Complimenti, un bel po' di risate di cuore ci volevano proprio dopo tanta tristezza.
G.R.
Bacco
il 10/05/2012 per una visita mi sono dovuto recare a Grosseto in treno e all andata tutto bene!!
Premetto che il giorno prima avevo annotato tutti gli orari delle partenze e degli arrivi e le varie alternative del caso!!! Al ritorno il treno diretto a Pisa c.le con cambio a Campiglia ritarda quei pochi minuti necessari a perdere l'autobus per il porto, che vedevamo allontanarsi da noi appena usciti dalla stazione, e perdere cosi la toremar delle 18.30.
A quel punto per tornare a casa in un orario decente per poter mangiare e farsi una doccia magari decidiamo di chiamare un taxi per esser sul porto in orario e avendo fatto preventivamente (la mattina ore 7.40, avendo preso la moby delle 06.30) i biglietti, visto che le coincidenze fra treni e navi per arrivare a piombino sono a distanza di pochi minuti. Pagato il taxi (30, trenta euro 15min di viaggio), aspettiamo pazienemente che i mezzi tra cui autotreni e bus, all interno della "nuova toremar" fuoriescano a retromarcia e finalmente ci accingiamo a salire, alchè il secondoufficiale presente sul ponte ci informa che per vari problemi la corsa non si farà!!
Nell' attesa avevo notato l' altro "nuovo acquisto" toremar ferma sul porto sempre a piombino.
iNFURIATO VISTO CHE AVEVO APPENA PAGATO 30E DI TAXI PER PRENDERE QUELLA NAVE, salgo in biglietteria per aspettare quella dopo sempre toremar delle 19.30 e vedo la fila di gente alla biglietteria toremar che ancora non aveva informato i passeggeri del presunto guasto ai motori, e che la nave non sarebbe partita, perche a sua volta non era stata informata dal comandante o chi per lui della nave. Si fanno le 19.15 e ci avviamo sul porto e incredibilmente era la stessa nave delle 18.30 che ovviamente era in avaria.
Ci invitano a farsi rimborsare il biglietto e a prendere la nave dopo (blu navi 19.40 o mobi 20.30), salgo di nuovo in biglietteria faccio la fila insieme alle tante persone presenti tra cui una gita di bambini elbani per il rimborso, e di nuovo la fila per fare il biglietto blunavi. Torno sul porto e non credevo ai miei occhi: LA TOREMAR STAVA PARTENDO.
Tra l altro qualcuno piu indietro scrive di un'avaria in porto alle 06.40.
Non so se sono stato vittima della sfiga oppure del totale menefreghismo delle persone che dovrebbero avere delle responsabilità, ma che purtroppo lo stipendio ce l hanno garantito. non vado oltre……
Gianluca Senzamici (taxi n5 Portoferraio )
Leggo con stupore lo scritto a doppia firma Mazzei-Giannullo per conto del PD.
Trasecolo laddove mi viene rimproverato il fatto di non essermi prestato ad un’analisi politica del voto marinese. Ho letto e riletto la firme in calce al documento ed è surreale che a chiedermi questo sia proprio il Segretario del PD dell’Isola d’Elba, ovvero quella stessa persona che martedì sera, durante un’assemblea convocata dal candidato sindaco e alla presenza dei partiti del Centrosinistra, proprio per fare un’analisi politica del voto “marinese”, ha abbandonato la stanza, evidentemente privo di argomentazioni, proprio mentre stavo intervenendo su tale questione.
Mi vengono addirittura segnalati con forza alcuni “perché”.
Ma a chi dovrei parlarne, visto che non appena ho iniziato a farlo l’altra sera, sia il segretario Mazzei che il segretario locale, non hanno saputo far di meglio che andarsene via e abbandonare il campo?
Un’uscita (unica nel suo genere) che ha lasciato attoniti molti dei presenti, tra i quali anche gli stessi iscritti e dirigenti del PD.
Ciò che stavo facendo era una pura e semplice analisi di ciò che è successo a Marciana Marina, che provo a riprodurre in questo scritto, facendo in modo che anche Giannullo possa averne contezza. Un’analisi che poteva essere dura o meno, che poteva essere condivisibile o inaccettabile, ma quantomeno doveva essere ascoltata, specie da chi ricopre importanti ruoli politici.
Ho chiesto dove sono finiti i voti del PD e su quali candidati siano stati concentrati. Ho chiesto, bontà loro, quale sia stato il “frutto” (chiamiamolo così) di quell’accordo, cosi tenacemente perseguito in questi due anni e dato per imprescindibile, con il rappresentante (o presunto tale) di quella parte dell’elettorato moderato marinese che a detta degli alti strateghi di paese, avrebbe dovuto spostare “barocciate” (cosi si dice a Livorno) di voti da destra a sinistra (voti che neppure i cani della forestale sono stati in grado di rintracciare).
