Un paese integro sotto l'aspetto fiscale avrebbe meno disoccupati e potrebbe permettersi di dare sussidi decenti e avere ospedali funzionanti, strade curate, trasporti al passo con i tempi.
Vergognati e ……….magari paga le tasse !
Dante
Saluti
Chiara
RIFLETTETE un saluto
Basta scrivere su Google: “Isola d'Elba protesta” che vengono fuori 125.000 risultati che coinvolgono praticamente tutte le categorie. Si va dalla manifestazione contro i tralicci dell'elettrodotto di Terna all'appello degli agricoltori contro i danni subiti dai cinghiali; dalla protesta dei musicisti contro le restrizioni ai concerti di musica dal vivo, alla protesta di professori, genitori, studenti e precari contro i tagli alla scuola o la carenza di aule; dalla protesta dei cacciatori contro le trappole per i cinghiali messe dall'ente Parco, a quella degli agricoltori a favore dell'eradicamento degli stessi; dalla protesta per rivendicare prezzi più bassi nei passaggi marittimi a quella dei disabili che non potevano salire sul traghetto per il Giglio; dalla protesta dei detenuti per la carenza di servizi e igiene a quella di SOS Elba contro gli scempi urbanistici e ambientali; dalla protesta contro lo smantellamento dell'ospedale, a quella contro l'accorpamento degli otto comuni ad uno.
Pur nell'eterogeneità delle rivendicazioni tutte queste proteste hanno qualcosa di solido che le unisce: l'amore incondizionato per la propria terra di ogni orgoglioso elbano. Si muovono sui social network, in assemblee e manifestazioni di piazza. Rivendicano la specialità dei diritti dettata dal disagio di un'esistenza isolata. Gridano la necessità di una maggiore autonomia e di agevolazioni fiscali. Stanchi di vedere i loro soldi attraversare il mare per non far più ritorno, e stanchi di vedere la loro terra gestita da poteri remoti ignari delle realtà locali.
Tutte queste problematiche li rendono sempre più forti e coesi, pur riconoscendosi come popoli diversi. Essi si definiscono elbani nell'emergenza ma pretendono di essere di volta in volta riesi o campesi, marcianesi o longonesi, piaggesi o capoliveresi, marinesi o ferrajesi, e con incrollabile fierezza fanno di questi campanili un vanto. Ma non per ignoranza, piuttosto per la grande forza delle loro differenze storiche e culturali, per l'incredibile dignità delle loro radici e tradizioni, per la salubre goliardia degli sfottò reciproci.
Ma quando l'indignazione sale e l'invasore appare subdolamente dietro le trame di losche innovazioni, ecco che spariscono i campanilismi e le piccole scaramucce intestine e l'elbano si riscopre popolo battagliero e invincibile. Forse il solo dei popoli italiani ad aver fatto una vera rivoluzione e ad averla splendidamente vinta. Sono passati 212 anni da quel giugno di sangue in cui centinaia di soldati francesi trovarono la sconfitta e la truce morte nella Battaglia di Procchio. Tutti uniti e in perfetto sincrono, i popoli di Marciana e Poggio, di San Piero e Sant'Ilario, con il supporto degli inferociti Capoliveresi assetati di vendetta per il Sacco subito, grazie ai moschetti e ai cannoni prestati loro dagli spagnoli di Longone. Dapprima assediarono Portoferraio, dove si nascondevano giacobini ed emissari dei dominatori francesi, prendendola a cannonate, nel mentre le navi corsare badavano a interrompere le comunicazioni dal mare; poi attaccati da 24 navi da guerra misero in atto una strategia degna dei migliori generali, andando incontro al nemico che marciava dritto verso i paesi, accoppandolo coi favori del buio dalle fitte macchie, fino a ricacciarlo a mare.
Oggi queste pagine di storia, in parte occultate per lo smacco dei francesi, sono andate quasi completamente perse o dimenticate. Quella rivolta degli elbani scoppiata per un aumento delle tasse rimane però uno degli eventi più gloriosi di questo popolo indomito e tenace fatto di granito e sale, di ferro e di vino. Oggi le proteste si svolgono al passo coi tempi. Nascono gruppi su Facebook che poi s'incontrano nei bar e infine sfilano indignati per le strade della loro “capitale”.
