Adesso proprio fanno cascà le braccia, non fanno un tubo, ma non stanno nemmeno ad ascoltare le lamentele dei cittadini, sono come muri di gomma che le critiche gli rimbalzano addosso.
robba da sprofondà di vergogna!!!!!!!!!!!!!!
Quando scrivo per il mio impegno sociale intesto "ELBA Salute" o "Comitati Elbani Riuniti" quando esprimo un pensiero personale e da altri discutibile lo faccio a nome mio "Francesco Semeraro" con mail e a volte con foto perchè è un mio pensiero del quale mi assumo la paternità senza nascondermi in nomignoli privi di riconoscimenti.
Non si può proibire a persone impegnate nel proprio lavoro o nel suo impegno sociale di parlare, per esempio di calcio o di belle donne, come a me non si può proibire di esprimere il mio concetto su un fatto di cronaca o di politica senza offese a nessuno ma criticado o elogiando quanto lo ritiengo opportuno.
QUINDI PER FAVORE, NON ACCOSTATE I MIEI SCRITTI AL MIO IMPEGNO SOCIALE CHE PER ME E' UNA COSA SERIA PERCHE' GLI ELOGI, LE CRITICHE E LE BATTUTINE SONO NULLA SE RAPPORTATI ALLA SALUTE DELLE PERSONE CHE DEVE ESSERE TUTELATA DALLE PERSONE STESSE E IO SONO UNA DI LORO.
La saluto
Francesco Semeraro
Se c'è una cosa fatta bene si dice che va bene. Altrimenti fate pensare alla gente che voi dei comitati fate demagogia e criticate tanto per criticare senza alcuna proposta. Sicuramente i nostri amministratori fanno pena, ok no? Però voi se andreste al loro posto che cosa fareste? Ancor più pena? Voglio vedere io…
Scusa sai, ma sembri uno sbarcato da marte….oppure sei un elettore (sempre meno) convinto e contento di………di che? Di un progetto che forse mai verrà fatto? Dici che facciamo demagogia: è demagogia avere un punto di vista critico sulle cose?
Chiedi se abbiamo proposte……bhè, la dice lunga sul tuo impegno civico, vuol dire che ti basi sui proclami dei tuoi falsi DEI e non ti interessi alle cose che più sono importanti.
Caro Convinto, noi le proposte le facciamo e i risultati si vedono….nel senso che le cose senza Comitati sarebbero ben più drammatici,
Tu continui a criticare e a votare……….torna su Marte, li ancora non ci sono i tuoi eroi a governare
Azeglio Saltamerenda
Se c'è una cosa fatta bene si dice che va bene. Altrimenti fate pensare alla gente che voi dei comitati fate demagogia e criticate tanto per criticare senza alcuna proposta. Sicuramente i nostri amministratori fanno pena, ok no? Però voi se andreste al loro posto che cosa fareste? Ancor più pena? Voglio vedere io…
Mi meraviglia la solerzia del comune di Campo nel vigilare i percheggi a pagamento, il rumore di locali pubblici nonchè le concessioni di suolo pubblico in questo caso,è cieco e sordo.
sarà bene vigilare chi DEVE vigilare.
Non vedo l'ora di andare a nuotare a Sansone. Magari ci organizziamo tutti con Fabrizio!"
Semeraro fa bene a tenere gli occhi aperti e scrivere.
Si progetta, si parla, e sempre usando "gli ultimi e più deboli" per sostenere il proprio fallimento di GOVERNO: è successo per il Canile, per le antenne telefoniche, per tutto ciò che riguarda il sociale e l'ambiente.
Andate a vedere lo SCHIFO che grava su tutta la provinciale ENFOLA/VITICCIO, merito di Comune di Portoferraio, Parco, Provincia.
Solo la strada è ottima, per il resto è MONNEZZA a cielo aperto con punti pericolosi per l'incolumità degli utenti.
Mica nulla, è la zona dove abita il SINDACO, CON TANTO DI PENNACCHIO telefonico maltenuto.
Come al solito si fanno le confezioni e i proclami, ma mancano i contenuti e l'affidabilitò.
Bravo Francesco Semeraro, io ascolto te.
Non vedo l'ora di andare a nuotare a Sansone. Magari ci organizziamo tutti con Fabrizio!
cittadino informa
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Di Michelangelo Zecchini [/COLOR]
Bene ha fatto l’artista marinese Riccardo Mazzei a installare lo scorso 5 agosto la sua originale opera sul ponte del Maciarello (o della Conca), al confine tra i comuni di Marciana e Marciana Marina. E’ un luogo tanto appartato quanto incantato, proteso verso l’incomparabile proscenio costiero di Ripa Barata-Cala e sezionato dal fosso dei Pizzenni che porta nel nome i ricordi dei rituali etruschi consumati alla Madonna del Monte e all’Omo Masso. Lì, in un ambiente per fortuna incontaminato, storia e natura e arte possono fondersi in un connubio non artificioso.
Altrettanto bene hanno fatto gli organizzatori del progetto “Art into the Park” (Isola Etica in primis) a scegliere questa zona per un evento artistico di rilievo, decantandone al contempo biodiversità e aspetti naturalistici. Pur conoscendo il sito oramai da molti anni, ci sono ritornato volentieri con un duplice intento. La molla più forte è stata senza dubbio quella di ammirare dal vero l’opera architettata, come ha detto lo stesso Mazzei, “con quattro archi in legno di Mimosa … che verrà appesa al centro dell’arco, bocca cantante del ponte …. Un’opera che se la tocchi oscilla: riempita di una raccolta di erbe aromatiche e di fiori della nostra macchia, diffonderà profumi come farebbe un’ ampolla romana (Unguentarium) roteata nell’aria”.
