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113792 messaggi.

Ivano


da
Ivano


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
15:19

Renzi …!
Il filo bianco che congiunge certi innovatori.
Berlusconi, noto rottamatore di Italiani, a marzo 2008, in prossimità delle elezioni, promise di portare le pensioni minime a 1000 €, Renzi, un altro nuovo a marchio De Gasperi, promette aumenti di 100 € per stipendi sotto i 2000.
Prescindendo dalla evidente spacconata, non ho sentito come.
Chiederà a Marchionne, sempre disponibile e generoso, agli amici finanzieri delle Cayman, ristabilirà la cinghia di trasmissione con FIOM e CGIL per scioperi per aumenti salariali, aprirà collette con i gazebo, …?
Non ricordo di averlo mai visto in prima fila nella difesa degli operai a 700 – 800 – 1300 €/mese. Il disaccordo con Landini e Ariaudo è noto, come è nota la sua simpatia per Ichino e Fornero.
E' restato alla favola che il fondo pensioni, per l'aumento dell'età di vita media, era in deficit, quando ormai tutti riconoscono che i motivi del deficit sono da cercarsi nel finanziamento del sociale con i contributi dei lavoratori.
Sarebbe lui la nuova speranza dei ceti meno abbienti?
Comunque, … ben venga Renzi! Almeno sarete arrivati alla fine di un percorso storico quasi centenario.
Da Gramsci, Togliatti a … Renzi. Nienti più veli.

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Le specializzazioni dei malviventi


da
Le specializzazioni dei malviventi


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
15:11

Non è necessario essere poliziotti nè particolarmente intelligenti per capire che tutto il marciume straniero che è venuto in italia non per lavorare ma solo per delinquere contando sul nostro buonismo e sulla inefficienza della giustizia , si è diviso la piazza secondo le varie specializzazioni o tendenze.E' sufficiente leggere le cronache nazionali , senza essere razzisti o xenofobi, per sapere che tunisini e affini sono dediti allo spaccio di droga, che gli albanesi "buoni" sono i boss della prostituzione , i polacchi maestri nel rapinare elettronicamente bancomat ,cosi come certi cinesi che praticano la prostituzione assieme allo sfruttamento minorile, mentre furtarelli innocenti sono patrimonio dei neri africani che per un pò raccattano per pochi euro pomodori eppoi rapinano le vecchiette per strada. Le rapine in grande sono invece proprietà di gente dell'est slavi e rumeni e ancora albanesi "cattivi" armati e cattivi che non esitano a uccidere o comunque a picchiare o violentare le loro vittime come fanno nelle ville isolate del nord ed ora iniziano all'elba, oppure di bande di cileni , peruviani e altri che ancora si limitano a delinquere solo nel nord italia ricco. .
Senza essere poliziotto sono convinto che le rapine perpretate nelle banche elbane sia frutto dei popoli dell'est europa, come la rapina selvaggia di capoliveri , non certo opera di balordi locali , così come sono certo che nessuno sappia quanti sono veramente, dove e come vivano con documenti falsi e fattezze simili a quelle veuropee e quindi facilmente occultabili nel mucchio. Ma l'elba è una isola piccola , censirli e contarli non è difficile , semplice anche capire come e dove vivano e quindi trarre le conclusioni , specie se senza lavoro ma conauto di grossa cilindrata ( nelle rapine usano macchine rubate e scassate) e alti tenori di vita. L'elba deve rimanere tranquilla e lontana dalla criminalità, non è una isola ricca che giustifichi queste invasioni di cialtroni e malviventi .

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ILVA (ELBA)


da
ILVA (ELBA)


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:48

Nel 1921 la Banca Commerciale Italiana, il maggior creditore dell'azienda, ne rilevò la proprietà assieme a quella di numerose imprese siderurgiche minori. Con la costituzione dell'IRI l'Ilva e tutte le altre imprese possedute dalla Banca Commerciale passarono in mano pubblica: tutta la siderurgia italiana a ciclo integrale (altiforni di Portoferraio, Piombino, Bagnoli e Cornigliano) era posseduta dallo Stato attraverso l'IRI.

La successiva crisi del settore, registrata negli anni 1980, ne ha poi provocato un grave stato di crisi.

