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Elba 2000: Gli amministratori capiscono che adesso siamo alla sfascio totale? E gli elbani continueranno a dare loro fiducia? [/COLOR] [/SIZE]
L’ Elba sta scivolando in un baratro. Il percorso di colonizzazione finale, iniziato con l’istituzione del Parco, sta per raggiungere il suo l’obiettivo finale. Piano scellerato.
Che, fin da prima dell’istituzione del parco. noi stavamo denunciando termini:
“Esiste un Piano per un controllo completo del territorio, dell'economia, delle popolazioni elbane, che noi chiamiamo di colonizzazione. Il maggiore responsabile, essendosi fatto strumento di potentati economici, è il PDS, il quale pensa di realizzarlo utilizzando gli strumenti a sua disposizione: il Governo, la Regione, la Provincia, i Comuni, la stampa di partito e quella asservita, le associazioni sindacali(1 )e culturali,(2) i dirigenti locali del partito e dei partiti satelliti e, infine, tutti coloro che si mettono al suo servizio per trarne dei benefici. E' l'atto conclusivo del processo in corso da decenni, ma più insidioso perché spinto da forti interessi e mascherato da una visione ideologica complessiva. ( da “Elba una Colonia” Cosmo Radio 1996)
Secondo la nostra analisi, questo Piano di colonizzazione si sarebbe realizzato in due fasi: istituzione dell'area protetta che avrebbe sottratto s metà del territorio agli elbani, e, molto importante , spostamento di tutti i centri direzionali sul continente.
La prima fase (istituzione Parco) veniva giustificata con la difesa ambientale: agli elbani non poteva essere lasciato un bene dell’umanità come l’Elba perché sarebbero stati incapaci di gestirlo e lo avrebbero degradato. Il primo presidente del Parco disse che gli elbani erano dei gorilla e il secondo che dovevano essere deportati . L’assessore regionale meno drastico sintetizzò il concetto in uno slogan. Gli elbani “potevano fare da se ma non da soli”. Ebbene, per quando possa apparire incredibile, questo slogan razzista fu fatto proprio da alcuni dirigenti e amministratori locali del Pds: ingenui , coglioni o vili comunque abili ad ottenere la fiducia dei cittadini ma pronti tradirla la seconda fase ( spostamento servizi ) veniva legittimata con la necessità di razionalizzare i servizi. Questa fase si poi realizzata al di la delle nostre previsioni e paure: oltre a spedire oltre canale i servizi che noi avevamo elencato, si è continuato addirittura con la gestione delle case popolari e con i lumini dei cimiteri.
Adesso lo scippo di tutti diritti fondamentali degli elbani e quasi completato e si è verificato nell’indifferenza delle forze politiche di ogni colore e soprattutto dei sindaci. ( Eccezione fatta per l’onorevole Bosi che è intervenuto sempre e con chiarezza su questi problemi.)
Solo quando gli elbani increduli hanno visto lo smantellamento sistematico della sanità e il loro ospedale trasformato in una piazzola per elicotteri, hanno reagito organizzandosi in comitati e dando luogo a grandi manifestazioni. E i sindaci? Ne hanno approfittato per parlare ai giornali e per marciare poi in prima fila con la fascia tricolore; un po’ come avviene in certi funerali mafiosi dove chi ha sparato abbraccia i parenti e poi, con le lacrime agli occhi, va in prima fila a portare le corona.
Adesso la maggioranza degli elbani avrà capito che cosa sta succedendo in quest’isola ?
Avrà capito che uno dei problemi è la selezione della classe dirigente? Avrà capito che chi amministra dovrà essere scelto fra coloro che lavorano e non fra i fannulloni del Parassitario Aavanzato che per mantenersi il posto sono alla briglia dei dirigenti di partito livornesi e Fiornetini?
Adesso noi che abbiano continuato a denunciare questo piano scellerato fin dal 1966, e siamo arrivati a questo punto dobbiamo ammettere il nostro fallimento. Lo facciamo però nella certezza di avere fatto tutto il possibile per farci capire, ma se come dice il saggio cinese: “ Nulla è possibile contro i propri limiti” è anche vero che nulla è possibile contro i limiti altrui
[COLOR=darkblue]Elba 2000 Movimento in difesa diritti elbani [/COLOR]