Non ci saranno più bagni di sangue e di follia, ma il patrimonio genetico di questa specie autoctona è così ribelle che ogni potere supremo, venga esso da Livorno, da Firenze, da Roma o da Bruxelles, dovrebbe studiare questa storia ed ammirare i sani principi di questo popolo pieno di coraggio.
Oltre tremila anni son passati da quando gli sfruttatori giunsero all'Elba ad estrarre rame e ferro usando la forza lavoro degli abitanti del posto e di schiavi importati. Decine di dominazioni e guerre diverse per il controllo di questo fazzoletto di paradiso si sono date il cambio per spremerne le ricchezze. Eppure sono scomparsi gli etruschi, è caduto l'Impero Romano, si sono eclissate le repubbliche marinare, scomparsi i principi di Piombino, i granduchi di Toscana, l'impero di Spagna, quello britannico e quello francese; Napoleone è morto, Garibaldi anche. Il regno d'Italia non esiste più, fra un po' forse nemmeno l'Italia; e sparirà anche l'euro e le sue banche e tutta l'Europa.
E gli elbani sono ancora qui, e non smetterano mai di ribellarsi. Indignati ad ogni forma di sopruso, essi, popolo di Masi e Gori, di Del Buono e Tesei, Bandinelli, Corbelli, Innocenti, Martorella, Battaglini, Pacinotti, Prosperi e Pierangeli, e tanti altri eroi.
[SIZE=3][COLOR=darkblue]Sono solo indignati, non fateli incazzare. [/COLOR] [/SIZE] 🙁
Cordialmente,
Chiara.
Ah, venga a manifestare il 7 Ottobre.
Facciamo tutti insieme qualcosa di utile cercando per una volta di affrontare un problema dall'inizio alla fine.
La Pubblica Assistenza Porto Azzurro in collaborazione con la formazione del Coordinamento ANPAS Isola d’Elba organizza un Corso per Soccorritori di Livello Base e Avanzato al fine di dare al cittadino volontario le semplici nozioni di come intervenire in una semplice emergenza domestica, stradale o di lavoro.
Al Corso possono partecipare gratuitamente i giovani dai 16 anni che desiderano collaborare con la Pubblica Assistenza Porto Azzurro per i servizi Socio-Sanitari e di emergenza 118.
Il Corso Livello Base inizierà a fine Ottobre per un totale di 20 ore serali e per coloro che hanno compiuto 18 anni, è possibile continuare con la formazione Avanzata per ricevere l’Attestato di Soccorritore rilasciato dall’ANPAS Regionale in base alla Legge Regionale Toscana n° 25 del 2001.
Alla Pubblica Assistenza Porto Azzurro sarà il compito di seguire i giovani durante le lezioni ed eventuale trasporto andata e ritorno a Portoferraio per quelle lezioni in comune con le altre Pubbliche Assistenze dell’Elba.
Inoltre dopo le lezioni teoriche, per gli aspiranti soccorritori seguirà un tirocinio pratico con le attrezzature ed i mezzi della Pubblica Assistenza Porto Azzurro.
Per maggiori informazioni e adesioni entro il 10 Ottobre prossimo, rivolgersi alle Pubbliche Assistenze ANPAS dell’Isola d’Elba e per la Pubblica Assistenza Porto Azzurro in sede sociale, al tel. 0565-92.02.02 o sul sito ufficiale [URL]www.portoazzurrosoccorso.it[/URL] .
Ricordiamo inoltre che si ricevono entro il 21 Ottobre le domande per il Servizio Civile presso la Pubblica Assistenza riservato ai giovani dai 18 ai 29 anni non compiuti. I posti sono limitati e prevedono ai selezionati un rimborso mensile di 433,80 Euro per 12 mesi per trenta ore settimanali di servizio.
Pubblica Assistenza Porto Azzurro
Stefano Martinenghi.
E' trascorso già un anno da quel doloroso 4 ottobre 2010, quando ci hai lasciato.
Anche oggi, esattamente come un anno fa, un sole caldo prova a scaldare i nostri cuori … ma quel vuoto che hai lasciato rimane forte, oggi come ieri.
Sei sempre con noi, e sempre con noi resterai.
Ciao Claudio.
I tuoi cari.
