Ma Blunavy che tutti i giorni chiude portellone e parte almeno due minuti in anticipo da Piombino ?
Perché non interviene nessuno?
Oggi rimaste a terra alle 12.58 un trasporto disabili e il pulmino con i malati oncologici…
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/ricorrenza.JPG[/IMGSX] L’amministrazione comunale di Capoliveri ha deposto ieri mattina, 4 novembre, la Corona per i Caduti di tutte le Guerre in occasione del giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Il Presidente del Consiglio Comunale Gianluca Carmani e l’assessore Alessio Bellissimo insieme ad una delegazione della Polizia Municipale e dei Volontari di protezione civile e pubblica assistenza di Capoliveri si sono recati presso l’antica Chiesa di San Gaetano, dove il parroco, Don Emanuele Cavallo, ha benedetto la corona d’alloro deposta sul monumento dedicato ai caduti della comunità capoliverese. "In questo giorno – ha detto il consigliere Carmani – ricordiamo i nostri caduti e ci stringiamo attorno alle Forze Armate onorando il lavoro di tutti i nostri militari che ieri e oggi si sono adoperati e si adoperano per garantire alla nazione e a tutti i cittadini libertà e sicurezza. E ha ricordato le parole del giurista Piero Calamandrei “Se cercate il luogo dove è nata la Costituzione andate ovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, perché lì è nata la nostra Costituzione".
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/tanica.JPG[/IMGSX] DISSALATORE : Siamo tutti d'accordo , fatto all' Elba ed in particolare così come progettato nel Golfo Stella mi sembra un progetto scellerato.
AEROPORTO: personalmente ritengo già un miracolo se un giorno Pianosa potrà essere fruibile ad un diportismo controllato e ad un minimo di valorizzazione turistica di qualità.
Conoscendo i nostri PARCHISTI anche solo pensare di farci un vero Aeroporto internazioale mi sembra un utopia .
Ritengo invece fondamentale valorizzare e migliorare lo scalo di Marina di Campo in linea con quello di tutte le isole minori ad alto potenziale turistico . Non potremo mai avere molti collegamenti internazionali ma ne basterebbe qualcuno : Germania , Svizzera , Inghilterra e Francia da aprile a fine ottobre e poi collegamenti regolari tutto l'anno con FIRENZE PISA MILANO ROMA con aerei moderni .
Se pensiamo di portare all' Elba il turismo di qualità solo con i nostri traghetti allora campa cavallo.
Ma se non volete il turismo , allora facciamolo per migliorare la qualità di vita e facilità di spostamento degli Elbani.
Io l'aereoporto lo uso spesso per andare a Pisa per motivi di salute e a Firenze per motivi di lavoro . Spendo meno che in auto e arrivo in poco più di mezz'ora .
Ma vi rendete conto della differenza ?
Se non ci fosse per me sarebbe un disastro.
Gli elbani e soprattutto i portoferraiesi non si rendono ancora conto della comodità . Non siamo abituati a viaggiare in aereo.
Ma è il futuro…., anzi il presente.
Una pagina di storia completamente sconosciuta e ignorata nella storiografia locale elbana è quella che riguarda la presenza di consoli e viceconsoli nella città di Portoferraio e in altri paesi dell’isola.
Nel 1842 così scrive Attilio Zuccagni Orlandini :
“ Consoli esteri residenti nell’Elba
Il solo piccolo Stato Ducale di Parma tiene un console in Portoferraio ;altre otto Potenze vi si fanno rappresentare da un semplice Viceconsole.L’Austria,l’Inghilterra,lo Stato Pontificio e quello delle due Sicile, tengono un Viceconsole per Portoferraio e Longone e Marciana: la Svezia e la Grecia solamente per Portoferraio.”
(Attilio Zuccagni Orlandini. “Corografia dell’Isola dìElba”.Vol XII.Pg 53. 1842)
L’istituto consolare è ancora esistente in Portoferraio ai primi del novecento:lo si apprende da Sandro Foresi che nel 1929 scrive :
“ CONSOLATI ESTERI
Gran Bretagna-Airey John Charles
Via Ninci
Olanda – Reboa Cav. Uff. Antonio
Via Ferrandini
Spagna-Damiani Comm.Avv.Leone
Piazza Cavour”
(“Guida annuario dell’arcipelago toscano 1929-1930”Pagina 41.Archivio di stato di Pisa)
Se nelle pagine di storia locale gli istituti consolari presenti sull’isola non sono ricordati,al contrario sono evidenti nella lettura dei documenti di archivio.