La denominazione Ilva fu ripresa nel 1988 quando Italsider e Finsider furono messi in liquidazione e scomparvero. La "nuova" Ilva fu smembrata alla vigilia del processo di privatizzazione; già ceduto l'impianto di Cornigliano e chiuso quello di Bagnoli, l'acciaieria di Piombino fu venduta al gruppo bresciano Lucchini, mentre l'attività più significativa, il grande polo siderurgico di Taranto, passò nel 1995 al Gruppo Riva.

Alla storica ILVA di inizio Novecento è stata intitolata a Genova una via del quartiere di Carignano, la stessa in cui si trovavano gli uffici poi spostati nella vicina via Corsica.
Nel centro direzionale di Carignano ha lavorato, a inizio anni sessanta, l'attore e scrittore Paolo Villaggio. Fu quasi certamente in quella circostanza che Villaggio, impiegato nella collegata Cosider (anch'essa del gruppo Finsider), maturò l'ispirazione per i suoi personaggi letterari (e cinematografici) di maggiore successo: il ragionier Ugo Fantozzi e l'impiegato semplice Giandomenico Fracchia.

L'impianto di Taranto fu inaugurato il 10 aprile 1965 dall'allora presidente della Repubblica Italiana Giuseppe Saragat.

fonte
[URL]http://it.wikipedia.org/wiki/Ilva[/URL]

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CATENE O PNEUMATICI ?


da
CATENE O PNEUMATICI ?


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:43

[SIZE=4][COLOR=darkblue]CATENE E PNEUMATICI DA NEVE ? [/COLOR] [/SIZE]

Sta per entrare in vigore l'ordinanza emessa dalla Provincia di Livorno, riguardo l'obbligo di avere a bordo catene da neve sulle nostre strade.

A riguardo ricordiamo che non è sufficiente avere un veicolo a trazione integrale 4×4 per poter circolare con tale obbligo, ma bisogna equipaggiarlo con catene da neve, che in base alla necessità, nei tratti di strada indicati da apposita segnaletica stradale, andranno installate per poter proseguire il viaggio, oppure dotare il veicolo di pneumatici da neve.

Per il Codice della strada solo i pneumatici invernali, contraddistinti con la marcatura M&S, MS, M-S e M+S, sono equivalenti alle catene omologate e soddisfano dunque l'obbligo di legge.
Lo "snowflake", il simbolino di un fiocco di neve racchiuso nel profilo di una montagna, indica il prodotto winter secondo la normativa richiesta dal mercato americano, la presenza di tale simbolo non è obbligatoria a termini di legge per il mercato locale, l'unica indicazione con valenza giuridica per individuare un pneumatico invernale è infatti la marcatura M+S.

Le catene da neve devono essere installate rispettando la misura del pneumatico del nostro veicolo, onde evitare rischi di contatti pericolosi o sfregamento all'interno del passaruota, danneggiando i freni, le sospensioni e andando così a creare un pericolo effettivo durante la marcia. Inoltre, per legge con le catene non si possono superare i 50 km/h di velocità massima.

Le "calze" per il Codice della Strada NON sono equiparate ai pneumatici M+S e alle catene, dunque non sono sufficienti per circolare quando si è in regime di "obbligo di catene a bordo".

Saluti
[COLOR=darkblue]Giuseppe Schiavone Ass. Capo Polizia Stradale di Portoferraio
0565.913274[/COLOR]

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Elbano


da
Elbano


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:41

Se dei romeni in trasferta cominciano ad arrivare all'Elba per rapinare e pestare gente inerme nella propria casa, vuol dire che siamo proprio arrivati alla frutta… questi individui non sono andati a caso, probabilmente hanno qualche connazionale in loco che lavora qui, che li ha indirizzati.

