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113792 messaggi.

Opinionista


da
Opinionista


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
19:11

Leggo su Tenews le dichiarazioni del mio responsabile del PD Mazzei Federico, ragazzo molto giovane, ma intelligente, il quale spera che Peria ritiri le dimissioni. Bene nella bilancia c'è da una parte le dimissioni del primo cittadino ferraiese e dall'altra parte della bilancia c'è Water front, Esaom, porto San Giovanni, e per ultima la poltrona della segreteria della Port Autority.
Da qui deduco che Peria ritirerà le proprie dimissioni, dopo che l'Assessore Marroni ci accontenterà con un paio di richiesta fatte dai nostri autorevoli Sindaci.
E da Gennaio ricominciamo la lotta, è si cari miei perchè le due varianti urbanistiche vanno in approvazione prima della fine dell'anno…..Scommettiamo????

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ELBA VOLLEY


da
ELBA VOLLEY


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
18:47

ELBA VOLLEY UNDER 14 FEMINILE

Bella partite quella disputata a Capoliveri fra le formazioni Under 14 dell’Elba Volley e dell’Elba Rekord sabato 10 novembre, terminata 3 a 2 per quest’ultima.
Partono subito decise le ragazzine dell’Elba Volley dimostrando una buona padronanza dei fondamentali specie della ricezione e della difesa. Attente in campo mettono subito in difficoltà le attaccanti avversarie trovandosi sempre pronte in difesa chiudendo così il primo set 17-25.
Più equilibrato il secondo set, durato 28 minuti, che vede belle giocate da entrambe le parti ma sul filo di lana ha la meglio la squadra avversaria che vince per 25-23.
Il terzo set è giocato a senso unico a favore dell’Elba Volley che appare, in questa frazione di gioco, più determinata e soprattutto più precisa e attenta nel gioco, aggiudicandosi il set per 14-25.
La reazione dell’Elba Rekord e un calo di concentrazione dell’Elba Volley si fa sentire nel quarto set e troppi errori da parte dell’Elba Volley aiutano le avversarie ad aggiudicarsi il set 25-15.
Si va così al tie – break dove si lotta palla su palla ma alcune battute incisive dell’Elba Rekord mettono in difficoltà la ricezione avversaria e quindi il set si chiude 15-9 a loro favore.
Nonostante un po’ di rammarico immediato per la sconfitta, l’allenatrice Mannocci si ritiene soddisfatta del comportamento delle proprie atlete sia dal punto di vista tecnico che di carattere a riprova del grande lavoro svolto in palestra.
Prossimo incontro mercoledì 14 alle ore 17,00 alla Palestra di Viale Elba contro la formazione del Piombino Volley.
Risultato: Elba Rekord- Elba Volley 3-2 ( 17-25; 25-23; 14-25; 25-15; 15-9)
Formazione: Alessia Arnaldi, Sara Bianchi, Margherita Calonaci, Giulia Chiofalo, Alessia Corsi, Viola Costa, Giulia Galletti, Bianca Landi, Beatrice Milazzo, Denise Pinto, Maria Vittoria Ridi, Benedetta Rovagna.
Allenatrice: Alessia Mannocci

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ospedali, Portoferraio e Livorno


da
ospedali, Portoferraio e Livorno


pubblicato il 12 Novembre 2012

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17:45

Sarebbe interessante che coloro che difendono la Regione per il momento politico, i tagli del Governo Monti, etc, dessero spiegazioni sui motivi per cui, mentre si lesinano pochi soldarelli alla nostra isola per l' assunzione di qualche medico, si trovino tanti, tanti, tanti soldini per finanziare un ospedale che non è assolutamente necessario. Che parlino dell' Elba ma che parlino anche , nello stesso scritto, dell' ospedale di Livorno di prossima realizzazione. Stranamente, invece il caso di Livorno viene regolarmente omesso. Perchè?

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COMUNI INFORMANO


da
COMUNI INFORMANO


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
17:20

[SIZE=3][COLOR=darkred] I comuni di Campo nell'Elba, Marciana e Marciana Marina informano che causa Allerta Meteo Elevata le scuole dei tre comuni resteranno chiuse anche per la giornata di domani 13 novembre. [/COLOR] [/SIZE]

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ROKY


da
ROKY


pubblicato il 12 Novembre 2012

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16:41

Buona sera Faber desideravo unirmi per ricordare "Mario" ciao………

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CESARE


da
CESARE


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
16:03

CIAO MARIO

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Dimissioni


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Dimissioni


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
16:03

Voci dall'ospedale.

