I protagonisti? Giovani coppie desiderose di forti emozioni e tanto divertimento.
Rossella Celebrini Wedding&Event Planner ideatrice del format lo racconta in questa intervista
Grande è stata l'emozione per il nuovo pronto soccorso ma se mancano medici e infermieri la sua funzione è decisamente limitata.
(https://www.quinewselba.it/portoferraio-sanita-al-limite-manca-personale.htm)
Mentre la medicina, ultimamente messa all'angolo e non ne conosciamo le ragioni, si è contratta proprio quando dovrebbe esprimere la sua massima operatività per rispondere alle richieste del pronto soccorso, la chirurgia già in fase operativa è in grosse difficoltà di personale infermieristico e OSS e anche per pazienti in appoggio provenienti dalla medicina.
Ma la cosa che è difficile da capire è che un reparto, fiore all'occhiello del nostro sistema sanitario qual'è l'Ospedale di Comunità, e quasi scomparso vuoi per la mancanza di spazio (e qui ci sarebbe tanto da dire e da capire se è l'ospedale che si è ristretto o molti spazi sono stati destinati ad altro) vuoi che non ci sono più infermieri da destinare a quel reparto che tanto sostegno e sollievo ha dato a molte famiglie e tanta serenità ha offerto a chi in casa non poteva essere curato in maniera continua e adeguata.
Il dopo COVID fa scoprire purtroppo molte situazioni mai affrontate per migliorare la vita delle persone specialmente se anziane.
Comitato Elba Salute.
(Francesco Semeraro)
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/pontile.JPG[/IMGSX] E’ stato ritrovato poco prima delle 17 odierne, dai subacquei della Guardia Costiera del nucleo sub di Genova, il corpo senza vita del giovane diciottenne di origine ghanese, residente a Parma, disperso in mare da mezzogiorno circa di ieri. Il ragazzo, giunto nella cittadina versiliese insieme a un gruppo di amici, anch’essi di origine ghanese e come lui residenti nel parmense, dopo essersi tuffato dal pontile di Forte dei Marmi non è più riemerso. A quel punto gli amici hanno dato l’allarme e dopo un primo immediato intervento dei bagnini degli stabilimenti balneari lì vicini, sono intervenuti sul posto i soccorritori con mezzi navali, elicotteri e personale subacqueo che per ore hanno continuato a cercare il ragazzo fino a sera. Di nuovo stamani, alle prime luci dell’alba sono riprese le ricerche da parte di Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, Protezione civile, con ampio dispiegamento di mezzi navali ed aerei e con i subacquei.
Il corpo, rinvenuto nelle vicinanze del punto in cui il giovane si era tuffato, è stato trasportato nel porto di Viareggio a bordo di una motovedetta per essere poi trasferito presso l’obitorio dell’ospedale di Lucca, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che molto probabilmente disporrà l’autopsia.
Ai soccorritori il triste compito di avvisare i familiari del giovane.
Le cattive Cassandre avevano profetizzato l’incidente. La prima spada di Damocle è caduta su un anziano..
Ecco è proprio in questo frangente che come recitava Lubrano, una domanda sorge spontanea , e riguarda le concessioni e la possibilità di allargare i propri spazi per cercare di attuare le norme igienico sanitarie, a riguardo delle distanze sociali di bar e ristoranti, ampliamenti per recuperare spazi e non subire altri danni economici.
Benissimo siamo d’accordo , come lo siamo per la chiusura di via Fucini ( oggetto dell’odierno incidente) ma la domanda che ci assila è … l’anno passato stagione 2019 il covid19 non c’era, eppure la via di cui stiamo parlando venne chiusa e le attività tra lamenti e critiche presero possesso della strada…non vi sembra che ci sia qualcosa che non torna o se volete che non riusciamo a capire, visto che siamo (o ci credono ) ignoranti e pettegoli? …misteri della politica e dei politicanti…
PER QUALCHE TAVOLO IN PIU'….