Ed in questi documenti,fino a quando è esistito, è il governatore di Portoferraio che ha rapporti con questi istituti consolari.
Nella Toscana granducale sia nel periodo mediceo che in quello asburgo lorenese il porto di Portoferraio con la sua darsena sono importanti sedi per il commercio marittimo e per tale motivo vi sono rappresentanze consolari di stati esteri
Esistevano due forme principali della originaria funzione consolare: quella dei consules missi e quella dei consules electi.
La distinzione, consente immediatamente di individuare l’originale duplice natura dell’istituto. I co nsules missi
erano investiti per autorità del proprio Stato, generalmente per disposizione espressa del sovrano con il quale erano legati da uno speciale rapporto fiduciario e dal quale ricevevano specifiche istruzioni, e rispondevano per lo più a prerogative sancite in trattati internazionali e accordi bilaterali. Il console appartenente a questa tipologia era spesso dedito all’ufficio consolare in modo esclusivo, favorendo l’evoluzione di caratteri professionalizzanti e di maggior prestigio sociale
Il consul electus era invece per lo più un commerciante nominato dai componenti di una o più nazioni mercantili al proprio interno, oppure un tecnico scelto sulla base di una provata conoscenza degli usi e dei regolamenti in vigore nel territorio di residenza. Il carattere distintivo, in questo secondo caso, prescindeva dall’appartenere o meno a uno stesso territorio o dal risponde-re alla fedeltà verso un determinato principe, bensì era quello di un consulente al quale affidare compiti di traduzione, assistenza legale e tutte quelle attività di intermediazione necessarie alla tutela dei proprii nteressi rispetto ai poteri locali.
A Portoferraio il console appartiene generalmente a questo ultimo tipo: è consul electus.
Nel 1707 Anton Francesco Montauti scrive da Firenze al governatore Alessandro del Nero .
La lettera, manoscritta,riguarda due questioni inerenti la carica di console e cioè la non necessità di mostrare la patente di console al granduca per poter esercitare la carica in Portoferraio e la proibizione di inalberare l’armi dello stato estero sopra la propria casa
“ Sig Barone Del Nero
Portoferraio
Ill.mo Sig.re Mio Pron. Col.mo
… Si è inteso l’arrivo costà da Napoli del Sig Giuseppe Velardes il quale porta Patente di Console per Carlo Terzo,fattale dal Sig Conte di Martiniz et inoltre si è sentito che egli le aveva fatta instanza di poter esercitare costì detta Carica e che ella gli aveva replicato dover egli far pervenire sotto gli occhi della A.S.R.le detta patente per poter poi ricevere gli ordini che in tale affare fossero stimati più necessari.Circa di che devo significare a VS Ill.ma essere mente di S.A.R.le che in caso egli non abbia spedita qua detta patente o che non abbia fatto passo alcuno circa la medesima ella cerchi di farsela mostrare e mandarne qua una copia e poi dica che avendo ella fatta meglio reflessione vede che non è punto necessario che egli faccia veruna parte all’A.S.Rle né veruna instanza ad altri per esercitare tale carica,giacchè serve a VS Ill.ma che abbia la patente del Sig Conte di Martiniz in virtù della quale ella gli permetterà che egli faccia tutto quello che riguardano le sue incombenze e cerchi pure di persuaderlo a non avvisare né far per parte veruna con questa Corte dovendogli solo servire di poter praticare quelle prassi per le quali è stato costì inviato adducendogli inoltre per ragione che non è solito che siano confermate da S.A.Rle che siano confermate le patenti de Consoli o vice Consoli che risiedono costì in Portoferraio che però si rimanda a VS Illma a quest’effetto la patente del nuovo Console di Genova ,al quale pure porta dire l’istesso e valersi poi di questo esempio col sig Velardes