Ho chiesto perché un partito come il PD, abbia ostinatamente rifiutato un confronto democratico con l’elettorato di Marciana Marina, basato sulle primarie (peraltro previste come perno centrale dallo statuto di quello stesso partito).
Ho avuto un sussulto e un brivido mi ha attraversato la schiena quando sono uscite dalla bocca del segretario del PD, parole come:”abbiamo tenuto”. Di fronte al peggior risultato della storia del centrosinistra marinese, tutto ciò che si sa dire è che abbiamo tenuto? Forse, intendeva dire che abbiamo tenuto un pugno di mosche in mano!
Oggi siamo invece alla solita tiritera delle mie responsabilità, comprese quelle a me imputabili dopo l’ultima esperienza in Consiglio Comunale come consigliere di minoranza.
Insomma se prima ero stato fatto fuori come possibile candidato, proprio perché qualcuno (legittimamente) non aveva apprezzato il mio modo di fare opposizione, adesso, nonostante io non sia stato direttamente coinvolto nella compagine elettorale, vengo comunque chiamato in causa per quegli stessi motivi, come uno dei responsabili della sconfitta. In buona sostanza, non ci potevo essere perché ho sbagliato opposizione, ma anche adesso che non ci sono stato e che si è perso lo stesso, la colpa è comunque mia. Siamo al delirio.
Sono comunque dispiaciuto del fatto che non potremo capire neanche stavolta, qual è il modo giusto di fare opposizione per il PD, poichè tale partito non avrà alcun rappresentante eletto nel prossimo Consiglio.
Quando si perde così duramente le responsabilità devono essere ricercate in più campi, per quanto riguarda il mio operato mi rimetterò al giudizio e alle decisioni dei compagni e delle compagne che ho riunito per lunedì prossimo nell’assemblea di SeL (Isola d’Elba), ma certo non è possibile tacere dinnanzi alla lunga serie di errori politici che sono stati commessi in questi ultimi due anni dal PD (anzi, da alcuni dirigenti del PD marinese, visto che molti iscritti e simpatizzanti, si sono mossi con passione ed entusiasmo) e i risultati di queste elezioni sono li a dimostrarlo.
Cristiano Adriani
Portavoce SEL Isola D’Elba
Prego il sig. Prianti di lasciar passare questo post nell'interesse di tutti gli Elbani perchè possano rendersi conto dei pericoli ai quali vanno incontro continuando ad argomentare sull'indipendentismo Elbano. Nella foto in calce, è documentata, in modo incontrovertibile, la terribile sindrome da "strapatio pallarum" a cui sono andati incontro, a parire da sinistra:
Dante, Ivano di Rio, G.R. , il sottoscritto, Bacco; gli ultimi due a destra, non sono stati identificati con certezza, ma si suppone si tratti di Sergio Rossi e forse, l'ultimo a destra, Rosy Bindi.
Caruggine
Negli anni cinquanta gli scalpellini di San Piero e Seccheto, parteciparono alla ricostruzione di strade, piazze, porti, stazioni ferroviarie di molte città del centro-nord facendosi onore per la propria indiscussa abilità artigianale. Abbiamo intervistato il tuttora vivente Giuseppe Batignani che, ormai ottantenne, da qualche tempo ha abbandonato il lavoro nelle cave di granito per dedicarsi alla coltivazione di uno spettacolare orto nelle campagne di Vallebuia e alla cura di alcuni vigneti d’ottima uva, bianca e rossa.
Signor Batignani, negli anni 50, nella zona di Seccheto e San Piero operavano due importanti ditte che si occupavano dell’ estrazione e della lavorazione del granito elbano. Ciò nonostante, molti scalpellini decisero di andare a lavorare sul continente. Perché?
Si, a quel tempo le ditte che operavano sul territorio erano la cooperativa “Filippo Corridoni“ fondata con una sottoscrizione di quote associative e la Italo Bontempelli. Il fatto è che gli scalpellini erano pagati poco, il lavoro era abbastanza precario e non riuscivamo ad arrivare alla fine del mese né a risparmiare i soldi per costruire le nostre case. Eravamo tutti poveri e riuscivamo a mettere insieme il pranzo con la cena anche grazie ai lavori extra delle vigne. Ma anche il guadagno come contadini era ben poca cosa e quindi, appena si presentò l’occasione, andammo a lavorare in Piemonte e in Liguria, dove, effettivamente le paghe erano superiori. In un secondo momento alcuni di noi proseguirono questa esperienza andando a lavorare addirittura in Svizzera.
Quali erano le vostre condizioni lavorative nell’Italia settentrionale?
Prima di tutto bisogna inquadrare il periodo storico. Si trattava di partecipare alla ricostruzione di strade, marciapiedi ferroviari, piazze, banchine portuali ormai vetuste o danneggiate dalla guerra.
Noi elbani eravamo usati solo come mano d’opera, non dovevamo lavorare il nostro granito ma sbancare e bonificare le zone interessate ai lavori e poi mettere in opera la ricostruzione
utilizzando il materiale che ci veniva consegnato e che poteva anche provenire dalle cave di Seccheto, Pomonte e San Piero.