Portoferraio ormai è solo un grande ristorante all’aperto. Tavolini da tutte le parti. Stamane mio padre 89 anni cercando di passare in questo spazio è caduto di faccia inciampando nell’aiuola. Ora è ricoverato in ospedale. 89 anni. Per passare doveva fare un salto? Un po’ più di rispetto…per favore!
A.Mazzei
Premesso quanto scritto in precedenza, e tenendo conto di tutto quanto è stato scritto sia pro, sia contro il Dissalatore di Mola, sarebbe opportuno, se non è ancora stato fatto dalle Amministrazioni competenti, analizzare lo stato dei luoghi dal punto di vista ambientale ed altro (non mi dilungo nella disamina dei vantaggi e degli svantaggi di tale impianto, dato che è già stato scritto molto), ma intendo porre l'attenzione sulla FIRMA DEGLI ATTI relativi alla realizzazione dell'impianto.
E' chiaro che, in una azione amministrativa vi sono soggetti, sia politici che tecnici che appongono firme sugli atti (Delibere, Determine, ecc….).
Tali atti, siccome hanno un impatto e una valenza esterna, sottopongono coloro che li hanno firmati ad attente verifiche in nome del "Neminem laedere" che sintetizza il principio generale in base al quale tutti sono tenuti al dovere di non ledere l'altrui sfera giuridica.
Quindi, se in ipotesi, si dovessero presentare danni e malfunzionamenti del sistema dissalatore, ritardi nell'erogazione, qualità e quantità dell'acqua erogata, rotture di tubazioni vetuste, dovute alla notoria aggressività, dell'acqua dissalata, ai colori dell'acqua in relazione alla stessa aggressione, ecc……., ne dovrebbero quantomeno rispondere i firmatari di tali atti, come attività risarcitorie nei confronti dei singoli o della collettività in ipotesi danneggiata, eventualmente dopo attivazioni di azioni anche di class action.
Questo anche per evitare "leggerezze" nel prendere decisioni che successivamente verrebbero pagate da altri.
In ipotesi andrebbero considerati i costi di eventuali atti demolitivi che si rendessero necessari per manifesta inutilità dell'opera, diventata obsoleta e costosa, che si potrebbero presentare in seguito, come già evidenziato anche da altri in questo blog, da porre certamente a carico dei firmatari se ritenuti responsabili, dopo attente e puntuali verifiche.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/mappa1.JPG[/IMGSX] Mario Preti è professore presso il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze.
Da venti anni studia i monumenti delle civiltà mediterranee
(in particolare quella etrusca) applicando dati matematici e geometrici, entrambi densi di implicazioni religiose.
Ora ha voluto testare il suo metodo anche sull’Elba, in particolare sulla vallata di Marciana e su alcune fortezze etrusche. Alla verifica dei risultati matematico-geometrici ha dato il suo apporto Michelangelo Zecchini, che l’archeologia elbana la ha studiata per mezzo secolo. La collaborazione fra i due studiosi ha dimostrato che non ha ragione di essere la corrente di pensiero minimalista, purtroppo persistente, sia pure più velata rispetto al passato, che vede sostanzialmente l’isola come un territorio dal quale si estraeva e si esportava ferro, senza ridurlo sul posto, e nel quale l’incidenza abitativa era del tutto modesta.
L’articolata suddivisione spaziale attuata secondo precisi ritmi modulari basati su unità di misura antiche quali lo shar, il bur e il cubito denota quale grande cura e quale importanza gli Etruschi attribuirono all’Elba nel suo insieme e non solo al settore minerario: tutto il territorio, con le sue acque, i suoi boschi, i suoi porti e approdi, i suoi punti strategici per la difesa e per il commercio, era il necessario complemento all’attività estrattiva. La ricerca di Preti e Zecchini dimostra inoltre che la riduzione del ferro sul suolo isolano ha un esordio e uno sviluppo ben più antichi (almeno VII secolo avanti Cristo) di quanto favoleggiano certi studiosi che la attribuiscono al II-I sec. a. C. basandosi sui reperti trovati nello strato superficiale dei cumuli di scorie sparsi un po’ dovunque.
