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IL CENTRO STORICO DI PORTOFERAIO IN UNA PREVISIONE FATTA 20 ANNI FA [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkblue]INESORABILE DECADENZA DEL CENTRO STORICO [/COLOR]
di Sergio Bicecci ( Dal Corriere Elbano del 1991)
Superata la stagione estiva, mentre l'Elba si appresta a scendere nel troppo lungo e buio torpore invernale, si impone oggi piú di ieri e per un domani diverso e migliore, un esame obbiettivo di ciò che ha significato l'estate 1991 per Portoferraio ed in particolare per il Centro Storico. È l'ora di cominciare a valutare gli aspetti negativi di ogni azione intrapresa dentro le mura medicee al fine, mai raggiunto, di migliorarne la vita e le prospettive turistiche. Ci provo forte di una presenza pluridecennale come piccolo operatore in quello che toponomasticamente é il vero Centro Storico.
Già tanti anni fa fu sentita l'esigenza di trasferire verso la periferia Enti e Attività varie, col fine di migliorarne la struttura ed i servizi. Uscirono casi in tempi diversi: I'Ufficio del Registro, delle Imposte Dirette, dell' E.V.E. , Ospedale, la Caserma dei Carabinieri, quella dei Vigili del Fuoco, la Tenenza di Finanza, gran parte delle scuole cittadine, la Cassa di Risparmi di Livorno, ed il Monte dei Paschi ha sentito di dove aprire una filiale fuori le Mura. Ha chiuso l'hotel Darsena, abbiamo trasferito il mercato ambulante del venerdì. Contemporaneamente allo sviluppo edilizio, le famiglie in formazione hanno lasciato il Centro Storico per abitare appartamenti più moderni e funzionali, il Forte Stella veniva venduto a privati, la maggior parte dei quali lo abita soltanto in estate. Esito ovvio e fisiologico di una politica permissiva e cieca ha dato come risultato un paese abitato soltanto da poche famiglie, paese che langue anche in estate in quanto si arricchisce di presenze soltanto quando gli altri paesi dell’isola piú fortunati rigurgitano di turisti. In conseguenza di tanto impoverimento umano si é iniziato un ulteriore evento negativo, ma forzato. Molte attività commerciali non avendo piú prospettive hanno preferito trasferirsi fuori dal Centro, provocando un ulteriore calo di servizi e quindi di interesse da parte di cittadini e turisti. Quanto sopra accadeva trascurando ogni e qualsiasi tentativo di evidenziare già allora il pesante danno commerciale arrecato e non soltanto quello, nonché le pessime prospettive.
Discorsi sulla Linguella, Vigilanti, De Laugier, Fortezze, ne abbiamo uditi tanti, idee permeate di validità, ma partite da circa 15/20 anni e non ancora realizzate. Ma chi crede che tanto basti a risolvere i gravi problemi del Paese é cieco o non vive la realtà del Centro Storico. E così nell'attesa di vedere decollare una Portoferraio Medicea e culturale abbiamo chiuso due cinema. Si dice che ne riavremo uno ridotto nella capienza, anche in questo caso fuori del Centro Storico. Ma al di là del cinema, forse condannato dalla TV, abbiamo perduto anche le strutture indispensabili per l'attività del teatro, é mai possibile che non si potesse trovare una soluzione?-Cala di interesse anche il mercato coperto tutto senza contropartita , mai si é pensato che cittadini e turisti si recano laddove esistono motivi di richiamo.
Che cosa spinge a entrare nel Centro? La periferia offre tutto. Quali realizzazioni si sono fatte dopo la vecchia progettazione delle Fortezze e altro, per dare vita al Centro Storico? Ancora oggi si insiste nel penalizzare chiunque voglia tentare dì entrare nel Centro: orari di accesso limitati, da questa estate piazze e strade adibite a parcheggio di vasi da fiori, togliendo decine dì posti d'auto, stralciando il passaggio pedonale per non dire delle difficoltà che i vettori incontrano per la consegna delle merci, non ultimo l'aspetto estetico non certo qualificante.
La fortuna di vivere in una città unica nel suo genere é vanificata da una scarsa conoscenza dei reali problemi, le grandi potenzialità turistiche azzerate da mancanza di programmazione. È già molto quando si riesce in maniera contingente a creare qualche ora di attrazione, poco pubblicizzata ed in contemporanea con altre manifestazioni di altri paesi con più esperienza e professionalità. Molto piú ci sarebbe da dire, ometto altre mille carenze, ometto i pareri personali certamente condivisi da molti altri cittadini, mi limito ad un esame obbiettivo dello stato attuale delle cose non certo per sollevare sterile polemica, al contrario perché sono stanco di vedere questo nostro Paese scivolare sempre pìú in basso.
Spero che il prossimo lungo inverno sia ricco di volontà, idee, programmazione e perché no fantasia
Sergio Bicecci