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Gli impegni dell’assessore Scaramuccia. Segnini: “Irrinunciabile la gestione delle emergenze”. E rilancia: “Il 7 saremo in piazza”
“La Regione Toscana si è impegnata con noi sindaci a farsi garante con l’azienda di un percorso di generale rafforzamento della struttura sanitaria elbana. Un percorso che assicuri come condizione irrinunciabile la gestione delle emergenze. In quest’ottica attraverso il confronto tra Regione e Azienda si punterà a un primo potenziamento dei reparti di medicina e ortopedia, confronto che abbiamo chiesto venga attuato in tempi rapidi e certi”.
E’ il primo cittadino di Campo nell’Elba, Vanno Segnini, a parlare come presidente della Conferenza dei Sindaci sulla Sanità mentre lascia Firenze dopo l’incontro con l’assessore alla Salute Scaramuccia, il capo di gabinetto del governatore Rossi, Ledo Gori, e alcuni rappresentanti del Dipartimento Salute della Regione Toscana.
Un incontro che i sindaci definiscono “positivo” anche se – si affrettano a precisare – “nel pieno dell’emergenza del sistema sanitario dell’Elba, al di là delle rassicurazioni, servono al più presto fatti e azioni concrete”. Dalla riunione di Firenze i sindaci tornano con l’impegno della Regione a farsi garante di un confronto con l’Asl. “Quello che abbiamo chiesto – prosegue Segnini – è che non possiamo tollerare che i cittadini elbani corrano disagi e rischi diretti per la loro salute ogni qualvolta si trovano ad affrontare un’emergenza. Il caso della scorsa settimana, della turista con la lussazione alla spalla costretta a un trasferimento in elicottero a Piombino è stato portato all’attenzione della Regione come un caso estremo non più replicabile. In linea di massima non abbiamo respinto futuri possibili collaborazioni con l’ospedale di Piombino, ma quel che abbiamo con decisione rifiutato è il tentativo messo in piedi dall’azienda di volerci negare qualsiasi autonoma capacità di risposta di fronte alle emergenze sanitarie”.
All’orizzonte si profila anche un nuovo incontro. Questa volta attorno a un tavolo torneranno a sedersi i sindaci, rappresentanti della Regione e dell’Azienda sanitaria. “Sarà il primo banco di prova – va oltre Segnini – per capire se questo nuovo impegno della Regione nei confronti dei cittadini elbani avrà iniziato a produrre effettivamente dei risultati”.
L’attenzione adesso si sposta tutta sul 7 ottobre, giorno della visita all’Elba della Commissione Sanità e della grande mobilitazione pubblica a Portoferraio in difesa dell’ospedale elbano. “L’impegno dei sindaci non verrà meno – fanno sapere i primi cittadini riuniti – la mobilitazione deve essere condotta con forza e convinzione. Adesso è il momento di restare compatti e scendere in piazza per far valere i nostri diritti”.
La festa dell'uva è sempre unica malgrado quest'anno ci si sia leggermente andati ad infossare un pò troppo, nel beneamato tricolore … troppo, nonostante il 150"(e con tutto il rispetto per la bandiera). tutto questo storico percorso ha "appesantito" lo spirito della manifestazione che altro non è che una pittoresca rivisitazione della vendemmia attraverso il tempo. Presentatore insulso, poco comunicativo e coinvolgente. Oratori prolissi (anco tù Fabrì, m'hai morto … cò sto vincenzo silvio),javascript:smilie(':D') sfilate pseudo carnevalesche a mio avviso anche un pò improbabili … (fortezza esclusa, baluardo passabile) … mancanza di una "banda" musicale che, come l'edizione del 2010, accompagnasse con ALLEGRIA e LEGGEREZZA, le monotone ore dello struscio e dell'attesa in piazza … rioni non proprio entusiasmanti … pubblico un tantino spallato e talvolta deluso, soprattutto per l'assenza di un qualcosa che potesse dargli modo di partecipare in maniera più attiva (niente balli, tranne alla fortezza)… mi è parsa una festa vagamente sotto tono, specialmente se ripenso a quella dell'anno scorso, molto ben riuscita in tutti i sensi … Mi rincresce non poter esprimere giudizi migliori, ma tanto è quanto di meglio ho potuto percepire. Rimane ovviamente l'ammirazione per tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita della festa ed al loro impegno profuso. W CAPOLIVERI!!!javascript:smilie(':)')