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x CARPE DIEM e x tutti


da
x CARPE DIEM e x tutti


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:38

CARPE DIEM,

hai ragione e fanno bene i nostri politici, fintanto c’è chi li sostiene e paga anche 2 euro per sostenerli! se ancora non si è capito chi sono i nostri politici…beh allora fanno bene a prenderci tutto… anche per il C…O!
Il futuro è anche questo? bel futuro! davvero un bel futuro per i nostri figli!
Ma c’è anche Monti, Draghi e &, tutti bravissimi per il LORO mondo a farsi capire nel LORO perfetto inglese,LORO, ma stanno sottomettendo il mondo intero !
Guardatevi questo video e vedrete il nostro futuro….di schiavi!
[URL]https://www.youtube.com/watch?v=Sok8nodx9hk[/URL]

🙁 🙁 🙁

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PER R.SANDOLO


da
PER R.SANDOLO


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:22

Qualche giorno fa il sig Sandolo era euforico per la manifestazione sulla sanità.Ora è perplesso.
Si chiede quale sarà il futuro della sanità elbana.
Lo deve domandare ai suoi amici del PD che dopo aver acconsentito allo smantellamento dell'ospedale , hanno portato sul palcoscenico le dimissioni di Peria poi ritirate.
Davvero una bella sceneggiata.

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Elba Repubblica Indipendente


da
Elba Repubblica Indipendente


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:18

quello che è accaduto a Capoliveri conferma i rischi che tutti noi stiamo correndo ,nessuno escluso ,evidentemente ci sono delle responsabilità delle superficialità uomini non udenti"SORDI"e non vedenti "CIECHI"che fanno si che situazioni del genere predino forma ..immaginiamoci cosa poteva accadere se al posto di questo 66 "vecchietto "ci si fosse trovato un giovane con dei numeri da giocare e una famiglia da difendere ,,,una strage ,,,questo messaggio pur essendo scritto in italiano non viene compreso da chi dovrebbe ,dalle nostre istituzioni ,dai nostri primi cittadini che contrariamente tendono a tutelare a difenderre e scusare il nuovo arrivato, come se tutto fosse lecito a discapito dell'interesse dei propri cittadini ..cari amici qui bisogna rifare tutto da capo, liberarsi di questa zavorra staccarsi dal carrozzone da questa situazioneche ci sta opprimendo ,soffocando ci sta togliendo il quieto vivere al quale eravamo abituati..invece di pensare al comune unico a come far risorgere l'Elba in tre anni voliamo più in basso e pensiamo veramente a curare questa isola contaminata, ammalata ,morente ,magari con l'acqua santa che costa poco e niente e abbandoniamo le grandi idee dai risultati incerti

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Catene e non solo….


da
Catene e non solo….


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:06

Dice che dal 30 novembre c'è l'obbligo delle catene da neve a bordo.
Deh, se ero in loro aspettavo un altro po, di quì a dopo domani come faccio a comprare le catene per la mia macchina? Sono andato dal rivenditore e per la misura dei miei pneumatici vanno ordinate e passerà una settimana. E ora come ci vado a lavoro? a piedi?
Ma comunque in tempo di crisi e di tagli la Provincia fa bene, invece di sprecare soldi per gli spazzaneve e per il sale ti obbligano a te a mettere le catene. Bel ragionamento!!!
Scommetto che tra un pò ci sarà l'obbligo di avere la pala a bordo per pulire le cunette in caso di pioggia o magari ci obbligheranno ad avere a bordo il decespugliatore in caso di erba alta e poi magari per ovviare al problema delle buche ci obbligheranno a viaggiare con i sacchetti di asfalto nel portabagagli.
Ma i soldi del "BOLLO" e delle "MULTE" per cosa servono? :angry:

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PER il Sig. LANERA


da
PER il Sig. LANERA


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:04

Per il Sig. Lanera,
Leggo il suo Post ,e mi chiedo MA LEI CON LE SUE ATTIVITA' che cosa ha fatto o cosa fara' nel prossimo anno ?
Lei e' uno di quei tanti personaggi che sono bravi solo a Parlare.
Dimostri i fare qualcosa di positivo !!!!!!
IO approfitto per ringraziare e fare i complimenti all'iniziativa !!!!!