Sembra che Peria abbia già deciso di ritirare le dimissioni per onorare il mandato ricevuto dagli elettori.
Mi sembra una cosa buona e giusta.
Il gesto forte ,lo hai fatto ora torna al tuo lavoro che Portoferraio ha bisogno di te.
Un tuo elettore.

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ridere o piangere ?


da
ridere o piangere ?


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
15:47

Il cavaliere scioglie il pdl e gli cambia nome , si chiamerà : "l'Italia che lavora ". Ora io dico tra disoccupati , cassa integrati , esodati , giovani che cercano un lavoro stabile imprese che chiudono e ho letto che mediamente sono mille al giorno , un tale nome mi sembra una presa in giro. Ma forse scherzava!

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IL SOLE 24 ORE


da
IL SOLE 24 ORE


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
15:34

[SIZE=4][COLOR=darkred]«Dimenticata» l'agevolazione per le gestioni associate
Mina fiscale sulle unioni: le entrate non sono esenti
[/COLOR] [/SIZE]

12Novembre 2012

La gestione di servizi attraverso l'unione di Comuni o le convenzioni, obbligatoria dal prossimo primo gennaio per gli enti con meno di 5mila abitanti, ha delle importanti conseguenze sul piano fiscale.
In particolare, in relazione alle entrate a carattere commerciale, rilevanti ai fini Iva, quali, ad esempio, la gestione di acquedotti, fiere, mostre, comunità per anziani, asili nido, assistenza domiciliare, corsi sportivi, affitto impianti, refezione scolastica, trasporto alunni. Queste entrate, infatti, attualmente non sono soggette alle imposte sui redditi in virtù dell'esclusione soggettiva prevista dall'articolo 74 del Dpr 917/1986 (il testo unico delle imposte sui redditi) per i Comuni, i consorzi tra enti locali, le comunità montane, le Province e le Regioni.
L'articolo 74 non prevede però la fattispecie delle unioni tra Comuni.
Né è possibile applicare per analogia questa esclusione, in quanto il legislatore, «quando ha inteso estendere un'agevolazione fiscale a tutti gli enti territoriali lo ha espressamente affermato» (risoluzione Entrate 149/2005).
Anche la Corte di Cassazione si è pronunciata a riguardo. Ad esempio nella sentenza n. 9760/1997 si legge :«Le ipotesi di esenzione tributaria previste dalla legge rivestono carattere eccezionale… e quindi non consentono applicazione a fattispecie diverse da quelle che debbano ritenersi in esse considerate alla stregua di una rigorosa interpretazione».
Nella risoluzione n. 386/2007, poi, la stessa amministrazione finanziaria ha trattato un caso in cui una Provincia chiedeva la riconducibilità
alle fattispecie previste dall'articolo 74 del Tuir di nuovi enti chiamati "Comunità" e definiti dalla stessa legge provinciale quali enti pubblici costituiti «dai Comuni appartenenti al medesimo territorio per l'esercizio di funzioni, compiti, attività e servizi nonché, in forma associata obbligatoria, delle funzioni amministrative trasferite ai Comuni».
Nella risposta le Entrate hanno ribadito che la formulazione del Testo unico sulle imposte elencando tassativamente gli enti non soggetti all'imposizione sui redditi, impedisce ogni interpretazione estensiva di tale disposizione, escludendo la riconducibilità nell'ambito applicativo della stessa di enti diversi da quelli citati in modo esplicito.
In questo modo, però, l'unione di Comuni subirebbe una sottrazione di risorse a causa delle imposte sui redditi dovute, con un conseguente aumento delle tariffe, e un incremento di costi dal punto divista organizzativo a causa della gestione dei nuovi adempimenti fiscali, fattori che potrebbero vanificare i risparmi conseguenti alla gestione associata.
Appare allora necessaria una precisa riflessione a riguardo, che potrebbe condurre a valutare l'eventuale intervento del legislatore per integrazioni o innovazioni delle figure soggettive esistenti riconducibili all'articolo 74 del Tuir.
Questa esigenza peraltro era già emersa nel parere reso dalla Sezione Terza del Consiglio di Stato n. 224/89, in relazione ad un quesito formulato proprio dall'amministrazione finanziaria sui soggetti destinatari della stessa norma del Tuir.