Stiamo però VS Ill.ma bene avvertita di non permettere in modo alcuno che il medesimo inalberi l’arme Carlo Terzo in caso gli venisse un simil pensiero prima perché qui si suppone che gli altri Consoli o vice Consoli non faccino costì un simil passo onde potrà in tal caso dire che Ella non puote né vuole introdurre una simile novità ma quando pure vi fosse qualche esempio che qualcheduno dei ministri avesse alla sua casa l’Arme del suo Principale,onde non si potesse addure la ragione suddetta potrà Ella assicurare il medesimo Sig Velardes che nello stato del Ser.mo Gran Duca non v’è un simile esempio almeno che sia a notizia di VS Ill.ma e che non si vede in alcun luogo esposta l’Arme di Carlo terzo non avendola neppur messa in Livorno quello che ha l’istessa patente ond’ella non vuole esser il primo ad introdurre cose di nuovo tanto più che sono note le difficoltà che vertono presentemente in Roma con il Sig Barone Tassis che avendo messa la suddetta Arme alla sua casa perché aveva la patente di Maestro della Costa di Napoli il governo gli ha ordinato di levarla e avendo esso insistito a volerla tenere esposta l’hanno esiliato arrivando fino ad inventariare le sue robe che aveva nella medesima sua casa motivi tutti che puole ella dire che l’inducono a non permettergli una simil novità per sfuggire tutti quelli disturbi che forse potrebbero nascere tanto più che l’inalberare l’arme non gli avrebbe niente di vantaggio mentre gli vien permesso l’esercizio della carica.Tutto però lo porti torno sempre a dire con somma delicatezza e come cose venutegli nel di lei pensiero. Quando poi il medesimo sig Velardes presistesse costantemente nel voler inalberare l’arme di Carlo terzo potrebbe per ultimo remedio vedere VS Ill.ma per mezzo di qualche confidente del medesimo che Ella stimasse più proprio fargli dire che lei per comprare la sua quiete quanto bisognasse gli farebbe un regalo di qualche pezza purchè egli desistesse dal metter fuori la suddetta arme e circa la quantità si rimette alla prudenza di VS Ill.ma e concludendo potrà subito dargliene”
Di Firenze 13 ottobre 1707
Dev.mo Obb.mo Serv. re
Anton Francesco Montauti”
(Filza “Lettere diverse sin all’anno 1709 al tempo dell’Ill.mo Sig Barone Alessandro del Nero 1701-1709”Archivio del governo di Portoferraio 1553-1799.Carteggio del governatore.Carta n 124. Archivio storico comune Portoferraio)
La questione dell’inalberarmento dell’arme dello stato estero sopra la propria casa,si ripresenta pochi anni dopo, nel 1739, con il console di Francia , Lambardi, il quale contravvenendo alle disposizioni non solo inalbera la bandiera d’arme di Francia ma anche vende grano eludendo la vigilanza dell’istituto dell’Abbondanza.Tutto ciò per fare contrabbando.
Lo si apprende da lettera manoscritta inviata Coresi del Bruno,governatore di Portoferraio,da Gaetano Antinori del Consiglio di Reggenza in Firenze
“Al Maestro di Campo Coresi del Bruno
Gov.re di Portoferraio
Ill.mo Sig mio Pron Col.mo
Io so dispensarmi dal palesare a VS Ill.ma colle mia solita ingenuità che il Consiglio di Reggenza avrebbe desiderato veramente che Ella al primo avviso che le fu dato di avere i vice console di Francia innalzato le armi di Sua maestà Cristianissima sopra la piccola casa di sua abitazione si fosse adoperata con tutta l’efficacia acciò refletendp meglio esso al passo che aveva fatto da non potergli essere tollerato dal Governo si disponesse a deporle fino almeno che la Reggenza potesse dare a VS Ill.ma le istruzioni convenienti in una materia così gelosa e che trascurata sarebbe di esempio per i Consoli delle altre Nazioni….