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x Bacco


da
x Bacco


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
14:03

Caro Bacco, montare delle gomme invernali, magari ricoperte già montate su 4 cerchi usati, è la scelta più responsabile che all'Elba, per l'inverno, ti raccomando vivamente. Per lavoro sono costretto a viaggiare molto in continente dove vige, quasi in tutte le regioni/province, l'obbligo di gomme invernali o catene a bordo e posso dirti con assoluta certezza che le criticità obiettive che si trovano sulle strade Elbane, raramente si trovano in continente. Non vedere solamente la neve, che tra l'altro con con le invernali montate, te la caveresti benissimo, ma vedi il pericolo che si corre su queste strade strette, tortuose, con pendenze importanti, col freddo sotto i 10-7 gradi, con fondo bagnato e spesso ghiacciato, su di un asfalto liscio di infima qualità. La tenuta con le gomme estive, in queste condizioni è estremamente precaria, lo sappiamo tutti per esperienza ed avere le catene a bordo non risolve certamente questo problema. Leggi anche l'intervento di Giuliano che mi sembra molto interessante.
Fai questa scelta, dammi retta e nei momenti critici, ti accorgerai di viaggiare su un altro pianeta.
Saluti
Fulvio

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Quando la Provincia di Livorno pulirà il fosso degli Alzi?


da
Quando la Provincia di Livorno pulirà il fosso degli Alzi?


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
13:53

"Premesso che senza dubbio l’enorme quantità di precipitazioni cadute nella nottata di Sabato scorso sia stata una delle cause principali,
è necessario constatare, come peraltro apparso anche dalle numerose testimonianze dei cittadini, le altre concause le quali risultano non meno rilevanti.
In primo luogo è emersa in maniera palese la negligenza delle autorità preposte in primis della Provincia nella persona del proprio Presidente Osvaldo Angeli, degli assessori competenti, e dei dirigenti tutti, della Comunità Montana e non ultimi del Sindaco del Comune di Massa l’Ing. Pucci e dell’intera Giunta cittadina. Si sono impegnati a spendere ingenti quantitativi di denaro per abbellire le piazze del centro, addirittura avrebbero voluto spendere ben due milioni di euro per delle fantasmagoriche scale mobili al castello Malaspina (provvidenzialmente bocciate dalla Sovrintendenza) senza preoccuparsi del fatto che il nostro territorio abbia presentato più volte un conto salato a causa di un importante e sempre ignorato dissesto idrogeologico .

Purtroppo nonostante i segnali ricorrenti nessuno di questi soggetti si è minimamente degnato di identificare le evidenti criticità di rischio idraulico né tantomeno di predisporre le opportune misure da adottare in termini di prevenzione, eppure come detto già da tempo lor signori erano ben a conoscenza di tali problematiche, perché mai dunque non sono interventuti? Sono stati predisposti solo interventi assai marginali come alcuni consolidamenti degli argini, comunque sia nella maggior parte dei casi si è provveduto alla sola manutenzione ordinaria che prevedeva lo sfalcio dell’erba e degli arbusti regolarmente lasciati nell’alveo dei torrenti. Non sono state realizzate casse di espansione, non stata è prevista una opportuna opera di pulizia straordinaria attraverso anche il dragaggio degli alvei, non si è provveduto al taglio delle numerose piante presenti così come non si sono rinforzati e rialzati gli argini, nemmeno si è verificato il fatto che in alcuni tratti i torrenti hanno una sezione sin troppo ridotta ,nessun controllo è stato fatto sugli angusti ponti e/o sulle opere abusive che incidono sul Cocombola, insomma all’atto pratico ad oggi la situazione di pericolo è la stessa della nottata di Sabato scorso e chissà per quanto tempo rimarrà tale, in questo caso parlare di inettitudine e negligenza non mi pare assolutamente fuori luogo.

Numerosi cittadini si sono recati in passato presso gli uffici competenti segnalando appunto le criticità e le problematiche sopra esposte, ma evidentemente si è deciso di adottare la politica dello struzzo in attesa purtroppo dell’emergenza. Ed è stato così che in assenza di risposte concrete la natura ha ancora una volta dimostrato che senza prevenzione l’imponderabile è in realtà molto più che probabile. E’ importante che i nostri concittadini siano messi a conoscenza di tutte queste circostanze per poter prendere coscienza da chi siamo amministrati, non è difatti più tollerabile che questi signori continuino a commettere gravi errori restando puntualmente esonerati da qualsivoglia responsabilità, ci siamo fidati in più di un’occasione ma evidentemente la nostra fiducia è stata assai mal riposta."