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X PRO BARBETTI


da
X PRO BARBETTI


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
15:23

sai per come si sono evolute le cose ci possono essere varie interpretazione pro-contro barbetti o pro-contro peria comunque sia dopo i chiarimenti di barbetti io credo che peria abbia dimostrato di avere le pa@le perche' si e' presentato sia sul tetto dell'ospedale e poi abbia dato un segno forte(come aveva proposto barbetti)dando anche le dimissioni come primo cittadino.a questo punto visto che il sindaco capoliverese ha alzato questo polverone dovrebbe dare una dimostrazione forte per uscirne pulito e a testa alta e lo puo' fare solo nell'essere il PROSSIMO SINDACO A DARE LE DIMISSIONI!ora aspettiamo e vediamo chi ha le pal@e ma soprattutto chi dimostra di avere senso di responsabilita'verso i cittadini elbani…!

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COPIA E INCOLLA


da
COPIA E INCOLLA


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
15:01

La stagione venatoria è grosso modo a metà e l’Associazione Vittime della Caccia diffonde un primo bilancio degli incidenti, dal 1° settembre al 29 ottobre: 16 morti e 48 feriti. La Lombardia è in testa alla macabra classifica con 13 incidenti, di cui 5 mortali e 8 ferimenti. Segue il Piemonte con 7 incidenti di cui 3 mortali, poi il Veneto con 6 feriti e un morto.
Inutile negarlo, tra i casi raccolti dalla consueta e scrupolosa rassegna stampa quelli che impressionano di più riguardano le persone colpite da proiettili vaganti mentre facevano tutt'altro. Sono quei 4 morti e i 14 feriti tra la gente comune che invitano, più degli incidenti tra i cacciatori, a riflettere sulla sicurezza di un’attività tanto criticata.
Forse non ci sarebbe bisogno di esplicitare ciò che è sottointeso, ma farlo non guasta: nessuno, sia chiaro, resta indifferente di fronte alle tragedie che avvengono in una battuta di caccia, ma sarebbe ipocrita negare che quei drammi vengono naturalmente classificati come tragici “rischi del mestiere”.
Non possiamo dire lo stesso per quella signora ferita al polpaccio nel giardino della sua casa di campagna (incidente del 24 settembre a Venosa in provincia di Potenza), o per l’automobilista colpito alla guancia nella sua auto ferma in attesa di fare passare i ciclisti di una gara amatoriale (24 settembre, Aci Bonaccorsi in provincia di Catania), o ancora per il giovane calciatore raggiunto in campo da un colpo di fucile (1° ottobre Siena), o infine per il sessantenne ucciso mentre cercava funghi nei boschi di Soveria (CZ).
Tutte persone che, non avendo scelto l'attività venatoria, contavano di rimanere fuori anche dal rischio. Come vanno classificati questi incidenti? Effetti collaterali di un’attività di per sé troppo pericolosa, oppure disgrazie imputabili al mancato rispetto delle regole? Su questa questione da anni si scontrano i due fronti di chi è a favore della caccia e di chi la vorrebbe abolire. I primi impegnati a elencare le differenze tra il bravo cacciatore e i tiratori allo sbaraglio e i secondi convinti che spari e sicurezza non andranno mai d’accordo.
Certamente basta dare un’occhiata all’opuscolo diffuso da Federcaccia “Sicurezza a caccia”, lodevole iniziativa di informazione ai cacciatori tesserati, per rendersi conto che il pericolo di colpire il bersaglio sbagliato è dietro l’angolo. “Pericolosa per definizione, la zona di tiro non può essere oggetto di alcun dubbio o incertezza. Il suo dintorno può mutare da un istante all’altro a seguito dell’apparizione di una o più persone, di animali domestici o di veicoli. È necessario rimanere molto vigili e attenti a ogni minima modificazione di tale zona che non ha caratteri prefissati, com’è inevitabile per ogni ambiente naturale. In azione di caccia, mai tenere il dito sul grilletto o nei suoi pressi”.
Così, alla fine della stagione venatoria, con il bilancio definitivo delle vittime, ci troveremo ancora una volta a domandarci di chi sono le colpe. Delle lacune della legge? Dei mancati controlli? Della scarsa preparazione di chi maneggia le doppiette? Di una segnaletica ambigua che non avvisa i cacciatori della vicinanza di case e strade, ma che non indica neanche i luoghi sicuri dove potere fare una passeggiata? Speriamo allora di avere delle risposte.

