PROCCHIO NAPOLEONICA
pubblicato il 19 Agosto 2020
alle
8:25
pubblicato il 19 Agosto 2020
alle
8:25
Attendi…
Un vecchio adagio recitava “ Non fiori ma opere di bene” potremo replicare che in mancanza di opere di bene noi Ferrajesi ci contenteremmo anche almeno dei fiori.
Io ad esempio ho sempre amato i fiori, mi hanno sempre dato un senso di allegria e di ospitalità , e poi è piacevole e gratificante sapere che tutti gli anni i tuoi amministratori spendono una cifra di denaro pubblico (in fondo nostro) per il nuovo look floreale del paese, fiori nelle aiuole, nei vasi, negli spartitraffico, insomma un minimo di colore per una decorosa accoglienza ai turisti in arrivo sulla nostra isola che ancora con molta fantasia chiamiamo verde & Blu . Ma il mio senso di allegria per Portoferraio è purtroppo di breve durata e all’euforia floreale subentra prepotentemente un senso di malessere; i fiori non ci sono, nemmeno una spelacchiata “margherita” …nessuno ci ha pensato, le aiuole e gli spartitraffico sono divenute ricettacolo di escrementi di cani e gatti, depositi di cartacce , nessuno questo anno ( lasciamo per favore la solita solfa cè il Covid o…..non ci sono soldi) si è preoccupato delle piante “dell’accoglienza” solo qualche commerciante ha provveduto davanti alla sua attività e disperato e inascoltato è ricorso al vecchio detto “Chi vuole il pane se lo affetti e chi vuole Dio se lo preghi”. Le vecchie infiorescenze , ormai da tempo passate a miglior vita hanno lasciato il posto alle minzioni ed agli escrementi dei randagi ( o di padroni menefreghisti) sparsi un poco ovunque, , siamo diventati “ terra di nessuno” provate a passare da Piazza Marinai d’Italia , Via Guerrazzi, il viale delle ghiaie con i suoi vasi con le palmette che tendono i loro rami rinsecchiti chiedendo silenziosamente un goccio d’acqua , le rotonde e le centinaia di vasi rotti e vandalizzati sono sparsi per tutto il paese stendiamo un velo pietose sulle panchine rotte che sarebbe bastato un pezzo di legno e due viti niente l’unica cosa da rilevare e il rumoroso silenzio di chi potrebbe e dovrebbe ma probabilmente non vuole ……non è certo esaltante e nemmeno un segno di rispetto per la vecchia Cosmopoli e i suoi cittadini già privati d’imperio dal poter camminare in sicurezza per le intavolate e sconnesse strade cittadine..
Vi esorto a rispettare le ordinanze che ha fatto il nostro sindaco ieri, non voglio ritrovarmi in un altro lockdown, non voglio che la stagione finisca, non me lo posso permettere. Mi raccomando alla Movida nei noti locali, mi raccomando alle barchette al traffico passeggeri che portano i turisti, DISTANZIAMENTO ANCHE PRIMA DELLE 18, mi raccomando ai vigili capitaneria carabinieri vigilate avvertire e se necessario multate.
La vita è importante
La libertà pure.
Nella mattina di ieri martedi 18 Agosto alle ore 13.00 si è verificato un incendio a bordo di un’unità da diporto a vela di circa 13 metri, al largo di Pomonte, versante sud-occidentale Isola d’Elba. Ricevuta la chiamata di soccorso via radio, la sala operativa della Capitaneria di porto di Portoferraio ha prontamente inviato sul posto la motovedetta SAR CP805, la motovedetta di Polizia Marittima CP725 temporaneamente dislocata presso l’Isola di Pianosa e il battello pneumatico GC345 impiegato nell’Operazione Mare Sicuro nel porto di Marina di Campo. I dieci occupanti l’unità a vela hanno prontamente abbandonato l’imbarcazione e sono stati recuperati dalle altre unità da diporto presenti in zona. Giunta per prima sul posto, la motovedetta CP725 ha recuperato i naufraghi, fortunatamente rimasti illesi dall’incendio e fuori pericolo. Terminate le operazioni di trasbordo, i militari della guardia costiera a bordo dell’unità navale, hanno condotto in sicurezza presso il porto di Marina di Campo i naufraghi che, giunti a terra, hanno ricevuto assistenza dal personale a terra della Delegazione di spiaggia di Marina di Campo, dal personale della Protezione Civile Nazionale e dal personale del comune di Campo nell’Elba. Sul luogo del sinistro sono intervenuti, inoltre, i Vigili del Fuoco di Portoferraio a bordo del GC345, una motovedetta della Guardia di Finanza e un’unità degli Ormeggiatori di Portoferraio che, sotto il coordinamento della sala operativa della Capitaneria di Porto di Portoferraio hanno collaborato alle operazioni di spegnimento dell’incendio. Nonostante i molteplici tentativi di spegnimento dell’incendio da parte del personale dei Vigili del Fuoco e del personale della Guardia Costiera, l’imbarcazione a vela affondava in prossimità delle coste di Punta Nera su un fondale di 55 metri. INCENDIO A BORDO DI UNITÀ A VELA IN LOCALITÀ POMONTE. INTERVIENE LA GUARDIA COSTIERA DI PORTOFERRAIO. Sono in corso le indagini e gli accertamenti di rito da parte della Capitaneria di porto di Portoferraio per accertare le cause dell’evento, per valutare le eventuali responsabilità e per porre in atto tutte le misure necessarie ai fini della salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema marino.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_27/sala.JPG[/IMGSX] I continui tentativi di soluzioni incompiute per “migliorare” l’acquedotto elbano, non potranno essere sanati per disposto di legge
Le preoccupazioni del Presidente
Quando il Presidente dell’ AIT si esprime facendo notare in un articolo di questi giorni che all’Elba non vi sono altre alternative al dissalatore, la prima idea che viene in mente è che forse si riferisce ai progetti ASA finora sovvenzionati per integrare l’acquedotto elbano. Infatti il modo in cui questi progetti sono stati ideati, preparati, avviati e poi abbandonati, lascia chiaramente intendere che le preoccupazioni di AIT sono ben fondate.
