– la prima relativa ai toni dell'intervento di Camici
– la seconda relativa alle eventuali responsabilità nella cessione del forte.
della prima ho già scritto, finiamola li.
della seconda invece occorre parlare perchè da quanto affermato da D'arco è stato lo Stato a non esercitare il diritto di prelazione a tutela del monumento. è stato il competente ministero, allora della pubblica istruzione, oggi beni culturali, la soprintendenza, a favorire l'avvento dei privati.
E allora forse non sarebbe fuori luogo che proprio l'erede di quel ministero degli anni 50 si facesse oggi carico di svolgere accertamenti in merito a cosa effettivamente fu venduto tenuto conto di vincoli e servitù esistenti e cosa no. Ma Soprintendenza e MIBAC sono in grado di farlo, lo voglioni fare?. Al Comune possiamo chiedere di intervenire sul questi soggetti per verificare cosa effettivamente è stato venduto o meno e se vi sono possibilità di scardinare la fortezza per renderla fruibile al pubblico. Che poi a dirla tutta, tenerla per farla godere a pochi proprietari o affittuari per tre quattro mesi sembra veramente un'offesa, mai aver notizia di un sopralluogo circa la manutenzione di un bene che comunque è tutelato sembra una presa di giro!