Associazione Vittime della Caccia

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Comitati pro-sanità


da
Comitati pro-sanità


pubblicato il 12 Novembre 2012

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14:56

RIFLESSIONI di una collega dei comitati riuniti pro-sanità
(Francesco semeraro)

LE BATTAGLIE DI GIUSTIZIA E DI LIBERTÀ
Càpitano, nella vita di ogni individuo che abbia un’etica personale e civile, delle battaglie di giustizia e di libertà irrinunciabili….
La lotta per la difesa dell’ospedale di Portoferraio è una di queste. A prescindere dal patrimonio ideologico, dalle opinioni politiche, dalle logiche di appartenenza partitica, dallo status sociale.
Come non definire infatti se non giusta e sacrosanta la difesa dell’unico ospedale che possiede da parte di una comunità di trentaduemila abitanti, sparsi su otto comuni, che rivendica, con i propri sindaci in testa, il diritto alla salute garantito dalla costituzione?
E come non chiamare una battaglia di libertà quella combattuta dal primo cittadino del capoluogo che, sentendosi responsabile della sua gente, sfida logiche di schieramento nella sua città e nei palazzi livornesi e fiorentini?
E non è forse normale e plausibile che un’isola di fama internazionale, che attira consistenti flussi turistici, preziosa per l’economia di tutta la regione, pretenda un presidio ospedaliero degno di questo nome, capace di sopportare nella stagione estiva una pressione di duecentomila persone?
E’ intollerabile al contrario che ciò non avvenga e che, ai disagi oggettivi legati alla condizione d’insularità, si aggiunga nei residenti la percezione cronica dello stato di assoluta inadeguatezza dell’offerta sanitaria presente sul territorio rispetto alla domanda di cura e tutela del bene primario che possediamo, la salute.
Se la sanità toscana fosse la cenerentola d’Italia ci sarebbe qualche attenuante ma per fortuna non è così e sappiamo bene che nella nostra regione esistono diffuse strutture ospedaliere d’eccellenza.
Allora è indispensabile che, a causa dei tagli imposti dal governo, si facciano delle scelte e si rinunci all’ulteriore potenziamento di ospedali esistenti o addirittura alla costruzione di nuovi e si drenino risorse all’ospedale elbano, per riportarlo ad un livello accettabile di prestazioni sanitarie.
I cittadini dell’Isola d’Elba hanno gli stessi doveri degli altri abitanti della regione ma molti meno diritti perché la loro esposizione ai rischi mortali di un’assistenza carente è molto più alto.
Si ha anzi l’impressione che nei confronti di quella che nei depliant pubblicitari fa comodo definire “la perla del Tirreno”, ma che nei fatti è trattata come una scarpa rotta, si eserciti continuamente, forse inconsapevolmente, un pregiudizio secolare: gli isolani sarebbero più ignoranti, più arretrati, più fatalisti, più docili, meno attrezzati culturalmente e intellettualmente.
E quindi… se c’è da sacrificare un pezzo di sanità, perché non quella elbana? Che sia l’Elba l’agnello sacrificale sull’altare dei tagli!
Come si spiega altrimenti la sordità di Livorno e di Firenze alle nostre richieste? Il mancato rispetto degli impegni presi l’anno scorso? La mancata approvazione del Piano Sanitario Regionale da parte del consiglio, sebbene già approvato dalla giunta?
In quel Piano esiste già quello che vogliamo perché vi si parla della specificità elbana e se ne provvede.
Presidente Rossi -che non si è degnato di rispondere alla lettera dei comitati che da anni, prima delle forze politiche locali, combattono per i diritti di tutti- il suo silenzio e il suo distacco nei nostri confronti non hanno giustificazioni.
Ma nella lettera c’è scritto: gli elbani sono stati forgiati col ferro delle loro miniere e col sale del loro mare; gli elbani sono memori della loro storia, delle battaglie che sono state combattute per poter continuare a vivere su quest’isola; delle lotte che i loro minatori hanno combattuto, contro le condizioni di bestiale sfruttamento cui erano sottoposti; dei sacrifici dei loro marinai, che salutavano la loro famiglia per mesi e andavano a “strusciare” l’Oceano; delle fatiche dei loro pescatori, che si spostavano a remi, a forza di braccia, fino a Capraia per far mangiare i figli;
degli sforzi immensi dei loro contadini che, terrazzandole, trasformavano in vigne le pendici delle colline, su su, fino in cima, ad altezze incredibili.
Perciò le battaglie di giustizia e di libertà non ci fanno paura. In nome di chi ci ha preceduto e per il bene dei nostri figli, se vorranno continuare a vivere su quest’isola.>