[URL]http://massa5stelle.wordpress.com/2012/11/15/a-noi-cittadini-lorgoglio-ai-responsabili-la-vergogna-alluvione-massa/[/URL]

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Carlo Dotto


da
Carlo Dotto


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
13:48

Il populismo che alberga in me mi spinge a scrivere una cosa riguardo la vicenda delle catene. E' molto interessante notare come nella migliore tradizione italiana, tutte le reponsabilità vengono scaricate in una girandola vorticosa di leggi e leggine che guarda caso hanno come destinazione finale il nostro ormai provatissimo millerighi. Nevica (insomma, nevica…) una volta l'anno e anzichè pulire le strade o spargerci del sale cosa si fa? Dotiamo tutti di catene. Un po' come dire ai carabinieri di smettere di dare la caccia ai ladri perchè tutti dobbiamo avere una pistola. La cosa che mi fa incazzare è questa paura di prendersi le proprie responsabilità. Strano, per rubare uno rischia senza problemi, poi per garantire un pubblico servizio no, li non si può rischiare…

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Giovanni Muti


da
Giovanni Muti


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
13:33

[SIZE=4][COLOR=darkblue]ESA, PORTA MEDICEA STRONZI E PAVESINI [/COLOR] [/SIZE]

[FONT=comic sans ms]di Giovani Muti [/FONT]

Se diciamo che il centro storico di Portoferraio è arrivato quasi alla fine di un lento precorso di degrado, diciamo una banalità che ha il sapore un pò stucchevole delle cose dette e ridette. C’è chi, come Sergio Bicecci, lo aveva previsto una ventina d’anni fa e ripubblicato l’articolo su questo giornale.
Allora perché ne parliamo ? Potremmo dire perché negli ultimi 3 anni c’è stata una accelerazione veramente impressionante. Non solo per la chiusura dei negozi che ha trasformato le vivaci vie del centro in una periferia degradata, dove l’erba cresce come nei vecchi cancelli di ville abbandonate e dove i ragazzi fanno partitelle in mezzo a radi passanti. Non per questo, perché si può sperare che, con qualche iniziativa, almeno alcuni negozi potrebbero riaprire, l’erba si può tagliare e ai ragazzi si può dire di andare a giocare in un campetto fuori dal centro. Non è per questo. E’per qualcosa di più sottile e insidioso. Il degrado sembra essere penetrato nella coscienza della gente e soprattutto di chi amministra, come un elemento di normalità, a tal punto che – il degrado – lo creano loro stessi senza rendersene conto.
Si pensi, per esempio ai tubi fioriere in ferro rugginoso. Sono stati installati in perfetta buona fede. L’idea era che dovessero alludere al passato industriale della città. I cani questo non lo sapevano e li hanno trasformati in toilette con la conseguenza che l’ aria, con il caldo, era irrespirabile e si perdeva un elemento identitario importante per la città: il puzzo di bottino, questo si legato alla sua storia.
Altro e ancora più grave intervento, che denota un grave degrado culturale, è la trasformazione della porta medicea, il simbolo della città, in contenitore di cassonetti della spazzatura. Essendo stato lo spazio meticolosamente utilizzato sono riusciti a mettercene addirittura 18. Forse si tratta di un esercizio ben riuscito dell’uso razionale dello spazio. La professionalità non è acqua. . Solo che i nuovi dirigenti dell’Esa , cito a memoria il nuovo presidente Ilio Pisani da poco in pensione, L’ing. Chiappo già nella precedente gestione, il direttore ( non so come si chiama ma mi informerò), e d altri, non sapevano di quale spazio disponevano. Certo si potrebbe obiettare che la formazione di chi si occupa di “monnezza”, come dicono a Roma, non richiede una formazione storico culturale che gli permetta di capire che cosa rappresenta un monumento storico come la Porta Medicea di Portoferraio. Quello che si richiede e che facciano funzionare l’azienda e tengano pulita la città. E farlo senza spennare il cittadino e fargli pagare solo il dovuto. Vedremo in seguito se lo fanno. Comunque la cosa rimane grave: scambiare un monumento storico per un contenitore di spazzatura è come scambiare un pavesino con uno stronzo. Se loro non ci riescono, sta all’Amministrazione ad intervenire. E la cosa sorprendente è che non lo abbiano ancora fatto