Ma AIT dovrebbe altrettanto sapere che tutti sono utili ma nessuno è indispensabile.
In particolare, quando si vorrebbe far credere che all’Elba non vi siano altre alternative di risorse idriche. D’altra parte le due sentenze del TAR sul dissalatore favorevoli all’ ASA, riguardavano sostanzialmente i rumori molesti durante i lavori nel Comune di Capoliveri. Il Presidente che però le ostenta nel recente articolo come fossero le colonne d’Ercole che gli elbani non potranno superare., dovrebbe anche conoscere che queste risultano addirittura travolte dalla sentenza del Consiglio di Stato che prevede per l’istallazione del dissalatore, l’indispensabile e preliminare accordo con la popolazione elbana. Ma in tal senso non risulta che questo accordo vi sia stato.
Negare l’ evidenza
Non è quindi possibile che non ci si renda conto che la fiducia in una gestione come quella che AIT ha accordato a ASA all’Elba, ha comportato una serie di insuccessi da raccapriccio che per elencarli sarebbe necessario uno spazio a parte.
Quanto a ciò che è stato realizzato tra la serie dei ”miglioramenti” proposti e sovvenzionati con pubblico denaro, sia di esempio il laghetto in località Condotto. Si tratta di un’opera costata più di 1 milione di euro il cui risultato è un ignobile pozzanghera maleodorante putrescente e infestata da zanzare, dove neppure i ranocchi potrebbero vivere.
D’altra parte, avvalersi degli stessi insuccessi progettuali per chiedere paradossalmente altre sovvenzioni per realizzare alternative come quello del dissalatore, crea una spirale perversa di opere incompiute, inaccettabili e allo stato delle cose, neppure proponibili.
In attesa delle “sorprese” di ottobre
Il ricorso ad ulteriori supporti istituzionali nella speranza di qualche imposizione di legge per far digerire agli elbani l’acqua prodotta dal dissalatore che si vorrebbe installare, potrebbe soltanto allargare la conflittualità in ambito non soltanto locale.
La strana coincidenza di questa idea, forse peregrina, è stata quella della visita nei giorni scorsi all’Elba del Ministro dell’ Ambiente Costa, per verificare anche la possibilità di ’installazione del dissalatore che troverà un più facile iter tecnico-amministrativo per il quale le attuali 20 autorizzazioni cautelative passo dopo passo, per le verifiche delle condizioni necessarie, dopo l’ estate saranno per legge ridotte soltanto a due. Ma a beneficio di chi?
Da ciò si comprende come stanno andando le cose e quali scorciatoie saranno offerte ad ASA usando un eufemismo, “per arrivare a dama con due sole mosse”, malgrado le rimostranze contrarie della stragrande maggioranza degli elbani. Questi ultimi infatti, vorrebbero beneficiare nella loro isola della naturale ’autonomia idrica con una quantità di acqua multipla rispetto al fabbisogno e quindi, a volontà e a basso costo; condizione questa che finora né l’ASA né l’ AIT né la Regione Toscano le hanno concesso, preferendo mantenere per l’ Elba la dipendenza “oltre canale”, condizionata dal condotto idrico sottomarino.
Si precisa che, qualora la richiesta di pagamento fosse recapitata oltre la prima scadenza del 20/08/2020, il pagamento della prima rata sarà considerato tempestivo se effettuato entro 10 giorni dalla notifica.
Per ulteriori informazioni rivolgersi allo sportello TARI c/o Società Idea Srl, viale Elba 149 (sede E.S.A. Spa).
Contatti
Tel: 0565/904191
Mail: tariidea@comune.portoferraio.li.it
Modulistica disponibile sul sito internet: www.ideaelba.it
Orario di apertura al pubblico:
Lunedì, Mercoledì, Venerdì – dalle ore 10:00 alle ore 12:00; Martedì – dalle ore 14:30 alle ore 16:30.
Isola d’Elba Ambiente (I.d.E.A. S.r.l.)