Una delle ragioni intanto che si vede ben chiaramente hanno mosso il Lambardi ad innalzare sopra la sua casa le armi di Francia,è stata quella di sperare che possa giovargli a continuare i contrabbandi e la disobbedienza alle leggi di SAR sapendo col consiglio che egli si è fatto invita da molto tempo contro gli statuti veglianti dell’Abbondanza e con molto pregiudizio della medesima e di codesto pubblico di fare l’incettatore e provvisioniere di grani che introduce e vende in codesta piazza nonostante che l’Abbondanza abbia sola la privativa di dover pensare a tale provvista.
Pare ero necessario al consiglio che VS Ill.ma ponga il dovuto rimedio ad una tale contravvenzione non permettendo l’ingresso in codesta piazza ai grani o farine che non siano state provviste dall’Abbondanza ma da semplici particolari …
Di VS Ill.ma
Di Firenze lì 6 giugno 1739
Dev.mo Obbl.mo Serv.re
Gaetano Antinori “
Nel 1730 Carlo Rinuccini scrive lettera al governatore di Portoferraio riguardante Giuseppe Palmi console della religione di Malta :
“Ill.mo Sig.re Mio Pron.mo Col.mo
Signor Maestro di Campo Coresi del Bruno
G.re di Portoferraio
Poiché VS Ill.ma asserisce nella Sua lettera de 16 corrente mese,che il Sig Giuseppe Palmi sia giovane savio intelligente e capace di non abusarsi del Privilegio della Patente di Console della Religione di Malta ,potrà ammetterlo nell’esercizio di tale carica nelle forme consuete dopo però che averà lasciato quella di Capitano di codesto Porto e mentre il medesimo non habbia costì altri impieghi e incombenze non compatibili col predetto posto di Console o non habbia pregiudizi in codesto suo Tribunale
Firenze 31 maggio 1730
Dev.mo Obbl.mo Serv.re
Carlo Rinuccini”
(Filza “Lettere dei ministri di stato e di guerra 1690-1746”.Archivio del governo di Portoferraio 1553-1799.Carteggio del governatore.Senza numero di carta . Archivio storico comune Portoferraio)
Questa lettera manoscritta è interessante perché in poche righe definisce la figura del console accennando ai privilegi che comporta il possedere la patente di console e anche al fatto che la carica è incompatibile con altri incarichi e con pendenze in tribunale.
Le formule utilizzate nelle patenti con le quali gli Stati provvedevano alla nomina e all’attribuzione dei compiti al console paiono seguire una traccia comune e di poco difforme. L’ufficio aveva tra i proprii mpegni principali quello di assistere i connazionali, commercianti, naviganti o proprietari di bastimenti che fossero, e di raccogliere notizie in materia di sanità. Su questa base, vi erano infinite varianti possibili dovute alle specificità del luogo di destinazione, alle qualità del soggetto investito e alle occorrenze pro tempore espresse dallo Stato che affidava l’incarico consolare
Si badi a non confonderlo con il Consolato del mare (consulatus maris), cioè il tribunale inserito all’interno dell’amministrazione municipale e dotato di responsabilità giuridica nel dirimere le controversie in materia commerciale e di navigazione sorte nella città stessa o in sua prossimità .
Dell’istituto consolare nel granducato di Toscana tra il 700 e 800 ne parla in uno studio Aglietti a cui rinvio per chi volesse approfondire l’argomento (13) (PDF) L’istituto consolare tra Sette e Ottocento. Funzioni istituzionali, profilo giuridico e percorsi professionali nella Toscana granducale, Pisa, ETS, 2012 | Marcella Aglietti – Academia.edu
MARCELLO CAMICI
Una nuova realtà si sta affermando tra le imprese elbane. Si tratta dello Studio Sestante, un’azienda giovane e dinamica specializzata nel recupero del credito, nel reperimento di fondi nazionali ed europei e nella consulenza aziendale. Lo Studio rappresenta un’interessante novità sul nostro territorio essendo la prima e unica società elbana in possesso di autorizzazione ex art. 115 T.U.L.P.S., necessaria per il recupero stragiudiziale di crediti insoluti.
Il nuovo ufficio in via dell’Annunziata a Portoferraio mostra uno stile accattivante. Mi accolgono i fondatori dello Studio, Andrea Ferro, Nicolò Insalaco e Michele Marini, tre ragazzi elbani dall’entusiasmo coinvolgente. Ci tengono subito a farmi conoscere l’ideale di fondo che ispira il loro progetto d’impresa: applicare al contesto elbano le competenze maturate durante gli anni di studio universitario e di lavoro fuori casa, al fine di contribuire a rendere il mercato dell’Isola maggiormente competitivo, in termini di offerta e qualità dei servizi disponibili.
