di G. Muti
Siamo rimasti veramente sorpresi nel leggere l’intervento di Mazzantini sul “Progetto Elba “. Non per quello che ha detto o come lo ha detto. Conosciamo bene il linguaggio: un miscela di violenza ariosa e fluida articolazione verbale.
Quello che ci ha sorpreso- invece – e che il leader ambientalista, definito dal suo amico Sergio Rossi come un’intelligenza nazionale, fosse ancora qui all’Elba o che, comunque , continuasse a interessarsi di questioni Elbane. Pensavamo avesse chiuso con l’Elba, dopo che si era ridotto a raccogliere acqua di mare inquinata per quelli di Goletta Verde. Così avrebbe potuto mostrare come era smerdato il mare del suo paese. Pensavamo che, uno del suo livello, fosse in giro per il modo, in Africa a studiare la biodiversità o il comportamento sessuale di certi uccelli: una sua fissa. Ha fatto clamore un denso articolo sulla ”passera d’italia” ( no sto scherzando) pubblicato un giorno dopo che Tozzi aveva pubblicato, lui, un pezzo sulla “passera scopaiola”. Da non credere, ma gli ambientalisti veri sono fatti così. Nessuno dei due si è occupato della passera elbana, anche se sarebbe stato più logico. No, loro si sono occupati dei “Gorilla Elbani” termine che hanno diffuso ampiamente sulla stampa.
Comunque, dobbiamo dire che il lavoro di Mazzantini, pubblicato su “ Greenreport” è molto serio: parte da uno studio dei ricercatori dell’Università di Oslo, pubblicato sulla rivista “Molecular Ecology “, e ci rivela che la passera d'Italia è una specie ibrida derivata da un incrocio tra il passero domestico (Passer domesticus) e la “passera sarda”, o passera spagnola (Passer hispaniolensis).
E’ già questo fa riflettere. Ma chi avrebbe mai potuto pensare che, mentre il mondo sta vivendo una delle sue crisi peggiori, da qualche parte nel mondo c’è qualcuno che studia la passerà d’Italia? Per scoprire, poi, che è un incrocio tra la “passera sarda” e il “passero domestico”.
Ma non dobbiamo stupirci, gli scienziati hanno fatto sempre così. Pensate a Galileo. In quel periodo in Italia ne capitavano di tutti i colori. Si pensi alla Controriforma e tutto quello che ha provocato. E lui cosa faceva? Continuava a guardare dentro un cannocchiale. Insomma ,che si tratti di Galileo o Mazzantini dei movimenti dei pianeti o della Passera d’Italia, gli scienziati sono fatti cosi. E noi una volta per tutte dobbiamo farcene una ragione.
Ma non cene facciamo una ragione se, anche una intelligenza come quella di Mazzantini viene utilizzata per insinuare che gli Antiparco furono finanziati da qualche imprenditore. E’ una storia vecchia e dolorosa : chi non la pensa come loro, (sinistra ecologista ecc ) è finanziato dai Padroni che vogliono fare i loro sporchi interessi, manovrando vere e proprie congreghe. Che andrebbero, naturalmente denunciate e buttate in galera, come è avvenuto in passato. Questo più o meno, è quello che continuano a pensare. Non c’è nulla da fare. Noi però non vogliamo lasciar dubbi e quindi ci ritorneremo sopra con calma, per vedere, carte alla mano, chi ha preso quattrini(certo legalmente…) ma li ha presi, quanti ne ha presi, quando li ha presi, chi gli li ha dati, perché. Non per fare polemica ma per fare chiarezza.
[COLOR=darkblue]Giovanni Muti ( il Monello) [/COLOR]