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LE PRIMARIE DEL PD E LA PESCA CON LA ZACCALENA


da
LE PRIMARIE DEL PD E LA PESCA CON LA ZACCALENA


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
13:24

Cara Romana, sarà vero quanto si sta ipotizzando per il dopo primarie e cioè un possibile ticket Bersani-Renzi alle prossime elezioni? Se così fosse, verrebbe da chiedersi se la manfrina e i dibattiti di questi giorni non rispondano a una precisa strategia elettorale del PD, molto simile alla pesca con la zaccalena.

Se non conosci questa tecnica, te la racconto grossomodo. C’è un barcone da pesca (in questo caso il Pd) che mette in mare due gozzi: uno (che chiameremo Bersani) lo posa a sinistra, l’altro (che chiameremo Renzi) lo posa a destra. I due gozzi – che sono muniti di potenti lampare (leggi i riflettori delle tv)- partono distanti uno dall’altro, poi cominciano a girare il mare, ognuno per proprio conto, al fine di attirare sugarelli, lacerti e sarde sotto la propria luce. Dopodiché si avvicinano lentamente fino a radunare i pesci in un unico sciame. A questo punto dal barcone viene calato un battello che con la rete cinge i pesci e poi ritorna a bordo. Ora ai pescatori non resta che salpare questa rete, chiamata zaccalena, e rovesciare il pescato nelle ceste.

Solo che questa volta, insieme al solito pesce azzurro, troveranno anche qualche ghiozzo (leggi elettori moderati) che, attirato dai bagliori della lampara Renzi, è aggallato per mescolarsi agli altri pesci.

Saluti Pasqualino

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cittadino campese


da
cittadino campese


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
13:03

Pienamente daccordo con le considerazioni fatte da Alessandri Dini…..si puo'dire e giustificare cio'che si vuole ma agli occhi della gente …al livello di praticita'…cio'che sta avvenendo alla foce del fosso adiacente al Club del Mare puo'non avere alcun senso!Per quanto riguarda le correnti naturali …..di quali si parla??di quelle che tutti gli anni da quando c'e' la diga insabbiano il porto,scusate il nostro misero approdo, con conseguente ingente spesa per ricreare il fondale e il ripascimento?Per poi sentirsi dire ogni stagione dai turisti che il mare e' torbo e non e' piu' quello di una volta?Ringraziamo il cielo che in questi giorni di varie allerte meteo l'abbiamo sempre scampata!!!!o meglio…"scapulata"ad ogni modo,a noi campesi non interessa se anche nell'iter per la messa in sicurezza dei fossi per la nostra tranquillita'ci deve essere di mezzo la politica….a noi interessa che tutte le parti che contano siano alleate per risolvere questo grande problema bussando in provincia e in in regione se c'e' da bussare!

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Calze Catene o Gomme da neve?


da
Calze Catene o Gomme da neve?


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
12:32

Le calze sono particolarmente indicate in caso di ghiaccio e neve compatta, mentre nella neve disciolta, simile al pantano, non funzionano, in quanto in queste condizioni il suo principio di funzionamento si va praticamente annullando. Se su questi due terreni ad avere la meglio sono certamente le catene, quando la neve è scomparsa e l'asfalto è in condizioni normali o quasi normali, sia le catene che le calze da neve devono essere immediatamente rimosse in quanto possono rovinarsi, o addirittura rompersi. Inoltre non tutte le calze che vendono sono omologate.

Da noi il problema più grosso non si chiama nè neve, nè ghiaccio, ma asfalto liscissimo completamente consumato, guarda caso questo si trova (anche) proprio nel tratto tra Procchio e Portoferraio.

Consiglierei di girare con le catene in macchina per rimanere a regola con gli eventuali controlli o situazioni particolari come successo l'anno scorso (sono anche più economiche delle calze), o meglio ancora di prendere un bel treno di gomme s+n (snow+mud = neve+fango) da utilizzare nel periodo invernale. Dopotutto chi usa la macchina ogni tanto la porterà anche fuori dall'isola dove vigono le stesse regole, in tutta la Toscana. Vi garantiscono sicurezza massima e inoltre limitano il consumo delle gomme originali che si rimontano ad aprile, quindi hanno doppia funzione.