La seconda motivazione è stata quella di capire perché il ponte in questione è stato qualificato da Legambiente come “ misterioso ponte romano”. Devo confessare che tale definizione ha messo in crisi le mie acquiescenze storico-cronologiche e mi ha spinto a una verifica sul posto. Ho sempre creduto che si trattasse di una struttura ottocentesca e non di epoca romana, ma non si sa mai, si può sempre sbagliare.
Il ponte del Maciarello e il relativo sentiero, che oggi consentono un agevole collegamento fra Conca e Marciana Marina attraverso La Ripa, compaiono nella carta dell’I.G.M. del 1958. Ma nel Catasto Leopoldino, che fotografa la situazione edilizia e viaria intorno al 1840, il ponte non è registrato e il sentiero è ridotto a un breve tratto intermedio che unisce Le Casine con Casale Lodovico senza proseguire né verso sud (Conca) né verso est (Marciana Marina). Ciò significa, evidentemente, che la costruzione del ponte è anteriore al primo termine (1958) e successiva al secondo (1840). Aspettando la scoperta dell’atto d’archivio (se esiste e se mai sarà trovato) che potrebbe restituirci con precisione l’anno di realizzazione del ponte, tentiamo di restringere, aiutandoci con l’analisi tipologica del manufatto e con l’esame delle vicende storiche, l’ ampio arco cronologico (ben 118 anni) finora indicato dai citati documenti cartografici.
Il ponte, connotato da solide spalle verticali su cui si imposta un arco a tutto sesto largo circa 3 metri, appare accuratamente alzato in laterizi. Sul lato occidentale, che si presta a un’indagine più puntuale, i laterizi foderano un rinfianco elevato con tecnica simil-isodoma, a filari di conci di pietra i cui interstizi sono ‘rinzeppati’ mediante clasti litici. Architetture del genere sono frequenti, in Toscana e altrove, nella seconda metà dell’Ottocento e negli inizi del Novecento.
Fra il 1880 e il 1888 l’Elba conobbe un vero e proprio exploit nella produzione di vino che raggiunse un’akmé annua di 15 milioni di litri e un conseguente fermento mercantile da e verso le marine liguri e tirreniche. E’ ragionevole supporre che in questo frangente si sia sentita l’urgenza di dotarsi di mulattiere più brevi e meglio praticabili per rispondere nel minor tempo possibile alla domanda di mercato. E’ assai probabile che una di queste tardo-ottocentesche vie del vino debba essere identificata proprio con la nostra mulattiera sulla quale, per inciso, il Comune di Marciana Marina sta lavorando con un progetto di valorizzazione. Mulattiera che, incorporando i vecchi tratti viari Maciarello-Conca (a occidentale del Fosso dei Pizzenni) e Le Casine-Casale Ludovico (a oriente dello stesso fosso), grazie al nuovo ponte e a segmenti realizzati ex novo si snodava a mezza costa verso Casale Bartoli, la Ripa e Il Crino. Da quest’ultimo, con una rapida discesa era facile raggiungere la spiaggia di Marciana Marina, dove i leudi tirati in secco erano in grado di captare prontamente il vino del distretto Maciarello/Conca/Cala/Caletta/Ripa oltre a quello delle vallate marcianesi. All’effervescenza commerciale non dovette rimanere estranea neppure la Torre appianea che – è stato diagnosticato di recente – per l’appunto nello stesso arco di tempo vide ampliati i suoi spazi interni per scopi mercantili.
Dunque: alla luce delle attuali conoscenze il ponte del Maciarello (o della Conca), per niente misterioso e meno che mai romano, può esser fatto risalire alla fine del XIX o, con minore probabilità, ai primi decenni del XX secolo ed è stato il fulcro di una via del vino non secondaria.
Michelangelo Zecchini
Piacerebbe anche a me, che ho problemi di ginocchi ballerini, poter tornare a nuotare nella stupenda Sansone ma temo che quel bagno resterà nei miei desideri.
Signor Andrea, “LA SCALINATA CASALINGA” con piattaforma mobile per disabili è frutto di un’intervista al periodico AIRONE rilasciata forse mentre l’intervistatore ammirava, sempre sulla stessa rivista, opere del genere esistenti in paesi dove l’ascensore per disabili del proprio ospedale funziona regolarmente dodici mesi all’anno senza interruzioni ingiustificate.
Se si facesse quest’opera strabiliante dove recupererebbero le risorse economiche? Perché non trovarne altre per rendere transitabili in sicurezza i percorsi di Sottobomba, Capo Bianco, Prunini dotandoli non di ascensori ma di scale sicure e passamani?
Che ben venga la “SCALA CASALINGA” così diserteremmo tutte le altre località perché quasi inaccessibili e daremmo più introiti alle casse dell’Amministrazione Comunale che incrementerebbe in maniera esponenziale le multe per vietata la sosta che già ora sono un flagello per i turisti e residenti. NON E’ CHE L’INTERVISTATO PENSASSE A QUESTO?
Per un’opera eccellente come questa, bisognerebbe realizzare prima le strutture di supporto che in questo caso sarebbero posteggi auto attrezzati e dati in gestione a privati alfine di valorizzare quanto ottenuto da eventuali convenzioni.
L’Elba ha bisogno di un ripensamento totale del turismo con forti investimenti non solo di denaro ma di buona volontà per cambiare e abbattere questo stantio, passato e logoro modo di far turismo. Non sono certo gli interventi di uso bimensili che possono risollevare l’economia turistica. Proprio di questo volevo ascoltare e intervenire all’incontro promosso dall’Amministrazione locale in programma domenica sera alle Ghiaie che per motivi a me sconosciuti non si è fatto.
Francesco Semeraro.