M. Gisella Catuogno.

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Rhino


da
Rhino


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
14:17

Quando talvolta scrivevo qualche minchiata su camminando, era poi d'obbligo la telefonata al Papi per chiedere un parere…e lui puntualmente rispondeva "l'ho letto….sei il solito palloso, bene che 'un t'ha considerato nessuno…" ed io mi beccavo l'ennesima arronzata ridendo…e adesso? Adesso mancheranno i dispetti, le gessate date a destra e a manca quando si era rotto il braccio provando a saltare giù in strada dal primo piano, le ditate nervose elargite nel tuppiettare il prossimo e tutte le altre cose che faceva quando voleva ma non poteva dire agli altri "ti voglio bene"…
Ma guai abbandonarsi ai pietismi, che egli tutto voleva tranne che compassione…meglio pensare al suo arrivo nei verdi pascoli (magari simile a quello oltremanica, quando briaco marcio fini' dentro il rullo dei bagagli), dove lo vedo abbastanza chiaramente presentarsi con un gran scatolone sulle spalle, portato con non sufficiente forza e quindi ballerino, in cerca di equilibrio…vedo come la grande scatola, inclinandosi un po' di qua e un po' di là, disperda in piccole montagnucole le tante cose che fuoriescono…campari, girasoli, biribiri, pacchetti iniziati di maladettissime sigarette, orari dei pullman, oche che si grattano, battibecchi, svenimenti, scarti di barbe fatte da fagiolo, scarti di ore della notte passate a chiacchera su le sedie dei bar chiusi, una diane verde come una rana, rospi di ogni foggia e dimensione…e infine idee, idee a miliardi stipate nella scatola senza fondo, nascoste insieme a quanto di sè non voleva far conoscere come la poesia e la sensibilità…e poi ancora mattanate, passi frettolosi sui sentieri di montagna, rami di ciliegio, uno scorcio degli scogli dell'Omo, la luce negli occhi al cospetto dei fochi di San Giovanni, le bandierine verdi o rosse alla finestra, la difesa a oltranza de li bimbi, libri e libri e ancora libri…bicchieri sudici di marsale scolate, panini con banana, marmellata, salsiccia, tonno e cipolla, pezzi di schiaccia calda di pisello, birette, morsi di cecina in mezzo a litri di vino rosso…un mucchio impensabile di oggetti sconnessi tra i quali cercare un qualcosa di straordinario, un quid indefinito che possa rappresentare quella catena fiammeggiante di pensieri…

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X Ospedale


da
X Ospedale


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
14:16

Mi meravigli, non sai che il Coluccia cerca di arrampicarsi sugli specchi perchè deve ottenere qualcosa che fino ad oggi non è riuscito con il suo partito, anche lui è un totanino dipendente, quindi tutti contro a chi critica la Regione e il centropsinistra. Stamani ero in Ospedale e il Sindaco di turno Simoni era li con altri fra gli altri c'era un consigliere di Portoferraio che non conosco ma mi dicono di centrodestra, bene deve essere così tutti presenti e sempre ELBANI prima di tutto.
E permettetemi l'ultima battuta, è giusto criticare la Regione e il suo Governatore ma un pò di colpa l'abbiamo anche noi Elbani che fino ad oggi ci siamo fregati di quello che ci stavano per fare.