Fra i tanti possibili sentieri di ricerca aperti da questa indagine, piena di importanti novità e condotta seguendo un metodo completamente inedito, emerge in particolare il diffuso ruolo sacrale degli insediamenti fortificati, che forse precede l’impianto degli insediamenti stessi e poi diventa interno ed essenziale per tutto il loro ciclo vitale.
È possibile leggere o scaricare lo studio di Zecchini e Preti a questo link:
https://www.academia.edu/43529824/LE_FORTEZZE_ETRUSCHE_DELLELBA_ALLA_LUCE_DELLA_MATEMATICA_DELLE_ORIGINI20200706_71685_1gppa
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_24/barbetti.JPG[/IMGSX] Chi è il bugiardo patologico? A tutti è capitato di dire qualche innocente bugia nella vita ma esistono persone che fanno delle bugie il loro stile di vita. Sono i bugiardi cronici. La scienza afferma che il bugiardo patologico è una persona che non può fare a meno della menzogna per vivere. E' così concentrato ad evitare che gli altri lo conoscano esattamente per quello che è, che passa il suo tempo a costruire una rete di bugie per dare un'immagine immacolata di sé oppure per farsi passare da eterna vittima.
Ora lungi da me dare giudizi sulla personalità di Montagna e se sia o no un bugiardo patologico (e sinceramente sarei rimasto volentieri fuori da questa triste e squallida vicenda) ma leggendo quanto da lui dichiarato sono rimasto basito e non posso non replicare per sostenere con forza l’operato e la correttezza degli uffici comunali ed in particolare dei Vigili Urbani che sono anche Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria e che vengono, neanche troppo velatamente, accusati da Montagna di volerlo volontariamente rendere incompatibile con la sua carica di consigliere comunale. Quasi come se l’abuso edilizio lo avessero commesso loro. La domanda che mi faccio è: quanto può continuare a negare l’evidenza che non solo è un bugiardo ma che è anche un abusivista seriale?
Il Bugiardo: Montagna ha dichiarato al suo avvocato che non è potuto venire in Comune dal responsabile per effettuare l’Accesso agli atti dei documenti da lui richiesti e riguardanti i suoi abusi edilizi perché non funzionavano i telefoni. L’avvocato, in risposta ad una nota del Comune che sollecitava il Montagna a venire in Comune a prendere visione e/o copia degli atti richiesti, ha scritto testualmente: “Con riferimento Sua nota in oggetto, mi riferisce il mio assistito Arch. Walter Montagna di aver ripetutamente provato a contattarla telefonicamente senza successo in quanto le linee telefoniche risultano non funzionanti (cade la linea)”. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere di fronte ad una scusa così stupida.
La Vittima: Non c’è nessuna dietrologia, l’ordinanza di demolizione è un atto dovuto che se non fosse stata emessa si sarebbe configurato il reato di “Abuso di Ufficio”. E’ stato regolarmente emesso dall’Ufficio che si occupa di abusi edilizi così come è un atto dovuto la Notizia di Reato che i Vigili Urbani hanno inviato alla Procura della Repubblica. I quattro sopralluoghi nella proprietà Montagna sono stati effettuati da due tecnici comunali e da 3 Vigili Urbani. E poi, cosa c’entrano gli abusi edilizi con il Ricorso al Consiglio di Stato dato che sono due cose completamente diverse? Ma la vera domanda da farsi è: ma uno con oltre 200mq. di abusi edilizi perché si è candidato? “Ai posteri l’ardua sentenza…”
L’Abusivista: Qui la lista è lunga e si trova sia nella notizia di reato che i Vigili Urbani, come di legge (e non l’Ufficio tecnico tanto meno il Sindaco o la Giunta), hanno inviato alla Procura della Repubblica sia nell’Ordinanza di demolizione, ambedue le quali parlano di 217 mq. di costruzioni realizzati senza alcuna Autorizzazione comunale di cui Montagna ha certificato che 110 mq. sono completamente abusivi mentre sui restanti 107 mq. sono state presentate domande di condono ai sensi della L. 326/2003. Montagna omette però anche di dire che, come ben sa essendo un tecnico, secondo le leggi della Regione Toscana le domande di condono da lui presentate non sono ammissibili e dovranno essere respinte dall’Ufficio competente, dal che ne discende che nella sua proprietà ci sono 217 mq. completamente abusivi compresa la casa dove abita.
