporto in tale percorso fu mamma
Letizia, che lo raggiunse sull’isola diventando fin da subito il suo “punto di riferimento”.
Quel che emerge dalle pagine del libro è dunque la storia di un figlio devoto e di una madre forte e
tenace,di tempra còrsa, protagonisti di un rapporto troppo spesso trascurato dalle biografie sul condottiero che proprio all’Elba trovò le energie per tornare alla ribalta.
L’autore invita alla lettura al seguente link
https://www.academia.edu/42847226/Collana_Extravagantes_20
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/caccia.JPG[/IMGSX] L'Associazione Nazionale Libera Caccia dell'Isola d'Elba organizza un corso per aspiranti cacciatori aperto a Tutti Coloro che al momento della richiesta di ammissione avranno compiuto i 18 anni.
Le lezioni saranno svolte da docenti preparati in a) Legislazione venatoria; b) Biologia e zoologia applicata alla caccia; c) Armi e munizioni da caccia e loro uso; d) Tutela della natura e principi di salvaguardia delle colture agricole; e) Norme di pronto soccorso.
Tutte le lezioni si svolgeranno on-line tramite piattaforme scaricabili gratuitamente in internet, seduti comodamente a casa vostra.
Certamente si dovrà essere in possesso di un PC o di un Tablet poichè con un cellulare le immagini risulterebbero troppo piccole.
Sono previsti test di prova per l'esame scritto e supporto per l'esame orale.
Per informazioni ed iscrizioni potete contattare il numero 3356671522
A.N.L.C. Isola d'Elba