Carissimo Yuri, insuperabile Amico, portatore sano di buon senso e di autentico umorismo, grazie per la tua simpatica nota.
Non solo non la contraddico ma la condivido. Ho sicuramente peccato di ottimismo ma sottolineo che, nelle situazioni drammatiche le pezzoline calde non fanno guarire nessuno. Occorre, a mio parere, un urlo mediatico, una manifestazione di amore per il nostro turismo e per i nostri Ospiti. Non solo ognuno dovrà fare, bene, il proprio dovere di operatore economico, ben attento agli aspetti etici del turismo ( chissà perché mi viene sempre in mente l’associazione della quale sono presidente ed unico socio, la famosa Turismo & Civiltà ) ma dovrà impegnarsi, e far impegnare, le forze amministrative tutte, nessuna esclusa, mettendole di fronte alle loro responsabilità, troppe volte aggirate e vilipese non solo per pochezza culturale ( riferita al fenomeno turistico ) ma addirittura per interesse politico e personale.
Quello che è avvenuto all’ Elba in riferimento al problema traghetti è non solo incredibile ma vergognoso e stracolmo di responsabilità ( solo politiche purtroppo chè gli errori della politica non sono perseguibili materialmente ma, non dimentichiamo, punibili nell’urna ). Riporto le parole di un Partito abituato a cantarle chiare, Rifondazione Comunista che scriveva, il 12 febbraio 2009, su Camminando ed Elbareport :
“ I Democratici preferiscono fare l'occhietto a ben noti armatori privati piuttosto che condividere con gli elbani la lotta per il diritto alla mobilita.
Il disimpegno della Regione è evidente e Giovanni Fratini nel suo intervento pubblico dimostra chiaramente quante occasioni Martini e Conti abbiano avuto per dare all'Elba la continuità del servizio pubblico. “
Tutto fù veramente fatto contro la allora costituenda Navigare Necesse per impedirle di prendere il mare. Era la compagnia delle sane forze elbane per gli interessi generali dell’ isola. Voleva essere la calmieratrice dei costi traghettuali, logicamente a danno della Moby e della Toremar che riempivano le loro casse con introiti incredibili ed ingiustificabili,la Moby destinandoli al patrimonio, la Toremar allo sperpero ed alla folle gestione che non doveva fare i conti con il bilancio ma solo rendere felici i sindacati e l’apparato masticatorio della medesima. ( 290 persone per gestire una linea di 12 miglia !)
Il costo industriale medio di ogni traghettato, vettura compresa, era di 12.000 lire. Il prezzo minimo che il pubblico pagava era di 60.000 lire. Noi, la Navigare Necesse, avremmo venduto il biglietto a 15.000 lire, sabato compreso.
Se, seguendo i nostri calcoli e la mancanza assoluta di volontà di profitto, si poteva fare allora secondo voi non si può, mutatis mutandis, fare oggi ? E dato che la terza compagnia sembra decaduta, non per mancanza di volontà ma solo per avvenimenti economici mondiali che hanno forse travolto l’azienda che avrebbe voluto fare i collegamenti, dobbiamo veramente fare noi quello che gli altri non fanno.
La Moby e la moribonda Toremar non sono associazioni benefiche. La prima persegue guadagni immensi ed immeritati approfittando, ad Aeternum, della protezione politica della quale ebbe a godere, in maniera vergognosa e plateale, dalla Sinistra ( Mussi in primis ) proprietaria ( non ho detto “ custode “ ma proprio proprietaria )degli interessi piombinesi; la seconda occupata ad incassare e sperperare come la sua costituzione morale la portava a fare.
Non vado oltre che gli scritti troppo lunghi non attirano la necessaria attenzione. Non appena il tempo si fa più mite sarò presente all’ Elba per portare la mia testimonianza ed il mio modestissimo aiuto.
Viva l’Elba e tutti coloro che l’amano sinceramente ( o anche per interesse, non cambia nulla, l’importante è amarla sinceramente )
bruno paternò