Questa è la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.
Ruggero Barbetti
Vice Sindaco
SUDDITA
Adesso che ha fruttificato Il noto fico comune (Ficus carica) nato sul muro di Viale L.Einaudi e segnalato da più settimane perché nascondeva il divieto di sosta della piccola resede ricavata nella pericolosa strettoia a soli cento metri dalla spiaggia di Capobianco tra l’altro dotata di ampio parcheggio .
Finalmente i fichi sono stati colti , quindi l’attenzione paterna dell’amministrazione alla sua salvaguardia è venuta meno dunque è logico aspettarsi un veloce intervento per restituire sicurezza a quel quel tratto di strada, in fondo si tratta solo di potare due foglie , non cè da fare progetti ne tantomeno da sudare, anzi si potrebbe addirittura approfittare unendo l’utile al dilettevole ,infatti usando le foglie come infuso medicinale risultano benefiche per chi soffre di diabete , insomma il classico piccione con due fave .
Forza allora se no poi qualcuno parla di Baroccite cronica.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/camici1.JPG[/IMGSX] Una valutazione di quanto accaduto cioè dei fatti, utile a produrre conoscenza sulla pandemia COVID può essere eseguita da varie angolature:sanitaria,scientifca, politica, economica.sociale etc
Qualche tempo fa in seguito a quanto scritto da Vezzosi,primario chirurgo dell’ospedale di Portoferraio in pensione, affermavo che non ero soddisfatto della gestione della sanità in Toscana non solo nel periodo covid ma anche in quello precovid.
Oggi che la pandemia è in fase calante o almeno sembra esserlo anche se il virus continua a circolare (fase post covid ?fase 3?),molte sono le analisi in circolazione su quanto accaduto in merito alla tutela di un diritto costituzIonalmente garantito :il diritto alla salute.
Adriano Benazzato e Carlo Palermo dell’associazione nazionale medici dirigenti (ANAO- ASSOMED) in merito a questo diritto venuto meno per gli operatori sanitari contagiati,hanno denunciato almeno quattro cause che hanno determinato il contagio dei sanitari http://www.anaao.it/public/aaa_3834366_01_operatori_contagiati_nota_02_04_2020.pdf
1. La tardiva attivazione delle misure di contenimento (lockdown) e la palese impreparazione, anche per problemi strutturali negli ospedali, soprattutto nei Pronto Soccorso, e nel territorio nell’azione di prevenzione e contenimento del “rischio biologico”, che rappresenta il livello più alto (III) nella graduazione presente nel Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio 2016/425.
Ci siamo dimenticati dell’insegnamento di Carlo Urbani che aveva combattuto la Sars in Vietnam ed è morto a causa dell’infezione il 26 marzo 2003 raccomandandoci di isolare strettamente i pazienti contagiati e proteggere con ogni mezzo gli operatori sanitari che rappresentano il bene più prezioso nella lotta contro l’espansione dell’epidemia. È mancata, o è stata inadeguata, l’attuazione di quanto già scritto nei Piani Pandemici Nazionali (ultimo del 2006) e Regionali (2007) e nelle specifiche sul contenimento della diffusione del contagio previste dal D.Lgs 81/2008: ex percorsi puliti/sporchi, aree pulite/sporche con apposite zone filtro, sistemi di ventilazione a pressione negativa, docce per il personale, sanificazione etc
2. Gravissima è risultata la carenza, o assoluta mancanza in alcuni casi ed inadeguatezza in altri, dei DPI per categoria di rischio III, quali maschere FFP2 e FFP3, occhiali o visiere, sovracamici/tute, guanti, calzari, copricapo.