I lavori erano dati in concessione a grandi ditte del nord e poi, in un secondo momento, frammentati in sub-appalti, erano gestiti da privati che chiamavano i lavoratori che ritenevano necessari. Il nostro era un lavoro a cottimo. Più lavoravamo, più guadagnavamo. Va da se che eravamo tutti grandi lavoratori, tra noi non c’erano scansafatiche e spesso ingaggiavamo dei veri e propri duelli per vedere chi, a capo di una giornata di lavoro, produceva di più. Inoltre eravamo molto apprezzati per la nostra precisione e la nostra eccellente abilità artigianale. Pochi scalpellini al mondo potevano vantare la nostra esperienza. Adesso sarebbe impensabile un atteggiamento simile. In questo modo, lavorando spesso anche nelle giornate festive, sacrificando completamente la vita familiare, riuscivamo a risparmiare un discreto gruzzolo che ci sarebbe servito per garantire una vita migliore alle nostre famiglie. Poi, quando arrivava la stagione delle vigne, tornavamo all’Elba a zappare.
Signor Batignani, ricorda chi partecipava a queste “spedizioni“ e ricorda dove sono avvenuti i vostri principali interventi di restauro?
E’ passato molto tempo e le generazioni si sono succedute ma non posso dimenticarmi certamente le persone che si sono sacrificate per rendere migliore la vita di noi tutti. Sia San Piero sia Seccheto furono interessate da questo movimento migratorio. Ricordo i Galli, i Batignani, gli Spinetti, i Pierulivo, i Pancani e tanti altri, tutta gente con un nome importante per la storia del granito elbano. In molte città come Ponte Curone ( Alessandria ), Gavi Ligure e la stessa Genova abbiamo messo in opera i marciapiedi di intere strade. A Genova abbiamo partecipato alla ricostruzione della banchina portuale utilizzando i cavaocchi, cordoni lavorati più grandi della media. A Piacenza abbiamo lastricato Piazza Cavalli e vicino a Pavia siamo stati chiamati ad abbellire delle ville padronali con recinzioni e lastricati. Ad Acqui Terme (Alessandria) abbiamo ricostruito completamente la strada principale, via Italia. Con il passare degli anni e con il miglioramento delle condizioni economiche dell’Isola d’Elba, molti di noi, impegnati con il nascente fenomeno del turismo, hanno abbandonato ogni desiderio di emigrazione riuscendo a garantirsi un buon guadagno anche nel proprio paese d’origine. Che io sappia, la tradizione di esportare scalpellini è proseguita saltuariamente fino all’inizio degli anni settanta con i Pierulivo, i quali misero in opera i lastricati di Piazza del Duomo a Pistoia e della Piazza principale di Montecatini Alto.
Un’ultima domanda, signor Batignani: perché ha voluto raccontarci la sua esperienza?
In questo periodo non si fa altro che parlare di recuperare le nostre radici, le nostre identità. Anche qui a Seccheto e a San Piero sono nati due gruppi culturali (La Ginestra e le Macinelle n.d.r.) che si occupano di proporre vari aspetti della vita del passato con spettacoli teatrali, mostre fotografiche e documentari. Io ho voluto aggiungere una testimonianza in più per rafforzare questo concetto: è importante sapere che quello che i nostri paesi sono adesso, con la loro vocazione turistica e la loro modernità, non è nato dal caso o dal nulla. Dietro c’è il sacrificio di un’intera generazione che ha dedicato la propria gioventù, gli anni migliori della propria vita per rendere più agevole l’esistenza delle generazioni future in una terra, la nostra, senz’altro benigna ma che per secoli ha sofferto un pericoloso isolamento causato dalla mancanza di strade e altre comunicazioni. Ora siamo riusciti finalmente ad avere tutte le comodità, anche se avere puntato tutto sul turismo e avere abbandonato vigne e cave presenta molti pericoli. Le nostre campagne, difficili ma fertili, abbandonate a se stesse, sono ormai preda di branchi di mufloni e cinghiali inferociti.
Gian Mario Gentini
Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiegava come, di recente, il Parlamento abbia votato all’unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese.
La mozione è stata camuffata in modo da non risultare nei verbali ufficiali.
Ecco gli stipendi dei parlamentari italiani
STIPENDIO Euro 19.150,00 al mese
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
Più
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)
Incassano circa 103.000,00 Euro con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio).
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!
Si sta promovendo un referendum per l’abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani.
CONDIVIDI E FAI CIRCOLARE!
NON VI INCA :bad: :bad: ERESTE !!!
Sapete come sono gli stipendi dei nostri politici ??!
….e le pensioni (spesso dopo solo 5 anni di "lavoro") ??!
[URL]http://www.dillinger.it/stipendi-parlamentari-58603.html[/URL]
[URL]http://www.stopcensura.com/2011/07/volete-incazzarvi-ecco-la-lista.html[/URL]