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Soloxlelba


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Soloxlelba


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
13:46

L’Italia frana, cinquant’anni di allarmi inascoltati

Il bilancio dei morti in frane e alluvioni nel nostro Paese, negli ultimi cinquant’anni, è pesantissimo: oltre quattromila persone. E la climatologa Marina Baldi denuncia: «Purtroppo l’allerta meteo non è preso alla lettera come succede negli Stati Uniti».
Piogge torrenziali, alluvioni, frane. Fenomeni naturali che esistono da sempre. Ma che, in un territorio densamente abitato come l’Italia, sono spesso fatali.
L’istituto di ricerca e protezione idrogeologica (Irpi) del Cnr ha elaborato il bollettino delle vittime di frane e alluvioni nel corso degli ultimi 50 anni. E i numeri sono da brivido: dal 1960 al 2010 le frane hanno ucciso oltre 3400 persone, mentre le alluvioni hanno spazzato via 715 vite. Certo, nel conteggio rientrano anche le vittime del Vajont, ma non cambia la sostanza: in Italia si continua a morire di maltempo.
«Ma il numero delle vittime non è aumentato negli ultimi anni. È invece cresciuta l’attenzione dei media verso questi fenomeni. E c’è dell’altro: fino ad ora il cambiamento climatico non ha inciso in modo significativo», spiega il dottor Fausto Guzzetti, direttore dell’Irpi. Che poi avverte: «Il climate change si farà sentire nei prossimi 20-50 anni».

Leggi il resto: [URL]http://www.linkiesta.it/frane-alluvioni#ixzz2C11vmXh1[/URL]

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Roberto


da
Roberto


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
13:34

X IL GOVERNATORE ROSSI…
Dott. Rossi, Ci dia il buon esempio, venga a farsi curare all'ospedale di Portoferraio, ma non venga in elicottero(quello magari lo utilizzerà in seguito) venga con il traghetto magari quando soffia un pò di vento, venga pure tranquillo tanto siamo dotati delle più sofisticate attrezzature per l'assistenza e la degenza dei pazienti, se poi dovessero esserci complicazioni ,abbiamo delle belle navi dotate di tutti i comfort per i pazienti in ambulanza e un bell'elicottero che La trasporterà nei migliori centri di assistenza. Dimenticavo però di dirLe che qualora le condizioni meteo fossero avverse abbiamo preparato un centro degenze in Via Mentana.
La aspettiamo……

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ma gli elbani sono proprio duri!


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ma gli elbani sono proprio duri!


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
12:24

"Vi ricordo che un ex governatore della Toscana, dopo un breve dialogo ebbe a dirmi: ma gli elbani sono proprio duri! Questo pensiero credo esista ancora nella mentalità dei presenti. Dobbiamo avere il coraggio di abbandonare noi la Toscana" [URL]http://www.tenews.it/giornale/2012/11/10/gualberto-gennai-aem-melbourne-45550/[/URL]

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Per Coluccia


da
Per Coluccia


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
11:58

Mi sembra un comunicato del politic bureau…
Ora ti scrivo una parola presumibilmente sconosciuta,, AUTOCRITICA.
Per i voto, continua così che vai bene……

bla…bla…bla…bla…bla….

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COMUNE INFORMA


da
COMUNE INFORMA


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
11:10

Con la deliberazione adottata in data 6 novembre 2012 la Camera di Commercio ha stabilito di sospendere i procedimenti sanzionatori fino a fine 2013 per le imprese elbane colpite dall’evento alluvionale del 7 novembre 2011.

Tali imprese, come comunicato dalla segreteria generale della camera di Commercio, dovranno provvedere al pagamento del diritto annuale 2012 entro il 16.06.2013, per quanto dovuto dalle ditte individuali, ed entro il 31.12.2013 per tutti gli altri soggetti obbligati.

Si coglie l’occasione per ricordare che presso il Comune di Campo nell’Elba fino al 22 novembre è possibile inoltrare la domanda per l’indennizzo dei beni mobili registrati (veicoli) danneggiati o distrutti a seguito dell’alluvione.
Le domande, per essere ammesse al contributo, dovranno necessariamente pervenire corredate della relativa documentaizone, all’ufficio competente entro e non oltre la data sopra indicata.
Ulteriori informazioni nel sito del comune di Campo nell’Elba

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Riccardo


da
Riccardo


pubblicato il 12 Novembre 2012

alle
10:44

Ciao Mario

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