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Aggressione a Capoliveri


da
Aggressione a Capoliveri


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
12:26

Un 66 aggredito e mandato all'ospedale.
Non possiamo più dormire sonni tranquilli, la realtà è proprio questa, siamo invasi di persone incivili che ci costringeranno a lasciare l'isola.
Quello che è successo a Capoliveri è un episodio di delinquenza come quelli che si sentono in televisione, in 3 con la pistola e vari coltelli aggrediscono un 66enne in casa sua per rubare.
Indovinate un pò di dove sono queste brave persone?
Be di certo non dell'elba, ma noi li ospitiamo, gli diamo lavoro (in nero), gli diamo la casa (in nero), e diciamo "quello che sta da me è una brava persona" ma poi in casa ci stanno in 8 e gli altri 7 non lo sai come sono…
Be ognuno faccia le sue considerazioni, usano i servizi per cui noi paghiamo le tasse, vanno in disoccupazione, rubano, spacciano ecc… ecc… ecc…
Ora vi porgo una domanda,
"secondo voi che cosa dovremmo fare???"

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Catene da neve


da
Catene da neve


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
12:24

Questa mattina ho trovato a Portoferraio catene da neve a partire da 35 Euro .
Il costo delle catene varia a secondo delle misura.
Quelle economiche arrivano dalla Cina….. ma ormai tutto viene da lì.
Bacco

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R.Sandolo


da
R.Sandolo


pubblicato il 29 Novembre 2012

alle
12:18

[COLOR=red][SIZE=5]DOPO GLI ACCORDI QUALE FUTURO PER LA SANITA' ALL'ELBA?[/SIZE] [/COLOR]

Parliamo ancora di Sanità elbana … con amarezza e tanta speranza nel cuore in attesa che cambi qualcosa soprattutto all'Ospedale. La situazione, nonostante tanti buoni propositi e impegni è ormai insostenibile, visto che il tempo passa senza che avvenga qualcosa, anche minimo, di positivo. Non accade niente di veramente buono che rafforzi la fiducia nel cuore di ogni cittadino.
Quanto è accaduto ieri sera è la dimostrazione che gli accordi fra Comuni, Provincia e Regione sono accettabili nell'insieme ma carenti in taluni punti.
Le peripezie di un malato critico avvenute ieri durante una giornata di maltempo sono incredibili e quindi inaccettabili. La situazione della Sanità all'Elba stava diventando drammatica e, per quanto gli accordi fatti la migliorino o meglio la miglioreranno se attuati in tutte le sue parti, permane angosciosa con diversi aspetti critici.
Ma l'USL 6 e la Regione Toscana sono veramente sicuri che la soluzione piazzola sul tetto dell'Ospedale, disponibilità di elicotteri e i diversi voli di quasi tutti i giorni hanno costi superiori della presenza professionale di chirurghi qualificati per gli interventi urgenti più comuni e della dotazione di strumentazione medica specializzata con personale tecnico idoneo?
Inoltre sono certi che tale soluzione migliori il servizio all'Elba a favore dei malati, in termini di tempestività, qualità dell'assistenza e sicurezza?
Ma i Sindaci elbani e i rappresentanti dei Comitati, prima e anche durante la discussione per gli accordi, hanno fatto le verifiche del raffronto o effettuato una indagine conoscitiva?
Probabilmente, attuando gli accordi firmati, si metterà una "pezza" temporanea all'attuale situazione della Sanità. Per il momento questo è accettabile ma insufficiente in termini strategici. Per il futuro c'è bisogno di ben altro di livello superiore con un continuo miglioramento basato sul "Quality Total System".
Rimango molto perplesso e continuo ad essere incerto per il futuro dei cittadini elbani, e soprattutto per gli indigenti, i malati, gli anziani e i bambini.
E' necessario rimanere sempre attenti e uniti. Facciano valere, con continuità, i nostri diritti per la sicurezza e la qualità della Sanità.

Attendi…