Il logo dello Studio contiene un sestante (antenato della bussola e del moderno gps), simbolo eloquente che guida l’idea imprenditoriale: proprio come un sestante, legato alle antiche tradizioni marinaresche e, allo stesso tempo, strumento avveniristico, lo Studio Sestante si propone come un ausilio per le imprese elbane, che vogliono accedere alle risorse messe a disposizione a livello nazionale e sovranazionale, delineando la strategia più opportuna in relazione alle peculiarità specifiche del territorio elbano.
Lo Studio Sestante propone un’ampia gamma di servizi di alto potenziale. Primo fra questi è la gestione del credito per aziende e privati: dal monitoraggio degli incassi, al recupero degli insoluti. Su quest’ultimo punto, la formula proposta risulta particolarmente completa e vantaggiosa: a seguito di un’attenta analisi sulla natura del credito e le probabilità di riscossione, lo Studio mette in atto tutte le azioni finalizzate ad incentivare il pagamento volontario, nel pieno rispetto degli interessi legittimi del creditore e del debitore. In caso di mancato adempimento dell’obbligazione in via stragiudiziale, il cliente potrà decidere di accedere alla fase giudiziale con uno degli avvocati convenzionati operanti sul territorio a prezzi contenuti, chiari e convenienti.
Altro servizio primario, offerto dallo Studio, è rappresentato dal reperimento di finanziamenti nazionali ed europei. Mi spiegano i ragazzi che, in parte per la scarsa pubblicità dei bandi e in parte per l’elevato grado tecnico richiesto dalle procedure di partecipazione, un numero esiguo di attività elbane, rispetto a quante ne avrebbero l’opportunità, riescono ad accedere ai fondi che l’Unione Europea e gli Enti nazionali stanziano ogni anno per le imprese. A tal fine, lo Studio realizza collaborazioni con aziende ed enti pubblici di differenti settori per la scrittura di progetti e la partecipazione ai bandi a partire dall’intento seguito e dalle sue specifiche esigenze.
Lo Studio Sestante è inoltre competente nella redazione di Business plan, prezioso strumento strategico per le aziende e fondamentale requisito per l’accesso al credito. La
quasi totalità degli istituti di credito, infatti, richiede che le domande di finanziamento si accompagnino, e soprattutto si avvalorino, dalle evidenze del Business Plan.
Lo Studio Sestante è una realtà in rapida evoluzione, tramite la pagina Instagram (@studiosestante) e Facebook (Studio Sestante) dello Studio potrete rimanere aggiornati sui servizi offerti prendendo visione dei consigli sull’ottimizzazione dei processi aziendali nonché su altri diversi aspetti concernenti i bandi cui poter partecipare ed il recupero dei crediti insoluti.
Per qualsiasi richiesta di informazione, è possibile contattare lo Studio Sestante telefonicamente (Andrea Ferro 3290092838, Nicolò Insalaco 3881597761, Michele Marini 3931668460) o all’indirizzo mail info@studiosestante.com in modo da poter trovare le strategie e le soluzioni più idonee alle vostre esigenze.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/fumo.JPG[/IMGSX] Martedì 16 novembre inizierà il nono gruppo di mutuo aiuto antifumo, coordinato dal facilitatore Matteo Balatresi in collaborazione con Franca Stampacchia.
Il corso, avverrà preferibilmente in presenza, a Portoferraio ore 18,30.
Sono richiesti Green pass e utilizzo di mascherina.
Il corso è dedicato a coloro che desiderano smettere di fumare ma hanno difficoltà ad affrontare da soli questo passaggio delicato. Il percorso interessante e stimolante, come hanno riferito alcuni partecipanti dei corsi precedenti, può essere un valido supporto. Circa il 50% di coloro che hanno partecipato ai corsi precedenti ha smesso di fumare; a distanza di un anno il 40% non ha ripreso a fumare.
