Quando la solidarietà è fuori luogo
L’isola d’Elba, come tutto l’arcipelago, è sempre stata contesa per la sua posizione estremamente comoda. Rappresentava infatti un punto strategico per le potenze marinare. L’isola rimase pisana fino al 1399 costituendo la maggiore fonte di reddito per Pisa grazie alle sue miniere del ferro. Era, inoltre, per la potenza marinara, un ottimo riparo per difendersi, per esempio dai visconti di Milano e dai genovesi che attuavano tentativi espansionistici. Proprio per questo ci sono molti luoghi fortificati: fortificazioni risalenti al periodo della Repubblica Pisana, degli Appiani e in seguito dei Medici a Portoferraio. Anche Genova, per un periodo di tempo, riesce ad impadronirsene.
Dal ‘500, Portoferraio diventa dominio dei Medici di Firenze in un’area appartenente agli Appiani di Piombino.
Insomma, gli elbani hanno dovuto affrontare nei secoli varie esperienze di dominazione, non ultima quella di Napoleone, il quale costretto all’esilio tra le coste di quest’isola, fece da padrone pretendendo tasse dai suoi abitanti.
L’ultimo tiranno che ha invaso l’isola d’Elba e che l’ha resa oggi allo stesso livello della sua antica rivale Genova è l’acqua. Il vento imponente di Scirocco sembra aver contrastato con le alte onde da esso provocate lo scolare dell’acqua piovana: come risultato si è assistito all’inondazione del comune di Campo nell’Elba con un decesso e, ad oggi, sei dispersi.
Il vento? Lo scirocco? La forte pioggia? I cavalloni? (così si chiamano all’Elba le alte onde). Fino a che punto possiamo prendercela con la Natura e quando dobbiamo trasalire per prendercela con l’uomo? Con il dominatore di oggi?
Circa sei anni fa, in tutte le case degli isolani, è giunta una lettera inaspettata da parte della Comunità Montana. La missiva informava i circa 33.000 abitanti della creazione di una nuova tassa che sarebbe servita per la pulitura e la manutenzione dei fossi, proprio per far fronte ai recenti disastri che negli ultimi anni si erano presentati sottoforma di inondazioni o allagamenti di strade. Proprio il comune di Campo ne era già stato colpito nel 2002.
Dapprima la reazione dei cittadini è stata quella di ignorare la nuova imposta, fermi del fatto che già sono tanti e salati i contributi che ogni anno escono dalle loro tasche. In più, i cittadini che sono andati ad informarsi, hanno scoperto che questa tassa sarebbe andata a salvare una ditta appaltata in via di fallimento.
La cifra annua da pagare non era affatto irrisoria, poiché l’ente si è servito di un’indagine accurata per pretendere la tariffa, in quanto ogni cittadino avrebbe dovuto versare una quota in base al reddito. I bollettini da versare giungevano così anche a 100-400 euro all’anno.
Visto il riscontro negativo mostrato dagli isolani sfiduciati, resisi poco disponibili a tirar fuori altro denaro dalle tasche, soprattutto per devolverlo ad un fine così delicato, l’ente ha pensato bene di affidarsi all’ormai famosa EQUITALIA.
Gli isolani si sono dovuti così arrendere all’ennesimo dominatore e, per sbloccare le loro auto o i loro conti in banca, hanno dovuto, negli anni seguenti, sborsare fior fior di quattrini.
Risultato:
Queste sono alcune immagini che risalgono alla fine di ottobre di questo anno:
Così si presentano i tombini e così i fossi poco prima di questa ultima alluvione, che sì ha colpito solo il comune di Campo nell’Elba, ma per puro caso.
In conclusione, la solidarietà, le catene umane e tutto ciò che si fa e si mette a disposizione per aiutare gli sfollati e coloro che hanno perso tutto è nobile cosa. Ma rimane sempre un amaro in bocca: i dominatori la fanno sempre franca e scappano con i soldi in tasca nascondendo le loro facce nel momento del bisogno.
Gente di mare, non abbassate la testa di fronte ai dominatori! Andate a cercarli e fatevi ridare i vostri soldi che mai come ora possono esservi utili!