3. Anche l’obbligo di sorveglianza della sicurezza per il personale sanitario è stato omesso.
4. È stata disattesa l’indicazione e la tempistica, anche questa prevista da una normativa specifica, all’esecuzione dei tamponi naso faringei con conseguente mancata messa in sicurezza di tutto il personale che garantisce i servizi pubblici essenziali, in primis quello sanitario.
Queste considerazioni dei dirigenti dell’ANAO-ASSOMED sono tali che devono non solo far riflettere ma anche indurre la magistratura all’accertamento dei fatti e delle responsabilità sulla gestione della pandemia posta in essere non solo dal governo centrale ma anche dai vari governi periferici (regionali).
Non può esservi scusa che tenga come i continui tagli fatti alla sanità pubblica quale conseguenza del patto di stabilità imposto dall’Europa perché le minori risorse avrebbero dovuto essere accompagnate da una politica sanitaria più rigorosa, attenta ed efficiente laddove invece sprechi ed inefficienza continuano a regnare
Nè può esservi scudo penale cioè amnistia preventiva che tenga davanti ad eventuali reati del diritto alla salute.
L’avv Augusto Sinagra e l’avv Lonoce hanno chiesto al procuratore della repubblica di Roma di verificare se la omissione di qualsiasi provvedimento da parte del prof Conte,dell’on Speranza e della signorina Lamorgese nel periodo dal 31 gennaio (stato di emergenza)al 23 febbraio (primo timido provvedimento di prevenzione)coinvolga responsabilità dei tre soggetti indicati a titolo di grave omissione colposa e conseguente ipotesi di omicidio colposo plurimo http://www.elzeviro.eu/affari-di-palazzo/politica-interna/lo-scudo-penale-per-il-coronavirus-ecco-lultima-trovata-del-pd-per-sopravvivere.html
Giovanni Pasero scrive sul giornale “ secolo d’Italia” che polmoniti sospette erano in Lombardia prima dell’allarme cinese in quanto tra novembre e dicembre 2019 ci sono state 110 polmoniti sospette all’ospedale di Alzano Lombardo sollevando perciò non poche ombre su quanto realmente accaduto nei mesi precedenti l’esplosione del contagio nelle regioni del nord (il virus circolava già da mesi) e sulle responsabilità della Cina nel ritardo con cui ha dato l’allarme dell’insorgenza della pandemia sul suo territorio.
Leggo ancora sul giornale “secolo d’Italia”che Briatore , noto imprenditore, afferma che «la Cina deve assumersi le proprie responsabilità ed è inutile che andiamo ad elemosinare soldi a destra e a manca, Mes o non Mes. I danni generati dalla pandemia deve pagarli la Cina. Quella che stiamo vivendo è la terza guerra mondiale. Purtroppo, non abbiamo un governo forte in grado di sopportare questa drammatica situazione».
Uno studio di Harvard ha analizzato i dati dei satelliti:negli ospedali di Wuhan l’affluenza è aumentata di molto già ad ottobre 2019 così come la ricerca dei sintomi del coronavirus.
La Cina ha mentito sul reale inizio della pandemia ? https://www.money.it/Coronavirus-Cina-mentito-studio-Harvard-smentisce-Pechino?utm_source=Money.it&utm_campaign=1c7845ba35-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-1c7845ba35-303342417
In me esiste sconcerto per la vicenda COVID19 perchè molti,troppi i lati di politica sanitaria che non hanno funzionato.
Per i fatti accaduti non si può invocare come attenuante che in tutto il mondo c’è stata sottovalutazione e impreparazione:ciò è aggravante.
Un po’ come quando al processo di Norimberga,dopo la fine della seconda guerra mondiale, gli imputati di crimini contro l’umanità invocavano di aver obbedito agli ordini o che erano all’oscuro dei fatti.
Marcello Camici