L’OMS, nella giornata mondiale senza tabacco 2020, segnalava che l’uso di tabacco è responsabile del 25% di tutti i decessi per cancro a livello globale. La nicotina e prodotti del tabacco aumentano anche il rischio di malattie cardiovascolari e polmonari. Oltre 1 milione di persone muoiono ogni anno nel mondo per l'esposizione al fumo passivo. Scelte salutari sono particolarmente importanti in questo momento poiché i primi studi disponibili mostrano un rischio di malattia Covid-19 più severa tra i fumatori. Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco oltre 93 mila morti l’anno nel nostro Paese; più del 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel maggio 2020, segnalava che durante il lockdown era diminuito il numero di fumatori di sigarette tradizionali, passando dal 23,3% al 21,9%, ma era aumentato il consumo medio di sigarette passando dal 10,9% al 12,7%, in quanto i fumatori che non erano riusciti smettere, avevano aumentato il numero di sigarette fumate, sia tradizionali, sia elettroniche.
Il corso di mutuo aiuto antifumo è gratuito. Ci sono ancora alcuni posti disponibili.
Per informazioni ed eventuali iscrizioni gratuite telefonare al numero 347 357 4927.
Questo corso è inserito nell’ambito del progetto di prevenzione del fumo passivo: “Se fumi tu, fuma anche il tuo bambino”, realizzato dalla Commissione Sanità della Fondazione onlus Isola d’Elba con il patrocinio dell’ASL Nord Ovest, iniziato il 1 maggio 2016.
Non fumare è una scelta d’amore
Commissione Sanità della Fondazione Onlus Isola d’Elba
UN RICORDO COME OGNI ANNO IN QUESTO GIORNO MI SCUOTE, E LO RACCONTO NUOVAMENTE PER NON DIMENTICARE.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/alluvione.JPG[/IMGSX] La notizia dell’alluvione a Firenze mi colse a Portoferraio come un pugno allo stomaco, nella città del fiore avevo i miei genitori ed i miei fratelli, la zona dove abitavano era una delle più colpite dalla furia delle acque, in Via della Mattonaia dove abitava mio fratello l’acqua aveva toccato i 4metri e 70 cm, Nel rione dell’isolotto a pochi metri dall’Arno la casa dei miei era sommersa fino al primo piano…che fare .
Senza indugio mi precipitai al negozio a due passi da casa in via Veneto a Portoferraio dove risiedevo per una mirata scorta alimentare stivata in due capienti valige insieme ad altri generi di prima necessità , poi , stivaloni e cerata da pescatore e via alla volta di Firenze per un viaggio colmo di incertezze che sembrava impossibile…. un viaggio allucinante…un treno, il cassone di un camion, poi finalmente la stazione di S.Maria Novella, i sampietrini, che pavimentavano la piazza ed alcune strade del centro, erano scomparsi al loro posto un alveo di fango , vicino al sottopassaggio per Via Nazionale una fila di salme giacevano in quella melma assassina pietosamente coperte , facendomi largo tra fango, acqua e detriti mi misi in cammino verso casa , la città era irreale popolata da persone irriconoscibili che simili a fantasmi, in silenzio spalavano fango dagli androni delle case e dai negozi, rimuovendo arredamenti distrutti e merci ormai inservibili, mentre percorrevo quello che era rimasto delle strade del centro le lacrime mi rigavano il volto , percorrendo il lungarno della Zecca Vecchia, l’Arno faceva ancora paura, quel nastro d’argento cantato in tutto il mondo dallo stornellatore fiorentino Narciso Parigi era un mare scuro minaccioso e gorgogliante, strade e stradine erano quasi impraticabili, detriti, auto , armadi e quanto altro che fino a poche ore prima era patrimonio familiare o commerciale giaceva distrutto e ammassato ai bordi delle strade , ovunque con grande dignità si lavorava in silenzio, c’erano militari, pompieri ragazzi e ragazze, studenti, vecchi e bambini insieme a genti che erano accorse dai paesi vicini……angeli del fango furono chiamati, poi finalmente casa mia, gli abbracci, i racconti le cose perse che non ci interessavano più perché rimanevano gli affetti, i sentimenti rinsaldati dall’immane tragedia , sentimenti e solidarietà che si ampliavano abbracciando migliaia di sconosciuti intenti a salvare il salvabile…. Avrei voluto fermarmi vedere, sapere, rendermi conto dello stato della mia città natale e dove possibile avrei voluto donare quella vigoria dei vent’anni, purtroppo la mia casa e la mia vita erano altrove così il giorno appresso dopo una notte insonne passata a parlare con babbo, mamma e miei fratelli tornavo all’Elba conservando nel cuore immagini, parole, lacrime e sensazioni che può provare solo chi anche marginalmente e per un giorno ha vissuto questa immane tragedia .
Fabrizio Prianti
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/mani.JPG[/IMGSX] Non solo il comune deve spendere i soldi di queste tasse ma li deve spendere bene.
Questo accade con persone capaci e competenti.
Se ciò non accade non è perchè o si votano persone incapaci o ci sono problemi strutturali.
Ci sono persone incapaci perchè il problema è strutturale insito al sistema politico che ha urgente necessità di profonde riforme.
Dopodiche che anche la società civile non può essere presente solo quando si va al voto.
Per il degrado la società cosidetta civile potrebbe essere presente facendo uso dello strumento dei patti di collaborazione con l'ente pubblico.
Se non lo fa significa che qualcosa anche là non funziona.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_32/erasmus.JPG[/IMGSX] Nella giornata di mercoledì 3 novembre, l’Istituto Comprensivo “Pertini” di Portoferraio ha ospitato un importante evento promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale: il seminario “Erasmus plus ed E-twinning”. La Dirigente scolastica Daniela Pieruccini ha accolto i numerosi partecipanti (Docenti e ATA di ogni ordine e grado delle scuole elbane, ma giunti anche da Grosseto, Lucca, Lido di Camaiore, Siena e dal CPIA -Centro per educazione adulti) ed ha espresso la propria soddisfazione nell’ospitare un seminario che può essere visto anche come un’occasione per attrarre docenti in scuole periferiche sì, ma aggiornate e ricche di stimoli . Un’opportunità di crescita personale e professionale per i docenti delle scuole “remote”, che spesso perdono possibilità di aggiornamento e collegamento con le comunità scolastiche della terraferma. La giornata di studi ha evidenziato gli aspetti dell’utilizzo della piattaforma e-twinning a livello didattico, dando preziosi consigli sulle modalità della community, che mette in contatto docenti ,studenti, Scuole di diversi Paesi in modo paritario, in un’ottica di scambio davvero europea.
“E’ la scuola di tutta l’Europa con l’Europa nella scuola”, ha riassunto Pieruccini .
Dopo i saluti della responsabile regionale Erasmus dell’USR Toscana, Daniela Cecchi, che ha anche portato i ringraziamenti del dirigente Pellecchia, sono intervenute la referente Erasmus Simona Bernabei , che ha evidenziato come la pandemia abbia avuto il “merito “ di implementare le dotazioni informatiche di tutte le scuole, dimezzando la lontananza grazie alla tecnologia. Ha poi preso la parola Luisella Mori, ambasciatrice Erasmus: la docente, un’esperta che si sposta nelle varie sedi scolastiche a sostenere e offrire supporto nella progettazione di percorsi di e-twinning , ha sottolineato l’importanza delle riunioni in presenza di tutta la comunità educante, dopo 2 anni di stop dovuti al covid .
Le scuole possono attivarsi per accreditarsi in percorsi Clil (con una disciplina scolastica veicolata in una delle lingue europee), con scambi di docenti e studenti (Erasmus ed e-twinning), con certificazioni di diploma bilingue (Esabac) coadiuvate dal team dell’Ufficio Scolastico Regionale, attraverso webinar ed incontri in presenza.
All’incontro ha partecipato anche l’ex DS Grazia Battaglini, che ha ricordato come l’Istituto Cerboni già da tempo ha portato avanti percorsi simili.
Erasmus plus è una grande occasione per le scuole dell’Elba; uno scatto in avanti, verso un futuro ricco di opportunità per i ragazzi, senza la discriminante di sentirsi una “scuola di periferia” lontana da possibilità di incontri, scambi culturali, occasioni di arricchimento personale.